In men che non si dica Voight aveva contattato tutti i ragazzi della sua squadra e pian piano stavano giungendo tutti al Med.

Una volta che il gruppo fu al completo entrarono e si diressero verso l'infermiera Lockhart che li aveva contattati.

- Buonasera - disse il capo

- Buonasera a lei sergente e grazie per essere venuto in modo così celere. - disse lei.

- Assolutamente. Mi racconti quello che è accaduto. - chiese Voight

- In realtà non sappiamo molto. La mia collega April ha trovato il dottor Halstead che era andato in sala medici per un caffè, riverso a terra dopo essere stato colpito con diverse siringhe piene di medicinale. -

- Mi faccio dare una occhiata alla scena del crimine - disse il sergente - e poi dovrei parlare con l'infermiera April-

- Si, certo - rispose - venite vi accompagno.

Nel mentre chiamò anche l'altra a infermiera facendole cenno col capo di seguirli.

- Eccoci, questa è la stanza, il dottor Halstead era steso lì e qui intorno a lui c'erano le siringhe. Abbiamo fatto qualche foto perché sapevamo che avreste voluto vedere come l'abbiamo trovato, ma abbiamo spostato molto mentre lo soccorrevamo. In questa scatola ci sono le siringhe, le abbiano raccolte usando i guanti, ma sono state prese qui in ospedale quindi sono convinta che vi saranno le impronte del nostro personale - aggiunse lei.

- D'accordo, grazie. Vedo che c'è un circuito di telecamere qui. - disse Voight

- Si, esatto. La posso accompagnare dalla signora Goodwin così può vedere se hanno registrato qualcosa. - rispose Meggie

- Ruzek e Olinsky scoprite chi ha preparato quelle siringhe e consegnatele alla scientifica, vediamo cosa scoprono. Atwater e Burgess fate un giro per vedere se qualcuno ha visto qualcosa. Upton tu vieni con me dalla Goodwin. - ordinò il sergente.

Detto questo tutti si misero all'opera.

Jay era nei guai, mancava proprio poco all'essere scoperto. Come avrebbe potuto spiegare che era stato lui ad attaccare suo fratello, il sangue del suo sangue?

Intanto Jay continuava a dormire profondamente e Antonio vegliava su di lui.

Più il tempo passava più Dawson era preoccupato per il suo amico.

Cosa gli stava succedendo? Perché lo aveva attaccato? Sapeva di doverlo portare al Med, ma se qualcuno poi gli avesse detto di suo fratello? Come avrebbe potuto reagire?

La situazione si aggravò quando di colpo Jay si mise a sedere nel letto con gli occhi ancora chiusi. Era pallidissimo, sembrava ansimare, di sicuro aveva avuto un incubo.

Ad un tratto iniziò ad urlare:"Erin nooo ti prego, non mi lasciare, dove sei?" e nel mentre si grattava il braccio, aveva un prurito molto fastidio per quello che si poteva immaginare.

Poco dopo era andato in iperventilazione, era molto agitato. Il suo corpo tremava come una foglia. Alla fine Jay riprese a vomitare, o per lo meno cercò di farlo. Non aveva nulla in corpo. Sì sforzava, ma non veniva fuori nulla.

Continuò per un tempio molto lungo, poi crollò nuovamente sfinito. Ma non era lo stesso, respirava in modo diverso.. era come se i respiri fossero più superficiali e meno frequenti.

Dawson capi che doveva portarlo al Med. Non poteva più aspettare bisognava agire subito. Lo lascio solo per un per un attimo chiamo poi ti per spiegargli la situazione.

- Voight - rispose

- capo sono Antonio - gli disse

- dimmi- continuò l'altro

- devo portare Jay lì al Med, c'è qualcosa che non va. Sta male, ma non vorrei che dovesse sapere di suo fratello subito. Sta soffrendo per l'abbandono di Erin, non ha bisogno di un secondo colpo. Almeno finché non si riprenderà. - gli espose il detective.

- Si, è vero. Ora muoviti e portalo subito qui. - ordinò il capo.

Detto ciò Antonio chiude la rapida telefonata e tornò da Jay per svegliarlo e condurlo in ospedale.