IL GRANDE DI FIRENZE
Nel 1472 scoppiò la guerra di Volterra detta anche Il Sacco di Volterra. Volterra era ricca di Allume e di gemme preziose nelle miniere; un minerale prezioso che serviva per fare aderire il colore ai tessuti, era una ricchezza per la città, il quale attirò molti sguardi sia per i mercanti da tutta Italia, per Papa e per la famiglia Pazzi. Scoppiò una rivolta per metterci le mani sopra. I Volterani si videro portar via da privati sottrarre ingenti risorse alla comunità in cambio di pochi spiccioli. E così tutti si crucciavano nello studiare un qualche pretesto buono ad annullare la concessione.
Entrò in gioco Federico Da Montefeltro Signore di Urbino e amico dei Medici a Firenze. Cavalcò fino a Firenze, il paggio della villa Medici lo fece entrare "Messer Medici, Federico da Montefeltro è qui". Lorenzo De Medici era nello studio ripiegato sulla scrivania firmando documenti della banca "Lo faccia entrare".
"Messer Medici" abbracciò l'amico "Federico, che bello vederti!. Qual buon vento ti spinge a Firenze?" il suo il problema andava affrontato e gli dispiaceva interrompere il momento di gioia "Avrai sentito di Volterra spero"
"Ma certo" rispose Lorenzo, Montefeltro da sotto la veste tirò fuori un sacco in iuta, in palmo teneva l'allume "Sai cos'è?" – "Allume" gli s i illuminò lo sguardo, lo osservò girandolo tra le dita "Serve per far aderire il colore sui tessuti, una ricchezza per Volterra".
"Saprai anche che i Volterani sono indignati per i pochi soldi che ricevono" annuì con disgusto "Già. Tutti vorranno metterci le mani"Montefeltro si appoggiò alla scrivania con le mani "E se ti dicessi che il Papa e i Pazzi sono tra quelli?" Lorenzo si sentì un gelido nervosismo addosso "Non possiamo permetterlo"
"Che si fa allora?" Lorenzo sospirò "Penserò a qualcosa, intanto tienimi aggiornato. Devo passare alla banca mi accompagni?" lui annuì.
Volterra era sotto il dominio di Firenze e questi scontri non potevano stare impuniti. Mentre camminavano per il centro videro Jacopo Pazzi dialogare con un forestiero, si vedeva chiaramente che non era un Fiorentino o per lo meno Italiano. "Chi è quel'uomo che parla con Pazzi?" Montefeltro senza dar segno di impiccio lo indicò con gli occhi "Quello è arrivato da lontano Messer Martell, Principe Oberyn Martell è un Dorniano, si dice anche che sia un ottimo duellante e soprattutto a creare veleni". Lorenzo lo fissava mentre Montefeltro gli parlava assieme "Grazie Federico, aspetto novità su Volterra" inchinò il capo lasciò la città. Oberyn si sentì spiato e con la coda dell'occhio fissò Lorenzo "Chi è quello?"
"Lorenzo De Medici, uno spocchioso" disse con animo crudele "i Medici credono di essere i Signori di Firenze" ridacchiò "Lo sanno benissimo che non saranno mai all'altezza dei Pazzi".
Obeyn Martell era in città con l'enturage e la concubina Ellaria Sand ospitati dai Pazzi, quella sera andò a bere e festeggiare presso una bettola in città, era piccola e accogliente, con tavoli dentro e sotto il porticato in pietra, frequentato da gente della plebe e medio ceto sociale. Una bettola dove ci si ubriacava presto e si voleva immergersi nell'vino. La frequentava spesso Giuliano De Medici, ci era andato con Botticelli ma rincasò prima per iniziare presto il dipinto per Vespucci. Rimase solo a bere ma questo non gli creava alcun problema, Oberyn era circondato da ragazze ben impostate, petto grosso e in mostra, mangiavano e bevevano ridendo per sciocchezze. Le guancie arrossite dai complimenti ricevuti dal Principe. Il suo sguardo di bellezza magnetica le attirava a sé, le lusingava con parole dolci e provocatorie. Ne aveva due sedute sulle gambe che ridevano e sussultavano ogni volta le dita della mano stuzzicava il lato intimo fra le gambe.
