''Wander!'' urlò una voce femminile.

Wander si girò per vedere la bellissima ragazza che gli veniva incontro.

''Mono finalmente ci vediamo!'' disse lui correndole contro e stringendola forte.

Wander era così felice di rivedere la sua amata.

L'ultima volta che si erano visti era stato un paio di mesi prima, dopo di che Wander dovette partire in servizio con un plotone per uccidere dei disertori che tramavano di rovesciare il governo di lord Emon.

La missione fu un grande successo, nonostante le perdite concesse loro.

Wander si era distinto in quella battaglia dimostrando grande coraggio ed eroismo, uccidendo molti traditori ed impedendo che vittime innocenti furono uccise.

Per quello, Wander era diventato abbastanza famoso nel suo villaggio, che era la capitale della sua nazione.

Ed ora, finalmente a sentire il calore del tocco ragazza che a lungo desiderava vedere.

''Andiamo a berci qualcosa per festeggiare il tuo ritorno?'' propone Mono.

''È un'ottima idea'' rispose Wander.

Cosi, mano nella mano, si avviarono verso la Locanda dell'Errante.

Mentre camminava, Wander non poteva fare a meno di guardarsi intorno.

Le case erano variopinte con colori sgargianti che emanavano felicità da tutti i pori.

Ai lati della strada c'erano dei bambini che giocavano spensierati: c'era chi giocava con la palla, chi si rincorreva e chi simulava delle battaglie con delle spade di legno.

''Diventerò il cavaliere più famoso del mondo'' strillò un ragazzino mentre affonda la sua lama di legno nel presunto stomaco di un fantoccio fatto di paglia.

Wander, con la mano libera, toccò l'elsa della sua spada.

'Quanto sangue ha ricoperto questa lama' pensò lui.

Aveva ucciso tante persone durante quella missione.

'la guerra non cambia mai' pensò infine sospirando.

Alla fine, i due ragazzi entrano nella locanda.

Vagare si guarda intorno.

Non era proprio cambiata di una virgola dall'ultima volta in cui era venuto li, un paio di mesi fa.

I ragazzi si sedettero e chiamarono una cameriera.

Arrivò una giovane donna castani che chiese cosa desideraro ordinare.

Wander ordina del sake, mentre Mono prese un tè di origini giapponesi.

La ragazza andò via, dopo aver preso gli ordini.

Wander e Mono si misero a parlare del più e del meno.

Mono iniziare a raccontare cosa faceva nella vita quotidiana.

''Faccio la servitrice personale di lord Emon'' disse lei sorseggiando il tè.

''Ma dai?'' disse Wander abbastanza stupido mentre si versava del sake nel bicchiere. ''Lord Emon mi nomina cavaliere di punta e vengo a scoprire che la mia ragazza è la sua servitrice? Pazzesco''

Mono si mise a ridere.

''Tu stai bene Wander?'' chiese Mono tornando seria. ''So come ci si sente quando sei circondato da cadaveri, i miei genitori...''

Wander le mise una mano sulla spalla in segno di conforto.

''La guerra è devastante, lo so bene. Vedere i corpi di quelli che un tempo erano miei amici è una di quelle cose che più ti colpiscono. Ho versato molte lacrime per i miei compagni caduti, ma non ho mai mollato, perché volevo assolutamente tornare per te' Wander guardando Mono intensamente negli occhi.

''Aww'' disse Mono ''Ti amo Wander''

Wander non disse nulla, ma la baciò intensamente.

Nonostante fossero davanti a tutti, Wander non prova vergogna. Erano mesi che sentire il dolce tocco delle labbra della ragazza.

Ma ad un certo punto un tonfo fece sobbalzare i due ragazzi.

Tre uomini mascherati erano entrati nel locale e una volta dentro sguainarono i loro coltelli e li puntarono ferocemente verso la ragazza che prima aveva portato a Wander ea Mono da bere.

Wander non poteva starsene con le mani in mano, doveva agire.

Lentamente iniziò ad alzarsi, ma una mano lo trattenne.

Era Mono.

Wander era certo che lei stesse per dirgli di non andare perché era rischioso ma la ragazza disse solo una cosa: ''Falli neri''

Wander, carico a molla, sì sarà.

''Ehi idioti!'' disse Wander in tono minaccioso guardando in direzione dei malviventi.

Il più grosso di loro lo squadrò e poi scoppiò a ridere. ''Torna con la tua ragazza, queste sono cose da adulti'' sghignazzò seguito a ruota dagli altri due.

Ma Wander, al posto di seguire le indicazioni del malvivente, sguainò la spada e con sguardo minaccioso, la puntò in direzione dei cattivoni.

''Possiamo risolverla in due modi'' disse Wander freddamente. '' O lasciate cadere le armi ed alzate bandiera bianca, oppure vi faccio a fettine, la scelta è vostra''

I malviventi si scambiarono uno sguardo.

