Quando l'infermiera Maggie entrò nella stanza, il detective Dawson che stava vegliando sul suo collega era assorto nei suoi pensieri e non si accorse del suo arrivo. Dopo poco saltò in aria.

- Mi scusi detective, non volevo spaventarla.

- Non si preoccupi, colpa mia, ero distratto. Come sta?

- Stazionario. Lo stiamo preparando per una lavanda gastrica.

- Lavanda gastrica?

- Si, dobbiamo eliminare le sostanze presenti nel suo sangue. Ma di questo gliene parlerà meglio il dottor Rhodes. Può raggiungerlo in sala medici se vuole.

- Grazie - disse Antonio ed uscì dalla stanza lasciando Jay nelle mani dell'infermiera che inseriva la sonda nel naso per procedere con la lavanda gastrica.


- Dottor Rhodes - disse Antonio

- Detective venga si accomodi - disse il medico.

- L'infermiera che è venuta in stanza ha detto che voleva parlarmi - disse il detective

- Beh sì, pensavo volessi sapere cosa abbiamo scoperto sulle condizioni di Jay. C'è un grande affetto che vi lega. - chiese il dottore

- Si certo, è un bravo ragazzo. Non riesco proprio a capire cosa gli sia successo. Sta passando un brutto periodo, ma arrivare a comportarsi così... - disse sospirando Dawson

- Nel suo sangue abbiamo trovato tracce di alcool e benzodiazepine, un connubio che andrebbe evitato. - spiegò Connor

- Potrebbe aver causato il comportamento anormale? - chiese Antonio

- Beh si, ma dipende da cosa ha fatto. - rispose Rhodes

- Sembrava avere delle allucinazioni, non so come spiegare.. - disse il detective evitando di scendere nei particolari.

- Potrebbe darsi che abbia anche una sensibilità a qualche principio di ciò che ha preso e si sono sviluppati dei sintomi collaterali. Oppure ha abusato di qualche farmaco e il sovradosaggio ha causato tutto. - spiegò il dottore.

- Ma lei pensa che abbia cercato il suicidio? - chiese Dawson preoccupato.

- Non credo sinceramente, non sembra cosi elevato il dosaggio di ciò che ha preso. Di sicuro voleva rilassarsi un po. Forse l'errore è stato associarlo all'alcool, forse è stata proprio l'ebbrezza a portarlo a prendere i farmaci. Ma purtroppo non posso escluderlo con certezza.- disse Rhodes

- Non lo so. Quando è venuto da me aveva un'espressione strana, diversa. Era vendicativo, permaloso, come se volesse proteggere se stesso e poi è crollato.- raccontò Antonio.

- La mente umana è strana e complicata. Solo Jay di potrà dire cosa ha pensato o cosa l'ha spinto ad agire così. - disse il medico - Bisogna aspettare e vedere come va. ml

E così, comprendendo che l'unica cosa da fare anche in questo caso, come con Will, era attendere, il detective Dawson ringraziò il dottore e si congedò per tornare dal collega.

- Ehi aspetta - disse il dottore - tu sei ferito!

- Oh, non è nulla..- rispose il detective

- Vieni con me e fatti controllare. - disse il medico dopo averlo portato in una delle sale.

Antonio si tolse la giacca che più o meno indossava e Rhodes ha iniziando a tagliare la manica della sua maglietta.

- Sembra peggio di quello che è.- disse il dottore facendo le sue valutazioni. - Bisogna estrarre il proiettile, pulire la ferita e mettere dei punti.

Detto ciò Connor si mise all'opera mentre Antonio non vedeva l'ora di tornare da Jay.