Maze fermò la sua moto a qualche metro da una bettola nella zona più degradata di Los Angeles. Una zona dove persino i poliziotti ci andavano almeno in quattro. Dentro sembrava stesse succedendo un tornado. Si sentivano urla, grida, persone lanciate oltre la finestra e la porta. Altra gente correva via terrorizzata dicendo che nel bar c'era un mostro.
Prima che Maze potesse raggiungere il bar le corse incontro Eva, proprio quella che l'aveva chiamata al cellulare, perché Lucifer sarebbe impazzito. La eterna prima donna le disse ridendo nervosamente
"Ero qui con Lucifer per una rissa da bar come al solito. Non vuole fermarsi. Sembra totalmente andato fuori di testa. Fai qualcosa per favore"
Maze ricordava solo un altro momento nel quale Lucifer aveva perso ogni controllo. Quando prima di rassegnarsi che non lo volevano in paradiso, lo avevano cacciato alle porte del paradiso. La demone ricordava il millennio di Lucifer rotto che si aggirava come un animale ferito nell'inferno. Maze stava per andare verso il bar quando vide un'auto che conosceva fermarsi a pochi passi da lei. Era Chloe che si precipitò verso il bar.
Pochi momenti prima Chloe era nel suo appartamento tentando di finire delle scartoffie. Seduta al bancone della cucina tentava di concentrarsi. Trixie era per il weekend con il padre Dan. Poteva benissimo sbrigare le scartoffie alla centrale ma il ricordo di Lucifer era troppo costante. Le mancava, infinitamente le mancava. Non si era mai pentita così tanto di quel viaggio a Roma ma soprattutto della conoscenza di Kinley. Quell'ormai ex prete riportato in italia dalla polizia in poche ore, volendo il Vaticano un rapido processo per i suoi omicidi. Chloe tante volte aveva preparato un lungo discorso a Lucifer per cercare di ricucire il loro rapporto. Soprattutto perché Chloe aveva capito che l'amava. Un incontro che le sembrava inverosimile dopo che vide Eva baciare Lucifer nella versione bruciata. Ogni volta che ci ripensava, Chloe si sarebbe picchiata da sola, perché solo in quel momento capì che lo amava anche nella versione bruciata. Tentando di pensare ad altro aprì il suo cellulare per collegarsi a internet. Tra le news quella di un bar di una zona degradata che stavano distruggendo. Il cuore di Chloe finì sul pavimento vedendo la corvette di Lucifer proprio di fianco al bar. Non ci pensò, voleva andare da lui.
Vedendo Chloe, Eva percepì una profonda gelosia. Fin troppe volte sentiva nei momenti di sesso con Lucifer il nome di Chloe. Eva non le avrebbe lasciato campo libero. Ritornò nel bar certa di poter fermare Lucifer.
Il bar era ormai completamente devastato. Solo dei neon alle pareti illuminava minimamente. Nel centro c'era in piedi un Lucifer irriconoscibile. L'elegante vestito era ormai un ricordo. Scalzo, con i capelli scompigliati, guardava intorno con occhi rosso fuoco pieni di odio e una bocca semiaperta ansimando. Stringeva i pugni così forte da avere le nocche delle mani bianche. La voce di Eva che gli disse
"Luci ti prego andiamo a casa"
Gli riportò alla mente dolore, solitudine, lascivia. In un attimo fu di fronte a Eva nella versione bruciata, dicendole con voce roca
"Ora sei felice. Ecco la bestia infernale che volevi! Il mostro!"
Improvvisamente Eva ebbe paura. In quel Lucifer vedeva un qualcosa di fin troppo oscuro e doloroso che la soffocava. Cercò di arretrare ma Lucifer l'afferrò per il braccio destro. Una voce fermò Lucifer. Sulla porta c'era Chloe.
