Jay era nel corridoio e si guardava in giro in cerca di qualcosa. In una delle stanze notò un'infermiera che stava preparando delle siringhe con dei medicinali che molto probabilmente sarebbero servite per essere inserite nei carrelli per essere usate in caso di necessità.

Fu allora che agí.

Approfittando di un attimo di distrazione ne prese un pugno e si diresse verso la stanza dove aveva visto entrare suo fratello.

Lo trovò immediatamente, era solo. Tutto ciò era perfetto per Jay.

Attese che lui si girasse e... guardandolo negli occhi lo trafisse, mentre con l'altra mano spingeva il medicinale nel petto di suo fratello.

Non le aveva contate, potevano essere cinque o sei siringhe piene di liquido diverso l'uno dall'altro.

Una volta finito estrasse gli aghi dalla sua pelle, le fece cadere per terra e andò via così come era entrato.

Will rimase a bocca aperta. Lo stupore di vedere suo fratello lì e l'essere trafitto proprio da lui lo aveva lasciato senza parole, incapace di reagire per la velocità con cui si sono svolti gli eventi.

Dopo essere stato colpito vide il fratello lasciar cadere le siringhe e andar via come se nulla fosse.

Lui rimase lì, provò a fare qualche passo per raggiungere la porta, che non era poi così lontana, per chiedere aiuto, ma il suo corpo stava diventando rigido e pochissimo tempo dopo cadde in avanti rimanendo disteso prono immobile sul pavimento. Forse era giunta la sua ora.

Che triste destino il suo, essere ucciso da suo fratello, quello che amava in modo smodato e che diceva di ricambiare il sentimento nei suoi confronti. Quello che ventiquattro ore prima pianificava un suicidio. Un po' come Caino e Abele, il cattivo che uccide il buono.

Ma Jay non era malvagio e Will lo sapeva, lo conosceva bene. Qualcosa gli era successo.

E intanto i suoi occhi si chiusero pian piano lasciandolo lì, inerte sul pavimento, con una piccola macchia di sangue sulla fronte per la

ferita che si era creata per l'urto.