I giorni passavamo e la notizia del fidanzamento tra dama Eowyn di Rohan ed il principe dell'Ithilien si era sparsa in tutta la terra di mezzo così come nella corte di Gondor. Ovunque volgessero lo sguardo, tutti si sentivano in dovere di complimentarsi con la coppia per il loro imminente matrimonio, anche se poi, alle loro spalle, commentavano la sfortuna del principe dell'Ithilien, che in pratica, si stava per sposare con una donna che non lo avrebbe mai amato.
I due, da quel giorno nel giardino di Gondor, non avevano più avuto occasione di incontrarsi, ne desideravano farlo. Faramir era ritornato nell'Ithilien, dove stava ultimando con l'aiuto di Legolas e di Gimli, la casa che sarebbe stata il nido d'amore per lui ed Eowyn. Temeva il suo prossimo incontro con la bianca dama di Rohan e avrebbe notevolmente preferito che questo si svolgesse nella tranquillità di qualche luogo appartato invece che alla corte di Gondor, dove nel giro di breve, sarebbero stati ospiti della coppia reale, per ufficializzare il loro fidanzamento e comunicare la data del loro imminente matrimonio.
Eowyn, per parte sua, si era ormai rassegnata all'idea di sposare Faramir, anche se continuava a disprezzarlo per non aver accolto la sua richiesta di ritirare la sua proposta. Credeva fosse suo amico e si aspettava di poter contare su di lui come tale, invece si era sbagliata, ed anche lui come tutti, aveva visto in quest'opportunità, l'occasione di farsi una posizione ed una carriera politica e l'aveva afferrata.
Si era invece ricreduta sulle intenzioni di suo fratello Éomer, che pure con i suoi innumerevoli difetti, non avrebbe mai e poi mai fatto nulla per nuocerle, e che invece probabilmente, si era trovato costretto dalle circostanze ad agire come aveva fatto.
«Avete già deciso dove avrà luogo la cerimonia nuziale, se a Minas Tirith o a Edoras?» chiese Arwen.
Eowyn, immersa nei suoi tormenti, non aveva sentito la domanda della sovrana.
«Eowyn?»
«Si Maestà? Volevo dire mia signora Arwen.»
«Chiedevo dove avrà luogo il vostro matrimonio, se a Edoras con l'usanza Rohirrim o qui, secondo quella di Gondor.»
«In verità non ne abbiamo ancora parlato mia signora. »
In realtà, lei e Faramir non avevano parlato di nulla. Suo fratello Éomer e Faramir avrebbero preso questa ed altre decisioni, e lei avrebbe eseguito a comando come un ubbidiente suddito di Rohan.
«Sono molto differenti le usanze dei due paesi, non è vero?»
«Sì mia signora. A Rohan il marito va a prendere la propria sposa a cavallo nella sua dimora, e dopo aver consegnato alla famiglia di lei la dote pattuita, la porta nella loro futura casa, dove consumeranno la loro prima notte di nozze. Il giorno successivo, con un banchetto, la coppia è unita in matrimonio ed è presentata in pubblico. Invece, per quanto ho sentito, a Gondor, marito e moglie, prima sono uniti in matrimonio, poi il banchetto, poi la consumazione del matrimonio.»
«E voi quale preferireste?»
Eowyn avrebbe voluto rispondere nessuno dei due, ma poi, riflettendoci, decise che forse era meglio cominciare a salvare le apparenze, cosa che prima o tardi avrebbe dovuto imparare a fare, pertanto rispose che preferiva l'usanza di Gondor.
Se non altro, a quello che aveva sentito dire, il rito Gondoriano non prevedeva che gli sposi fossero spogliati nella loro stanza da parenti ed amici, come invece prevedeva l'usanza di Rohan.
«Anch'io sarei felice se vi sposaste qui, in modo da potervi aiutare nei preparativi e vedere il matrimonio.»
«Farò ciò che è in mio potere per sposarmi qui, quindi.»disse con rassegnazione Eowyn.
L'imminente banchetto di fidanzamento e il prossimo matrimonio, sembravano coinvolgere l'intera città di Minas Tirith, ma non i diretti interessati, che trascorrevano le loro giornate come se nulla di tutto ciò li riguardasse, cercando di pensarci il meno possibile, chi per un motivo, chi per l'altro.
