La sera arrivò molto presto e il cielo si colorò di rosso e arancione, con il sole quasi del tutto tramontato.

Wander e Mono stavano cenando attorno ad un fuocherello mentre Agro brucava l'erba nelle vicinanze.

''Non abbiamo ricevuto nuove direttive da Malus'' osservò Mono togliendo un pezzo di carne dallo spiedo sopra al fuoco.

''Hai ragione'' disse Wander sorseggiando dell'acqua. ''Spero non sia successo nulla di grave''

''Macché grave, eccomi qua''esclamò una voce maschile molto familiare.

Oramai riconoscevano molto bene quella voce.

''Ciao Malus, iniziavo a preoccuparmi'' scherzò Wander guardando la visione del colosso ormai loro amico.

''Scusatemi se non sono riuscito a contattarvi'' disse Malus ''Ma devo informarvi su alcune spiacevoli cose''

Al suono di quelle parole, Wander si irrigidì. Cosa sarebbe successo?

''Guardate all'orizzonte''disse Malus indicando il cielo.

I due ragazzi seguirono la direzione del dito.

All'orizzonte, dove prima c'era solo un pulito cielo rossastro, si estendeva una nuvola nera. All'apparenza sembrava una normale nuvola carica di pioggia ma Wander sapeva bene che non era un acquazzone in arrivo.

''È una nuvola di oscurità'' disse Malus con tono severo. ''Dormin sta tornando''

Quel nome non era nuovo a Wander.

Dopo aver aiutato la divinità a sterminare i sedici colossi, Wander fu ucciso da Dormin, che, grazie al corpo del giovane arciere, diventò un enorme colosso di ombra, che fu poi sconfitto da Lord Emon.

Wander bramava vendetta contro il dio, dopo il tradimento di Dormin.

''Dovete sbrigarvi'' disse Malus ''Se riuscirete a sconfiggere tutti i colossi avrò indietro tutto il mio potere e potrò scacciare Dormin una volta per tutte''

''Qual è la prossima sfida?'' chiese Mono alzandosi in piedi e schierandosi al fianco di Wander.

''Saru sarà il prossimo colosso'' disse Malus con la voce tremolante e con la visione sfocata. ''State attenti. Attenti all'alto''

Detto ciò scomparve.

'Saru eh?' si domandò Wander dubbioso 'Sarà una bella sfida'

''Non c'è tempo da perdere'' esclamò Mono interrompendo i pensieri che si insidiavano il ragazzo.

''Hai ragione'' disse Wander. ''In marcia.''

L'oscurità era calata sulle Terre Proibite.

Non c'era anima viva e l'unico rumore che si sentiva era quello degli zoccoli di Agro.

I due ragazzi, consci del pericolo che incombeva su di loro, non avevano perso tempo e si erano subito messi in marcia per andare a sconfiggere il terzo colosso.

L'unica fonte di luce disponibile era una torcia che era in mano a Mono.

''Abbiamo fatto bene a partire col buio?'' domandò Mono. ''Questa oscurità mi dà i brividi.''

''Non avevamo tempo da perdere'' ribatté Wander '' Prima porteremo a termine questa missione meglio sarà''

''Posso farti una domanda?'' chiese Mono.

''Certo''

''Secondo te sono un peso?'' domandò la ragazza.

Wander apri bocca ma non fiatò. Ci mise qualche secondo ad elaborare una risposta. Ma non riusciva ad accettare il fatto che la sua ragazza si considerasse un peso.

''Mono, non sei un peso' iniziò lui ''probabilmente senza di te sarei morto già da un pezzo.''

''Non è vero Wander, sei il miglior combattente che conosca, sono sicura che te la caveresti meglio senza di me'' rispose Mono con un filo di tristezza.

''Sei stata tu a salvarmi nella battaglia con Devil, senza di te sarei morto o dissanguato oppure sarei stato travolto dalla bestia.'' le ricordò Wander.

''Vero...' rispose Mono anche se non sembrava convinta.

''Mono, sei la mia dolce metà, sei la mia ragione di vita, senza di te mi sentirei solo e senza speranze'' le disse Wander in modo dolce.

''Ti amo Wander.'' disse lei sollevata dalle parole del ragazzo.

Wander non rispose, ma era sicuro che Mono avesse capito quello che voleva dire.

Dopo qualche minuto di cavalcata arrivarono nei pressi di una grotta.

''È questo il posto'' disse Wander smontando da cavallo, seguito da Mono.

La visibilità era molto scarsa, le uniche fonti di luce erano la luna e la torcia di Mono.

'Forse avventurarsi nella grotta con questo buio può essere un suicidio' riflette Wander.

''Passami la torcia, vado per primo a controllare la grotta'' disse Wander.

''No, voglio andare io'' rispose decisa Mono, anche se Wander riusciva a leggere la paura nei suoi occhi.

Ma era contento che la sua ragazza avesse riacquistato fiducia.

''Fai strada allora'' le disse Wander sorridendo.

I due, fianco a fianco, si avventurarono nella grotta.

A primo impatto sembrava una grotta normalissima, con le stalagmiti e le stalattiti che condivano la conca rocciosa.

