- Mamma dammi qualche consiglio - la pregò Will
- Su cosa? - chiese lei
- Cosa devo fare con Jay? È oppositivo, più mi avvicino più mi allontana. Non so che fare. - disse con preoccupazione Halstead
- Fai ciò che già stai facendo, piano piano smetterà di respingerti, ascolta il tuo cuore - gli rispose
- Io gli voglio bene, è mio fratello, ma a volte non so che cosa fare.. - disse un Will dubbioso
- Vedrai che tutto andrà bene. Abbi pazienza - rispose lei cercando di calmarlo.
Will continuava a sfogarsi con la mamma sul comportamento di Jay, chiedendole consigli.
- Mamma a volte mi fa paura. Non ti dimenticare che è stato lui a pugnalarmi con le siringhe. - affermò dottore
- Sei sicuro che l'abbia fatto con consapevolezza? - chiese titubante la madre
- Beh credo e spero di no. Non penso fosse realmente in se. Aveva uno sguardo... Dovevi vederlo. Comunque ci sono stati anche prima momenti in cui era confuso e fuori di testa. - ammise Halstead
- Quindi ti già eri accorto di qualcosa? - domandò lei
- Purtroppo si, forse avrei potuto fare di più, invece mi sono adirato vista la sua reazione. - disse Il dottore colpevolizzandosi.
- Will sei umano, non sei perfetto. Ma sì può ancora rimediare. - cercò di tranquillizzarlo la signora Halstead. - Pensa come stará dopo se dovesse rendere conto di quello che ha fatto senza essere in sé...
Il cuore di Will si spezzò mentre pensava alla possibile reazione del fratello.
Intanto il detective Antonio, dopo aver ottenuto la medicazione alla spalla e l'ok del medico aveva deciso di andare a trovare Will prima di tornare dal suo collega.
Entrato nella stanza e si sedette vicino al letto del dottore e dopo un paio di minuti di silenzio, nei quali Dawson sembrava cercare di riordinare le idee, iniziò a parlargli.
Will che era ancora in compagnia della madre si ritrovò distolto dalla conversazione che stava avendo con lei sentendo in lontananza qualcuno che parlava. Chi era? Cosa stava dicendo?
Il dottore si ritrovò solo, seduto in luogo buio ad ascoltare.
- Ciao Will, ho bisogno di parlarti. Avrei preferito farlo con te sveglio.
Era Antonio, il collega di suo fratello. Ma perché era lì? Era forse successo qualcosa a Jay?
- Sono venuto a parlarti di Jay - continuò - ti prego, svegliati Will. Non so cosa gli sta succedendo, ma ha bisogno di te. Solo tu puoi recuperarlo... Will mi ha sparato. È venuto a casa mia ed ha iniziato ad esplodere colpi nei miei confronti credo con l'obiettivo di uccidermi.
Il dottor Halstead era lì nel buio, ascoltava quello che gli veniva detto, ma non riusciva a capire molto, era come se fosse su una nuvola, sereno, ma anche un po' turbato per il fratello. Era consapevole di non poter restare lì ancora a lungo, ma non sapeva nemmeno come fare per tornare indietro, dai suoi amici, dal suo fratellino che aveva bisogno di lui.
Sentendo Antonio raccontare ciò che stava succedendo il vecchio Halstead su sentì raggelare il sangue, iniziò a piangere. Doveva essere con Jay e invece era bloccato lì senza sapere come fare che tornare nella realtà.