Chloe non sentiva nessuna paura, sorpresa di se stessa. Piuttosto era angosciata per Lucifer che capiva stava male, si era rotto certa che anche per colpa sua. Lucifer le fu davanti dicendole sempre nella versione bruciata
"Detective sei qui per far fuori il mostro? Puoi diventare famosa…"
Eva approfittò per correre fuori il bar
"...vedi anche Eva mi abbandona. Su sparami"
Chloe gli disse indicando se stessa
"Sono senza armi"
Lucifer staccò da una parete un pezzo di ferro affilato, dicendo mentre se lo puntava al petto
"Detective lo faccio io. Ti liberi tu da un mostro e io di una esistenza che odio"
Lucifer alzò il ferro affilato con tutte e due le mani. Conficcarsi quel pugnale improvvisato sperava gli concedesse la pace che cercava. Soprattutto Lucifer sperava di rendere almeno una volta felice e tranquilla Chloe perché nonostante tutto gli era cara, amandola immensamente. Stava per farlo quando le mani di Chloe si posarono su quel petto bruciato. Quel gesto sorprese Lucifer che ringhiò contro Chloe che non distolse lo sguardo da quello di fuoco. Confuso, Lucifer arretrò dalla sua detective, lasciando cadere sul pavimento il lungo ferro affilato. Nel suo cervello annebbiato dalla certezza di essere un mostro, odiato, facendo provare disgusto a tutti quel gesto non l'aspettava. Scosse la testa certo di aver immaginato tutto. Voleva andare via, tornare all'inferno dove in quella oscurità soprattutto dei sentimenti poteva dimenticare. Sfoderò le ali di pipistrello, sorpreso che Chloe non mostrasse paura. Confuso Lucifer fissava con occhi di fuoco la detective.
Un gesto di Chloe ricordò a Lucifer dei momenti che erano per lui felici, normali. La detective si portò la mano destra dietro il collo. Il re dell'inferno ricordava il suo solito torcicollo per le scartoffie. In quei casi Lucifer le faceva un massaggio al collo e alle spalle che l'aiutava. In quel momento voleva aiutarla per il torcicollo. Svelto la prese in braccio volando via con lei.
Fuori il bar distrutto Maze vide Lucifer volare via con Chloe. Sperava che finalmente Lucifer si chiarisse con l'umana che era evidente a tutti amava. La demone decise di tenere lontana dai due Eva che comunque era terrorizzata da Lucifer.
Balcone attico.
Planato nel balcone dell'attico, dopo aver passato sul pavimento Chloe, Lucifer svenne. Nell'incoscienza Lucifer vide Chloe mettergli un cuscino sotto la testa, coprirlo con una coperta, dicendogli con un enorme sorriso
"Per fortuna avevi almeno un residuo dei pantaloni. Riposa. Mi troverai al risveglio"
Provando un minimo di serenità.
Qualche ora dopo.
Lucifer si svegliò dolorante. Era tornato normale sempre disteso sul pavimento. Sentì due voci femminili discutere. Si distese nuovamente ascoltando. Erano le voci di Eva e Chloe. La detective diceva alla prima donna
"Lo so Eva! Lo so! Sarà per sempre la mia colpa più grande quella di aver complottato con quella specie di prete. Mi ero persa in modo stupido. Ora sono qui. Vorrei così tanto riavere il mio amico"
La voce di Eva gli disse più calma
"Forse anche altro?"
Lucifer era certo di aver sentito un singhiozzo di pianto da parte di Chloe che disse con la voce rotta
"Eva non posso sperare in altro. Io non posso per quello che gli ho fatto. Sì maledizione lo amo. Forse questo sentimento mi obbligò nel correre lontano da lui. Quel cervello razionale che mi serve durante il lavoro gridava più forte del mio cuore. Un cuore distrutto da Dan e poi dalle bugie di Cain e anche di Lucifer, di Amenadiel, Maze e Linda. Mi sentivo profondamente tradita"
Eva continuò
"Succede a tutti. Io ero così sicura di accettare tutto di Lucifer. Invece ieri notte tutta quell'angoscia e tristezza sono stati devastanti. Oltre ogni cosa sentivo una piccola felicità nell'essere di Lucifer rivedendoti"
In un sussurro Chloe gli rispose
"La mia stessa felicità. Una felicità che poteva essere qualcosa di più…"
Sospiro di Chloe
"...lui rimane la persona più buona che abbia mai conosciuto. Di certo mi perdonerà, forse un giorno. Purtroppo sono io che non perdono me stessa. Comunque Eva se vuoi andare non ti preoccupare. Cercherò di aiutarlo per quanto posso"
Eva ridacchiò, la sua voce però sembrava stanca a Lucifer
"Come odio le storie d'amore che non si concretizzano. Chloe diglielo che lo ami, gli serve saperlo"
La voce di Chloe era rotta
"No più di ogni altra cosa al mondo. Non potrei mai farlo perché l'ho ferito in modo terribile. Non merito neanche di sognare di essere per lui qualcosa di più che una sincera amica. Eva questo sarà il mio inferno, vederlo magari felice con qualcun altro o altra. Ecco tutto"
La voce di Eva sembrò a Lucifer esasperata
"Io desideravo solo divertirmi. Avevo sofferto così tanto facendo la moglie con la madre. Non sai che fatica cercare di riportare Lucifer com'era una volta. Continua nel volere giustizia, normalit..."
