Un'intera notte era trascorsa e l'alba infine era giunta e ne Eowyn, ne Nestadîr avevano dormito, realizzando però, rimedi efficaci contro la maggior parte dei veleni conosciuti. Il gruppo degli uomini di Faramir, dopo una fugace colazione, si era messo in marcia verso sud, verso il territorio degli Haradrim e dopo ore di cammino, seguendo le tracce, giunsero ad una radura ben nascosta dove quasi sicuramente, il gruppetto nemico in avanscoperta li attendeva per giocargli un tranello. Dopo averli aggirati e spiati alle spalle, Faramir diede ordine di attaccarli dove meno si aspettavano, velocemente e a sorpresa, in modo da limitare le perdite tra i ranger per mezzo del veleno.
Eowyn era riuscita ad abbattere due Haradrim da sola, prima di essere sopraffatta da un altro nemico. Prontamente Nestadîr, era corso in suo soccorso e con un solo colpo, era riuscito e staccare il braccio al nemico che teneva Eowyn prigioniera. La battaglia infuriava tutta intorno a loro e la paura aveva risvegliato l'adrenalina che li faceva sentire vivi. Fendenti in ogni dove, urla e corpi straziati, insulti e sudore, sangue e brandelli di carne e poi l'odore della morte ed il suono di ... dardi avvelenati! Il nemico, ormai in inferiorità numerica, stava ricorrendo alla sua arma preferita. Proprio mentre questa consapevolezza si stava insinuando in Eowyn, davanti ai suoi occhi un Haradrim stava mirando a Faramir. Senza pensarci, Eowyn si gettò su di lui salvandogli la vita e gridando a perdifiato ai suoi compagni di ripararsi con gli scudi da questa minaccia. Ancora un paio di colpi, delle urla strazianti, e poi era tutto finito: anche gli ultimi Haradrim erano stati eliminati.
La conta dei cadaveri era a vantaggio dei ranger, ma non c'era allegria o gioia nello sguardo dei suoi compagni, che soccorrevano i compagni in difficoltà o semplicemente, raccoglievano i cadaveri dei loro amici caduti. Improvvisamente, un braccio scosse Eowyn dai suoi pensieri.
«Coraggio ragazzo, vieni a darmi una mano. C'è molto da fare qui. Tieni, reggi questo e mescola queste erbe, poi schiacciale fino ad ottenere una poltiglia e spalmala qui su questa ferita. Poi benda il tutto e vieni da me. Ce ne sono degli altri da aiutare.»
Eowyn fece tutto quello che il vecchio guaritore le comandava, andando da un ranger all'altro, da una ferita all'altra, sembrava che ovunque si voltasse, feriti la stessero aspettando e reclamando a gran voce. Per fortuna, prima dell'inizio della notte, tutti erano stati opportunamente medicati e fasciati, in attesa del prossimo scontro.
«Nestadîr, tu o quel tuo nuovo aiutante dovreste dare un'occhiata a Faramir. Ha la casacca sporca di sangue, benché al solito dica che non è sangue suo.» disse Beregond
«Vieni ragazzo. Andiamo dal capitano, hai sentito, ha bisogno di noi. Sai, lui non vuole essere medicato prima che lo sia stato l'ultimo dei suoi uomini e spesso, non si fa curare affatto»
Dicendo questo, fece strada ad Eowyn fino a Faramir, che nel frattempo, si stava sincerando con tutti i suoi uomini delle loro condizioni.
«Capitano, siamo venuti a vedere le vostre ferite.» disse Nestadîr
«Non sono ferito. Ho solamente qualche graffio. Piuttosto, assicuratevi che il resto dei miei uomini riceva le migliori cure.»
«Lo vedi ragazzo? Il capitano si preoccupa più dei suoi uomini che di se stesso, ma facendo così, rischia solo di comportarsi da stupido. Cosa succederebbe difatti se a causa dell'infezione si dovesse ammalare e non potesse più guidarci in battaglia? Cosa succederebbe se...»
Il vecchio ranger stava proseguendo con la sua arringa finendo però interrotto da Faramir stesso che aveva capito dove voleva andare a parare il guaritore.
«D'accordo, ho capito mi farò medicare» rispose rassegnato, per poi aggiungere all'indirizzo di Eowyn:
«Impara ragazzo, mai discutere con un guaritore. Soprattutto se ti conosce fin da quando sei nato»
Dicendo questo, con un gesto affettuoso, circondava la spalla di Nestadîr e si dirigeva verso il suo giaciglio, riparato da una insenatura della radura.