Un cameriere si fermò al tavolo di Medici posando sul tavolo un calice di vino"Non l'ho ordinato" disse "Quel signore a quel tavolo lo offre a voi Messer Medici" lo guardò "Grazie". Oberyn alzò il calice, Medici non alzò il suo. Il principe scostò le belle donne accomodandosi al suo tavolo "Buona sera!" con le labbra sul calice lo guadò con un occhio senza voltare il capo "Grazie per il vino ma preferisco pagarmelo io"
"Pungi sempre così" rispose Oberyn alzando il sopraciglio "Vedo che sei in buona compagnia" sorrise con disinvoltura "Mi piace la compagnia femminile" con la lingua si toccò le labbra "Ne vuoi una?"
"No grazie" rispose senza interesso "E lei chi sarebbe ha dato molto interesse a Firenze. Messer?"
"Oberyn Martell. Principe Oberyn Martell" – "Principe addirittura" commentò Medici "E lei?" – "Giuliano De Medici" si alzò lasciando sulla tavola in legno i ducati.
Nei giorni che seguivano a Volterra però con il combattere a colpi di leggi e di cavilli sembrava non giovare granché alla causa degli scontenti, una nutrita folla armata pensò bene di entrare nei cantieri e di dare addosso agli sfruttatori. Roma, Milano e Napoli avrebbero voluto intervenire come accordo di alleanza con Firenze. Montefeltro inviò una lettera a Lorenzo, sulla lettera compariva il nome di Vaccari uno di quelli che incitò la folla. Vaccari si recò a Firenze incontrando i Pazzi per firmare un accordo con loro. Anche il Papa Clemente VII sosteneva Medici soprattutto per gli interessi di Roma.
Clarice era stanca, già pronta per andare a letto, coricata si accorse che la luce dello studio era accesa. Lorenzo era ancora sveglio "Lorenzo vieni a letto" disse con tenerezza "Non ho sonno" rispose "Sei preoccupato per Volterra lo capisco" guardò la moglie accarezzandole il viso "Il Papa fa pressioni, pretende una parte dell' allume"
"vuoi che parli con mio zio?"
"Lo faresti?" le prese le mani baciandole "certo, sei mio marito. e dei Pazzi che mi dici?" si aggrottò "Jacopo farà in modo che il papà accetti le loro condizioni, e Salviati gli starà col fiato sul collo".
"Sei stanco e devi restare lucido"
"non ho sonno" ribadì - "a questo si può rimediare" si slacciò il nodo al petto della camicia da notte, Lorenzo non ci pensò due volte spense la lampada a olio e la seguì in camera.
A Volterra le cose erano tese e il Papa inviò l'esercizio, Lorenzo non poteva sopportarlo non voleva alcuna guerra. quella sera a palazzo Pazzi nell'alloggio di Oberyn si udirono rumori molesti sfoghi a sfondo sessuale, ci dava dentro con la concubina e altre tre graziose donne, i paggi a servizio sentirono tutto e Jacopo Pazzi iniziò convincersi che era meglio non tenerlo in casa sua. la mattina seguente Giuliano stava raggiungendo Botticelli per il dipinto "Giuliano hai pensato per Imola" si bloccò "no" disse
"è per via di Simonetta Vespucci?" lui non rispose "perché non lo chiedi al tuo nuovo fratello?" alludeva a Francesco Pazzi, per un breve periodo si appacificò con Lorenzo per via del matrimonio di Bianca De Medici e il fratello di Francesco, Guglielmo Pazzi. ci rimase un po' male per il rifiuto. lo saluto e uscì. poco dopo entrò Oberyn bene vestito color ocra e verde, la camicia sul petto scollata per tutto il petto " Lorenzo De Medici, Oberyn Martell" porse la mano e un sorriso "So chi siete" disse Lorenzo "che posso fare per lei?"
