025: Estranei.

Characters: Aiolos, Aiolia, Milo, Camus.

Words: 795.

Troppo piccolo, il letto, per ospitare tre persone.

"Anche io! Anche io!"
Non è degna di un sacro guerriero della dea, la resa.
Ma è impossibile. Restare insensibili di fronte a due occhioni imploranti, vispi nonostante la stanchezza che pende su di loro. Le braccine protese in avanti. Verso di lui.
"E va bene."
Si arrende, il guerriero della dea.
Tenerezza.
In braccio!
Aiolos di Sagitter, appena nominato tutore dell'infante Atena. Per il momento, fa da babysitter a tre gold saint suoi pari.
Nel suo letto, raggomitolato su se stesso, Camus dell'Acquario dorme già beatamente.
Un altro piccolo guerriero in erba, lunghi capelli d'oro arruffati in morbidi boccoli, ha reclamato insistente il suo posto. In braccio al santo della nona casa, Milo di Scorpio se ne sta ora comodo comodo.
Che già fra le braccia, Aiolos, culla il fratello. Di sangue e cosmo medesimi.

Non è degno di un sacro guerriero della dea, fare i capricci.

Ma tolta l'armatura, anche un sacro guerriero torna a essere bambino.

Un peso leggero, sulle spalle grandi di Aiolos.

Aiolia di Leo, le dita impastate fra i riccioluti capelli del fratello.
"Non riesci proprio ad addormentarti senza farlo, eh?"
Tenerezza.
Gira e rigira, una singola ciocca ricciuta fra le dita paffute, il piccolo Aiolia.
"Posso mettervi giù, ora?"
"Io non ho sonno."
Miagola il leoncino. Gli occhi semichiusi lottano contro il loro cocciuto proprietario, che non vuole cedere. Le dita fra i capelli di Aiolos.
Milo inizia a russare.
Piano, Aiolos lo adagia accanto al fraterno amico, Camus dell'Acquario.

Lo Scorpione, nel sonno in cui è sprofondato, stringe a sé il francese, che subito serra le labbra. Un moto nervoso di disagio, come anche da sveglio l'ha visto fare, ogni volta che Milo gli si avvinghia, affettuoso.

Le palpebre tremolanti, Camus dell'Acquario.
"Avanti, è ora di dormire."
"No, non ho... ancora… sonno io."
"Lo vedo!"
Aiolia di Leo, accoccolato sulla spalla del fratello, non ne vuole sapere. Le dita inanellate di riccioli ambrati, girano e rigirano.
Non se ne accorge, quando Aiolos lo mette giù. Accanto a Milo, che ancora si tiene stretto il braccio del suo amico.

La faccina va distendendosi pian piano, più serena, ora. Camus dell'Acquario, guancia a guancia con Milo di Scorpio.
"E' un letto troppo piccolo, per tre."
"Mi hai spaventato!"
Sulla soglia della porta aperta nella stanza, come un fantasma apparso dal nulla.

"Perché te ne stai lì, entra!"
Strascica i piedi, Saga di Gemini.

Arranca, ogni passo. Come avesse una zavorra legata alle caviglie.

Oltre l'amico, osserva i gold saint suoi pari dormire beati. Semplici bambini, ora. Come niente fosse, dormono tranquilli. Perché ignorano.

"Il tuo letto è sempre così affollato?"
Gli sorride benevolo, Aiolos di Sagitter.

Perché anche lui ignora.

"Camus l'ho trovato che già dormiva. Milo e Aiolia volevano fare a gara a chi, fra i due, restava sveglio più a lungo. Ed io il loro arbitro. Ma sono crollati assieme."

Ho appena messo a morte mio fratello, Aiolos. Lo sai?

A quest'ora Kanon sarà...

Il mio unico fratello.

L'ho rinnegato.

Un estraneo.

Lui per me.

Ed io per lui.

Un traditore.

Un assassino.

Lui, per me.

Ed io per lui.

E tu, invece, di fratelli ne hai così tanti e di tutti loro ti prendi cura con eguale premura.

"Perché non rimani anche tu?"
"Fratello."
Seduto in mezzo al letto, un occhio chiuso e l'altro aperto a stento. Lo sguardo vago, appannato, che brancola in cerca di lui. Sicuro di poterlo trovare, al suo fianco. Sempre. Aiolia di Leo non ne vuole sapere di cedere al sonno. Anche se la sfida l'ha vinta.
In braccio, in braccio!

Non è degno di un sacro guerriero della dea, fare i capricci.

Ma le braccia protese in avanti, verso di lui, questo chiedono.
Tenerezza.

Non è degna di un sacro guerriero della dea, la resa.
Ma Aiolos riprende fra le sue braccia il bambino, e inizia a cullarlo. Lievemente, dondola il suo stesso corpo, e ninna il leoncino. Le ciocche ricciolute del maestro di nuovo fra le dita instancabili dell'allievo.
"Sono stanco. Molto stanco. E di dormire su di una sedia proprio non mi va, amico mio."
"No, resta. Guarda, c'è una branda lì. La tengo pronta apposta, perché questi tre intrusi non ne vogliono sapere di cedermi il mio letto. Ogni sera, la stessa storia. Resta."
La sfida, solo una scusa. Una delle tante. Il letto di Aiolos, quella casa. Il suo custode. Un Santuario nel Santuario. Così accogliente.

Ho appena messo a morte mio fratello, Aiolos. Lo sai?
Non offrirmi il riparo che è la tua casa. Non accanirti sui miei occhi, mostrandomi l'amore di cui sei capace. Io, incapace. Non offendere il mio cuore insinuando tutta questa tenerezza.
Kanon, a quest'ora sarà già morto.

"Sono stanco. Sono troppo stanco."