«Dove sei stato colpito Faramir?» chiese quindi il guaritore anziano
«Su un fianco ed un braccio, ma non è nulla di grave, mi hanno preso solo di striscio.»
«Lascialo decidere a me questo.»
Faramir si stava togliendo le protezioni dal corpo e successivamente la camicia che gli copriva il busto, rimanendo così a torso nudo davanti a Nestadîr ed Eowyn.
«Come stanno i miei uomini, Nestadîr?»
«Li hai visti no? Quelli che sono sopravvissuti hanno ferite superficiali e già domani saranno in grado di combattere. Non posso dire lo stesso di te. Questa ferita al fianco sembra piuttosto brutta e potrebbe infettarsi facilmente.»
E poi rivolgendosi ad Eowyn
«Ragazzo, va a prendere dell'acqua e mettila sopra al fuoco. Quando bolle, mettici dentro delle foglie di cardo e poi porta il tutto qui.»
«Subito» rispose lasciando i due soli
«Pare che tu abbia finalmente trovato un aiutante» disse Faramir a Nestadîr.
«Ha buona memoria ed un buon braccio per mescolare e tritare ed inoltre non ha la testa di legno come gli altri. E poi, sto diventando vecchio e ben presto non sarò più di alcun aiuto per te qui. Hai bisogno di braccia giovani e cervelli freschi!»rispose il guaritore.
«Sai bene che sei insostituibile per me, come guaritore, ma soprattutto come amico» rispose il capitano.
La conversazione tra i due era stata interrotta dall'arrivo di Eowyn con l'acqua calda.
«Bravo il mio ragazzo. Ecco vieni, appoggiala qui. Ora lavati le mani con un po' di quest'acqua ed immergi questo panno.»lo istruì Nestadîr.
Una volta che Eowyn aveva fatto tutto esattamente come richiesto, l'uomo proseguì
«Ora procedi a detergere la ferita, dall'interno verso l'esterno, con movimenti lenti ma decisi.»
«Lo devo fare io?» chiese Eowyn titubante e stupita.
«E chi altri sennò? Sei o non sei il mio aiutante?»
«Ma veramente io ...» cominciò a balbettare Eowyn sentendosi in imbarazzo.
«Sappi che è un privilegio ed un onore essere scelti da Nestadîr per essere suo aiutante. Sono anni che gli diciamo di trovarsi un allievo, ma lui ha sempre rifiutato perché sosteneva di non trovare nessuno adatto o intelligente abbastanza. Ma adesso ha trovato te.» si intromise Faramir cercando di dare coraggio al giovane.
Eowyn era sorpresa e senza parole per le affermazioni di suo marito. Inoltre, era concentrata nel medicare la ferita di Faramir seguendo le indicazioni del suo maestro, tanto da non rendersi conto dello sguardo insistente di Faramir che si posava su di lei.
«Sei un soldato di Rohan, non è vero?» le chiese quindi il capitano.
Eowyn accennò di si con il capo.
«Come ti chiami?»
«Elfwin mio signore.» rispose in un soffio Eowyn.
«Il ragazzo è stato ferito al volto nella guerra precedente e fa fatica a parlare, ma a noi interessa che faccia andare le braccia e funzionare il cervello e non la bocca, giusto?» aggiunse Nestadîr.
«Non badare alla sua lingua, Elfwin. Quest'uomo ti stima molto, anche se non lo da a vedere. Lo conosco da moltissimi anni, da quando ero piccolo, ed è sempre stato come un padre per me, oltre che un grande amico. Sa dare consigli molto saggi ed è molto acculturato, oltre che uomo di grande esperienza. Hai molto da imparare da lui, e sono sicuro, che non potresti trovare maestro migliore.» disse il capitano.
Eowyn sorrideva allo scambio di battute fra i due, pensando a quanto affiatamento ci fosse fra loro, fino a quando, ancora una volta, Faramir non interruppe il corso dei suoi pensieri.
«Tu sei il giovane che mi ha salvato la vita oggi, non è vero?»
Eowyn accennò brevemente con il capo.
«Ti devo la vita, e non ti ho ancora ringraziato. Ti prego di perdonarmi. Hai dimostrato di essere molto coraggioso ed altruista a salvarmi e stanne certo, quando ritorneremo a Minas Tirith, farò in modo che il tuo bel gesto venga riconosciuto e ricompensato pubblicamente da sua maestà il re.»
A queste parole, Eowyn accennò con il capo, anche se in realtà dentro di se, rideva divertita all'idea che suo marito ed Aragorn sapessero la verità sulla vera identità di Elfwin.