La voce di Chloe stupì Lucifer, molto alterata dicendo a Eva
"Eva come puoi tentare di riportarlo a quel se stesso che odiava? Io porto una colpa enorme dentro di me per aver tentato di mandarlo all'inferno. Accetta questo Lucifer, un Lucifer che lui vuole essere"
Lucifer era rimasto profondamente colpito dalle parole di Chloe. Nessuno mai, neanche sua madre, gli aveva dimostrato di sentirsi così tanto in colpa dopo avergli fatto un torto. Poche ore prima Lucifer era certo che Chloe andasse avanti con la sua vita. Sapere che per Chloe contava così tanto, lo amava a tal punto da accontentarsi di essere solo amici per il senso di colpa, fu qualcosa di strano per Lucifer. Di solito avrebbe incolpato suo padre Dio o gli altri per i vari tradimenti nella sua lunga eternità, in quel caso Lucifer arrivò a una consapevolezza che erano entrambi in colpa. Lui per aver deciso ogni volta anche per Chloe su come e quando dirgli la verità mostrandogli chi era. In Chloe trovava l'unico sbaglio di aver concesso troppo spazio alla sua razionalità. Una razionalità che si spense quando si fermò da mettere il sonnifero nel suo bicchiere. Lucifer in seguito aveva rivisto la scena da una telecamera di sicurezza dell'attico. Vide chiaramente che non fu la musica alta che spaventò Chloe, facendole rompere il bicchiere ma invece lei che lo spostò.
Lucifer voleva parlare con Chloe ma un rumore di ali lo bloccò. Con fatica si alzò dal pavimento del balcone trovando in piedi a qualche passo da lui il gemello Michael. L'angelo portò fuori le spalle delle enormi ali nere. La rabbia di Lucifer si riaccese, in modo enorme sentendo dire al fratello con un mezzo sorriso beffardo
"Sono qui per fare un favore a tutti. Ti riporto all'inferno dove devi stare"
Lucifer tornò nella versione bruciata ringhiando contro il gemello, pronto ad attaccarlo. Invece Chloe si inserì nella visuale di Lucifer mentre dietro di lei Eva gridava a Michael
"Vattene! Sei un bugiardo, Dio non ti invia qui per rimandare Lucifer all'inferno!"
L'angelo stava per dire qualcosa ma restò scioccato vedendo l'umana che tutti sapevano amava Lucifer, chiedere a quel re dell'inferno che voleva volare via
"Portami con te Lucifer. Ti prego. Non ti lascio"
Lucifer mosse le enormi ali di pipistrello, dicendo alla sua amata Chloe
"Non farlo. Pensa agli altri...Pensa a Trixie"
Chloe scosse la testa
"A cosa servo agli altri o a mia figlia con il cuore in pezzi. Preferisco restare con te"
Eva e Michael videro Lucifer nella versione da inferno volare via con in braccio Chloe. Come risvegliato, Michael rise dicendo
"Rapimento di una umana. Sempre meglio Lucifer"
Eva corse nell'attico per chiamate Maze e Amenadiel.
Montagna nei pressi di Los Angeles.
Chloe ricordava benissimo il luogo dove Lucifer l'aveva portata in volo, sempre nella versione bruciata. Era una montagna in una zona boscosa vicino Los Angeles. Di proprietà di Lucifer, l'aveva salvata da alcuni speculatori, mantenendo tutto al naturale. Le uniche cose che Lucifer aveva fatto aggiungere era una strada asfaltata che portava a un enorme chalet con un generatore autonomo e acqua da un pozzo. I ricordi tornarono alla mente di Chloe mentre Lucifer planava verso lo chalet. Come l'ultima estate che con Trixie, Maze e Lucifer aveva trascorso nello chalet un periodo veramente piacevole. Quel ricordo torce lo stomaco di Chloe consapevole di quanto aveva perso andando a Roma.
