- Jaaay abbassa quella pistola - disse Antonio - siamo amici, qualsiasi cosa sia successa la affronteremo insieme.

Ma il detective più giovane non sentiva nulla, davanti a sé aveva un colpevole e doveva fargliela pagare.

Iniziò quindi a sparare all'impazzata in casa del collega.

Antonio cercava di proteggersi come poteva, attendeva il momento propizio per disarmarlo.

Esplosero circa cinque o sei colpi, la maggior parte si conficcò nei mobili della casa, tranne uno che Dawson non riuscì completamente a schivare venendo colpito alla spalla.

Jay ebbe un attimo di esitazione, un microsecondo ed Antonio ne approfittò.

Afferrò una statuetta che teneva come soprammobile e colpì il collega sulla testa.

Pochi secondi e Halstead era disteso a terra svenuto.

Antonio allontanò la pistola da lui, lo ammanettò legandolo alla sedia e rimase in attesa che si svegliasse.

Avrebbe dovuto chiamare i colleghi, il suo capo soprattutto per raccontare loro cosa era successo, ma non lo fece. C'era qualcosa di strano, Jay mai si sarebbe comportato così. Doveva capire di cosa si trattasse.


Intanto in ospedale Will era lì disteso a terra.

Era svenuto i farmaci entrati nel sistema stavano facendo effetto.

Intanto alla postazione delle infermiere...

- Maggie hai visto Halstead? Mi aveva chiesto un consulto. Ho visto la sua paziente e volevo parlargliene. - disse il dottor Charles.

- Si, credo sia andato un attimo a prendere un caffè in sala medici, molto probabilmente è ancora lì a sorseggiarlo - rispose l'infermiera.

- Ok, grazie. Lo raggiungo. - rispose il dottore.

Intanto la signora Goodwin era arrivata al pronto soccorso.

- Daniel - lo chiamò lei

- Arrivo - rispose lo psichiatra.

- Non si preoccupi dottor Charles sto andando a riporre alcune cose nell'armadietto, lo avverto io che lo sta cercando. - aggiunse April.

La giovane infermiera si diresse in sala medici, guardò a destra e sinistra, ma non vede nemmeno l'ombra di Will. Mai si sarebbe aspettata che potesse essere steso a terra.

Si diresse verso gli armadietti, posò ci che doveva nel suo e nel richiuderlo qualcosa attirò la sua attenzione.

Che ci faceva una siringa usata a terra vicino al tavolo?

E non era tutto, poco più avanti ce n'era un'altra, ed un'altra ancora.

- Che strano - pensò - ma che sta...

Si fermò senza aggiungere la parola succedendo, la scena che vide la impietrí.

Tutto poteva aspettarsi tranne che Il dottor Halstead, che tutti cercavano fosse lì disteso, circondato da numerose siringhe usate.

Dopo un attimo di shock uscì dalla stanza e cominciò ad urlare.

In un attimo i medici si riversarono nella stanza con alcune infermiere. C'erano Rodhes, Choi, Maggie e Megan che erano accorsi alle urla ci April. Poco dopo si aggiunsero anche Charles e la Goodwin. I due erano rimasti a parlare lì in pronto soccorso.

Connor ed Ethan invece erano riversi su Will controllandone le condizioni.

Stavano valutando l'indice di Glasgow che è risultato essere 6.

Il dottore era in coma, troppi farmaci contemporaneamente. Ma chi poteva avergli fatto una cosa del genere??

Il battito cardiaco era più lento e faticava a respirare.

Successivamente fu steso su una barella e portato in reparto dove c'erano le persone in coma. Fu collegato a delle macchine e ad una che reapirava per lui. Intanto Meggie, come fa sempre, cercare di avvisare i parenti dei pazienti, provava a contattare Jay.