"cosa posso fare io per lei" Lorenzo rise mostrando i denti bianchi " prego da questa parte" offrì lui carne e frutta e del vino "So che siete interessato all'allume" Lorenzo ebbe la sua attenzione "sono tutto a orecchie"
"Posso darvi quello che vuole" - "Ho intenzione di prendere tutte le miniere per beneficiare Volterra e Firenze, taglierei fuori il Papa, ha suoi interessi sotto".
il viso di Oberyn era sempre più interessato "e se io volessi stringere accordo con voi?
"avreste una parte dell' allume, appoggio militare e nessun invasione da parte nostra"
incrociò le braccia, con la mano si grattò la barba "accetto"
"e che mi dite dei Pazzi? lo vedranno come una aggressione da parte vostra"
rise "questo non deve riguardarvi" finì il Grappolo d'uva "spero solo di non pentirmi, e che non stiate per. far il doppio gioco". Clarice sentì delle voci " Lorenzo, ho sentito delle voci" premuroso si alzò dalla sedia presentandola al principe "Principe Oberyn Martell questa è mia moglie Clarice". fu deliziato dalla gentilezza e bellezza, la guardò con sensualità "molto piacere" inchinò il capo "Lorenzo io vado a messa, non escludere Giuliano, vuole far parte dei tuoi affari, mandalo a Volterra a calmare gli animi" la guardò con occhi dolci "ci penserò".
"dove trovo Giuliano?"
"alla bottega di Botticelli".
Nel lasciare il palazzo Medici ammirò le opere d'arte appese "sono di Sandro Botticelli un caro amico. la grazia di Dio è presente in tutti i dipinti". poi indicò opere di Donatello e altri artisti "voglio che Firenze sia una repubblica circondata dalla bellezza".
"dite a vostro fratello che se accetta di andare a Volterra sarò lieto di essere lo Scudo". quando tornò giuliano, Lorenzo lo fermò "Giuliano, voglio chiederti un favore, ti chiedo di andare a Volterra a calmare gli animi il principe Martell di accompagnerà". In faccia comparì una smorfia "Come desideri fratello".
Cavalcò per Volterra assieme a Oberyn seguito dai suoi uomini, in lontananza i fumi della città e l'esercito Papale alle porte della città. la Guerra scoppiò, molti soldati vennero uccisi anche innocenti, il fumo e la polvere e echeggiava in aria Oberyn combatteva molto bene, proteggeva Messer Medici. un soldato tirò giù da cavallo Giuliano per ucciderlo ma Oberyn lo accoltellò nel collo spezzandolo "Grazie mio principe" disse con sarcasmo. la battaglia durò a lungo, il fumo e il fuoco divampò mostrandosi ovunque, Lorenzo giunse in fretta "giuliano" mormorò disperato entrò in città passando fra i feriti e i morti a terra "Giuliano" gridò "Giuliano" due sagome apparvero nella nube di fumo, Oberyn reggeva giuliano stremato "giuliano" gli andò in corso abbracciandolo "Abbiamo vinto fratello" mormorò lui sfinito "Grazie Oberyn"
schiaccio l'occhio "è stato facile. Firenze vinse e Lorenzo trovò un accordo di pace con Volterra e al loro ritorno la gente li accolse da vittoriosi, tra la folla che li acclamava Simonetta Vespucci attese con ansia Giuliano, lo immerse di baci.
Oberyn era pronto a tornare a casa con la sua parte di allume, ma per prima cosa si recò dai Pazzi.
"E così mi stai tradendo!" chiese Jacopo Pazzi "Non ti sto tradendo" rispose lui "Ho cambiato idea" Pazzi si indurì "Hai fatto un errore a metterti contro di me, i Medici avranno vita breve". Oberyn si irrigidì esplodendo in rabbia "Non ti conviene metterti tu contro di me, potrei falciarti col mio stesso esercito" con pugni stretti sbattè sulla tavola, Pazzi rimase impassivo "è una minaccia?" tirò in sul'angolo della bocca senza dirgli nulla. In realtà a Jacopo Pazzi gli rode dentro fu tradito per passare dalla parte dei Medici.