Nel balcone al secondo piano dello chalet, Lucifer appoggiò Chloe su un divano, tornando nella versione angelica. Lasciò Chloe quasi correndo nello chalet. La detective lo seguì ritrovandosi in quella che era la camera da letto di Lucifer. Vedendo il re dell'inferno frugare nel suo enorme armadio, con calma Chloe si sedette sul bordo del letto. La voce di Lucifer gli disse mentre si stava vestendo
"Non dovevi venire con me. Avrai dei guai con quelli in paradiso. Vai nel garage, scegli un'auto o una moto. Torna a Los Angeles. Accusami, parla contro di me, di averti rapita. Io torno all'inferno, perché…"
Lucifer fu sorpreso di sentire Chloe urlare
"Non vai da nessuna parte! Io sono venuta con te spontaneamente! Nessuno ci accuserà di un bel niente!"
Lucifer con indosso solo dei boxer neri si avvicinò qualche passo a Chloe che era in piedi, sguardo deciso con i pugni stretti. Come amava Lucifer la sua detective quando sembrava una leonessa pronta a tutto. Cercò di lasciare i pensieri belli da parte, non voleva illudersi. Stava per dire qualcosa a Chloe, magari cercando di spaventata ma la detective l'anticipò, dicendo con calde lacrime che gli bagnavano le guance
"Lo so, lo so che ti ho perso. Dovrò convivere con questo peso. Ugualmente devo dirti qualcosa, non riesco più a trattenermi questa cosa nel cuore..."
Lucifer attese con una piccola speranza, una fiammella piccolissima che non si era spenta totalmente dopo aver sentito il discorso fatto da Chloe a Eva nell'attico
"...Io ti amo! Io amo tutto di te! Amo anche quella versione bruciata!..."
Chloe respirò profondamente, cercando di frenare le lacrime con i palmi delle mani ma era impossibile. Lucifer si guardò intorno, portandole una confezione di fazzoletti di carta, sentendo Chloe continuare accettandoli
"...si Lucifer io ti amo. Credo di non aver mai amato qualcuno come te. Dire che dall'inizio della nostra collaborazione ti trovavo odioso…"
Sorrisero insieme
"...vorrei almeno restare tua amica. Magari continuare il lavoro alla centrale"
Lucifer fu davanti a Chloe in un attimo. Un bacio unì le loro labbra per alcuni momenti. Quando Lucifer staccò le labbra, Chloe si lamentò. Lucifer arretrò dicendo visibilmente agitato
"Non dovevi...Non dovevo…"
Guardò Chloe con un amore che la detective era certa le avrebbe fatto scoppiare il cuore, dicendo con voce rotta
"...Chloe anch'io ti amo…"
Lucifer era sorpreso, portando la mano destra alla bocca, perché era certo di non saper dire quelle parole, ripetendo
"...Io ti amo Chloe…"
Guardò la sua amata detective intensamente
"...Ti scongiuro non mentirmi. Io distinguo i bugiardi"
Chloe si avvicinò dicendo con convinzione
"Lucifer io ti amo. Ti amo immensamente"
Lucifer divenne nella forma bruciata, gli serviva metterla alla prova per sentirsi veramente amato da lei. Chloe non si allontanò, continuando nel bacio, sussurrandogli
"Amo anche questa parte di te. Non cambiare aspetto"
Finirono dell'enorme letto. Mai Lucifer aveva fatto sesso nella versione bruciata con qualcuno. Anche Eva si era rifiutata, accettando solo di dargli dei baci. Invece Lucifer si trovò con Chloe in una piena accettazione. Momenti che diedero modo al re dell'inferno di capire la differenza tra fare sesso e fare l'amore. Tornato alla versione angelica, quell'amore così tanto nascosto, taciuto si concretizzò.
La mattina dopo.
