Peter Parker non è mai stato un uomo perfetto; ha fatto cose che, nella sua tormentata vita, lo hanno segnato profondamente….. ha cacciato e torturato un'intera famiglia per il semplice e dolce gusto della vendetta, ha ridotto in fin di vita il padre del suo migliore amico per vendetta, ha quasi ucciso il boss di una gang per vendetta.
La vendetta è sempre stata lì con lui, in agguato, ma seppellita sotto tutte quelle battute e frasi ottimiste…
La vendetta è un sentimento che ha sempre provato a sopprimere….. a soffocare, ma era parte di lui, è parte di lui….. e questo lo spaventa ancora.
Ma nonostante tutto è riuscito a controllarsi, è riuscito a mantenere la promessa fatta a suo zio, è riuscito a renderlo orgoglioso….. fino ad oggi.
Oggi ha infranto la sua più importante regola, l'unica che, nonostante il disordine scoppiato quasi venti anni prima, non ha mai infranto….. uccidere per il semplice gusto di farlo, uccidere per recare un danno irreparabile ad una persona che lo aveva tradito, che lo aveva distrutto.
Ora…. mentre si trova in questa capanna nel bosco, con le mani grondanti di sangue, con il cadavere di una donna innocente ai suoi piedi e con il cranio ridotto in pezzi, e con una Felicia Hardy singhiozzante…
Non prova dispiacere, non prova vergogna, non prova rimpianto…. Prova solo liberazione, e questo lo disgusta.
"Fino a dove mi sono spinto?" pensò l'uomo con lo sguardo rivolto ancora verso il cadavere della donna, distolse lo sguardo dalla donna per rivolgersi a Felicia che ancora stava soffocando tra l sue lacrime "Sono forse arrivato al punto di non ritorno?" si chiese mentalmente l'ex vigilante e eroe mentre si stava avvicinando al corpo tremante di Felicia.
Si accovacciò e, con la mano ancora grondante della donna morta dietro di lui, costrinse il viso ormai terribilmente sfregiato di Felicia a guardarlo "Mi fidavo di te….." iniziò l'uomo con una voce incredibilmente tranquilla "Ti ho sempre dato una seconda possibilità… nonostante tutti gli inganni a cui mi hai sottoposto non ho mai provato a mandarti in prigione, non ho mai provato a farti del male" "O almeno fino ad oggi" ribatté internamente Peter "Ma quello che mia hai fatto..." ringhiò leggermente, questo lo portò a stringere la presa sul viso della donna, cosa che creò un rumore osseo, seguito poi da un indistinguibile gemito di dolore "Col tuo ultimo tradimento sei riuscita a distruggere quel poco di buono che avevo creato….. lei non meritava di morire" rispose trattenendo a stento la voglia di continuare a stringere la presa sul viso di Felicia.
La donna non aveva emesso alcuna parola, stava solo tentando disperatamente di divincolarsi dalla stretta di Peter "Probabilmente vuole provare a raggiungere il cadavere nella stanza" ipotizzò l'uomo che ad un tratto mollò la presa su di lei…. Subito dopo essere stata liberata l'ex ladra incominciò disperatamente a strisciare verso la sua compagna, aveva subito troppe ferite per provare a rialzarsi.
POOOM …..
Un violento calcio la inchiodò a terra, quasi spezzandole di netto la spina dorsale "Dovrei ucciderti….." sibilò Peter con la sua imponente figura che torreggiava su Felicia "Ma non sarebbe corretto" rispose con voce più calma "Sto davvero parlando di correttezza? Io che ho appena brutalmente ucciso una donna innocente" Decise di scacciare nel profonda della sua mente il "vecchio" Peter…. Quello ancora legato al suo rigido codice morale…. Quello che aveva ancora qualcosa per cui combattere "Io ho dovuto convivere per quasi venti anni con la sua morte… e tu farai lo stesso con lei" Concluse l'uomo.
Si avviò verso la porta, non dimenticandosi di prendere il suo zaino; poggiando la mano sul bordo della porta rivolse a Felicia un ultimo sguardo, stava scuotendo disperatamente tra le sue braccia il corpo ormai morto della sua amante….. dovrebbe davvero porre fine alla sua vita, ma non può "Ognuno deve pagare per i propri peccati" pensò amaramente Peter mentre si staccava dal bordo e usciva definitivamente dalla capanna, pronto a mettersi in viaggio per tornare al suo accampamento….. beh non prima di essersi pulito del sangue che macchiava le su mani.
