Le lunghe mani dell'uomo con la maschera l'avevano liberata da tutti suoi indumenti ed altrettanto lei aveva fatto con quelli di lui, mentre complici ed ansimanti si stavano spostando in un giardino intimo e discreto in Minas Tirith. Entrambi erano coscienti che l'attesa non avrebbe potuto protrarsi ancora per molto, vista la loro eccitazione che li trovava pronti e bagnati. L'uomo l'aveva invitata a stendersi con molta galanteria e premura su un tappeto di foglie, e mentre anche lui si stava per coricare sopra di lei, ad Eowyn il suo odore ricordava vagamente quello di qualcuno a lei ben noto, anche se non sapeva chi. Ben presto il suo pensiero fu rapito dalle straordinarie sensazioni che quell'uomo accendeva in lei, di piacere ed allo stesso tempo di bisogno di contatto fisico, che di certo lui, non aveva intenzione di farle mancare.
Ben presto, i loro corpi furono uno solo, congiungendosi nell'amplesso, portando all'estasi i loro sensi e le loro emozioni. Eowyn, un attimo prima di cadere nell'oblio più totale, aveva trovato il modo di togliere la maschera all'uomo, che questa volta non glielo aveva impedito, ed aveva scoperto, con sua gioia e per niente sorpresa, che l'uomo magnifico con cui aveva fatto l'amore, altri non era, se non il suo Faramir. Entrambi ora felici ed appagati, giacevano immobili l'uno nelle braccia dell'altro a darsi e ricevere carezze e confidenze come se nessuno al mondo potesse mai strapparli da questa fantasia.
Mentre Eowyn dormiva sognando il suo prode cavaliere, qualcun altro nella notte, stava avendo un altro tipo di pensiero, legato ad un profondo desiderio fisico e da una profonda tristezza per la sua vita vuota e sola.
Dopo la visita di Neferet, Faramir aveva tentato inutilmente di affogare il suo desidero con una nuotata e si era ritrovato, suo malgrado, ancora più eccitato di prima al pensiero di quel corpo nudo, caldo ed invitante a sua disposizione.
Dopo essersi coricato, ed aver preteso inutilmente di prendere sonno, la sua mente vagava a Minas Tirith, da Eowyn, sua moglie, con la quale aveva trascorso dei giorni meravigliosi dopo la battaglia dell'anello, e con la quale ora, non riusciva più ad avere un rapporto ne di amicizia, ne tanto meno di amore. Se non fosse stato suo marito, avrebbe approfittato dell'offerta generosa di Neferet, ma non era questo il caso, e, da uomo d'onore aveva rifiutato, anche se con sacrificio. L'indomani lei sarebbe partita e Faramir ne era certo, non l'avrebbe più rivista e la sua vita ed i suoi ormoni, avrebbero continuato a rimanere sotto controllo, o almeno così sperava.
Il buio della notte, aveva lasciato il posto ai primi chiarori del giorno ed il silenzio che albergava nelle ore notturne, aveva ceduto ai rumori del primo mattino, che vedeva impegnati i ranger a preparare le loro cose per l'imminente spostamento delle truppe.
Anche Neferet con Hista avevano ultimato i loro preparativi, ed ora, si apprestavano a lasciare quella roccaforte.
La maggior parte degli uomini le salutava, mentre si avvicinavano piano alla porta principale, in fondo, per molto tempo, quella donna sola, aveva tenuto testa al loro capitano e se non altro, non fosse altro che per questo, meritava il loro rispetto.
«Infine ci dobbiamo salutare. Auguro a voi e vostra figlia ogni bene possibile» le salutò Faramir
«Molto gentile e nobile da parte vostra, capitano»
«Mi auguro che il mio rifiuto di ieri notte, sia stato compreso nei giusti termini mia signora.»
«Lo è stato. Inoltre, credo di comprenderlo meglio dopo che ho scoperto la vera identità di quel vostro guaritore, Elfwin»
«Non vi comprendo mia signora, cosa intendete dire?»
«Dopo che ho scoperto che quel guaritore altri non è che una donna, ho pensato che forse voi non avrete necessità di una straniera per mettere a tacere i vostri impulsi, o mi sbaglio?»
