Jay che era rimasto disteso sul suo letto rifletteva su quello che era successo. Anche lui come il fratello non era più riuscito a riprendere sonno. Non riusciva a capire il perché si fosse comportato così con Will.
Lui non se lo meritava proprio. Decise quindi di andare a parlargli prima che andasse a lavoro.
Il dottore gli aveva detto che il suo turno iniziava alle nove e visto che la distanza dall'ospedale non era così tanta era sicuro che fosse ancora nella sua stanza. Erano ancora le 7:45, sicuramente si stava preparando.
Uscito dalla stanza andò verso la camera dove si trovava Will e bussò alla porta. Non ebbe nessuna risposta. Ipotizzò fosse in bagno, ma poi si rese conto di no perché la porta di questo era aperta e lui poteva benissimo vedere dal corridoio che era vuoto.
Abbassò la maniglia ed aprì la porta. La stanza era vuota, c'era solo un foglio sul letto con qualcosa di scritto sopra. Era un messaggio di suo fratello.
" Sono uscito prima stamattina. Come mi hai chiesto non ti ho disturbato. Mi spiace se ti ho svegliato l'altra sera. Ti chiedo scusa per averlo fatto. Devo capire che sei mio fratello e non mi è possibile non preoccuparmi per te, sei la mia famiglia. Ti voglio bene fratellino e ne vorrò per sempre anche se tu mi dovessi odiare.
P.s. spero tu ti faccia sentire.
Will"
Leggendo quelle parole calde lacrime caddero copiose sulle guance di Jay. Suo fratello lo amava. Per quanto potesse essere odioso, cattivo lui non avrebbe mai potuto smettere di amarlo. Ed in cuor suo sapeva che il sentimento era reciproco. I due fratelli avevano un legame indissolubile.
Ritornò in camera e Preso il telefono gli scrisse un messaggio.
- Will perdonami sono un cretino. Non so perché mi sono arrabbiato e ti ho detto tutte quelle cose brutte. Non ho scuse sono solo un idiota. Ti voglio bene anch'io. Spero tu possa perdonarmi.-
Decise dunque di cambiarsi ed andare a lavoro.
Era stanco, aveva gli occhi gonfi ed arrossati per aver pianto. Si sistemò meglio che poté ed uscì di casa.
Arrivato al distretto tutti si avvicinarono e lo salutarono con affetto, nessuno, con sua somma sorpresa gli chiese come si sentisse.
In realtà loro non avevano bisogno di domandare, bastava guardarlo per notare che stava male.
Tutti decisero di fare finta di niente, sapevano che a Jay dava fastidio che gli stessero addosso.
- Hey Jay peccato che tu non ci sia stato ieri sera al Molly. - disse Antonio cercando di intavolare una conversazione.
-avevo da fare te l'ho detto - rispose Jay con tono seccato.
La giornata trascorse lentamente ed il detective era sempre più stanco, sempre più scontroso ed irritato. I colleghi cercavano di distrarlo, di farlo parlare, ma con scarsi risultati. Aveva rifiutato di andare con loro a pranzo e andò a stendersi sul divano nell'area relax. In men che non si dica si addormentò.