Chloe si svegliò nell'abbraccio di Lucifer. Non le era mai successo di fare l'amore così tante volte, ricordando di aver smesso di contare al terzo orgasmo. Soprattutto mai aveva fatto l'amore anche circondata da ali di angelo e ali di pipistrello. Non le era dispiaciuta neanche la versione bruciata di Lucifer scoprendo anche con la versione normale, angelica di Lucifer che era un gran coccolone. Non poteva mai credere che quel potente re dell'inferno avesse provato poche volte il piacere di carezze o baci prima e dopo fare l'amore. Poteva anche giurare di aver sentito Lucifer fare le fusa come un gatto.
Inoltre Chloe aveva scoperto che Lucifer amava quando gli accarezzava i capelli. Godendosi quel momento, con il viso di Lucifer nascosto nel suo collo, Chloe lo sentì bofonchiare qualcosa facendole il solletico. In quella notte si erano detti tutto quello che si erano taciuti. Con l'aiuto di Chloe, Lucifer capì che seppur lei era stata creata dal padre Dio per lui, aveva sbagliato qualcosa. Perché Chloe si era fatta una vita sua, trovandolo all'inizio della loro collaborazione fastidioso. Per lei era solo uno con tanti soldi ma senza un minimo di dignità
"...conoscendoti meglio capì che eri una brava persona. Purtroppo ci fu quel mio viaggio a Roma che distrusse tutto tra di noi"
Lucifer la baciò, dicendole
"Dimentichiamo quella parentesi. Anch'io tradì la tua fiducia scappando a Las Vegas ma soprattutto tacendo chi era Piers. Andiamo avanti, ricordando solo di essere totalmente sinceri tra di noi..."
Per Chloe era come se un peso opprimente le fosse tolto dal cuore. Nuovi baci in una sorta d'intimità in quella realtà tanto desiderata. Una realtà interrotta da una voce. Era la voce di Amenadiel.
Nell'enorme soggiorno dello chalet Amenadiel con accanto Maze si guardarono intorno. L'angelo chiamò diverse volte Chloe e Lucifer, sperando che ci fossero. Sollevati videro Lucifer entrare nel soggiorno con indosso un paio di pantaloni grigi di un pigiama con sopra una vestaglia rossa. L'angelo con il demone si guardarono sorpresi, dicendo sorpresa Maze
"Tu porti dei pantaloni"
Lucifer si guardò i pantaloni, sorridendo soddisfatto. Quel sorriso fu più evidente di molte parole. Amenadiel disse contento
"Finalmente tu con Chloe…"
L'angelo non riusciva a essere sessualmente esplicito come Lucifer o Maze
"...avete concretizzato i vostri sentimenti?"
Lucifer trovava noioso suo fratello anche in quel momento, però non voleva polemizzare, spiegando
"Si caro Amenadiel. Io con la mia amata Chloe siamo ufficialmente una coppia"
Lucifer non voleva parlare di Eva, era un ricordo doloroso, nonostante fosse sembrata l'unica nel comprenderlo. Perché nonostante fosse stato più che sincero con Eva, rivelandogli che odiava com'era prima di Chloe, Eva lo aveva spinto nuovamente nella zona oscura della sua natura. Volendo però Lucifer essere degno della sua Chloe, domandò a Maze mentre al bar dello chalet versava in tre bicchieri del whisky
"Eva mi attende all'attico?"
Maze capì dal tono meno gioioso di Lucifer che Eva non era un argomento piacevole, rispondendo
"Comprende di averti fatto del male. Vuoi che la mando via?"
Lucifer diede ad Amenadiel e Maze i bicchieri pieni di whisky, scuotendo la testa alla demone
"Maze, riferisci a Eva che può scegliere un luogo dove restare. A patto che non deve essere in questo Stato. Pagherò tutto io. Soprattutto fai pulire l'attico. Io e Chloe vogliamo passare del tempo con Trixie. Come sta la prole?"
Maze dopo aver bevuto mezzo bicchiere di whisky, con voce un po' rauca rivelò a Lucifer
"Su Trixie puoi stare tranquilla. Conosce tutto di te…"
Lucifer era più che sorpreso
"...vuole solo che tu e sua madre sappiate che approva la vostra relazione"
Lucifer brindò con Amenadiel e Maze. Era un momento veramente felice.
