Una nuova alba era sorta sulla cittadella e sebbene inizialmente con qualche titubanza, ora molte più donne del giorno precedente si accingevano a lavorare nei campi e ad entrare nelle case di Guarigione. Sebbene contrariata, buona parte della nobiltà aveva acconsentito a non esigere la propria quota padronale del raccolto, anche se, in merito all'aiuto nelle case di guarigione, solo un'esigua minoranza si era presentata a dare una mano, e fra loro, ne Lady Morwen, ne Lady Firiel, avevano raccolto l'invito.
Eowyn passava le sue giornate dividendosi fra l'aiuto ai feriti, e la compagnia alla regina, che a mano a mano che procedeva con la gravidanza, diventava sempre più stanca e sofferente. Anche l'aiuto che dava alle donne nell'orto dei medicamenti le occupava gran parte della giornata, ma le piaceva anche. Nella biblioteca di Minas Tirith, aveva trovato molti libri che spiegavano i vari tipi di erbe mediche ed il loro uso, così, aveva coniugato queste sue conoscenze con quelle impartitele da Nestadîr fino a diventare un'esperta guaritrice.
«Mia signora Eowyn, vi prego, non stancatevi così tanto! Guardate le vostre mani, sono piene di ferite!» le disse Loreth
«Non sono nulla, eppoi questo orto ha bisogno di essere sistemato ed ho anche piantato dei semi nuovi. Se tutto va come spero, avremo dei nuovi medicamenti utili. Piuttosto, chi è quella donna che viene ogni giorno.»
«Oh, quella? È Miriel mia signora. Lei è...è una delle ragazze della casa di piacere più famosa di Gondor.»
«Una prostituta quindi.»
«Si, mia signora.»
«Perché viene qui tutti i giorni e non le prestate quasi mai attenzione?»
«Vuole medicine, ma ne abbiamo così poche che non posso sprecarle con quel genere di donne.»
«Chi siete voi per giudicare a chi è meglio prestare cure? Voi siete una guaritrice, il vostro primo compito è guarire, fosse anche un vostro nemico.»
Detto questo Eowyn si diresse verso l'uscio diretta a seguire Miriel, che nel frattempo, era già quasi arrivata a destinazione.
«Cosa volete, perché mi state seguendo?» chiese Miriel
«Sono Eowyn. Non volevo seguirvi ma desideravo parlarvi. Ho visto che venite ogni giorno alla casa di guarigione, non vi sentite bene forse?»
«E a voi cosa importa?»
«Anche io sto studiando le erbe e le loro proprietà curative a sarei lieta di aiutavi se ne avete bisogno.»
«Una come voi? Ci credo proprio!» con scherno le rispose Miriel.
Eowyn, nel frattempo, non aveva smesso di seguirla ed ora, si trovavano entrambe fuori dalla porta del bordello.
«Siete ancora qui?» chiese Miriel ad Eowyn
«Si, e non intendo andarmene senza avervi aiutata»
«Non è me che dovete aiutare. È Giodith. Qualche bastardo l'ha messa incinta ed ora lei sta male.»
«Oh! io non immaginavo che voi, si insomma che ...»
«Che le puttane rimanessero incinte? A volte succede, solo che Giodith è molto debole e cagionevole, non doveva succederle una cosa simile.»
Eowyn aveva seguito Miriel fra corridoi, sale e stanze e finalmente ora si trovava al capezzale di una ragazzina, molto più giovane di lei, dalla carnagione spenta e livida.
«Non avere paura Giodith, lei è una guaritrice ed ha fatto tutta la strada proprio per te.» disse Miriel presentando Eowyn a Giodith
«Ma voi siete dama Eowyn di Rohan! Colei che ha ucciso il Nazgûl? Siete proprio voi? Sono morta o sto solo sognando?» chiese sbalordita Giodith
«Sono io e voi non siete morta, ne state sognando. Ora ditemi quale sono i vostri sintomi e vedrò cosa posso fare per voi.»
Miriel nel frattempo, era rimasta sbalordita nel sentire che sotto il loro stesso tetto si trovava ora una delle più importanti nobildonne di Gondor, niente di meno che la sorella del re di Rohan, moglie del Principe Faramir.
«La gravidanza la sta provando duramente, ma mangia?» chiese Eowyn a Miriel
«Mangiare dite? Senza uomini le puttane non lavorano e non hanno soldi. Il poco che avevamo lo abbiamo già speso, eppoi non si trova molto da mangiare di questi tempi.»
