030: morte.
Characters: Mitsumasa Kido.
Words: 480
Una stanza in penombra. Voci basse e schive, ad elencare premure, a contare le ore, poche, che restano all'uomo. Una stanza in penombra, un corpo disteso placidamente su di un letto grande.
Mani candide a stringere la vita.
Lacrime calde, affettuose, piangono la fine.
I legami si spezzano ineluttabilmente, anche quelli voluti dalle stelle.
Una figura, in piedi accanto al letto. Uno sguardo immacolato, attraversato da scie di tristezza. Una punta di amara severità. Riconoscente. Eppure critico. Amabile, eppure distante. Lo sguardo di un santo.
"Lei non sa che sei qui, ora?"
"No."
"Perché non le palesi la tua presenza?"
"Perché questo è un momento unicamente suo."
"No. È a causa mia."
"Stai per morire."
"Lo so."
"E non hai paura?"
"Dovrei?"
"Sì."
"Per i miei peccati?"
"No. Perché fa paura. Fa paura a tutti."
"Lei è al sicuro."
"Io veglierò su di lei."
"Lo so."
"Ma non approvo quello che hai fatto. E nemmeno lei lo approverebbe."
"È per lei, per il suo bene."
"Lei non lo approverebbe. Tante vite, troppe. E tu hai scelto per loro un destino atroce."
"È per lei, per il suo bene."
Una stanza in penombra. Una vita finisce, e nemmeno la dea può impedirlo. È confusa, la dea. Dagli occhi cadono gocce copiose, e non sono, quelle, lacrime piante per un capriccio. Sono gocce salate che zampillano dalla sorgente del dolore.
Un dolore umano. Il dolore della perdita.
È confusa la dea. E lui questo lo sente.
"Tu avevi paura?"
"Sì, fa paura. A tutti."
"Non so se ho fatto bene, ma l'ho fatto per lei."
"Lo so."
La verità è stata appena rivelata. Anche se nel cuore di ognuno di loro già conosciuta. La verità che non sorprende. Ma un po' spaventa. Tutti loro.
Anche lui.
Il suo sguardo si fa più mite.
In punto di morte, gli occhi sbarrati e vacui cercano un appiglio. Uno qualsiasi. Per restare. E Lui ha pietà. Per quanti errori abbia commesso, quell'uomo ora è solo un uomo che muore. Col peso di un segreto appena rivelato, che pure oltre lo accompagnerà.
E Lui ora, ne ha solo pietà.
Forse anche il suo sguardo, in quell'istante che non ha mai scordato, in quell'istante tanto lontano quanto vicino anche i suoi occhi erano spalancati e vuoti, pieni di terrore. Come quelli di quest'uomo.
Le mani della fanciulla tremano. Gli occhi del leale servitore si riempiono anch'essi di lacrime.
È la fine.
Lui è ancora lì, in piedi accanto a quel letto, dove la vita si è dissolta.
Presenza silenziosa, che più non giudica.
La mano si solleva, immateriale, nel vuoto innanzi a Lui. E si posa su quegli occhi ancora aperti, spalancati.
Terrore. Vuoto. Paura. Pace.
La sua mano fatta di luce si posa su quegli occhi. Per chiuderli.
E nel suo sguardo, distante e duro, amabile e triste, lo sguardo di un santo. Solo la pietà.