«Ora che ti guardo bene, hai qualcosa di familiare. Come se ci fossimo già incontrati prima d'ora, è possibile»
Eowyn ora era stata colta alla sprovvista dalle parole di suo marito, e temeva che il suo travestimento fosse ormai giunto alla conclusione, quando un aiuto inaspettato giunse da parte di Nestadîr.
«Il ragazzo aveva dei fratelli maggiori nelle case di guarigione l'altra guerra, magari l'avrai visto là.»
«È possibile. In quei giorni, quei luoghi erano più affollati della piazza principale nel giorno di festa»
«Fammi vedere se hai fatto un buon lavoro, ragazzo» chiese Nestadîr.
Detto questo, il vecchio guaritore scrutava le ferite di Faramir come se cercasse ad ogni costo qualcosa di inappropriato, infine, soddisfatto del lavoro del suo aiutante, aggiunse:
«Sembra tu sia stato piuttosto bravo per essere la prima volta, ora fascia le ferite con delle bende pulite. Lascio a te il compito per i prossimi giorni di cambiare le bende al principe, ogni sera, per almeno una settimana. Mi raccomando, non deludere le mie aspettative»
Con queste parole e con una pacca sulle spalle, Nestadîr conduceva Eowyn verso il loro giaciglio, poco distante da quello degli altri ranger, che come loro, nel giro di breve, avrebbero consumato un frugale pasto.
Anche quella notte, Eowyn faticava a prendere sonno, dato che nella sua mente comparivano stani immagini e strani pensieri. Non era il ricordo della battaglia a tenerla sveglia, bensì l'immagine del volto di suo marito vicinissimo al suo, quando insieme erano caduti a terra dopo che lei gli aveva salvato la vita. I suoi occhi, si erano persi per un fugace momento in quelli grigi di Faramir ed il suo corpo sembrava riconoscere ed apprezzare quello di lui. Rivedeva la sua pelle nuda quando lo aveva medicato, dalla quale non riusciva a staccare lo sguardo. Molte volte a Rohan le era capitato di vedere suo fratello o suo cugino Theodred senza camicia ed addirittura senza pantaloni, ma con lui era stato diverso. La sua corporatura era quella di un tipico abitante di Gondor, magra e longilinea, a differenza di quella della sua gente, che invece era grossa e tarchiata, ma, nonostante questo, sotto la camicia, nascondeva un ampio torace ben scolpito con una serie di muscoli ben visibili e piacevoli al tatto. Non si era mai soffermata a pensarlo, ma anche il suo odore era piacevole, un misto di pino ed erbe selvatiche, di cuoio e di muschio, che nella giusta dose miscelati fra loro, ricordavano posti segreti e lontani. Aveva anche molteplici cicatrici, frutto di molte battaglie pensava Eowyn, tanto che a stento, mentre quel giorno lo medicava, si era trattenuta dallo sfioragliele delicatamente con i polpastrelli. Avrebbe tanto voluto che lui le raccontasse delle eroiche imprese che gli avevano procurato quelle ferite, magari sdraiati insieme in un letto, dopo aver fatto l'amore.
Ma a che cosa stava pensando? Che razza di pensieri erano questi? Forse la battaglia e l'adrenalina di quel giorno, oltre alla stanchezza, stavano cominciando ed avere effetti strani su di lei...Però come era stato bello vedere Faramir combattere, vedere la sua agilità, e la velocità con qui portava a segno i colpi, e nello stesso tempo, tenere sotto controllo la situazione ed i suoi uomini. Raramente aveva visto in un guerriero tanta determinazione, organizzazione ed abilità, forse nemmeno Aragorn sarebbe stato in grado di tenergli testa in battaglia. Ancora questi pensieri! Non poteva andare avanti così o non si sarebbe mai addormentata, forse se fosse andata a fare due passi ...
«Dove stai andando ragazzo?» le chiese Nestadîr perplesso
«A fare due passi. Non riesco a dormire.»
«Sono due notti che non dormi ragazzo e domani ci attende il nemico. Adesso sa che siamo qui e non ci lascerà scorrazzare liberamente nel suo territorio a nostro piacimento. Devi risposare o non sarai di aiuto a nessuno. Tieni, prendi questa, è una tisana che ti aiuterà a dormire.»
Detto questo, il vecchio ranger si assicurava che il giovane Rohirrim bevesse tutto il liquido che gli aveva dato, che, nel giro di poco, ebbe l'effetto sperato poiché Eowyn, cadde in un sonno profondo.