«Ma questa donna ha bisogno di nutrirsi! Farò in modo che abbiate cibo ogni giorno. Ora, credo sia meglio lasciarla riposare.»
«E così voi siete la moglie di sire Faramir, eh?»
«Si, lo conoscete?»
«E chi non lo conosce a Gondor!»
«Si certo. Io però intendevo dire se voi lo conoscete personalmente.»
«E un modo garbato per chiedermi se è mai venuto al bordello? No, non l'ho mai visto da noi. Suo fratello Boromir era solito venire, un gran bell'uomo ed un ottimo amante. Una volta l'ho avuto nel mio letto, sapete?»
Eowyn all'affermazione era rimasta visibilmente imbarazzata.
«Siete diventata tutta rossa! Non è che non ci sono donne di piacere a Rohan?»
«No, ci sono. È solo che siete la prima con cui ne parlo e la vostra schiettezza nel parlare di...certe cose, mi mette un poco a disagio.»
«Ma davvero? E io che credevo che tutte le donne di Rohan fossero abili a cavalcare!» Disse la giovane donna esplodendo in una fragorosa risata.
«Era una battuta! Non l'avete capita?»
«Cosa avrei dovuto capire?»
«Oh, lasciamo perdere. Piuttosto, ora che avete intenzione di fare con Giodith?»
«Prima di tutto, procurarle del cibo, eppoi, verrò ogni giorno a vedere come sta.»
«Vedremo se manterrete la vostra parola! Ad ogni modo, è stato un piacere parlarvi, Eowyn di Rohan»
Detto questo, Eowyn rimase in balia dei suoi pensieri.
Nell' Ithilien nel frattempo...
«Faramir, il nemico si sta muovendo.» disse Beregond
«Sapevamo che prima o poi sarebbe successo.» rispose Faramir
«Si ma non pensavamo fossero così tanti.»
«Probabilmente anche i vari gruppi isolati hanno deciso di allearsi con il nemico e di muoverci guerra.»
«Cosa facciamo?»
«Innanzitutto dobbiamo avvertire le retrovie, Re Elessar e Re Éomer, prendi due uomini e mandali da entrambi per avvertirli che il nemico sta avanzando verso di loro. Noi rimarremo qui ad osservare e cercheremo di rallentarli, anche se , sono molto più numerosi di noi e non sarà facile.»
«Non sarebbe meglio ripiegare?»
«Se lo facessimo, in meno di un giorno sarebbero qui e non sarebbe facile per il nostro esercito combatterli. Meglio continuare ad osservarli da vicino e scoprire qualcosa di più sulle loro dotazioni e sulle loro tecniche di combattimento, oltre a cercare di rallentarli, si intende..»
«Va bene Faramir, farò partire i ranger immediatamente.»
Confine Est
«Legolas, cosa vedono i tuoi occhi di elfo?» chiese Gimli
«Si stanno muovendo, e velocemente, saranno qui in uno o due giorni, al massimo, dobbiamo dare l'allarme.»
Le popolazioni sparse dell'estremo sud e dell'estremo est, si erano quindi coalizzate in un ultimo disperato tentativo di conquistare la terra di mezzo. Questa volta non c'era la mano di Sauron dietro a tutto, ma questo non rendeva meno pericolosa la situazione, anzi, era tutto l'opposto. Il nemico era riuscito ad organizzare due eserciti di tre volte superiori a quelli di Gondor e del Mark e pareva disporre di equipaggiamenti più letali.
Una notte ed un giorno erano infine trascorsi prima che i due schieramenti alleati incontrassero i primi nemici. Ed est, Rohirrim, nani ed elfi, sembravano riuscire a contenere l'avanzata nemica, ma a sud, i Gondoriani faticavano a mantenere la postazione, complice anche il clima che non facilitava Aragorn e compagni, oltre al fatto, che scorte e medicamenti cominciavano a scarseggiare.