«Elfwin una donna? Ma ...»
Improvvisamente, tutto era chiaro nella mente di Faramir. Quei capelli color dell'oro, quegli occhi così azzurri, sinceri ed acuti e quelle mani candide e delicate che per giorni lo avevano accudito! Possibile che lei fosse ...
Eowyn intanto, ignara di tutto, si era svegliata mezza indolenzita e scarmigliata per aver dormito sul nudo terreno, e si apprestava a riassettare le sue cose per l'imminente partenza del gruppo, quando venne raggiunta da Nestadîr, con un espressione truce dipinta sul volto.
«Elfwin, ragazzo, il capitano vuole vederti nel suo alloggio. Mi ha detto di non accompagnarti e sembrava arrabbiato. Hai per caso combinato qualcosa ragazzo? Non è che per caso centra quella Neferet?»
Eowyn aveva pienamente compreso il timore del vecchio guaritore, tanto più che non aveva passato la notte nel suo solito giaciglio accanto al suo ed era tornata piena di foglie e di muschio.
«Non preoccuparti, non ho fatto nulla con quella donna.» rispondeva mentre si dirigeva verso l'alloggio di Faramir che l'attendeva, scambiando silenziose parole con il suo secondo Beregond.
Non appena il ranger vide avvicinarsi Elfwin, con una scusa si allontanò, lasciando Faramir e Eowyn soli dicendo che sicuramente i due avrebbero avuto molto di cui parlare.
Eowyn non seppe mai dire se fu il tono delle parole di Beregond oppure la strana occhiata che lui le rivolse prima di andarsene, a farle capire, che si era cacciata in un brutto guaio e che probabilmente, questo era l'ultimo giorno che passava con i suoi compagni.
Lo sguardo di Faramir era freddo e distaccato quando le rivolse la parola, invitandola a sedersi su un barile che fungeva da sedia, nella stanza che Faramir occupava da solo.
«I miei mi dicono che ti sei occupato in modo eccellente di tutti i feriti ed anche io, con le due Haradrim, sono molto soddisfatto del tuo aiuto. Se mi fosse possibile, ti farei dare un encomio da Re Elessar in persona!» furono le prime parole che lui le rivolse.
«Ho fatto solo quello che mi è stato ordinato da voi, mio signore.»
«E dimmi, hai trovato difficoltoso respingere le avances di Neferet?»
«Non comprendo mio signore.»
«Suvvia, non mi dirai che lei non ha mai cercato di sedurti. Lo ha fatto con tutti qui. Con i suoi carcerieri, con Nestadîr, che pure ha una bella età, e con me. Di certo, un ragazzo giovane come te non può non aver destato il suo interesse!»
«Per la verità signore, lei ci ha provato, ma io ho resistito, dopotutto, lei era una nemica.»
«Già certo, ma era anche una donna estremamente bella e sensuale, non trovi?»
«Io non saprei mio signore, intendo, ne più ne meno delle nostre donne»
Faramir, sembrava divertirsi dell'improvviso imbarazzo del ragazzo che gli stava di fronte, ed inoltre si rendeva piacevolmente conto che, mentre con sua moglie sarebbe stato costretto a parlare in modo decoroso e rispettoso, per via del suo sesso, con lei ora, travestita da uomo, poteva osare discorrerete liberamente di argomenti da uomo e godere di questo gioco.
Mentre procedeva con le domande, Faramir, si era seduto sul letto e la turgidità dei suoi genitali faceva bella mostra di sé, coperta solo dallo strato leggero di tessuto dei pantaloni. Eowyn lo osservava rapita, trovandolo immensamente sensuale e desiderabile, come aveva potuto non accorgersi di questo prima?
«Coraggio amico! Non mi dire che non hai avuto modo di vedere le sue grazie! Quel seno così florido e pieno, quelle natiche così sode e rotonde e quella bocca così sensuale! Per non parlare poi del modo decisamente provocante con cui offriva il suo corpo nudo ai nostri occhi! Non dirmi che non ti piaceva!»
«Io ... Veramente...»