Il luogo dove Felicia si era riparata in questi anni era veramente tranquillo, la capanna era circondata da una piccola foresta, la quale era stata prontamente riempita di trappole per contrastare visitatori indesiderati.
Erano passati circa dieci minuti da quando aveva lasciato la capanna quando ad un tratto si imbatté in una trappola azionata da un infetto che, dopo essersi accorto della presenza di Peter, tentò disperatamente di azzannarlo.
"Deve essere stato infettato da poco" ipotizzò l'uomo, l'infetto in questione non aveva ancora subito alcun tipo "mutazione" e la pelle sembrava ancora normale, senza alcun tipo di protuberanza disgustosa.
"arghhh….. grrrrr" l'ormai mostro stava emettendo latrati e ringhi e stava agitando incontrollabilmente le mani verso l'ex vigilante.
Peter stava ancora fissando l'infetto quando ad un tratto…
KRACK…..
Con un movimento fulmineo portò le mani ai lati della testa della creatura e procedette a rompergli di netto il collo…. I grugniti e ringhi cessarono ed il corpo si afflosciò sul terreno; fissò il cadavere per qualche momento e procedette col suo cammino.
DIVERSI GIORNI DOPO
"Hey Joseph" disse ad un tratto una delle due guardie che era stata messa di guardia alle mura, aveva arco tenuto in ottime condizioni con diversi tipi di frecce nella sua faretra, dalle classiche a quelle esplosive.
"Si José?" chiese l'uomo dalle chiari origine ispaniche, lui invece aveva un fucile da caccia imbracciato e una pistola infilata nella fondina.
"Pensi che potremmo chiedere a Logan se può darci una di quelle sue bottiglie di whisky?" chiese José.
"Perché ti serve una bottiglia di whisky?" chiese curiosamente l'altro uomo.
"Beh… sai dell'assistente della dottoressa Helen Cho?" chiese l'arciere grattandosi leggermente imbarazzato la testa.
"Si?" rispose Joseph con confusione.
"L'ho invitata a cena, ho già la carne, ma mi serve solo qualcosa di speciale da bere" disse.
"Ahhhhh…. Ho capito, Ma perché ti serve il mio aiuto?" chiese l'uomo munito di fucile.
"Lo sai amico… ho bisogno di una spalla" rispose.
"Hai paura del signor Howlett?" chiese provocatoriamente con un sorrisetto.
"Fa paura anche a te Pendejo" rispose infastidito.
"Si certo" rispose con un sbuffo "Ti devo ricordare di quella volta quando….." Joseph si fermò di colpo dopo aver notato con la coda dell'occhio un uomo che si stava avvicinando alle mura.
"Hey Joseph stai be…" persino il suo amico si irrigidì dopo aver notato anche lui la figura in avvicinamento.
Entrambi puntarono le loro armi verso l'uomo che ormai era a pochi passi dal cancello di entrata, stavano per dirgli qualcosa quando la figura si abbassò il cappuccio rivelando il volto di uno dei quattro "leader" del campo "Hey ragazzi" rispose l'ormai identificato Peter Parker.
"S-signor Parker!" rispose raggiante José, il quale, dopo aver abbassato l'arco, procedette ad usare una scalette per scendere dalle mura per aprire il cancello all'ex vigilante.
"Spero che il suo viaggio sia stato fruttuoso" rispose Joseph, il quale stava ancora sulle mura con una postura ben più rilassata.
Il piccolo sorriso di Peter vacillò un po' "Si…. Diciamo di si" rispose dando il chiaro segno di non voler continuare.
L'altro uomo capì perfettamente e fece cadere la questione, nel frattempo José aprì il cancello permettendo al meta umano l'accesso "Grazie José" rispose entrando nell'accampamento.
"Oh si figuri signor Parker" rispose l'arciere.
Procedette a dirigersi verso casa sua quando José si rivolse nuovamente a lui "Ehm…. Mi scusi signor Parker" disse l'arciere alle sue spalle.
"Si José?" chiese l'ex eroe voltandosi verso di lui.
"Posso chiederle una cosa?" chiese.
"Certo" rispose Peter.
"Potrei avere una bottiglia di whisky, sa devo organizzare qualcosa di speciale per…." Stava spiegando le sue intenzioni quando venne interrotto da Peter.
"Chiederò a Logan".
"Non le interessa il motivo?" chiese leggermente stupito.