Ma i due ragazzi sapevano che il pericolo si annidava tra di loro.

Esplorarono la grotta accuratamente, cercando di fare il meno rumore possibile.

Ma non c'era traccia di Saru.

''Non c'è traccia di Saru'' sussurrò Mono.

La ragazza aveva ragione. Dove poteva nascondersi un grande colosso in una grotta cosi ristretta?

'Se non posso vederla forse posso provare a sentirla' pensò Wander.

Era l'unica idea che aveva al momento.

Fece cenno a Mono di stare ferma e lei acconsenti

Wander tese l'orecchio.

Per la prima volta da quando erano lì dentro, Wander notò l'inquietante silenzio attorno a loro.

L'unica cosa che sentiva era il suo respiro.

'C'è silenzio' pensò ''Troppo silenzio''

C'era qualcosa che non andava, ma Wander non riusciva a capire cosa.

Ad un certo punto un po' di paura iniziò ad insidiarsi dentro di lui. E se la bestia fosse invisibile?

Cercò di rimanere lucido nonostante i dubbi e la paura. Doveva essere forte. Doveva farlo per Mono.

Ad un certo punto una gocciolina piombò dal soffitto e colpi Wander sul viso.

'Acqua piovana' pensò lui.

Ma ci mise poco a constatare che non era acqua piovana.

'Non è acqua piovana... è saliva!

Con orrore e con riluttanza Wander girò piano piano la testa per guardare il soffitto ed allora vide una cosa che lo fece trasalire.

Due famelici occhi rossi lo stavano scrutando, mentre da vicino continuava a gocciolare della saliva, anzi, la saliva del mostro!

''MONO SPOSTATI!'' urlò Wander lanciandosi verso la ragazza.

Lei ci mise poco a capire che doveva spostarsi e, in contemporanea al ragazzo, fece una capriola verso un luogo sicuro.

Pochi istanti dopo un tonfo spezzò l'opprimente silenzio della grotta ed allora i due ragazzi videro finalmente l'avversario reggersi in piedi in tutta la sua imponenza.

Il colosso assomigliava molto ad una scimmia,solo che era quindici volte più grande.

Gli arti superiori erano molto lunghi, probabilmente adatti anche alle scalate più complesse, mentre gli arti inferiori erano molto piccoli.

Come i suoi simili, Saru era ricoperto da strati di roccia e da una pelliccia bianchiccia, dove probabilmente si trovava il sigillo che Wander doveva abbattere.

Gli occhi del colosso erano illuminati da un rosso sangue, erano diversi dagli occhi degli altri colossi.

I due ragazzi sfoderarono la spada in sincronia, pronti a dare battaglia.

Saru lanciò un urlo di battaglia.

Nel frattempo, Mono aveva per sbaglio fatto cadere la torcia che reggeva in mano.

Le fiamme si sparpagliarono per tutta la grotta, rendendo l'area più luminosa.

'Ottimo' pensò Wander 'Ora ho il vantaggio della visibilità'

Wander sapeva che non doveva gettarsi all'arma bianca contro il colosso, ma doveva essere paziente e aspettare la prima mossa dell'avversario.

Alla fine, Saru afferrò un macigno e lo scaglio contro i ragazzi.

Entrambi ebbero dei riflessi pronti e schivarono il proiettile, che si sgretolò rovinosamente su una parete.

Saru poi si aggrappò a delle stalattiti ed iniziò a dondolarsi, pronto a sferrare un attacco micidiale.

Come prima, i ragazzi schivarono senza grandi difficoltà l'enorme mole del colosso.

'È agile' pensò Wander 'Non posso arrivargli da dietro, come posso sconfiggerlo'

Mentre pensava, vide Saru raccogliere un altro macigno e scagliarlo verso la sua direzione.

''Wander attento!'' urlò Mono spostando il ragazzo un secondo prima che la roccia lo mandasse nell'aldilà.

''Grazie Mono'' disse Wander.

''Ho notato una cosa'' disse Mono facendo cenno di guardare versi il colosso.

Wander vide che mentre camminava sul suolo barcollava e ogni volta che sembrava in procinto di cadere si appendeva al soffitto.

''Ma certo'' esclamò Wander rinvigorito. ''Dobbiamo farlo cadere, sei grande Mono''

La ragazza non rispose ma Wander notò un certo rossore sul suo viso.

Adorava vedere la sua ragazza così e gli faceva rivenire alla mente dei ricordi passati di loro due.

Ma non c'era tempo di soffermarsi sul passato, doveva concentrarsi sul presente, se voleva avere di nuovo un futuro con Mono.

Wander si mise a guardare Saru che si dondolava pigramente sulle stalattiti.

Sembrava innocuo ma Wander sapeva che si trattava di una farsa per coglierli di inganno.

Poi ad un certo punto vide un bagliore giallastro vicino alle manoni della bestia.

'Un sigillo secondario' pensò Wander.

I sigilli secondari erano punti deboli presenti su alcuni colossi e anche se non procuravano grande dolore, erano ottimi per aprire degli spiragli per attaccare.

''Mono, vedi quei due punti giallastri vicino alle mani del colosso?'' chiese Wander.