«Ho capito, non sei mai stato con una donna prima ed ora sei in imbarazzo, ma non devi, siamo tra uomini qui e possiamo parlare liberamente»
«Io..ho avuto donne in passato, tuttavia, non mi va di parlarne» disse sulla difensiva Eowyn, che non riusciva a capire il senso di quell'interrogatorio, che la sprofondava sempre di più nell'imbarazzo e che le faceva conoscere un altro lato inaspettato ma piacevole dell'uomo che aveva sposato, la cui sensuale capacità di eccitarla con le parole era senza paragoni.
Improvvisamente Faramir in un impeto di rabbia, si alzava repentinamente dal letto ed avvicinandosi pericolosamente le disse:
«Sei un santo se hai saputo resistere! Un santo oppure uno sciocco, oppure ancora, non sei un uomo!»
Eowyn stava per replicare, ma lui, con un gesto deciso la stringeva a se, levandole la maschera che le teneva celato il viso.
I loro volti si incontravano dopo mesi, ed i loro occhi, che trasmettevano da una parte rabbia e dall'altra paura, si perdevano gli uni in quelli dell'altra. Le mani di Faramir la stringevano forte e le impedivano di divincolarsi, la sua stretta era ferma ed il suo respiro, sempre più convulso, le solleticava il collo. Le loro bocche erano vicine ed entrambi erano coscienti del calore emanato dai loro corpi.
Nessuno dei due osava rompere la quiete che regnava per il momento nella stanza, consapevoli che, dopo aver proferito parola, il loro rapporto sarebbe cambiato inevitabilmente.
Fu Faramir a parlare per primo.
«Ti ho concesso tutto ciò che era in mio potere darti ed avrei continuato fino così fino alla fine dei giorni! Una sola cosa ti chiesi, di non lasciare Minas Tirith, perché il saperti in pericolo mi avrebbe distrutto, ma tu, neanche questo solo mio desiderio hai voluto esaudire. Perché?»le chiese colmo di tristezza, allontanandosi da lei.
«Non volevo passare il resto dei miei giorni chiusa in una gabbia come Minas Tirith. Volevo stare sui campi di battaglia come l'ultima volta, a dare il mio contributo nella battaglia»
«Sappiamo entrambi che non è così, perciò, ti prego, non mentirmi. Tu volevi stare al fianco del tuo amato Aragorn, almeno per un ultima volta. Solo un malaugurato caso ti ha condotto qui, fra i miei uomini. Che crudele scherzo del destino, non trovi? Cerchi per mesi di sfuggirmi e poi, per inseguire l'uomo che ami, finisci lo stesso per stare con me, anche se mi detesti.»
«Io non ti detesto Faramir.»
«No? Eppure fosti stata chiara in merito. Non mi avresti mai perdonato la mia e la tua infelicità, ricordi?»
«Allora ero arrabbiata e mi sentivo tradita da colui che reputavo un amico, ma adesso le cose sono cambiate, e ...»
Faramir si era di nuovo riavvicinato a lei e le aveva impedito di proseguire oltre il suo discorso.
«Le cose sono cambiate, cosa è cambiato Eowyn? Mi vuoi forse dire che adesso non ami più Aragorn? Che sei venuta qui solo per poter stare con me? Che vuoi disperatamente che io ti faccia donna prima che la morte ci prenda entrambi? Rispondi!» le disse esasperato Faramir
Eowyn era consapevole che le parole di Faramir erano giuste e che lei si meritava questa sua reazione, anche se a stento, riconosceva l'uomo che aveva sposato e che aveva cominciato ad amare.
«Ho fatto quello che ho fatto, per le motivazioni che hai detto. Volevo stare con Aragorn più di ogni altra cosa, ma infine mi sono ritrovata qui. Sapevo che eri un valido comandante ed inoltre avevo paura di destare dei sospetti se avessi cercato di cambiare compagnia, così sono rimasta. Non immaginavo che però, con il tempo, avrei imparato ad apprezzarti ed amarti, ed ora, sono felice di essere rimasta al tuo fianco. Se ora vorrai rimandarmi a Minas Tirith, hai tutto il diritto di farlo ed io sopporterò qualsiasi punizione il mio capitano deciderà di infliggermi per aver disobbedito.»