"No" rispose velocemente Peter, sa perfettamente che verrà sottoposto ad un interrogatorio che gli darà il mal di testa, quindi vorrebbe almeno riposarsi un momento "Ti farò avere quella bottiglia il prima possibile….. ma voglio almeno riposare un po'"
"Certo capo! Scusi per il disturbo" disse la guardia dispiaciuta per averlo disturbato.
Peter emise uno stanco sospiro "Non preoccuparti, ci vediamo ragazzo" si voltò e si diresse verso la sua abitazione.
"A dopo boss" disse all'ex vigilante poco prima di voltarsi e tornare alle mura.
Mentre Peter si stava incamminando verso la sua casa incontrò diverse persone che erano impegnate nelle loro attività quotidiane, il villaggio costruito aveva raggiunto i quasi duecento abitanti ed erano riusciti a suddividere le diverse mansioni, dal semplice raccolto alla costruzione di attrezzatura avanzata; alcuni individui erano leggermente sorpresi di rivederlo e altri (quelli più anziani) gli diedero un rispettoso saluto "Chissà cosa penserebbero se sapessero di quello che ho fatto" pensò con una vena di oscuro umorismo.
"T-Ti p-preg-go…. f-ferm-mati" supplicò debolmente Felicia con il corpo rivolto a pancia in giù "L-Lei n-non c-cent-tra n-nniente c-con t-tutt-to q-questo".
Peter torreggiava sopra alla forma tremante dell'amante dell'ex ladra, la sua testa aveva subito un terribile pestaggio, il sangue colava sul pavimento in legno della capanna che, a causa dell'olfatto sviluppato di Peter creo un indistinguibile gusto metallico nell'aria….. ad un tratto unì entrambe le mani sporche di sangue e le portò sopra la sua testa.
Felicia capì immediatamente cosa stava per fare "TI PREGO NO!" incominciò ad urlare, trovando forza nell'assoluta disperazione "LEI NON HA NULLA A CHE FARE CON QUESTA STORIA! LEI STA…."
SFRMH….
Il violento colpo schiacciò letteralmente il cranio della donna che fece schizzare pezzi di carne ed ossa nella stanza
"NOOOO!" Felicia emise un ultimo urlo di agonia nel vedere la donna che amava essere uccisa…
Peter si fermò di colpo dal suo cammino ed emise un violento ringhio…aveva davvero bisogno di tornare subito a casa sua; fortunatamente era già arrivato alla sua abitazione, non era molto diversa dalle altre, le dimensioni e lo stile erano praticamente uguali, tranne forse per le condizioni leggermente peggiori, il piccolo cortile era occupato da un orticello che era chiaramente curato meticolosamente ogni giorno "Non avrei mai immaginato di vederla coltivare un piccolo orto per il semplice gusto di farlo".
Peter, dopo aver aperto il piccolo cancello, si diresse verso la porta di ingresso; stava proprio per aprire la porta quando ad un tratto quest'ultima si aprì rivelando un'adolescente dai capelli castani, aveva le braccia conserte ed un chiaro cipiglio "Dove sei stato?" chiese senza neanche dargli il tempo di salutarla.
"Bello vedere anche te Morgan" disse con uno sbuffo e procedette a scansarla leggermente per entrare in casa, si avviò verso le scale che portavano al secondo piano, ma venne interrotto da Morgan che si parò davanti a lui.
"Ti ho chiesto fottuto stronzo… dove sei stato?" disse con uno sguardo…. Non sapeva neanche come descriverlo.
"In ricognizione" rispose, provando di nuovo da evitare l'interrogatorio da parte di sua… figlia.
"Oh, quindi ti allontani per quasi due settimane per una semplice ricognizione?" chiese provocatoriamente, sapendo benissimo che le stava mentendo.
"C'era traffico" rispose alzando le spalle "Cazzo neanche Madison Square ai tempi d'oro era così piena di vita" disse con una profonda traccia di umorismo traccia di umorismo nella sua voce.
Morgan lo fissò per qualche minuto, iniziò una gara di sguardi che Peter non era intenzionato a perdere... ad un tratto emise un sospiro di rassegnazione "Ok, non vuoi dirmelo".
"Te l'ho già detto, ero in una ricognizione che si è intensificata….. tutto qui" disse senza esitazione.
"Ok, fai come ti pare" la ragazza si voltò e procedette ad andare in cucina "Dovresti farti una doccia… puzzi come un cadavere".
Peter la guardò scomparire dietro l'angolo "Le passerà" pensò mentre si dirigeva al piano superiore per farsi una doccia e cambiare vestiti.
