Wander si svegliò urlando.
Ci mise un po' per capire dove si trovasse.
Si tirò su a sedere, massaggiandosi la nuca.
Quanto tempo aveva passato a dormire?
Il giovane si guardò intorno.
Era seduto nello stesso punto in cui aveva dormito la notte prima di affrontare Sirius.
'Sirius...' pensò Wander 'Ti ho battuto, ho battuto la prima bestia.'
Nonostante fosse ancora dolorante, Wander riuscii a tirarsi su con un balzo pieno di energie.
'Ma cosa' pensò Wander, dopo essersi reso conto di essere riuscito a fare quel balzo senza provare fatica.
Non lo sapeva e probabilmente non gli interessava più di tanto.
Il ragazzo, oramai sveglio e pimpante, guardò verso il cielo.
Si vedevano le prime luci dell'alba, con un sole rossastro che piano piano stava spazzando via l'oscurità notturna.
''E cosi il bello addormentato si è svegliato dal suo sonno'' disse una voce femminile che il ragazzo riconobbe all'istante.
Si girò e vide la bella Mono che camminava verso di lui.
Nonostante indossasse la medesima armatura di Wander, il tocco femminile della ragazza non si faceva mancare.
Era molto leggiadra nel camminare, aveva dei movimenti molto delicati.
Sembrava un fiore in un campo di battaglia disseminato di cadaveri e sangue.
L'unica pace che Wander aveva.
''Come stai?'' chiese la ragazza.
''Bene'' rispose Wander ''Cosa è successo?''
''Te lo spiego subito'' disse una voce maschile.
I due ragazzi si girarono e videro Malus sotto forma di visione.
''Congratulazioni ragazzi'' esclamò il colosso ''Avete battuto Sirius e avete ricevuto una ricompensa per questo gesto''
''Che ricompensa?'' chiese Wander.
''Ad ogni colosso sconfitto, Wander riceve una parte di umanità'' spiegò il colosso ''la tua missione è allo scopo di redimerti e liberarti dell'oscurità presente nel tuo corpo, ora sei un poco più puro'' continuò lui.
Sentite queste parole, Wander sorrise. Era più umano di quando lo fosse prima.
''Allo stesso tempo, sia tu che Mono guadagnate maggiore forza e resistenza.'' spiegò Malus.
Ecco come mai Wander era riuscito a fare quel balzo nonostante avesse le ossa doloranti.
Mono, che era stata zitta finora, accennò un sorriso dopo aver sentito che sarebbe diventata più forte.
''la prossima sfida porta il nome del diavolo, Devil, issate la vostra spada al cielo e dirigetevi dove vi indicherà di andare.'' continuò lui.
''Buona fortuna ragazzi'' concluse Malus. Dopo ciò, la visione spari.
Wander lanciò uno sguardo d'intesa a Mono e lei lo ricambiò.
Erano pronti per la seconda sfida.
Wander fischiò ed Agro accorse subito, felice nel vedere il padrone.
I ragazzi saltarono in groppa al cavallo.
Wander, dopo ciò, sfoderò la spada e la alzò al cielo.
La luce blu indicava una strada che passava attraverso dei valichi di montagna.
Il ragazzo conosceva bene quei valichi, dato che ci era passato attraverso molte volte, per raggiungere alcuni colossi.
Wander spronò Agro ed il cavallo parti al galoppo.
Nonostante conoscesse a memoria i paesaggi circostanti, Wander rimaneva sempre affascinato dalla bellezza di quelle terre.
Dopo qualche minuto di galoppata, Agro si immise in un valico molto stretto.
Se si allargava il braccio, si riusciva a toccare la fredda roccia, da quanto fosse vicino.
Il valico era molto buio, quindi il ragazzo non poteva usare la spada per vedere dove andare.
Dopo un po' di tempo passato a galoppare tra i valichi di montagna, il gruppo venne proiettato in una radura abbastanza vasta,dove era presente un santuario dove pregare.
A sinistra c'era la strada percorsa da Wander per uccidere il quattordicesimo colosso.
Il ragazzo issò la spada al cielo. Il luogo era quello.
Ma non c'era ombra del colosso.
''Pensi che ci stia per assaltare e prenderci alla sprovvista?'' chiese Mono un po' impaurita.
''Non lo escluderei.''disse Wander mettendosi di schiena contro la schiena della ragazza, cosi da osservare meglio il paesaggio in cerca della bestia. ''Molti colossi sono intelligenti, elaborano le informazioni sul paesaggio e sul nemico, stabilendo poi come attaccare, Sirius ne era un esempio''continuò il ragazzo.
''Wander attento!''urlò ad un certo punto Mono, scansandosi.
Wander ci mise poco per rivelare la minaccia e si gettò a destra facendo una capriola.
A quel punto, la bestia assalitrice si fermò ed emise un ringhio acuto.
Wander studiò il colosso.
Assomigliava molto ad un gargoyle di aspetto, con la classica pietra grigiastra che ricopriva il corpo.
Era relativamente piccolo, circa di 5, massimo 6 metri di grandezza.
Però, si era dimostrato molto agile nell'attaccare, per poco non colpiva i due ragazzi. C'era da stare attenti.
Gli occhi erano colorati di arancione,segno che il colosso era pronto ad attaccare.
Sulla schiena era presente uno strato di pelliccia. Probabilmente il punto debole si trovava li.
Il colosso caricò di nuovo verso Wander, che nuovamente schivò l'attacco.
Il ragazzo estrasse l'arco ed iniziò a mirare verso il colosso, nella speranza di trovare qualche punto vulnerabile alle frecce.
Mirò alle gambe per provare a destabilizzare la bestia.
