Premessa: niente Rory dal futuro, Lucifer scopre da solo la sua vocazione.
Los Angeles. Attico. Mattina.
Lucifer archiviò con soddisfazione la cartella di un suo paziente all'inferno. Non perché fosse andato in purgatorio o in paradiso. Era felice di aver confermato che quell'anima, uno spietato serial killer, era senza possibilità di redenzione, finendo nelle celle di eterno dolore. Controllò l'ora, volendo preparare le prossime sessioni il lunedì prossimo, giorno nel quale rimaneva tutto il giorno all'inferno. Si sorprese scoprire che erano quasi le otto di mattina. Quel martedì era un giorno speciale per sua figlia Rory di ormai tre anni. Il primo giorno di asilo. Lucifer odiava i momenti di
"dover fare il proprio dovere" dopo un periodo felice e spensierato. Come per sua figlia Rory. Da poco meno di una settimana erano tornati da una sua isola privata vicino alle Hawaii dove avevano trascorso tutto agosto. Un mese di vacanza che Lucifer poteva definire perfetto con tutta la sua famiglia. Famiglia che oltre a Chloe con le sue due figlie, comprendeva gli angeli Dan e Charlotte, sua sorella Azrael, Ella con l'ormai marito Carol da un anno. Non mancarono Maze, Eva, Linda con il figlio Charlie di quasi cinque anni e un Dio Amenadiel che si riposò dagli impegni di Dio. Un vero periodo paradisiaco che Lucifer sapeva bene si sarebbe oscurato per sua figlia Rory che odiava solo l'idea dell'asilo. Ancor peggio per Lucifer che non ci sarebbe stata Trixie che aveva un rapporto splendido con la sorella. Perché la giovane che lo chiamava dalla nascita della sorella "papà", era da una settimana ospite alla Nasa con altri della sua età. Era impegnata in difficili esami per entrare in un corso organizzato dalla Nasa per adolescenti tra i quindici e i diciassette anni. Rientrando appena in tempo Trixie essendo una sedicenne. L'arrivo della demone Maze tolse Lucifer dalle sue considerazioni.
La demone era giunta all'attico prima dell'alba ufficialmente per incontrare un informatore vicino al Lux. Nessuno le aveva creduto, sapendo bene quanto "zia" Maze c'era sempre nei momenti difficili dei suoi tre nipoti che erano Rory, Trixie e Charlie.
Lucifer notò che Maze era piuttosto agitata, sedendosi a uno degli sgabelli al bar. Il terapeuta dell'inferno le domandò
"Cosa ti innervosisce?"
La demone indicò con la mano destra il corridoio dove erano le camere da letto
"Parche gli umani obbligano i figli a questa tortura di andare all'asilo o le scuole. Meglio un corso di sopravvivenza, di difesa personale"
Lucifer non ebbe modo di risponderle, vedendo una piccoletta bruna di tre anni correre verso la sua scrivania. Era la figlia Rory con indosso il grembiule chiaro dell'asilo ma a piedi scalzi. Dietro la figlia, una Chloe esasperata con un paio di scarpette tra le mani. Era ancora in vestaglia, per niente pronta a uscire. Disse alla piccola mezza angela che si era nascosta in una tenda della porta che dava al balcone
"Rory inutile che cerchi di farmi perdere tempo per vestirti. All'asilo si può andare anche di pomeriggio"
Un grido di pianto fu seguita dalla voce arrabbiata della figlia del tenente Chloe che disse
"No asilo! Brutto asilo! Resto qui!"
