Eowyn si era da poco stabilita nel palazzo reale a Minas Tirith, a sufficienza per rendersi conto che la giornata di una regina era molto più fitta di impegni di quanto si fosse immaginata: udienze, cerimonie, balli, decisioni ... non c'era da stupirsi che la povera Arwen trascorresse il poco tempo che le rimaneva riposando.

Aveva già avuto modo di trascorrere con lei del tempo, e sebbene avesse rubato il cuore dell'uomo che anche lei amava, non riusciva a odiarla o serbarle rancore, anzi, la reputava una degna avversaria con la quale aveva lottato e perso, e alla quale ora doveva fedeltà. In effetti, la regina era una persona meravigliosa ed Eowyn spesso pensava che non dovesse essere stato poi tanto difficile per Aragorn innamorasi di lei.

«Anche per oggi le udienze sono terminate, Eowyn amica mia. Non vedevo l'ora di trascorrere un po' di tempo con voi! Riuscite sempre a mettermi il buonumore con le vostre storie su Edoras e la vostra gente»

«Ben presto però non avrò più nulla da raccontarvi mia regina e non riuscirò più ad allietare le vostre giornate.» rispose Eowyn sistemando dei fiori in un vaso.

«Non credo proprio, siete una fonte inesauribile di freschezza. Mi rammentate la mia giovinezza a Gran Burrone, sapete, ero anch'io una ribelle come voi e mio padre faticava a tenermi a bada.» le rispose Arwen.

«Non burlatevi di me, vostra altezza. Sicuramente sarete stata buona e rispettosa come lo siete ora, per nulla simile a una figlia ribelle di Rohan come me.»

«Vi prego Eowyn, chiamatemi Arwen e non siate così formale con me. A proposito, so che forse non dovrei accennarvene, ma stamattina ho ricevuto la visita da parte del principe di Dol Amroth. Fra i vari argomenti, mi ha riferito che vostro fratello Re Éomer, gli avrebbe chiesto il permesso di corteggiare sua figlia Lothíriel, ne eravate già al corrente?»

«E così mio fratello ha fatto il primo passo! Per la verità sapevo dell'interesse, peraltro ricambiato, di mio fratello per Lothíriel, tuttavia, lui è sempre stato un po' un orso in questioni di cuore e credevo non arrivasse a tanto in così breve tempo!»

«Se non ho capito male il principe Faramir, l'ha aiutato. Come sapete è il nipote prediletto del principe di Dol Amroth.»

«Faramir? Quale sorpresa! Non avrei mai creduto che si facesse portavoce di un uomo di Rohan, e che addirittura, vedesse di buon occhio il matrimonio della sua cugina prediletta con mio fratello.»

«Perché mai dite una cosa del genere?»

«Solo una sensazione. Lui è sempre così perfetto, posato e galante e di certo avrebbe preferito la sua adorabile cugina fra le braccia di un figlio di Gondor, magari in un castello vicino al mare, piuttosto che fra le braccia di un uomo dei cavalli in mezzo a praterie sconfinate su nel nord.»

«Forse è come dite, tuttavia credo che per il bene di sua cugina abbia deciso di aiutarli. Quell'uomo rimane un mistero anche per me, e badate bene, sono comunque rimasta un elfo quando si tratta di vedere cose ed affidarsi a sensazioni. Voi invece dovreste conoscerlo piuttosto bene, non è vero? Avete trascorso assieme molto tempo nelle case di Guarigione ed inoltre ricordo bene che alla cerimonia d'investitura del Re, eravate molto vicini ed esternavate un atteggiamento complice, o mi sbaglio» chiese Arwen con un pizzico di malizia.

«La mia regina ricorda bene. Tuttavia, come avete detto quell'uomo, è davvero enigmatico. È stato molto amichevole e protettivo nei miei confronti in quei giorni. Passavamo delle ore nei giardini che davano a est ad attendere l'esito della battaglia e a sperare nel ritorno dei nostri cari. Parlavamo di tutto e di niente in particolare, e fra noi si è instaurata una bella amicizia basata sul rispetto e sulla stima. Poi credo di averlo in qualche modo ferito quando gli ho detto che la sua persona era cara al mio cuore quanto un fratello»

«Gli avete detto questo?»

«Già. Forse non avrei dovuto, ma è ciò che sento e non voglio illuderlo a sperare in qualcosa di più.»

ROVINE DI OSGILIATH

L'andirivieni di soldati, armati di tutto punto, e di mercanti, falegnami, ingegneri e costruttori, popolava la vecchia capitale di Gondor come mai lo era stata, anche nel corso della seconda era. Data la sua vicinanza a Minas Tirith con le sue vie commerciali, era stata scelta come punto di ritrovo e di appoggio per la ricostruzione del Pelennor, dell'Ithilien, di Gondor e delle zone a sud ed a est, alle quali era collegata direttamente via fiume. Proprio ad Osgilliath si ritrovavano a discutere di politica e di affari molto meno impegnativi, il re di Gondor, di Rohan ed il principe dell'Ithilien.

