Jay non era più in lui. Il ragazzo dolce, disponibile, istintivo e testardo aveva lasciato il posto ad un essere completamente diverso.

Era iroso con gli occhi spietati. Altra cosa strana era che indossasse i guanti.

- La pagherai! - ripeteva mentre guidava.

Ma cosa stava succedendo? Chi doveva pagare? Era diretto al med, il suo obiettivo era lì.

Entrò al pronto soccorso senza farsi notare, quel giorno c'era tantissima gente che chiedeva di essere visitata.

Con la coda dell'occhio, guardandosi intorno vide suo fratello che entrava in sala medici e fu preso da un raptus omicida.

Il suo obiettivo era proprio lui purtroppo.

Ma come è stato detto Jay non era in sé, un'allucinazione si era impadronita della sua mente e lo stava spingendo a fare qualcosa di cui poi si sarebbe pentito amaramente.


Will aveva appena terminato di visitare un paziente ed aveva avvisato Maggie che avrebbe fatto cinque minuti di pausa. Non si era fermato un minuto da quando era arrivato in ospedale ed era sfinito vista anche la notte movimentata che aveva vissuto.

Aveva tenuto tutta la mattina il telefono in tasca attendendo il tanto sospirato messaggio del fratello che alla fine era giunto, anche in anticipo rispetto a quanto lui si aspettasse.

Era entrato nella sala medici per prendere un caffè e posare il cellulare nell'armadietto, sperando, tra una pausa e l'altra, di poter contattare suo fratello per sapere come stava.

Non gli era possibile evitare di prendersi cura di lui. Lo aveva fatto quando erano bambini, dopo che la madre era morta e fino a che sono diventati grandi anche se erano a molti chilometri di distanza e lo avrebbe fatto per sempre.

Dopo aver riposto il telefono si avvicinò alla macchinetta del caffè e se ne versò una tazza.

Fu proprio in quel momento che l'impensabile avvenne.