«Il tuo capitano, eh? Il tuo capitano non ha nulla di cui rimproverarti e non vorrebbe rimandarti indietro, è tuo marito che sta prendendo questa decisione. E' tuo marito che ha vissuto con te fingendo di non vedere quanto fossi infelice e sperando che un giorno, con il passare del tempo, le cose avrebbero potuto cambiare. Ho sperato che forse un giorno saremmo potuti tornare ad essere amici. Ho desiderato ardentemente che potessi ricambiare i miei sentimenti, ma così purtroppo non è stato. Domani verrai scortata a Minas Tirith e li rimarrai! Questo è un ordine. Se sopravvivrò a questa guerra, al mio ritorno, chiederò l'annullamento di questo matrimonio e sarai libera. Altro di più per te, mi spiace, ma non posso fare. E adesso ti prego, lasciami solo.»le disse, sdraiandosi di nuovo sul letto con un libro fra le mani.
Eowyn non riusciva a credere alle ultime parole con le quali suo marito la stava congedando, così, anziché andarsene come lui le aveva chiesto, gli rispose.
«Tu non puoi chiedere che il nostro matrimonio venga annullato»
«Ti sbagli. Quando un matrimonio non è stato mai consumato, l'annullamento a seguito della richiesta di uno dei coniugi, viene concesso sempre e, come tu ben sai, questo è il nostro caso.»
Eowyn non riusciva a credere a ciò che suo marito le stava dicendo in modo così diretto e disinteressato, poi improvvisamente si rese conto che probabilmente l'uomo di proposito non aveva mai giaciuto con lei, nella prospettiva di doversi liberare di un matrimonio scomodo.
In un attimo di follia, si dirigeva verso di lui, colpendolo al volto con la mani. Lo sguardo di lui tradiva sorpresa, ma si limitava solo a guardarla mente con una mano, tastava la zona colpita. La furia di Eowyn, non accennava a diminuire, anzi, la sua frustrazione e la sua collera per l'amara scoperta, la portavano ora ad aggredirlo con pugni al torace, aggiungendo amare parole:
«Sei un mostro! Ti odio! Ti odio! Ti odio! Avevi programmato tutto sin dall'inizio! Per questo non mi hai mai voluta! Dicevi di farlo per me, perché non volevi forzarmi, ma non era vero! Volevi tenerti aperta una porta per ripudiarmi quando ti fossi stancato di me! Sei solo un vigliacco! Adesso hai Neferet a scaldarti il letto ed io per te sono solo un impedimento! Ecco perché vuoi il divorzio! Ammettilo! Abbi il coraggio di fare almeno questo! Abbi il coraggio di dirmi che mi hai sposato solo per il prestigio ed il potere, per avere una figlia di Re come moglie!»
Faramir che fino a quel momento aveva subito in silenzio tutte le percosse e gli insulti di Eowyn, dopo quest'ultima affermazione, aveva perso completamente la calma e la ragione ed aveva bloccato i polsi di Eowyn, prima di trascinarla con se sul letto ed intrappolarla fra quest'ultimo ed il peso del proprio corpo.
«Ti ho sposato per amore! Solo per amore! Non ho mai desiderato altro che essere tuo marito, che stringerti tra le mie braccia, baciarti ed amarti con tutta la passione e l'amore che provavo per te! Ma tu mi hai sempre respinto! Ho cercato di comprenderti, di aspettarti e di giustificarti anche, ma è stato tutto inutile!
Sarei morto per una tua carezza, per un tuo bacio, per una notte d'amore con te, ma non ho mai avuto questa opportunità. Mi sono reso conto solo ora, di non poter più vivere in questo modo, ne voglio che tu continui a farlo. La nostra separazione, farà del bene ad entrambi, in fondo, è quello che hai sempre voluto.»
Eowyn leggeva negli occhi di Faramir disperazione e determinazione e sapeva che questa battaglia, non avrebbe potuto vincerla, così, dopo che Faramir si era scostato da lei per liberarla del suo corpo, si alzò e si diresse verso l'uscio con le lacrime agli occhi.
