Jay era nuovamente in auto, era soddisfatto per quello che aveva fatto. Ma non aveva terminato. Decise che doveva farla pagare ad altre persone.

Stava colpendo coloro che gli volevano bene e che tenevano a lui.

Dopo aver ingoiato qualche altra pastiglia con qualche sorso di alcol partì e sgommando si diresse verso il suo prossimo obiettivo.

La squadra intanto aveva lasciato il distretto, volevano trovare Jay.

Hayley e Antonio avevano una strana sensazione che riguardava il loro collega e Voight che considerava il ragazzo come un figlio diede l'ordine di andare a casa a cambiarsi e prendere il necessario per mettersi alla ricerca del detective.

Dio solo sapeva cosa stesse combinando.

Antonio doveva passare a prendere Hayley per poi perlustrare la zona del suo appartamento, Olinky e Ruzek avevano un'altra zona, Burgess e Atwater un'altra ancora. E poi c'era Voight che si muoveva solitario.

Antonio era quasi pronto a partire quando un'auto inaspettatamente si posteggiò vicino al suo giardino.

Jay era andato da lui. Ma anche il detective anziano come il povero Will mai si sarebbe aspettato quello che stava per succedere.

Dawson era solo a casa, lui e la moglie avevano divorziato ed in quel caso era meglio così che Laura, Eva e Diego non fossero lì. Dio solo sa cosa sarebbe potuto succedere.

Il detective anziano si avvicinò alla porta di casa e la aprì non appena Jay stava arrivando lì vicino per suonare il campanello.

- Ehi, qual buon vento! - disse Antonio, non era una scusa, era davvero felice di vederlo.- entra.

Jay entrò senza dire una parola e segui Dawson che lo faceva accomodare in salotto.

- Io - disse Halstead- avevo bisogno di parlare con te, ma non vorrei disturbarti.

- Lo sai che per te ci sono sempre, non disturbi mai. - rispose il detective anziano.

Jay si alzò e cominciò a camminare avanti e indietro in una parte della stanza davanti ad Antonio.

Quest'ultimo aspettava pazientemente che l'altro parlasse. Non voleva fargli fretta. C'era tutto il tempo. Se si comportava in quel modo significava che quello che doveva dirgli era importante e faceva male. Lo faceva soffrire parecchio.

Tutto ad un tratto Halstead si ritrovò ad avere una fitta lancinante allo stomaco, tre giorni senza cibo erano quasi passati. O almeno lui credeva che fosse questa la causa di quelle forti fitte addominali che non gli davano tregua da due giorni.

Sì piegò in avanti tenendosi con una mano al mobile che aveva di fronte e l'altra teneva a pugno la maglietta davanti allo stomaco.

Iniziò quindi a cercare di respirare lentamente provando a riprendere fiato.

- Ehi Jay ti senti bene - chiese Antonio e continuò poi con fare paterno- posso aiutarti? Vieni a stenderti qui sul divano.

- Non ho bisogno di sdraiarmi- rispose ansimante Halstead. - sto bene.

Appena si riprese impugnò la pistola e la puntò contro Dawson.