«Avete già deciso cosa indosserete al banchetto di fidanzamento, Eowyn?»
«No mia signora. Un vestito qualunque andrà più che bene.»
«È il vostro fidanzamento ufficiale e capita una sola volta nella vita, dovreste avere un abito magnifico! Ci sono! Ve ne farò realizzare uno in tempi da record con lo stile e la foggia elfica, vi starà d'incanto, ne sono sicura ed il vostro Faramir resterà senza fiato»
«Non voglio che vi disturbiate mia regina. E poi, non è assolutamente necessario» commentò Eowyn.
In realtà non le importava per nulla fare bella figura a quel banchetto, e poi se pensava a Faramir, nulla le importava di meno che impressionarlo favorevolmente. L'unico di cui desiderava suscitare l'interesse era Aragorn, ma non avrebbe mai potuto fare una simile confidenza alla sua amica.
«Non m'importa quello che dite. Voi dovrete avere un abito magnifico per quella sera, perciò vi prego, accettate questo mio dono come segno della mia riconoscenza per la vostra amicizia.»
Eowyn a questo punto non era più in grado di opporsi alla richiesta della donna elfo.
A Faramir le cose non andavano meglio con nani, elfi, ed altri uomini. Tutti sapevano cosa era meglio per il suo giardino, per la sua casa, per i mobili, insomma, pochi dettagli erano affidati al suo gusto e forse, a conti fatti, Faramir non ne era dispiaciuto, meno pensava a questo matrimonio che si annunciava burrascoso, meglio stava.
Era rimasto deluso dal suo ultimo incontro con la futura moglie. Certo, a conti fatti, non poteva aspettarsi niente di diverso, eppure ora era tremendamente cosciente che un tale distanza tra loro non si sarebbe potuta appianare tanto facilmente. Forse avrebbe dovuto domarla, come sentiva sovente dire ai suoi uomini, ma non era era nella sua natura comportarsi così, oppure avrebbe assecondato il suo carattere ed avrebbe lasciato che le cose seguissero il loro corso senza forzarle.
Anche se sia lui che Eowyn, speravano in una cerimonia semplice, informale e soprattutto breve, il banchetto di fidanzamento organizzato in loro onore era più sontuoso e regale dell'incoronazione di Re Elessar. Era stata invitata l'intera corte, non solo di Gondor, ma di tutti i regni della terra di mezzo, nani, elfi ed hobbit compresi, e chi non era stato invitato, aveva avuto la brillante idea di presentarsi lo stesso.
«Principe Faramir, avete avuto modo di apprezzare la vostra futura moglie in un vestito tipicamente elfico? Sapete, è stata una mia idea e penso che le stia d'incanto.»cominciò Arwen
«Non posso che trovarmi d'accordo con sua maestà. D'altra parte, credo che a dama Eowyn possa star bene in pratica di tutto, vista la sua bellezza.»
Disse in maniera sincera Faramir, baciando nel frattempo la mano di Eowyn che mostrava apertamente un segno di avversione al gesto.
Un'altra dama, appartenente all'alta nobiltà di Gondor, si sentiva in dovere di sottolineare l'episodio:
«Siete una donna veramente fortunata dama Eowyn, avete accalappiato lo scapolo più ambito di Gondor, che oltre ad essere un abile guerriero, è anche un uomo gentile e buono. Noi tutte speravamo in un matrimonio con una delle nostre figlie, ma a quanto pare, la ragion di stato, ha avuto la meglio.»
Lasciando intendere che il loro sarebbe stato solo matrimonio di interesse.
Eowyn era rimasta sconcertata nello scoprire che tutta la corte di Gondor era al corrente che il suo matrimonio fosse una mera formalità, e, sebbene si trattasse di pura verità, per una volta, da quando era entrata entro le mura di Minas Tirith, sentiva il suo orgoglio infervorarla e spronarla a ribattere.