La ragazza annui.

''Dobbiamo colpirli con delle frecce, in tal modo destabilizzeremo Saru ed in tal modo sarà vulnerabile'' continuò Wander.

Mono non perse tempo e sfilò l'arco incoccando una freccia e stando pronta a scoccare.

Wander riusciva a leggere benissimo la sua espressione. Era concentrata come non mai e aveva l'occhio del cacciatore fisso sul bersaglio.

''Sono fiero di te'' gli sussurrò Wander, mentre di metteva in posizione.

La ragazza sorrise senza smettere di tenere gli occhi fissi sul bersaglio.

''Al mio tre'' disse Wander.

''Uno'' ''due ''TRE''

Scoccarono le frecce all'unisono, in direzione di Saru.

Il colosso non poté nulla contro l'innata velocitò delle frecce che si conficcarono nei suoi enormi polsi.

Il colosso urlò di dolore mentre la presa sulle stalattiti veniva a meno fino a perderla completamente.

Saru cadde rovinosamente a terra, facendo tremare la terra sottostante.

Appena Saru fu a terra, Wander iniziò a correre verso di lui seguito da Mono.

Nel mentre, il rumore delle lame sguainate echeggiava per la grotta.

Appena furono a pochi passi di distanza, spiccarono un balzo e si aggrapparono alla pelliccia bianca del colosso.

Saru lanciò un grido di frustrazione, cercando di scrollarsi di dosso i due ragazzi, ma loro non demordevano.

Wander vide due sigilli azzurri e si avvicinò verso quello più vicino.

Ma Saru nel mentre si era rimesso in piedi e continuava a muoversi per far cadere i due intrusi.

Finalmente Wander arrivò al primo sigillo ed iniziò a caricare il colpo.

Affondò la lama nel corpo del colosso con tutte le forza che aveva.

Saru lanciò un grido di dolore e continuò ad agitarsi.

Wander si girò per vedere se Mono stesse bene ma non vide da nessuna parte.

Dove era finita?

I pensieri di Wander furono interrotti dalle continue mosse della scimmia.

Ci avrebbe dovuto pensare dopo a Mono, per ora doveva cercare di abbattere la bestia.

Wander piantò un altro colpo nella carne del colosso, da cui schizzò fuori il classico sangue nero e il sigillo scomparve.

'Bene' pensò Wander 'Ne rimane solo uno'.

Ma a quel punto Saru fece una mossa che Wander non si sarebbe mai aspettato.

Il colosso si lanciò con tutte le sue forze contro una parete.

Wander fu colto alla sprovvista e non poté fare nulla per sottrarsi all'impatto.

Lo schianto fu fortissimo e colpi Wander in pieno facendogli perdere la presa e facendolo rotolare lontano dal colosso e dalla sua spada.

Incredibilmente il ragazzo era vivo ma era molto ferito.

Aveva diversi tagli sul viso da cui fuoriusciva del sangue che si mischiava col sudore.

Nonostante il dolore provò ad alzarsi ma ricadde subito.

'Ho una gamba rotta' pensò.

La vista piano a piano gli veniva a meno per via del dolore.

Il ragazzo vide l'enorme figura di Saru davanti, pronto a schiacciarlo come se fosse stato un insetto fastidioso.

''È finita' disse con le sue ultime ''ho fallito.''

Ma proprio mentre Saru stava per sferrare il colpo fatale, il colosso emise un urlo di dolore strozzato.

Wander, sorpreso, vide il colosso cadere a terra privo di vita.

Era morto. 'Ma come?' pensò Wander.

Poi vide meravigliato Mono balzare via dalla testa del colosso con in mano due spade.

'Brava Mono' pensò Wander 'Sarai una degna combattente anche senza di me'

Mono, appena vide Wander per terra, corse da lui e gli mise un braccio sotto l'ascella per sollevarlo.

''Sta crollando tutto!'' urlò lei in preda al panico ''Forza Wander, sii forte usciamo da qui!''

Le sue grida apparivano sempre più ovattate, ma Wander si fece forza e si tiro su.

Insieme, uno accanto all'altro, uscirono dalla grotta.

Appena usciti, scorsero la luce dell'alba.

La grotta, all'improvviso, crollò definitivamente alle loro spalle.

Erano salvi.

Ma Wander si accasciò a terra privo di forze.

Mono, piangendo, si inginocchiò accanto al ragazzo.

Sopraggiunse anche Agro, che si mise a leccare la faccia del padrone in segno di conforto.

''Wander non mi abbandonare!'' strillò Mono mentre le sue lacrime si facevano incontrollabili.

''Mono…'' disse Wander con un filo di voce '' sei la ragazza più fantastica che abbia mai conosciuto e anche la miglior combattente, te la caverai anche senza di me''

Anche Wander iniziò a piangere, sia dal dolore che dalla tristezza.

Poi si rivolse al cavallo, anche lui in preda alla tristezza.

''Prenditi cura di lei bello.'' disse Wander.

Dopo ciò le ultime cose che sentii furono le grida ed il pianto di Mono e i nitriti di Agro.

Dopo di che tutto diventò buio.