Il giorno successivo alla rissa fra i ranger, era trascorso come tutti gli altri a differenza del fatto che ogni uomo di Gondor o di Rohan che fosse, aveva ben impresse nella mente le parole del capitano e non si azzardava a fare nessuna battuta di spirito ne sugli uni, ne sugli altri.
Eowyn era rimasta impressionata dall'autorità che Faramir aveva dimostrato in quell'occasione. Lei aveva conosciuto un uomo gentile, posato e pacifico ed ora si trovava spiazzata nel constatare che era sapeva essere anche autoritario e risoluto con i suoi uomini, che lo temevano e rispettavano come un vero leader, al pari dello stesso Re se non di più.
«Per oggi ci fermiamo qui. Non voglio avanzare nel territorio nemico, senza ulteriori notizie. Una volta che i nostri esploratori ritorneranno elaboreremo una strategia e potremo dare al Re notizie aggiornate circa i loro eserciti.»disse Faramir a Beregond.
«Come volete capitano!»
«Ah Beregond...»
«Si Faramir?»
«Ieri ho notato che c'è nervosismo fra gli uomini, soprattutto fra quelli di Gondor e del Mark. Organizza un torneo fra di loro, così potranno scaricare tensioni e rancori e potrà anche essere un'ottima occasione di allenamento per tutti.»
«Come desiderate capitano»
Nel giro di poco, la notizia del torneo di allenamento si era sparsa nell'accampamento, e fra gli uomini di Gondor e Rohan le coppie di sfidanti si erano già formate, prima fra tutti Wulf e Damrod che vedevano in questa opportunità, l'occasione buona per far valere le proprie ragioni.
Eowyn segretamente patteggiava per il rosso figlio di Eorl, anche se, la sua voce non si udiva sostenere ne l'uno ne l'altro, si limitava, come tutti gli altri, ad osservare il combattimento: l'agilità del ranger contro la prestanza fisica del Rohirrim.
Un ultimo colpo di spada e Damrod era finito a terra, ponendo così fine alla questione rimasta irrisolta la sera precedente. Eowyn in cuor suo sperava di poter saltare questo tipo di esercizio, tuttavia ben presto fu convocata a sua volta a combattere contro uno dei suoi istruttori: Mablung marito di Lothe.
Le era chiaro che non avrebbe potuto sfruttare la sua agilità e furbizia contro un avversario con le sue stesse caratteristiche fisiche e che oltretutto, aveva dalla sua parte l'esperienza di anni di addestramento e combattimenti.
Mablung aveva qualche anno in più di Faramir e proveniva da una famiglia dedita da sempre alla difesa di Gondor. Era stato soprannominato dai suoi uomini "velluto" a causa della sua pelle che ricordava proprio questo tessuto, con cui peraltro, amava vestirsi in tempo di pace. Tuttavia, chi pensava che fosse un ranger che non amava sporcarsi le mani in combattimento, avrebbe commesso un terribile errore, poiché si sarebbe trovato davanti uno dei più temibili avversari del regno.
Lo scontro fra il giovane Elfwin(Eowyn) ed il prode Mablung era ormai entrato nel vivo e tutti gli altri uomini, che fossero di Rohan o di Gondor, erano rimasti fino ad ora colpiti delle capacità del giovane ragazzo biondo, che fino a poco prima davano spacciato già dopo il primo scambio, di tenere testa all'avversario. Anche Beregond e Faramir si erano avvicinati al gruppo combattente, attratti dalle grida di incitamento.
Eowyn sapeva che non avrebbe avuto scampo se il combattimento si fosse protratto ancora a lungo: non aveva la forza di un uomo per reggere un numero elevato di scontri con velocità e lucidità mentale, pertanto, si era decisa a portare il maggior numero di attacchi possibili verso il suo nemico, sperando di coglierlo impreparato in qualche occasione. Purtroppo questo non era accaduto, e, ben presto, inciampando in un ramo secco alle sue spalle, si era ritrovata a terra con la spada di Mablung e pochi centimetri dalla gola. Fu Faramir ad aiutarla ad alzarsi da terra.
