Un'altra stagione era passata da quando Eowyn era giunta nell'Emyn Arnen e l'autunno era oramai alle porte. Nonostante di tempo ne fosse passato, la sua vita sembrava immutata, così come il suo rapporto con Faramir, che era sempre lo stesso.

Una cosa però era diversa, suo marito ora trascorreva molto più tempo con i suoi ranger che non con lei e di questo Eowyn si rammaricava un po'.

«Sta per cominciare a piovere.»commentò ad alta voce Eowyn.

«Già. Anche per quest'anno l'estate è finita. Ora arriverà l'autunno e quindi l'inverno. Avete già deciso quale sarà la vostra occupazione per i mesi a venire, quando non vi sarà possibile continuare con il vostro giardino, mia signora?» le chiese Lothe.

«No. Forse mi occuperò di più della casa.»

«Forse fareste bene ad occuparvi di vostro marito, invece.»

«Comincio a non sopportare più le tue battutine taglienti in merito al mio matrimonio Lothe. Ti faccio notare, che il solo motivo per il quale non ti ho mandata via da qui, è per rispetto a Faramir, che nei confronti tuoi e di tuo marito, nutre un profondo affetto.»

«E io vi faccio notare, mia signora, che anch'io rimango in questa casa solo ed esclusivamente per il rispetto che nutro nei confronti del capitano Faramir. Speravo che con il tempo avrei imparato a conoscervi, apprezzando e scoprendo le qualità che a suo tempo fecero innamorare vostro marito di voi, ma più passa il tempo, più mi rendo conto che siete soltanto una ragazzina immatura, egoista e senza cuore.»

«Come osi rivolgerti a me in questo modo?»

«Mi rivolgo a voi come meglio credo, visto che nessuno qui sembra avere il coraggio di farlo. Tutti quanti pensano questo di voi, solo per convenienza, si limitano a sorridervi e a non dirvi apertamente nulla, mentre poi, appena ve ne andate, vi sparlano alle spalle.»

«Non credo ad una parola di quello che dici. Sei sempre stata molto sfacciata ed acida con me e sinceramente non ne comprendo la ragione. Per caso ti ho in qualche modo offesa?»

«No, non si tratta di questo.»

«E allora di che cosa? Se ho detto o fatto qualcosa che ti ha urtato, ti prego, spiegati, non posso più sopportare il tuo atteggiamento!»

«Voi non avete fatto nulla a me.»

«Ed allora a chi?»

«A vostro marito. Il capitano è un brav'uomo, vi adora e farebbe qualsiasi cosa per voi, che invece lo ignorate e lo fate soffrire. Siete sposati da mesi ma ancora voi vi rifiutate di dividere con lui la stanza da letto. Vi vedete a malapena la sera a cena e in quei pochi momenti, non avete per lui parole di conforto o di amore. Che razza di donna si comporta così?»

«Una che soffre e che vorrebbe solamente che in questo posto maledetto qualcuno la considerasse per quella che è! Io non ho mai ingannato mio marito sulla natura dei miei sentimenti per Re Elessar, ed ho lottato contro questo matrimonio fino all'ultimo ma non è servito a niente. Tutti voi sembrate sapere cosa sia giusto che io faccia, cosa dovrei fare e come dovrei comportarmi con mio marito, ma invece non sapete niente di me, di quello che sento, di quanto soffro per tutta questa situazione che non ho mai voluto ed alla quale non mi posso sottrarre! Certe volte vorrei non essere mai sopravvissuta alla guerra! Forse se fossi morta, tutto questo non sarebbe successo e tutti voi, mio marito compreso, vivreste delle vite più felici e serene senza di me!»

Eowyn aveva taciuto fino ad ora il suo sconforto e la sua sofferenza, ed aveva tollerato per mesi l'atteggiamento ostile di Lothe, ma adesso, non riusciva più a sopportare tutto ciò, ed era scoppiata a piangere.

Dal canto suo, Lothe, era rimasta senza parole, sbigottita dalla dichiarazione della sua padrona. Non pensava che una donna all'apparenza così forte, fredda e insensibile, potesse essere invece tanto fragile. Si sentiva in colpa per averle parlato in maniera tanto diretta e cercava un modo di riparare alla situazione.