Aragorn aveva quindi convocato a consiglio i suoi fidati condottieri:
«Éomer, Faramir, vi ho chiesto di venire qui per valutare le nostre opzioni.» disse Aragorn
«Per il momento noi riusciamo a tenerli a bada. Non sono molto affiatati e questo per noi è un gran vantaggio.» rispose Éomer
«Purtroppo a sud non è così, sono ben armati, hanno elefanti e non siamo ancora riusciti a trovare un antidoto valido alle loro frecce avvelenate.» disse Faramir
«Per non parlare poi del caldo e dell'umidità alla quale noi non siamo abituati...ci servono più uomini e ci servono più provviste, perché da Gondor i rifornimenti stanno rallentando?» chiese nuovamente Aragorn
«Probabilmente con l'avvicinarsi dell'inverno i campi producono meno, a poi, tutta la forza lavoro è qui, in città ci sono solo donne e bambini.» disse Faramir
«E le scorte degli hobbit probabilmente si stanno riducendo per lo stesso motivo, ci hanno costretto a stare in attesa per mesi in modo da poterci stancare ed affamare ed ora, che siamo più vulnerabili, pianificano l'attacco.» aggiunse Éomer
«Se dovessero riuscire a passare, rimarrebbe solo Minas Tirith come ultima difesa, una difesa che può contare solo di donne, vecchi e bambini. Non possiamo permetterlo.» queste furono le parole del re
Minas Tirith
Alcuni giorni erano trascorsi ed altri ancora ne erano sopraggiunti. La città sotto la guida di Arwen ed Eowyn aveva ripreso parte della sua funzionalità, la maggior parte delle donne e dei bambini, anche nobili, coltivava i campi ed aiutava regolarmente nelle case di Guarigione. Eowyn visitava quotidianamente la casa di piacere, e aveva quasi immediatamente stretto amicizia con Miriel e le altre ragazze, forse perché rivedeva in loro, la propria sofferenza, la propria vita difficile e senza amore, e fu proprio in una delle sue visite, che Eowyn dovette aiutare a partorire la giovane Giodith, scoprendo una delle gioie nella vita di una donna, la maternità.
«Guardatela, ha partorito solo ieri e sembra che non abbia mai fatto altro in tutta la vita! Ed il piccolo, che guance paffutelle e che appetito che ha!» disse Miriel
«Che ne sarà di loro, intendo, quando la guerra sarà finita.» chiese Eowyn
«Normalmente le donne riprendono il loro lavoro come prima, mentre i bambini vengono affidati all'orfanotrofio. Agli uomini non piace vedere i ricordi delle loro scappatelle scorrazzare in giro per il bordello.»
«Capisco. Quindi, quando tutto sarà finito Giodith dovrà abbandonare suo figlio.»
«Si, purtroppo si. È una cosa crudele, ma è così che vanno le cose per noi.»
«E tu Miriel, hai mai avuto figli?»
«No, io no. E credo che sia un bene, non avrei potuto sopportare il distacco.
E di te invece, che mi dici?»
Eowyn si trovava sempre a disagio quando le venivano fatte domande riguardo alla sua vita matrimoniale anche se sapeva che era sempre stata di dominio pubblico, ed aveva la certezza, che un ambiente libertino come il bordello, sicuramente sapevano già tutto.
«Le chiacchiere che circolano su me e Faramir sono vere, intendo, non abbiamo mai consumato il nostro matrimonio.»
«Ma davvero? Ed io che credevo che fossero solo delle cattiverie messe in giro per screditarti, visto che sei una straniera. E come mai se posso chiedere? Insomma, tu sei bellissima e si vede che tuo marito stravede per te...Oh, non dirmi! Anche le chiacchiere che dicono che ami Re Elessar sono vere!»
«Già»
«E così, hai sposato il principe solo per ragione di stato. Pensavo che queste cose ai nobili non capitassero, invece mi sbagliavo.»
«Solo che adesso io mi sono accorta di amarlo e lui invece è convinto del contrario e a fine guerra, vuole chiedere l'annullamento del matrimonio.»
«Ma la guerra non è ancora finita e c'è ancora tempo. Se vuoi ti insegno un paio di giochetti da fare al tuo maritino...sono sicura che dopo non vorrà mai nessun'altra, credimi, funzionano sempre.»
«Non credo di esserne capace, poi io...»
«Coraggio, non devi essere così imbarazzata, se non vuoi, mica ti obbligo. Invece io vorrei chiederti un favore, mi piacerebbe saper combattere e leggere e scrivere, saresti così gentile da insegnarmi.»
«Certo che si, con molto piacere.»
E fu così, che fra le consuete mansioni quotidiane, Eowyn si ritrovava anche l'insegnare a tirare con l'arco, di scherma e a leggere e scrivere. Se prima la sua allieva era la sola Miriel, nel giro di sole altre due settimane, si erano anche aggiunte tutte le donne del bordello, i bambini dell'orfanotrofio ed altre persone povere della città.