«Vi ringrazio Lady Morwen. In realtà sono cosciente della veridicità delle vostre parole. Tuttavia, sono anche cosciente che la figlia di dama Firiel, una vostra carissima amica, fino a poco fosse era promessa sposa a mio marito. Forse, se fosse stata di un rango sociale paritetico al mio, a quest'ora ci sarebbe lei al mio posto, non trovate?»rispose risoluta Eowyn.
Fingere davanti a tutte queste persone di essere innamorata di Faramir le costava più sforzi di quello che si era immaginata e, tutto sommato, non ne vedeva la benché minima utilità, visto che tutti sapevano che era solo una finzione.
Faramir, dal canto suo, pur dimostrandosi molto più abile, a fare e ricevere complimenti e a rispondere alle domande dei commensali, con il trascorrere del tempo, si era reso conto della malcelata sofferenza della sua promessa che, di tanto in tanto, incurante del luogo ove si trovava e della gente che li circondava, rivolgeva occasionalmente al re, occhiate furtive. Certo, Faramir sapeva che la sua futura moglie era innamorata del loro re, solo si aspettava che almeno in pubblico, se non altro per salvare le apparenze, Eowyn mostrasse più autocontrollo e contegno. Possibile che non capisse che rischiava di mettersi in ridicolo, trascinando anche lui con lei?
«Mia signora, vi prego di seguirmi, vi devo parlare.» disse lui ad un certo punto guidando Eowyn verso un terrazzo in disparte.
«Di cosa volete parlarmi? Ci siamo già detti tutto quel pomeriggio di qualche tempo fa, io vi ho chiesto di non sposarmi e voi avete detto di no. Ora di cosa dobbiamo discutere? Parlate o lasciatemi tornare dentro, comincio a sentire freddo qui!»
Nel giro di poco, le spalle di Eowyn furono coperte con la casacca di Faramir, che la tolse per lei, premuroso come sempre.
«So che questo banchetto per voi è una tortura, ma vorrei rammentarvi che rispondere sgarbatamente a chi vi rivolge la parola getta cattiva luce sulla vostra persona, ed inoltre, è maleducato non solo verso la signora in questione, ma anche verso le loro maestà che ci ospitano.»
«Avete visto anche voi come si è posta quella donna. Davanti vi adulava e dietro vi compativa per avermi scelto come moglie, era l'ipocrisia in persona. Non avete idea di quanto sparli su di me in città.»
«Da quando vi preoccupate di quello che dicono di voi? Non ve ne siete mai curata, cos'è che ora v'infastidisce?»
«Non ho mai voluto che i miei sentimenti diventassero di dominio pubblico, e voi lo sapete. Prima che tutta questa situazione cominciasse, sono sempre stata sincera e schietta e se questo ha dato motivo di pettegolezzi, di certo non era nelle mie intenzioni.»
«Molto bene, posso sperare quindi che in futuro terrete un comportamento più consono?»
«Ma certo!» rispose sarcastica Eowyn «Non sarà mai che il principe Faramir dell'Ithilien abbia una moglie che lo mette a disagio e che non è un esempio di compostezza, gentilezza e bontà come lo è lui! Peccato che Lady Morwen non sappia che mi avete in concreto costretto a forza a sposarvi»
«Questo non è vero e voi lo sapete.»
«No, non lo so. Io so solo che vi dissi chiaramente che per me eravate come un fratello e niente più, so che vi ho chiesto di ritirare la vostra proposta ma voi, da uomo orgoglioso e di saldi principi quale siete, avete rifiutato. E no, non si può, mi avete detto. Poco importa se sarò io a soffrire.»
«Non temete, non sarete la sola ad essere infelice.»le rispose riferendosi a se stesso e lasciandola sola.
Sapere di averla ferita così profondamente e che non ci fosse speranza di rimediare a questo, lo rendeva già sin d'ora l'uomo più triste e desolato dell'intera terra di mezzo.
Forse questo era il suo destino, le persone che per lui contavano di più, lo lasciavano solo o rifiutavano il suo amore, com'era successo con sua madre, Boromir e suo padre.
Anche Eowyn ora sentiva forte il suo dolore nel petto. Aveva sentito parlare a Rohan della gioia delle spose a dei loro dubbi e incertezze prima del matrimonio e se lei ora fosse stata là, avrebbe raccontato invece della sua sofferenza e delusione.