Il più secco dei tre iniziò a tremare per la paura e cadde il coltello, dopo di che si fiondò dalla porta.

Anche un altro ladro spilungone segui il suo compare, scappando a gambe levate.

Era rimasto solo l'omaccione che aveva schernito Wander.

''Fatti sotto pivello'' disse lui digrignando i suoi disgustosi denti neri.

L'omaccione si lanciò contro Wander, pronto ad abbatterlo di forza.

Ma il ragazzo non si muove di un millimetro.

L'uomo grosso oramai era a pochissimi passi da Wander.

Proprio mentre il cattivo stava calando la sua lama sulla testa di Wander, il ragazzo schivò e sbattè un forte colpo con l'elsa sulla nuca dell'avversario.

L'uomo cadde a terra come un sacco di patate, stordito dalla forza del colpo.

Nel frattempo, due guardie reali entrarono nella locanda, probabilmente dopo aver sentito il trambusto.

Individuarono subito l'uomo steso a terra e si fiondarono su di lui.

Gli legarono le mani e lo trascinarono fuori.

''Ti aspetta il patibolo, bastardo'' pensò Wander.

Il ragazzo, dopo aver messo via la spada, tornò da Mono.

La ragazza corse subito ad abbracciare il ragazzo.

''Il mio eroe'' mormorò all'orecchio a Wander.

Dopo quel breve abbraccio, i due ragazzi si diressero verso il bancone per controllare che la ragazza stesse bene.

Wander lasciò qualche moneta, come pagamento per i drink che avevano bevuto prima.

''No, non preoccuparti'' disse la ragazza al bancone ''Oggi ci hai salvati, il minimo che possa fare è non farti pagare.''

Ma Wander scosse la testa e il doppio delle monete ''Servono più a voi che a me'' disse uscendo dal locale tenendo Mono per mano

''Le sorprese di oggi non sono ancora finite caro'' disse Mono''

''Cos'altro hai in serbo per me?'' chiese Wander ridendo.

''Seguimi'' disse lei scattando.

Wander sorrise e si mise ad inseguire la ragazza.

Come da pronostico, le fu affianco dopo qualche secondo, data la grande preparazione fisica del ragazzo.

Finalmente, dopo circa un minuto di corsa, arrivarono al palazzo principale della città.

Il palazzo era imponente e maestoso, con gli stendardi di lord emon che sventolavano fieri.

Era praticamente una fortezza costituita da cinque torri, quattro ai lati e una gigantesca in mezzo.

Le mura, costruite in mattoni, comprendevano svariate di difesa in cima.

Era praticamente inespugnabile quel palazzo.

''Mono, che ci facciamo qui?'' chiese Wander stupido.

Mono sventolò un mazzo di chiavi davanti al ragazzo.''Ho già chiesto a Lord Emon ed ha acconsentito, la notte la passerai con me e saremo soli soletti'' disse lei in modo stranamente malizioso.

In effetti, si era fatta una certa ora e il cielo si era dipinto di arancione, con gli ultimi raggi del sole che scomparivano all'orizzonte.

''Va bene, saliamo dai'' disse Wander.

Mono prese Wander per mano ed insieme si addentrarono nel castello.

La stanza di Mono si trovava all'ultimo piano della torre sud ovest, quindi dovettero fare parecchie scale.

Finalmente giunsero all'ultimo piano e Mono inserì una chiave nella serratura di una porta.

Una volta aperta, i due ragazzi entrarono.

Wander ammirò la stanza della sua amata.

La stanza era del classico grigio delle pietre, con un grande letto vicino alle pareti, un bagno nell'angolino a sinistra, svariati mobili qua e là e un balcone che dava una vista mozzafiato.

''Wander...'' disse Mono con un filo di voce e con un lieve rossore

''Si?'' fece Wander.

''Fammi tua'' disse lei spostando la mano verso il basso e toccando quella cosa di Wander.

Wander rimase stupito dall'audacia della ragazza.

''Ho aspettato mesi per averti di nuovo von me'' disse lei mettendogli le labbra in bocca.

Wander ricambiò l'appassionato bacio.

Poi il ragazzo a braccio la ragazza e la prese sul letto.

Inutile dire che quella notte fu abbastanza movimentata.

Dalla camera si continuavano ad udire gridi di piacere che continuarono per svariate ore.

Alla fine, verso mezzanotte, Mono crollò per il sonno.

Wander, invece, è ancora abbastanza contento per il loro fatturato, si diresse sul balcone e si appoggiò sul davanzale.

Guardando in lontananza scorse dei grandi monumenti che segnavano l'inizio di un percorso.

''La terra proibita'' pensò lui ''chissà se mai ci andrò''

Non avrebbe mai immaginato che la sua vita sarebbe stata stravolta da quel posto.