«Bel combattimento, davvero! Non avrei mai pensato che un esile ragazzino di Rohan potesse dare tanto filo da torcere ad uno dei miei uomini migliori! Non è vero Mablung?» disse Faramir
«Davvero capitano! Il ragazzo è davvero molto agile ed ha destrezza con la spada. In un paio di scambi ho avuto la sensazione che mi fosse addirittura superiore»
Faramir colse quindi l'occasione per un discorso ai suoi uomini:
«Come avete potuto constatare, anche se proveniamo da regni diversi e le nostre abitudini ed abilità sono differenti, la nostra voglia di giustizia è la medesima. Entrambi i nostri regni ci hanno addestrato prima che come soldati, come uomini. Ci hanno insegnato valori come cavalleria e l'altruismo, il dovere ed il rispetto. Entrambi sappiamo lottare per i nostri cari e per questi valori. Oggi avete dimostrato di essere tutti valorosi combattenti, nonostante vi siano differenze di stile e di fisico fra di noi. Sono sicuro che d'ora in avanti sarete un gruppo affiatato e compatto, pronto a condividere il peso della battaglia, a sostenervi ed aiutarvi reciprocamente. La vostra vita dipende da quella dei vostri compagni: potrebbe essere proprio colui che avete denigrato il giorno prima a salvarvi la vita»
Mentre diceva questa parole, con i suoi freddi occhi grigi, lo sguardo di Faramir passava in rassegna tutti i suoi uomini, dove, per la prima volta da giorni a questa parte, trovava finalmente consensi e armonia.
Eowyn era rimasta impietrita dopo che Faramir l'aveva aiutata ad alzarsi da terra. La sua non era solo paura che lui la scoprisse, era un misto di deferenza ed orgoglio, poiché proprio il capitano in persona aveva assistito al suo combattimento e si era complimentato con lei come non aveva fatto con nessun altro. Un simile riconoscimento non l'aveva mai ricevuto sui campi di battaglia, figurarsi in allenamento!
I giorni successivi, cominciavano ad essere meno duri, un po' perché il fisico cominciava ad abituarsi, un po' perché l'armonia che si era venuta a creare fra gli uomini, aiutava a passare il tempo in maniera più serena: adesso uomini di Gondor e di Rohan, passavano insieme il loro tempo libero e non era più tanto raro trovare un giaciglio di un Rohirrim, proprio a fianco di uno di Gondor.
Eowyn, cercava di tenersi in disparte rispetto agli altri uomini, per garantirsi un po' di privacy, senza tuttavia allontanarsi troppo da destare sospetti o incorrere in pericolo.
Una sera, degli schiamazzi provenivano da un gruppetto di uomini appostati vicino ad un fuoco ed Eowyn era intenzionata a scoprire di cosa si trattasse.
Si avvicinò al gruppo abbastanza da capire che tutti quanti, facevano a gara per essere inclusi fra il gruppo che sarebbe dovuto tornare ad informare l'esercito di Re Elessar sui progressi dell'esercito nemico. Anche Eowyn voleva essere fra loro, poiché questo costituiva una opportunità per rivedere il suo amato, tuttavia, si rese subito conto che la concorrenza era spietata.
«Come mai tutti vogliono partecipare a questo incarico?»chiese infine Eowyn a Nestadîr, il vecchio ranger addetto ai medicamenti.
«Non far finta di non saperlo, ragazzo, anche tu ti sei messo in lizza!»
«In verità non pensavo che così tanti uomini fossero ansiosi di tornare indietro per informare il Re.»
«Sappiamo entrambi che non si tratta solo di questo, giusto?»
«E di che altro, allora?» rispose Eowyn senza comprendere.
«Sei davvero un ragazzino ingenuo, in gamba con la spada, ma pur sempre un ragazzino»
Eowyn stava perdendo la pazienza, quando il vecchio ranger continuò.
«Prostitute. Ecco perché tutti vogliono andare. Sono mesi che siamo di pattuglia ed alcuni di noi non vedono l'ora di trovare il corpo caldo di una donna ad accoglierlo. Non vi avevano detto niente? Sono sicuro che anche nel Mark ci siano le prostitute! Sei mai stato con una di loro?»
Eowyn era rimasta senza parole e sotto shock dalla rivelazione.
«Dalla tua faccia, che pure si vede poco, deduco di no, e mi chiedo come mai, visto che sei un bel giovane nel fiore degli anni. Io oramai sono vecchio per queste cose, ma tu, dovresti avere gli ormoni impazziti.»
«Io... Io..ho una ragazza che mi aspetta nel Mark»
«Una ragazza, eh? Sei un tipo romantico e fedele dunque?»
«Credo di si.»
«Ogni tanto capita di trovarne qualcuno ... Come te intendo. Vieni, andiamo via di qui. Fra poco cominceranno a darsi a pugni per dimostrare chi ha gli ormoni più impazienti di andare al bordello.»