«Siete una donna ben strana voi. Avrete anche sconfitto il re stregone, ma state soccombendo davanti al vostro cuore. Vi chiedo perdono per le mie parole ed il mio atteggiamento.»

«Non importa. Non mi importa più nulla. In fondo hai ragione, il mio cuore sta soffocando, ed io con lui.»

«Non dite una cosa del genere. Siete soltanto un po' giù di morale. Adesso vi faccio una bella tisana e dopo, se vorrete, parleremo un po' con calma e vi sentirete meglio.»

Eowyn stava cercando di ricomporsi e di riguadagnare il suo contegno, mentre la donna scendeva di sotto nella cucina. Fuori, mentre il primo vento d'autunno spazzava le foglie dal cortile, un cavallo ed il suo cavaliere, si avvicinavano a casa, dopo una settimana di lontananza.

«Mia signora! Mia signora! Il capitano è tornato a casa!» gridava sulla scala Lothe.

Faramir era stato via più del previsto questa volta, ed Eowyn era ansiosa di sapere quale circostanza l'avesse trattenuto così a lungo.

«Buonasera! Perdonami se torno solo ora, ma purtroppo, circostanze avverse mi hanno trattenuto. Non ho buone notizie temo...»

Qualche giorno dopo ...

Faramir ed Eowyn, così come gli altri vecchi amici dei tempi della guerra dell'anello, erano stati convocati a corte in via ufficiale, a seguito degli ultimi avvistamenti dei ranger di qualche giorno prima. Re Elessar cominciò per primo a parlare:

«Carissimi amici e compagni d'armi, siete stati chiamati qui nella capitale degli uomini per fronteggiare una nuova minaccia. Purtroppo, anch'io come voi, sono rimasto sbalordito nell'apprendere, qualche giorno fa dal principe Faramir, che gli Esterling, che da sempre abitano vicino ai nostri confini, hanno deciso di conquistare le nostre terre in cerca di bottino, alleandosi con alcune popolazioni dell'est a noi sconosciute.

Tutti noi speravamo in un periodo di pace che ci permettesse di ricostruire le nostre case ed i nostri regni e di dare degna sepoltura ai nostri morti, ma tutto ciò non ci è concesso. Dobbiamo difendere la nostra gente e le nostre case da quest'orda di banditi senza legge ne onore!»

«Quando si tratta di mettere alla prova l'ascia di un mastro nano, sai che si può contare su di me!» disse Gimli.

«Anche su di me!» aggiunse Legolas «Ancora una volta elfi, uomini e nani combatteranno fianco a fianco contro qualsiasi pericolo minacci le popolazioni che abitano nei regni liberi.»

«Ben detto amico! Era quello che intendevo anch'io!» gli fece eco il nano.

Sam, quale rappresentante degli hobbit, prese a sua volta la parola:

«Quale rappresentante degli hobbit, anch'io ritengo di dover offrire a sua Maestà la nostra alleanza. Siamo gente piccola a non abili guerrieri, ma saremo felici di essere lo stesso di aiuto e di appoggio per questa missione. I nostri campi sono ricchi e saremmo felici se voi accettaste i nostri raccolti come rifornimenti per la vostra campagna armata quale nostro servigio in mancanza di abili guerrieri per infoltire le vostre schiere di combattenti.»

«Grazie, Mastro Gamgee, tutto ciò vi rende molto onore.»

«A nome di Rohan e di tutti gli Eorlingas, metto a disposizione tutte le nostre forze armate.» disse Éomer.

«Ne sono felice fratello, possano le nostre due casate con la loro rinnovata alleanza avere la meglio in questa impresa. Faramir, voi non avete ancora proferito parola, cosa ne pensate?»

«Come vostra maestà, anche io speravo in un periodo di pace, tuttavia, non possiamo estraniarci a questo nuovo problema. Io ed i miei uomini combatteremo al vostro fianco sino alla fine, sire.»

«E allora sia, la compagnia dei cinque regni liberi della terra di mezzo giura qui oggi di salvaguardare la terra ed i suoi abitanti dal nuovo nemico. Che l'onore e la giustizia accompagnino ognuno di voi nel difficile cammino che ci attende.»