«Devo ringraziarvi Faramir per l'aiuto che mi avete dato con vostro zio, il principe di Dol Amroth.» disse Éomer

«Non lo dite neanche sire. E poi, se non lo avessi fatto, mia cugina non mi avrebbe mai più rivolto la parola, so benissimo quanto vi è legata!»

Il re dei Rohirrim, a queste parole, non poté fare altro che arrossire.

«Così avremo un'altra cerimonia nuziale a breve! È una magnifica notizia!» aggiunse Aragorn.

«Grazie maestà!» rispose Éomer.

«Eppure qualcosa vi turba in quest'ora così lieta...» commentò Aragorn

«Speravo che anche mia sorella trovasse un cavaliere che destasse il suo interesse, so bene quanto il suo comportamento sia nocivo qui a Gondor quanto lo è a Rohan. Ho aspettato fin troppo, una volta che saremo ritornati ad Edoras, farò in modo che si sposi con uno della nostra gente, in modo da mettere fine a tutti questi pettegolezzi.»

«So bene a cosa vi riferite. Ho augurato a vostra sorella ogni bene fin dal primo momento in cui l'ho vista e se, con il mio comportamento, ho alimentato in lei false illusioni e speranze, me ne rammarico molto.»

«Le vostre attenzioni e premure sono sempre state quelle di un fratello, di un padre e mi spiace che mia sorella non se ne sia ancora fatta una ragione.»

«Forse se le parlassi...»

«Credo sia meglio di no.»

«Mi spiace per tutto questo.» intervenne Faramir «Se potessi fare qualcosa per aiutare voi o vostra sorella, vi prego di non esitate a chiedere.»

«Vi ringrazio Faramir. So che siete stato molto gentile con lei, soprattutto nei momenti più duri, quando io avrei dovuto esserle accanto. Davvero non potrei desiderare un amico migliore, né per me, né per lei.»

«Sapete, quei giorni trascorsi con vostra sorella, sono stati i più belli della mia vita. Avrei desiderato essere qualcosa più di un amico per lei, ma ai suoi occhi, sono quasi come un fratello, o almeno così lei mi ha detto.»

«Non sapevo di questo vostro interesse per Eowyn.»

«Come ho detto, non ho avuto motivo di rivelarvelo, giacché lei non mi considera.»

«Mia sorella può aver anche abbattuto il re dei Nazgûl con la sua spada, ma rimane una bambina in faccende di cuore. Abbiamo perduto i nostri genitori in tenera età, e per quanto ne so, nessuno degli uomini della nostra famiglia le ha mai insegnato la differenza tra l'amore vero ed un'infatuazione giovanile, come quella che ha lei per Aragorn»

«Capisco. Perdere la madre per una giovane fanciulla come vostra sorella deve essere stato terribile.»

«Già...»

«Le vostre famiglie stanno per imparentarsi fra loro, magari con il tempo dama Eowyn avrà modo di conoscervi meglio Faramir ed apprezzare le vostre innumerevoli qualità.» aggiunse Aragorn.

«Vi ringrazio mio sire, anche se credo di non meritarmi tutti i vostri complimenti.»

«Sarei enormemente felice di avervi come cognato, per parte mia.» aggiunse Éomer.

«Ringrazio anche voi Re Éomer. La stima che nutro nei vostri confronti e l'interesse per vostra sorella, mi renderebbero un uomo felice nell'eventualità che questa circostanza si avverasse.»

«Perché dunque non dare una mano al destino? Perché non chiedete quindi adesso a Re Éomer la mano di sua sorella, Eowyn di Rohan? In futuro, suo fratello, pianificherà il suo matrimonio con un altro uomo e potreste non avere più un'occasione come questa!» lo consigliò Aragorn.

« Io ve la concederei senza esitare perché so che la rendereste felice a non la obblighereste mai a passare il resto dei suoi giorni in una gabbia dorata.»

«Dama Eowyn non vorrebbe che io facessi una cosa del genere.»

«Forse. O forse, un giorno, dopo avervi conosciuto meglio, poco a poco, si renderà conto di amarvi e che oggi è stata decretata la sua fortuna.»

«Non voglio impormi come suo marito.»

«Non sarete voi ad imporvi, lo imporrò io! Dopotutto, sono il suo Re! E come ho detto, vi stimo molto e so che la renderete felice a dispetto di tutto ciò che lei potrà dire o fare. Credo che per noi tutti, oltre che per lei stessa, sarebbe un onore, oltre che un conforto se foste voi suo marito, dopotutto, almeno siete amici e non estranei.» concluse alla fine Éomer.

E così, Faramir, principe dell'Ithilien si trovava ora formalmente promesso sposo di Eowyn, bianca dama di Rohan.