Eowyn aveva seguito il vecchio ranger vicino ad un fuoco, dove lui sovente si accampava a sistemare pacchetti ed anche questa volta non fu differente, così Eowyn, incuriosita, colse l'opportunità di chiedergli cosa facesse con quella roba.
«Cosa c'è in questi sacchetti?»
«Erbe. Fiori. Medicamenti. Io mi occupo principalmente di questo, di curare con le erbe che si trovano qui nell'Ithilien. O pensavi forse che un vecchio ranger come me fosse qui per dare la caccia ai conigli?»
«Io non sapevo vi fosse un ranger addetto a questo. So che a Minas Tirith vi sono dei guaritori e pensavo che i feriti venissero condotti li.»
«I feriti gravi lo sono. Comunque, noi passiamo mesi se non anni lontano dalla città, perlopiù vagando in queste terre e abbiamo sovente problemi di salute che non possiamo sempre curare tornando indietro dai guaritori, così, con il tempo, ho imparato a conoscere i fiori e le erbe ed i loro segreti. L'Ithilien, come avrai potuto notare, ha una vegetazione molto ricca e diversificata che permette di guarire quasi tutto, con la conoscenza appropriata.»
Proprio nel mentre i due stavano discorrendo sull'uso di alcuni tipi di erba da usare in caso di emorragia, un ranger giunse al campo con un dardo conficcato nell'avambraccio.
«Capitano, capitano! Ci hanno individuati! Sono in quattro, ed est della collina. Ci hanno attaccato con dei dardi. Dimlung e Gilramed sono morti, credo che i dardi siano avvelenati! Io per fortuna sono riuscito a giungere sino a qui ad avvertirvi, credo ci sia stato poco veleno su questo dardo qui.» disse, strappando via il dardo dalla propria carne il ranger ferito.
Nel frattempo, tutto l'accampamento si era riversato intorno al loro compagno, primi fra tutti Faramir e Beregond.
«Chiamate subito Nestadîr! Cerca di resistere, se il veleno non ti ha ancora ucciso, ci sono ottime probabilità che tu sopravviva, tieni duro» cercò di rincuorarlo il capitano.
Nestadîr era corso verso il ranger ferito con Eowyn al suo fianco.
«Cerca di resistere ragazzo. Ora ti darò qualcosa da bere per rallentare il flusso sanguigno, dovrebbe funzionare per un po'.»
E poi rivolgendosi a bassa voce solo al capitano proseguì:
«Se non so che veleno è stato usato, non posso realizzare l'antidoto. Mi dispiace, ma questo ragazzo è spacciato.»
Eowyn era stata testimone da vicino dell'intera scena e della conversazione ed era rimasta pietrificata quando poi, come predetto da Nestadîr, il giovane ranger perse la vita.
Quella notte, continuava a pensare e ripensare alla tragica morte di quel ragazzo, causata dal veleno, tanto da non riuscire a prendere sonno. Spesso si era immaginata per se la morte in battaglia dopo un cruento scontro corpo a corpo con un valoroso nemico, che le avrebbe garantito la fama immortale, ma mai e poi mai, si era immaginata la morte per mezzo di veleno messo su un insulso dardo.
Nestadîr pareva essersi accorto del suo stato di veglia e si avvicinò a lei.
«Non stare lì impalato senza dormire, ragazzo. Domani dovremo inseguire le spie del nemico e sicuramente ci sarà molto da camminare e dovremo essere tutti lucidi e riposati. Se vuoi, posso prepararti una tisana che ti aiuterà a riposare.»
«No, non voglio riposare. Tu piuttosto, sei riuscito a scoprire di che veleno si trattava?»
«No. Purtroppo posso solo affidarmi all'olfatto e all'esperienza e non l'ho riconosciuto. Potrebbe essere della cicuta, dell'anemone o perfino dell'assenzio, chi può saperlo. Sto preparando degli antidoti basandomi sulle mie conoscenze in vista di domani, spero di avere tempo a sufficienza, purtroppo le mie mani, non sono più veloci come una volta.»
«Forse potrei aiutarti io, comunque non riuscirei a dormire dopo aver visto morire quell'uomo a quel modo. Ho sempre sperato che la mia morte fosse causata da una lama potente, non da uno spillo avvelenato»
«Se proprio ci tieni, ragazzo, tieni, aiutami con questo.» rispose il vecchio ranger accettando l'aiuto di Eowyn.
