«Ti comunico che Faramir, principe dell'Ithilien, mi ha chiesto la tua mano, ed io gliel'ho concessa»

Con queste parole, Éomer di Rohan comunicava a sua sorella Eowyn, il suo imminente matrimonio.

Un fulmine a cielo sereno l'aveva appena colpita, no, per meglio dire, lei era come un fragile germoglio appena abbattuto da un uragano.

«Non puoi dire sul serio, non puoi averlo fatto!» gli gridò imbestialita lei.

«Non sono mai stato più serio di ora. Per il tuo bene e per quello di tutti noi è la cosa migliore, oltre ad essere la più sensata. Faramir è un principe, e tu oramai sei sorella di un re, inoltre questo matrimonio rafforzerebbe il legame tra i nostri regni. Il tuo futuro marito è un brav'uomo e ho visto che siete diventati amici, è un punto di partenza, non credi?»

«Amicizia non significa amore!» ribbattè lei.

«Lo so, ma so anche che è meglio per te essere sposata ad un amico che ad un estraneo che avrei comunque scelto io ad Edoras, non appena saremmo ritornati a casa.»

«Perché? Perché questa fretta di trovarmi marito?»

«Certo sarai a conoscenza delle chiacchiere che si stanno diffondendo su di te a proposito di Re Elessar, e che tu fra l'altro, con il tuo comportamento sconsiderato non fai che alimentare.»

«Amo il re, che male c'è in questo?»

«Come fai a non capire. Lui appartiene ad un'altra donna e non amerà mai te. Questo tuo amore infantile ti condannerà all'infelicità e getterà cattiva luce sulla nostra gente.

Ti prego Eowyn, sto facendo tutto questo per il tuo bene, perché sono tuo fratello, l'unica famiglia che ti sia rimasta, ma se ti opponi a questa decisione, allora te lo comando come tuo re.»

«Tu non puoi obbligarmi a sposare un uomo che non amo.»

«Sappiamo bene entrambi che tu non amerai mai nessuno all'infuori di Aragorn. Faramir, è il migliore marito che potresti mai sperare di trovare in tutte le terre conosciute: è un valoroso guerriero, è generoso, educato, nobile e cosa più importante ti vuole bene.»

«Parli così perché sei interessato a sua cugina, mi hai ceduto a lui in cambio dell'aiuto a sposare Lothíriel, non è vero?»

«Sai bene che non farei mai una cosa del genere. Non ti avrei costretto ad un matrimonio combinato se tu avessi lasciato andare la tua infatuazione per Aragorn. Non vi è altra soluzione per porre fine a questo capriccio e tu lo sai bene quanto me.»

«Il mio non è un capriccio o un'infatuazione come tu sostieni che sia, io lo amo! E lo amerò per tutta la vita! Non sposerò Faramir, e tu non puoi obbligarmi!»

Detto questo, sbattendo la porta, la bianca dama di Rohan si allontanò adirata da suo fratello.

Non poteva credere a ciò che suo fratello aveva arrangiato con Faramir, e, disperata e ferita, aveva cercato sostegno ed aiuto presso Arwen la regina, e presso lo stesso Re Elessar, che però purtroppo, condividevano la scelta di suo fratello.

Non le restava che provare con Faramir. Erano amici e lui sapeva che lei non lo avrebbe mai amato, perché dunque aveva chiesto la sua mano ad Éomer?

Parlare a Faramir era sempre un'ardua impresa: quando non era nell'Ithilien, passava le sue giornate rinchiuso in casa o in biblioteca e, di certo, non poteva parlare francamente con lui di questioni così personali nelle rare volte in cui vi usciva, come ad esempio nei banchetti a corte, alla presenza di migliaia di orecchie indiscrete.

In qualche modo però doveva pur fare, o anche l'ultima speranza sarebbe sfumata, così un giorno, riuscì ad avere un colloquio privato con lui, in uno dei molteplici giardini di Gondor.

Eowyn era fiduciosa e convinta che a seguito di questo incontro, tutto si sarebbe sistemato, così, mentre aspettava ansiosa l'arrivo di Faramir, si sentiva stranamente sollevata e osservava dal terrazzo, il panorama circostante.

«Avete chiesto di incontrarmi qui dama Eowyn?» chiese Faramir avvicinandosi a lei.

«Sì. Vi ringrazio Faramir per essere venuto, so bene che siete sempre molto impegnato. Credo ne conosciate già la ragione.»

«Suppongo di sì. Riguarda il nostro fidanzamento, non è vero?»

«Sì.»

Faramir nel frattempo si era avvicinato a lei e ora, al suo fianco, anche lui contemplava tranquillamente il panorama dal terrazzo.