Uscita dal bagno, Chloe si strinse in un accappatoio bianco che le sembrava una nuvola così era morbido. Decise di fare colazione con Lucifer, telefonando soprattutto a Trixie per farle sapere che stava bene. Sul letto trovò i suoi vestiti freschi di bucato. Le sembrava tutto un magnifico sogno. Sentì delle voci fuori dalla camera. Sempre in accappatoio, si avvicinò alla scala che dava al piano terra. Riconoscete la voce di Amenadiel che diceva
"Luci sei ricercato dal paradiso per aver rapito una umana, Chloe per l'esattezza"
Chloe si preoccupò, sentendo Lucifer dire con rabbia
"Michael! Quell' essere senza dignità. Cosa devo fare Amenadiel?"
Chloe attendeva con ansia le parole di Amenadiel che disse
"Devi presentarti a nostro padre con Chloe. Scrutando la vostra anima, nostro padre capirà che si tratta di un'accusa infondata"
Un tremendo rumore spavento Chloe che sentì una voce uguale a quella di Lucifer ma senza accento inglese
"Re dell'inferno sei un arresto. Io Michael, spada di Dio ti porto da nostro padre"
Chloe sentì un enorme trambusto.
Nel soggiorno dello chalet Michael e Lucifer stavano combattendo. Altri quattro angeli che volevano dare aiuto a Michael erano bloccati da Maze e Amenadiel. Con un calcio Lucifer aveva tolto dalla mano del fratello la spada. Esasperato Michael aveva afferrato un attizzatoio del camino. Con rabbia l'angelo conficcò nella spalla destra di Lucifer l'attizzatoio di ferro. Un altro angelo lanciò una spada a Michael che stava per trafiggere Lucifer. Non si aspettava nessuno che Chloe si mettesse di fronte a Lucifer, venendo trafitta con Lucifer. Tutti si fermarono. Michael si portò le mani sporche di sangue ai capelli, dicendo terrorizzato, balbettando
"Io non volevo...non volevo uccidere una umana...Non volevo"
Lucifer stringeva con le braccia tremanti la sua Chloe, disperato, dicendole
"Chloe non dovevi farlo...se muoio io nessuno avrebbe perso nulla"
Chloe sentiva le forze abbandonarla, dicendo al suo Lucifer
"Tu sei importante...per tanti...Io ti amo...senza di te nessuna vita...insieme vulnerabili...partner per sempre"
Lucifer desiderava immensamente la morte allo spirare della sua Chloe. I quattro angeli con Michael e lui si dileguarono. La demone Maze urlò ad Amenadiel mentre guardava anche Lucifer morire
"Fai qualcosa! Usa le tue piume!"
Amenadiel si inginocchiò sul pavimento, dicendo scosso da singhiozzi di pianto
"Non posso fare nulla! Maze sono morti!"
La demone Maze urlò il suo dolore.
Una intensa luce obbligò Maze e Amenadiel a coprirsi gli occhi. Di ritrovarono in quello che sembrava il corridoio di un ospedale. Un ospedale speciale, riconoscendo Amenadiel che era l'ospedale del paradiso. La demone con l'angelo videro degli infermieri alati portare in due barelle Chloe e Lucifer. Ancora più sorpreso Amenadiel vide avvicinarsi suo padre Dio. Il Dio disse al figlio e a Maze
"Michael deve rispondere delle sue invenzioni di miei presunti ordini. Non preoccupatevi, guariranno. Mai ascoltate così tante preghiere perché non siano divisi…"
Rivolto a Maze
"...demone sono sorpreso oltre che orgoglioso di te…"
Maze non si aspettava parole di elogio
"...con i giusti mezzi sei diventata importante per tanti. Sei un amica fedele per mio figlio. Per questo voglio che tu dia tre notizie a Lucifer. Invece tu figlio…"
Guardando Dio con affetto Amenadiel
"...mi aiuterai nel rimettere il mio lavoro in pari. Già Jesus si trova al lavoro per aiutarmi. Amenadiel conosci tuo fratello che avrei dovuto ascoltare molto di più. Era uno dei pochi che criticava apertamente il mio…"
Dio cercava le parole giuste, provando quasi vergogna
"...il mio usare la scusa della ribellione di Lucifer per non fare il mio dovere, essere Dio. Da oggi basta nascondersi. Si deve maturare come Lucifer"
Maze voleva dire qualcosa a Dio ma temeva di sbagliare. Dio disse a Maze
"Dimmi pure Maze"
La demone spiegò con della soggezione
"Sia Chloe che Lucifer odiano gli ospedali. Voi potreste…"
Maze si sentiva veramente strana di fronte a Dio, poteva dire quasi in pace
"...potreste farli comparire magari all'attico"
Dio annuì positivamente, trovava giusta l'idea della demone.