Chloe guardò Lucifer e Maze che tentavano di tenere lo sguardo altrove, dicendo poi al terapeuta delle anime infernali, appoggiando le scarpe della figlia sulla scrivania
"Lucifer, amore mio…"
Lucifer capì che il tono amorevole era solo finto, guardandola
"...Io sopportavo appena Dan che odiava vedere soffrire Trixie quando era piccola, quindi dovevo fare tutto io. Con questa seconda figlia pretendo che il padre ci sia sempre, anche in momenti dolorosi per lei. Anche se dovesse piangere disperata. Altrimenti caro amore…"
Chloe abbassò la voce
"...Non dormirai con me, almeno per un anno"
Lucifer la guardò esterrefatto ma anche spaventato. Lei era la sola con cui adorava fare l'amore. Prima di lei era solo il freddo sesso. Stava per controbattere ma il battere delle mani di Maze lo distrasse. La demone disse ridendo alla sua amica
"Tu sei una genia. Sorella cosi devi fare…"
Chloe sorrise a Maze che le batté con la mano destra sulla spalla sinistra, continuando
"...mille ragioni per farlo. Andiamo, ti devi preparare"
Lucifer cercò di fermare la sua Chloe ma seguì Maze. Rimasto solo con la figlia, Lucifer capiva benissimo cosa non voleva provare Dan con la figlia Trixie. Lui aveva visto suo fratello Dio quasi svenire alla puntura per il vaccino del figlio Charlie. Respirò profondamente, girando la sedia verso dove era ancora nascosta la figlia. Le disse con tono calmo
"Rory ora puoi uscire. La mamma non ce"
La piccola angela corse da lui, piagnucolando
"Papà! Non andiamo all'asilo. Nascondimi papà"
Lucifer la prese in braccio facendola sedere sulla gamba destra. Lui avrebbe così tanto desiderato dare ragione a sua figlia ma dall'altra capiva che doveva pensare al suo futuro. Il solo pensiero che potesse diventare come i suoi fratelli e sorelle ignari di tutto fuori dal paradiso lo terrorizzava. Baciò la testa della figlia dicendole
"Rory ascolta…"
Adorava quell'attenzione totale che sia Trixie che Rory così uguale alla loro madre gli davano
"...capisco che tu voglia restare qui con tutti noi. Però delle volte si devono fare cose che sembra non ci piaceranno. Esempio l'asilo. Cose che dobbiamo almeno provare una volta nella nostra esistenza"
La piccola Rory lo guardava curiosa, avendo capito solo la metà delle parole del padre. Nel frattempo Lucifer le aveva fatto indossare le scarpe, dicendo senza guardarla in faccia
"Ti prego Rory non avercela con me"
Una carezza della figlia sulla guancia destra commosse il terapeuta dell'inferno. Prima della detective Chloe lui considerava le carezze anche più innocenti verso di lui inutili bugie. Era certo che gli autori di carezze verso di lui, volevano un favore o i suoi tanti soldi. Sorrise alla figlia divenendo la versione bruciata che faceva tanto sorridere la figlia come il nipote Charlie. La risata della figlia lo rincuorò. Ancora di più apprezzava la sua Chloe per aver sopportato quei momenti da sola con la figlia Trixie.
Un ora dopo.
Chloe e Maze furono le prime a entrare all'asilo. La tenente sussurrò all'amica che guardava tutti con il suo sguardo da cacciatrice di taglie
"Smettila di vedere tutti come nemici o ci cacceranno"
La demone le rispose
"Meglio che aspetto fuori"
Nello stesso momento entrò Lucifer con sua figlia Rory che l'abbracciava al collo, ripetendo
"No asilo! No asilo"
Raggiunse Chloe una donna alta quanto lei con i capelli neri a caschetto e indosso dei vestiti molto colorati. Disse alla tenente con sorridenti occhi nocciola
"Benvenuti. Io sono la maestra Abigail…"
La maestra si avvicinò a Lucifer guardando Rory
"...lei deve essere Rory…"
Rivolgendosi a Rory sempre stretta al padre Lucifer
"...ciao Rory, io sono la maestra Abigail"
La risposta di Rory fu un deciso
"No asilo!"
La maestra sorrise, dicendo a Lucifer che voleva così tanto fuggire via con la figlia
"Vediamo se riusciamo nel far piacere a questa principessa l'asilo…"
Indicò a tutti una zona della parete alla loro destra piena di fiori di ogni genere appesi. Quella zona era una porta che la maestra Abigail aprì.
Si trovarono tutti in una stanza piena di giocattoli, libri di ogni genere. Le pareti erano coperte di disegni di personaggi infantili. Due enormi finestre davano su un giardino. Lucifer si guardò intorno domandandosi disgustato
"Ma sono in un loop infernale?"
Sentì la figlia ridacchiare. Notò che Chloe a qualche passo da lui mostrava alla figlia Rory un pupazzo del personaggio Darth Vader. Sempre Chloe disse a Lucifer dopo aver passato il pupazzo alla maestra Abigail
"Ora mettila giù. Lucifer devi farlo"
Molto adagio, Lucifer eseguì. Subito la figlia si attaccò al suo braccio destro scuotendo la testa verso la madre e la maestra sedute a un tavolino ad altezza di bambini piccoli. Lucifer per non finire sul pavimento riportò la figlia in braccio, sedendosi con lei su una panca tra enormi peluche. La maestra domandò a Chloe
"Chloe, nella scheda di tua figlia avete scritto che lei possiede, seppure a tre anni e mezzo un buon vocabolario, interagendo con tutti…"
Chloe annuì positivamente mentre la maestra guardava Rory seduta sulla gamba destra del padre Lucifer, visibilmente felice
"...io consiglio una settimana di ambientazione. Potete alternare la vostra presenza. Perché guarda…"
Chloe guardò i suoi amori
"...lei pensa che stando qui perderà qualcosa…"
La maestra tornò nel guardare Chloe
"...rassicurata che non perderà nulla allora si adatterà"
Chloe lo sperava. Oltre il problema con il suo lavoro e Lucifer con il suo, Chloe desiderava che sua figlia sapesse cavarsela sempre anche con la sua natura mezza angelica.