«Che cosa posso fare dunque per voi, dama Eowyn?»

«Vorrei che ritiraste la vostra proposta di matrimonio.»

Lo sguardo di Faramir a questa richiesta si era indurito ed ora serio e severo, si rivolgeva a quello carico di attesa di Eowyn mentre le rispondeva.

«Non posso farlo.»

«Perché mai non potete?» chiese lei senza comprendere.

«Ho confidato a Re Éomer di esservi affezionato più che come semplice amico, anche se voi, per vostra stessa ammissione, mi considerate come un fratello. Lui mi ha detto che, una volta ritornati ad Edoras, vi avrebbe data in sposa ad un vostro conterraneo, con o senza il vostro consenso, così ho sperato che desse a me questo privilegio, in virtù della nostra amicizia. Ritirare la mia proposta significherebbe venire meno ad un'obbligazione da me assunta nei confronti del re di Rohan ed inoltre i miei sentimenti per voi non sono mai cambiati. Forse voi non mi amate, ma c'è amicizia fra noi e credo riusciremo ad andare d'accordo e a far funzionare questo matrimonio. Sappiate che io non vi obbligherò mai a far niente contro la vostra volontà, né v'imporrò mai scelte o comportamenti non graditi. Vorrei tanto che voi consideraste questo, prima di continuare ad opporvi. Credo sappiate che vostro fratello sta agendo in questo modo solo e soltanto per il vostro bene.»

«Né a mio fratello, né a voi sta a cuore il mio bene o non mi avreste incastrata in quest'unione! Io non vi amo! E non potrò mai ricambiare i vostri sentimenti, ne voglio vivere il resto della mia vita sposata ad un uomo che considero poco più di un amico. Se davvero mi amate, dovreste volere la mia felicità, non la mia infelicità.»

«Voglio la vostra felicità più di ogni altra cosa, credetemi. Ed è proprio per questo che non voglio ritirare la mia proposta di matrimonio. So che per tutto quello che sarà in mio potere, cercherò di rendervi felice. Se però voi credete che sposare un altro uomo, uno della vostra gente, vi renderà felice, allora in questo caso, ritirerò la mia proposta a vostro fratello.»

«Voi non capite, io non desidero sposare nessuno!»

«È proprio questo il problema mia signora. Sapete bene anche voi che ora non siete più una ragazzina, ma una donna in età da marito e sorella di un Re. È vostro dovere pensare al matrimonio, soprattutto per zittire i brutti pettegolezzi che non fanno altro che gettare una cattiva luce su di voi e su vostro fratello.»

Faramir aveva parlato nella maniera serena e dolce che gli era propria, cercando di convincere Eowyn delle buone intenzioni che avevano guidato le azioni sue, e di suo fratello Éomer.

Ora cercava di accarezzare con una mano il volto di Eowyn che invece, con uno scatto veloce, si allontanava adirata da lui.

«Sapete che non vi amo e che non ricambierò mai i vostri sentimenti perché il mio cuore appartiene ad un altro uomo. Sappiate che l'amicizia che c'era fra noi è finita nel momento stesso in cui voi avete deciso per l'infelicità di entrambi!» disse Eowyn con le lacrime che cominciavano a riempirle gli occhi, mentre, voltandogli le spalle, correva via.

Dopo la morte di Boromir e di suo padre, Faramir non pensava di avere ancora una parte del suo cuore tanto viva da poter provare ancora dolore, tuttavia, le parole di Eowyn, gli avevano appena dimostrato il contrario, trafiggendolo come fossero una lama.

Mentre ripercorreva le strade che dal giardino lo conducevano alla sua casa, Faramir si sentiva triste e sconfortato, dato che mai e poi mai si sarebbe immaginato una simile reazione da parte di Eowyn. Certo, sapeva che lei non lo amava, ma aveva sperato che avesse accolto la notizia di buon grado e che avesse considerato anche lei la sua proposta come una buona occasione per zittire le dicerie ed allo stesso tempo per trovarsi legata ad un uomo che conosceva e che poteva esserle amico.

Lei invece, non solo era adirata, ma non si era rassegnata e cercava qualsiasi modo per invalidare questa promessa di matrimonio, forse, i suoi sentimenti verso Aragorn, erano davvero amore vero.

Ora si trovava sull'orlo di un precipizio, dove non poteva tornare indietro e l'unica scelta possibile era di buttarsi in esso. Biasimava se stesso per l'impulsività della sua decisione e per non aver prima parlato con Eowyn delle sue intenzioni, ma era successo tutto così velocemente...

Che cosa avrebbe fatto ora Eowyn? Che cosa avrebbero fatto entrambi?