Qualche ora dopo. Attico. Mattina.
All'attico giunsero Dan, Trixie e Linda. Nel letto della camera del re dell'inferno Chloe e Lucifer erano distesi supini l'uno accanto all'altro. Indossavano gli stessi abiti che avevano nello chalet ma non insanguinati e strappati. Subito Amenadiel tranquillizzò Dan, Trixie e Linda
"Si sveglieranno presto. Devono solo riprendere le forze"
Una sorridente Trixie disse all'angelo stringendo la mano destra del padre Dan
"Papà sa tutto di Lucifer con il suo mondo. Non ha fatto come la mamma scappando via"
Dan annuì positivamente, dicendo mentre si avvicinava ad Amenadiel
"Mi sorprendo di me stesso. In fondo Lucifer o tutti voi non ci avete mai fatto del male. Lo trovo esasperante ma Lucifer non mi sembra il mostro descritto da tutti"
Amenadiel percepì una presenza nel balcone dell'attico.
Poco dopo, balcone dell'attico.
Amenadiel vide proprio l'eterno che percepiva prima. Quell'eterno che aveva agito su Dan. Quel qualcuno era Jesus. In piedi a un paio di metri da Amenadiel, Jesus disse guardando Los Angeles
"O solo tolto dall'animo di quel Dan tutti o quasi i pregiudizi su Lucifer e la fede…"
Jesus lo guardò con un mezzo sorriso
"...in fondo voleva, sperava in qualcosa sopra questo mondo"
Amenadiel si avvicinò dei passi a quello che era il fratellastro, domandando
"Ma perché l'hai fatto?"
Jesus indicò nell'attico, più esattamente Trixie
"Io sento miriadi di preghiere. Non sai quante preghiere anche su Lucifer, ma la maggior parte delle volte per farlo morire o stare bene perché volevano qualcosa da lui. Per la prima volta quella anima limpida pregava chiunque per avere Lucifer come patrigno…"
Amenadiel conosceva l'infinito affetto di Trixie per Lucifer
"...Ti giuro Amenadiel era impensabile per chiunque che Lucifer potesse essere desiderato come genitore. Non potevo permettere che il padre che adorava le mettesse i bastoni tra le ruote…"
Jesus scomparve agli occhi di Amenadiel ma l'angelo senti la voce del fratellastro dirgli
"...dovrai aiutare me e nostro padre Dio nel rimettere apposto paradiso, purgatorio e inferno. Ora corri da Lucifer, penso sia un po confuso oltre che impaurito"
La voce di Lucifer che urlava
"Restate tutti lontani!"
Arrivò alle orecchie di Amenadiel che corse nell'attico.
Nella camera da letto Lucifer e Chloe erano chiusi in un bozzolo di piume bianche nel mezzo del letto. Vicino c'era Maze che disse ad Amenadiel
"Si sono svegliati nello stesso momento. Pensano che sono in qualche loop"
Amenadiel tentò di parlare con Lucifer
"Luci ascoltami. Nostro padre Dio vi salvò. Michael con i suoi sono puniti. Non c'è nessun loop"
La voce di Lucifer rispose dal bozzolo
"Non ti crediamo"
La voce di Chloe dire piagnucolando
"Non ci dividerete...combatteremo il loop"
Maze indicò ad Amenadiel qualcuno all'entrata della camera. Trixie guardava con occhi sgranati il bozzolo, dicendo
"Posso venire anch'io li dentro?"
Dal bozzolo di piume bianche Chloe domandò
"Trixie sei tu?"