Una nuova sfida era in questo modo appena cominciata.

Erano passati solo alcuni giorni ed Eowyn e Faramir, davanti ai cancelli di Minas Tirith, si apprestavano a separarsi, visto che ormai, con il nemico alle porte, il giorno della battaglia si faceva sempre più vicino.

«Sono felice che tu abbia deciso di accettare la proposta della regina Arwen di rimanere qui, Eowyn. È un luogo più sicuro di casa nostra ed inoltre, potrai esserle d'aiuto con la gravidanza e con l'organizzare la città in caso le cose per noi si mettano male.»cominciò Faramir.

«Non dire questo. Sono sicura che tu, mio fratello e Aragorn, riuscirete a respingerli e non ci sarà bisogno di arrivare a tanto.» gli rispose sua moglie.

«Lo spero proprio. Promettimi che qualunque cosa accada, non farai niente di insensato che possa mettere in pericolo la tua vita, perché se qualcosa dovesse succederti, credimi, ne morirei»

Eowyn era rimasta sorpresa dalla richiesta del marito e non aveva potuto far altro che accontentare la sua richiesta.

«Saperti al sicuro è la cosa che maggiormente desidero.» le disse di nuovo Faramir accarezzandole lievemente il volto e dandole un casto bacio sulla guancia.

Eowyn era rimasta pietrificata a quel contatto e non riusciva più a muovere un solo muscolo ne a proferir parola, così, quando gli uomini si allontanarono, l'unica cosa che fu in grado di fare, fu vederli allontanare da lei con la consapevolezza che forse, questa era l'ultima volta in cui li vedeva.

Mentre la colonna di soldati scompariva all'orizzonte, Eowyn sentiva un senso di vuoto impadronirsi del suo cuore: sperava che tutti e tre i suoi valorosi soldati, suo fratello, Aragorn, e suo marito, ritornassero sani e salvi a casa e si stupiva del fatto che sapere lontano Faramir per così tanto tempo, come mai era successo da quando erano sposati, la facesse sentire sola e in ansia per lui.

Era passato oramai un mese dalla partenza degli uomini per i confini, ed Eowyn, rimasta a Minas Tirith con Arwen e Lothe, passava le sue giornate cercando di avere informazioni sull'esito degli scontri che avvenivano al fronte. Un giorno era arrivata inaspettatamente una lettera di Éomer, che pregava la sorella di dare disposizioni affinché altri uomini lasciassero il Mark per aggiungersi alle forze già dispiegate: le forze del nemico si erano rivelate inaspettatamente più numerose e ben armate che non le loro, ed avevano bisogno di tutti i rinforzi possibili.

Era giunta l'occasione che Eowyn aspettava per lasciare Minas Tirith e recarsi in battaglia. La sua fedele servitrice Lothe, non mancò di esprimerle il suo disappunto.

«Non vi lascerò andare mia signora, non vi lascerò partire! Vostro marito mi ha ordinato di tenervi d'occhio ed è quello che ho intenzione di fare.»

«Mio fratello Éomer mi chiede di radunare altri uomini e di marciare verso i confini, hai sentito come le circostanze ci siano sfavorevoli»

«Lui non vi ha certo scritto di cavalcare con i suoi uomini però. Anzi, sono più che convinta che vi abbia intimato una volta in più di non partire voi stessa.»

«I nostri confini sono minacciati dalle popolazioni di regni senza legge, mostri che vogliono approfittarsi delle nostre donne ed uccidere i nostri bambini. Noi abbiamo il dovere di difenderli!»

«I nostri uomini debbono difenderci! Non voi! Voi siete una donna! Il vostro compito è rimanere qui, come tutte le altre donne, a pregare e a vegliare sui più deboli»

«Non rimarrò con le mani in mano mentre mio marito, mio fratello ed il nostro re combattono per la nostra libertà. Ho combattuto una volta e non ho intenzione di tirarmi indietro ora. Piuttosto, tu ti occuperai della nostra regina in mia vece, conto su di te, Lothe»

Eowyn sembrava irremovibile nella sua decisione ed anche se a malincuore, anche la regina appoggiò la sua decisione.