Una settimana dopo. Di fronte all'asilo di Rory. Mattina.
Chloe scese dall'auto trattenendo a stento un sorriso commosso. Poco prima il suo Lucifer l'aveva contattata telefonicamente alla centrale dicendole
"La maestra aveva ragione. La nostra Rory mi ha fatto segno di andare, voleva stare con gli altri marmocchi"
Intuendo la tenente Chloe dal tono del suo amato quanto fosse triste. Si era precipitata subiti all'asilo. Lo aveva trovato seduto su una panchina nel giardino pubblico vicino l'asilo. Gli disse appena lo raggiunse, trovandolo molto giù di tono
"Con Trixie successe il suo secondo giorno di asilo…"
Sedendosi accanto a lui
"...ti capisco. Sono momenti dove sembra ti rubino qualcosa…"
Lucifer annuì positivamente
"...Allo stesso tempo dobbiamo sempre essere felici. Un piccolo passo verso la vita indipendente di nostra figlia"
Lucifer non poteva dargli torto. In quella richiesta della figlia, Lucifer oltre il dolore percepì una punta di orgoglio. Sorrise. Immagino una Rory del futuro mix perfetto tra lui e l'amata Chloe. Disse un po più sollevato
"Festeggeremo questo primo momento d'indipendenza di Rory con un gelato per tutti. Subito dopo l'asilo"
Chloe non era tanto sicura potesse essere un pasto sano ma decise di seguire Il ritrovato entusiasmo di quel padre che era tanto stato preoccupato.
Qualche settimana dopo. Attico. Pomeriggio.
Dall'ascensore uscì Rory seguita da Maze. La piccola angela corse verso la madre seduta sul divano intenta in una video chiamata con la figlia Trixie. Con calma la demone si sedette al bancone del bar, attendendo la fine della video chiamata dopo aver anche lei salutato Trixie.
Finita la video chiamata con Trixie, Chloe disse a Maze sempre seduta al bancone del bar
"Neanche via telematica Trixie e Lucifer si stancano di parlare di tutto. Credo siano stati un ora parlando"
La demone ridacchiò
"Penso sia perché con il suo papà Lucifer può parlare proprio di tutto…"
Maze indicò la piccola Rory che sempre dal divano si guardava intorno
"...La diavoletta cerca il padre. Deve mostrare a te e lui qualcosa"
La bambina annuì positivamente, dicendo alla demone
"Zia, il disegno"
Maze prese da una tasca interna del giubbotto nero che indossava un foglio piegato in due che le diede. La piccola Rory diede il foglio alla madre che guardandolo sorrise baciandola sulla fronte.
Lucifer era nello studio piccolo dell'attico, cercando tra i vari libri antichi uno che trattasse di un re sumero che aveva in cura all'inferno. Sentendo la figlia chiamarlo, lasciò ogni pensiero per il momento. La bambina gli corse incontrò sventolando un foglio stretto nella mano destra, dietro di lei la madre Chloe. Presa Lucifer in braccio la figlia, Chloe disse al suo ex re dell'inferno
"Oggi hanno chiesto ai bambini di disegnare il loro supereroe. Guarda un po' chi sarebbe l'eroe di questa signorina"
Lucifer guardò il foglio. Nel centro del foglio c'era uno scarabocchio che aveva dei pezzi colorati di nero. La tenente Chloe cercò di spiegare al suo confuso Lucifer
"Si tratta di un essere magico, un po' testone che indossa sempre abiti eleganti, con queste due linee che sono due ali. Poi guarda quaggiù al foglio. Ricordi che Trixie ha insegnato a Rory come si scrive il suo nome e di quasi tutti della famiglia?"
Quel piccolo incerto segno di scrittura smorzò il fiato a Lucifer che disse in un sussurro, guardando stupito la sua Chloe
"Il suo eroe, l'eroe di Rory…"
Lucifer sentì un groppo alla gola
"...Il suo eroe e papà...sono io"
La figlia batte le mani felice. In quel momento Lucifer si sentì del tutto completo. Anche dopo la nascita della figlia, che gli dimostrava palesemente il suo affetto, con tutto l'affetto degli altri, Lucifer nascondeva sempre un piccolo dubbio di poter essere un padre peggiore del suo. Ricordava troppo bene che all'età di sua figlia Rory provava timore verso suo padre Dio, non affetto. Quel piccolo disegno gli confermò quanto era amato dalla figlia, facendolo sentire veramente bene.
FINE