La bambina si avvicinò al letto, rispondendo
"Si mamma sono io. Siete al sicuro…"
Trixie sorrise
"...Lucifer tuo padre ti permette di gestire l'inferno da qui. Poi…"
Trixie guardò Maze e Amenadiel che annuirono positivamente, perché avevano capito che solo Trixie poteva convincerli
"...Lucifer non sei più vulnerabile vicino alla mamma. Soprattutto puoi andare e venire dal paradiso senza problemi"
Sicura Trixie salì sul letto. Due mani uscirono dal bozzolo di piume, trovando quelle di Trixie. Le ali di Lucifer scomparirono, ritrovandosi un sorpreso re dell'inferno nell'abbraccio di Trixie. Chloe che si unì. Quell'armonia tranquillizzò Amenadiel. La demone disse all'angelo
"Lasciamoli soli. Trixie gli dirà ogni cosa"
Amenadiel approvò.
Due anni dopo. Attico. Pomeriggio.
Neanche un mese dopo essere stati resuscitati da Dio, Lucifer con Chloe e Trixie si trasferirono nell'attico. Un attico divenuto da tana per un cuore solitario a luogo famigliare.
Un pomeriggio Chloe era in piedi nell'attico che fissava una enorme foto appesa al muro. Era del matrimonio di lei con Lucifer un anno prima sulla spiaggia del primo bacio. C'erano tutti, anche Ella che aveva accettato la natura del suo amico. Gli alati avevano le ali fuori. C'era anche Dalila un'anima benedetta, Charlotte un angelo che frequentava Dan. Soprattutto c'era padre Frank che aveva officiato la cerimonia. Non era mancato Jesus con suo padre che grazie a Linda stava ricucendo il rapporto con Lucifer. In braccio ad Amenadiel suo figlio Charlie, un bambino di quasi due anni la cui madre era Linda.
Quella mattina Chloe in piedi nell'attico fissava la foto con gli occhi lucidi. Si portò le mani al ventre, tubando
"Ti piacerà il tuo papà. Sono certa che Trixie farà salti enormi dalla gioia. Lucifer sarà un padre splendido come riesce con tua sorella"
Il ding dell'ascensore riportò Chloe ad altro. Vide Trixie entrare nell'attico con lo zaino di scuola sulle spalle. Nella mano destra Trixie sventolava una busta da lettera gialla, dicendo entusiasta
"Mamma ce la conferma! Sei la nuova tenente della centrale di polizia"
Per giorni si era parlato di quella possibilità alla centrale. Chloe non ci credeva molto ma le aveva fatto piacere sapere che tutti in centrale l'avrebbero accettata come tenente. Trixie abbracciò la madre che le domandò
"Non eri tornata da scuola con Lucifer?"
Restando abbracciata alla madre, Trixie gli spiegò
"Sta organizzando una festa stasera nel Lux…"
Trixie notò che la madre era diventata pensierosa
"...Mamma ti senti bene?"
Chloe guardò la sua scimmietta commossa, dicendole
"Più che bene. Piccola mia sono incinta di quattro mesi"
Come previsto da Chloe, la figlia saltava dalla gioia. Chloe voleva dirlo a Lucifer al più presto.
Lux.
Maze stava elencando al suo braccio destro Patrick le bibite che doveva portare dietro il bancone. Voleva che fosse tutto perfetto per festeggiare la promozione di Chloe. Di sfuggita vide Chloe che si appartata con Lucifer dietro un separè. La demone era certa facessero sesso. Un tonfo la preoccupò, soprattutto con la voce di Chloe che diceva
"Lucifer! Che ti prende?"
Maze trovò Chloe in piedi che rideva con Lucifer svenuto sul pavimento. Con fatica per il ridere Chloe disse alla demone
"Gli ho detto che sono incinta"
Maze si affrettò nel fare una foto, decidendo che la foto sarebbe diventata uno splendido ingrandimento per la camera della nuova vita. Nel frattempo Lucifer si era risvegliato mettendosi seduto. Il re dell'inferno si alzò, dicendo alla sua Chloe in un abbraccio
"Chloe scusa questa mia reazione…"
Restando nell'abbraccio guardò con infinito amore la sua Chloe
"...sono oltre la felicità. Io pensavo la mia esistenza come una eterna corsa, per tentare di sfuggire alla mia solitudine. Invece grazie al tuo amore, al tuo mondo procedo a piccoli passi, felice di ogni momento"
Maze li lasciò soli, trovandoli come sempre troppo sdolcinati.
FINE