Sei anni dopo nel 1478 avvenne la congiura dei Pazzi, dove i fratelli Medici furono aggrediti dai rivali Pazzi e uomini loro alleati (Riferito ai Pazzi) Giuliano morì in una pozza di sangue dovuta da 19 coltellate. Lorenzo per rabbia e vendetta impiccò tutti i Pazzi a Palazzo della Signoria. L'odio di Lorenzo e la vendetta durò ancora fino a quando Girolamo Riario nipote del Papa Sisto IV non sarebbe morto e che il Papa non avrebbe confessato di essere il mandante della congiura.
Clarice scrisse ad Oberyn scrivendo del grande fatto accaduto e che Lorenzo era cambiato. Oberyn era impegnato ad affrontare un duello di allenamento, lottava con la lancia in mano. Stava per uccidere un volontario quando il paggio lo fermò avvertendolo di una lettera "Mi hai interrotto per questo?" l'adrenalina scorreva forte in lui, respirava velocemente, i battiti alti e le gocce di sudore scendevano dal viso "Che aspetti a leggerla?" il paggio terrorizzato la stava per aprire "la lettera arriva da Firenze!" si bloccò "Firenze hai detto?"
"Si Signore. Madonna medici le ha scritto" allungò la mano "Dammela" la prese e la aprì:
Principe Oberyn, spero che vada tutto bene. L'allume sta arrivando c'è stato un ritardo. Sono spiacente di comunicarvi che Giuliano è stato ucciso dai Pazzi. Lorenzo è cambiato porta dentro odio e rabbia e non c'è modo di farlo ragionare, non osa chiedere perdono alla chiesa. Il Papa non ammetterà mai il suo coinvolgimento.
Cari saluti Clarice.
Rimase scioccato della notizia di Giuliano, non riuscì a credere fin dove si fossero spinti i Pazzi. "Prepara gli uomini andiamo a Firenze" il tono secco e duro emise un urlo di rabbia, lanciò la lancia con forza, la spinta esercitata la conficcò in piedi nella sabbia. Clarice e Lorenzo ebbero due figli Piero primogenito e Giovanni il secondo con loro il nipote Giulio figlio di Giuliano.
Con quattro giorni di viaggio Oberyn arrivò a Firenze ospitato dai Medici. Lo trovò invecchiato e stanco "Lorenzo" scese da cavallo "Oberyn! Bene arrivato, ti ho dato le stanze migliori" lo fissò "Siete stanco Lorenzo, lo vedo sapete?" non proferì parola "Sarete stanco, prego vi mostro le stanze". I figli di Lorenzo giocavano nel cortile con dei soldati in legno "Non puoi Piero è sleale!" – "Non è vero" rispose il fratello. Schiamazzarono rincorrendosi "Piero, Giovanni!" li chiamò con un cenno di mano "Salutate il nostro ospite" Oberyn si Inginocchiò "Molto piacere. Oberyn Martell" i figli si presentarono con timidezza "Lui è Piero e lui è Giovanni". Risposero in coro "Possiamo continuare a giocare?" Lorenzo annuì ridendo "Chi è lui" indicò un bambino da solo in un angolo a contemplare il cielo "è Giulio. È il figlio di Giuliano" Oberyn si sentì mancare si diresse da lui "Ciao. So chi siete" lo sguardo del bambino lo guardò "conoscevo vostro fratello"
"Quindi saprete anche che mia madre è morta" abbassò lo sguardo fissando il coltello di Oberyn "Bel coltello" sorrise "Già è molto bello ma anche letale".
"ne avete uno anche per me?" aggrottò la fronte "Non capisco. Perché vorreste un coltello" – "Per uccidere il bastardo che ha ucciso mia madre". Rimase impassibile ma dentro tutto il contrario lo lasciò in pace seguendo Lorenzo.
Restò a Firenze qualche settimana al fianco di Lorenzo "Fece due passi in città soffermandosi sul lavoro di Botticelli al Bargello" non notò subito Oberyn era impegnato ad ultimare la veste di un impiccato sul muro "Quando sarà finito?" "chiedilo a Lorenzo. Non si darà pace finche il Papa non chiederà scusa per la morte di Giuliano".