Inutile dire che le frecce rimbalzarono senza provocare alcun danno al colosso, che si imbestialì di più, caricando nuovamente.
Questa volta, Wander non riuscii a schivare perfettamente, cosa dovuta anche al fatto che stesse mirando verso il colosso.
Wander schivò all'ultimo, ma il colosso lo colpi alla spalla, provocando un taglio dal quale iniziò a sgorgare del sangue rossastro.
Ignorando il dolore, Wander corse via dal colosso, nella speranza di fargli perdere le proprie tracce.
Ad un certo punto, un sibilio ruppe il silenzio nella vallata.
Devil, una volta ripresosi dalla corsa, si girò nella direzione dalla quale proveniva il fischio.
Wander si guardò intorno e vide Mono con l'arco in mano, accucciata nell'erba alta.
Wander era sollevato che la sua ragazza stesse bene.
La ragazza fece cenno al ragazzo di venire a nascondersi nell'erba.
Wander acconsenti e si gettò nell'erba alta.
Nel frattempo il colosso aveva rinunciato a cercare la fonte del rumore ed ora stava scrutando in cerca dei due ragazzi.
''Mono, come hai fatto a distrarlo?'' chiese Wander mentre si faceva medicare la spalla.
''È semplice'' rispose la ragazza impegnata ad applicare alcool e garza sulla ferita dell'amato ''Ho usato un particolare di freccia che emette un fischio acuto per attirare l'attenzione del colosso''
''Mono sei geniale'' esclamò Wander.
La ragazza non rispose ma arrossi.
Solo in quel momento i due ragazzi si accorsero di essere entrati in contatto fisico con l'altro.
I due arrossirono.
Non avevano avuto tanti contatti fisici l'uno con l'altra dopo l'inizio della missione ma, nonostante la situazione di pericolo, era un momento molto bello.
Una volta finito di medicare la ferita di Wander, i due ragazzi tornarono ad osservare il colosso.
Devil non si era ancora accorto della loro presenza, ma gli stava cercando con molta foga.
''Come pensi di agire?'' chiese la ragazza, tenendo l'arco in mano.
Wander osservò ancora una volta.
''Dobbiamo saltargli sulla schiena, il punto debole si trova li'' disse Wander.
''Dobbiamo attirarlo qui e coglierlo di sorpresa.'' disse Mono.
''Buona idea, ma non saprei come fare'' disse Wander, indeciso sul farsi.
Mono non ci pensò su due volte e scoccò la freccia verso il cielo, emettendo il classico fischio acuto.
Devil se ne accorse e, emettendo un ringhio pauroso, si avvicinò verso la fonte del rumore.
'O la va o la spacca' pensò Wander.
Il colosso ormai era molto vicino al nascondiglio della coppia ma ancora non gli aveva ancora scoperti.
Dopo qualche secondo passato a cercare, il colosso si arrese e si girò, dando le spalle ai due ragazzi.
Errore fatale.
Wander usci allo scoperto sguainando la spada e correndo a tutta velocità verso la bestia.
Saltò in groppa ad essa senza troppe difficoltà.
Purtroppo il ragazzo non era invisibile, infatti Devil capii subito il pericolo ed iniziò a dimenarsi come un matto per scrollarsi di dosso l'umano che stava minacciando la sua vita.
Ma Wander non dava segni di cedimento e piano piano si arrampicava sulla folta pelliccia marrone.
Intanto da sotto Mono correva qua e là per disorientare il colosso.
'Brava Mono' pensò Wander.
Finalmente arrivò sul sigillo azzurro.
Wander puntò con la spada,si stabilizzò e conficcò con forza la spada nella pelle.
Dalla ferità sgorgò sangue nero come la pece, che bagnò leggermente i vestiti di Wander, ma lui non se ne preoccupò piu di tanto.
La bestia urlò di dolore ed iniziò a saltare qua e là dal dolore e per provare a far cadere il ragazzo.
Ma Wander non era certo tipo da mollare e, nonostante la stanchezza, reggeva ancora la presa.
Appena il colosso si calmò dalla fatica,Wander ripeté l'operazione, infilzando nuovamente come prima la bestia.
Il sangue nero sgorgò con maggiore frequenza, quasi accecando il povero Wander, che si stava praticamente facendo una doccia con quel liquido nero.
Dopo l'ennesimo urlo di dolore, Devil impazzi ed iniziò a correre a destra e a manca, sbattendo contro la roccia delle limitrofe montagne per liberarsi del fastidioso umano.
Ma la cosa gioco contro Devil, che fini per beccarsi un macigno in testa, che l'aveva stordito momentaneamente, lasciandolo a terra.
Wander si alzò e, con sguardo trionfante, conficcò, per l'ultima volta, la sacra lama nella carne della bestia.
Pure questa volta ci fu un urlo della bestia, ma fu un urlo strozzato.
Il cadavere di Devil si ricopri interamente di nero.
Wander scese dal colosso con aria trionfante e roteo la spada in cielo, prima di rinfoderarla.
Mono corse dal ragazzo e si congratulò con lui.
Ma sapevano che a momenti i raggi delle tenebre gli avrebbero trafitti, ma così non fu.
Davanti al cadavere nero del colosso, si formò un portale rosso fuoco, che proiettava nella sala del santuario.
I due ragazzi si guardarono sorridendo e, dopo aver chiamato anche Agro, varcarono il valico, tornando dove tutto era iniziato.
Il portale si chiuse alle loro spalle.
I due ragazzi erano felici, avevano portato a termine un'altra ardua sfida ma non c'era tempo per compiacersi.
Due colossi erano caduti, ne restavano sei.
'Cadranno anche loro'pensò Wander camminando con fierezza accanto ai suoi due compagni di avventura.