I Figli già grandicelli e Clarice era in cinta. Giovanni si trovava a Roma per diventare Cardinale obbligato dal padre, volle a tutti costi un Papa Medici. Giulio lo seguì a Roma per prendere i voti. A Roma Lorenzo cercò di influenzare i voti del nuovo Papa "Dobbiamo cerare di far vincere Cibo, c'è rimasto dell'oro?" - "Poco" Clarice si avvicinò lo salutò con un bacio "I soldi non basteranno per prendere voti, Riario è in vantaggio, il loro candidato ha più voti". Sospirò a fondo "ci servono due voti in più!". Il conclave fu lungo a decidere ma alla fine valse Cibo diventando il nuovo Papa. Con grande trionfo almeno in parte Tornarono a Firenze. La guerra con Riario però continuò, si dice che Lorenzo l'abbia fatto uccidere. Il nipote Giulio vide la scena riconoscendo lo zio mascherato. Poi più avanti successe un secondo omicidio quello di Tommaso Peruzzi creduto morto suicidio ma in realtà le voci sostenerono che fu Lorenzo il mandante, per dei conti non in regola della banca.
Oberyn invitò Medici a palazzo, accettò l'invito presentandosi col figlio Piero. Sarebbe arrivato Lorenzo quella mattina e nel mentre si godeva un bagno caldo nella vasca, la concubina seducente si spogliò rimanendo nuda davanti a lui, entrò nella vasca seducendolo, la strinse a se baciandola con foga, e in basso il membro eretto entrò in lei fino infondo con foga con gemiti rumorosi.
Ci furono festeggiamenti al loro arrivo e una giostra in loro onore. Vide Lorenzo malato, si reggeva con un bastone "La giostra mi piace sempre ma stavolta mi duole non partecipare "Ti vedo diverso Lorenzo" sto bene rispose lui, l'animo era spezzato, e la gotta lo aveva in pugno come con suo padre. Passeggiarono per il regno "Clarice mi ha scritto dicendomi del tuo animo spezzato, cosa sei diventato Lorenzo?"
"Cosa sarei diventato" – "Guardati Lorenzo! Hai fatto uccidere due persone, i consiglieri che ti circondano di avvelenano la mente. Io potrei anche farlo ma tu no Lorenzo" si innervosì "Che vuoi da me?" ringhiò "Vado in camera sono stanco". Il figlio Piero rimase con Oberyn "Papà è malato, ha la gotta morirà presto. E per di più in città è arrivato un novo priore che aizza la folla contro di lui! A già pensato di ucciderlo". Fu un' altro colpo duro per Oberyn.
Qualche tempo dopo Clarice ebbe l'ottavo figlio ma morì in poco tempo e in seguito si ammalò di tifo e mori lontano da Lorenzo. Era disperato, dilaniato, la rabbia in se era forte causata da Savonarola in parte. Oberyn con la concubina vennero al funerale di Clarice era peggiorato di salute faticava a reggersi in piedi. "è quello il priore?" annuì con rabbia non avrò pace finche non morirà e Dio non mi chiederà scusa per la morte di Giuliano "Questa è blasfemia Lorenzo. tu non ce l'hai con Dio ma con te stesso".
Si votò con l'animo distrutto "Tanto ho già deciso Savonarola Morirà".
Lorenzo pagò dei mercenari per ucciderlo, ma alla fine fu lui a salvarlo dai mercenari e Savonarola si salvò. Oberyn lo vide morire in un letto ma su una cosa ebbe ragione la bellezza di Firenze resterà per sempre e la gente si ricorderà di questa bellezza mentre Savonarola sarà dimenticato. La tristezza avvolgeva il palazzo Medici, e Piero fu presto a capo della famiglia.
Oberyn salutò per l'ultima volta Lorenzo, e dai suoi occhi scesero lacrime "Nessuno ti dimenticherà Lorenzo".
