I giorni passavano, quasi una settimana era trascorsa.

Hayley che era la patner di Jay aveva detto ai medici di sapere dove il ragazzo teneva la chiave di riserva di casa e così era andata con Burgess a cercare indizi che aiutassero i medici a salvargli la vita

Vicino al letto le ragazze trovarono una serie di bottiglie di liquore, quali vuote, quali a metà e sul comodino mezza scatola di sonniferi.

Forse era stato il miscuglio di queste sostanze a far stare male Jay.

Successivamente le due ragazze rientrarono e dissero al loro capo e poi a Rhodes quello che avevano scoperto.

Tutti all'intelligence erano tristi, sapevano che avrebbero potuto fare di più per Jay, forse se gli fossero stati più vicini nulla di ciò che stava avvenendo sarebbe successo.


Anche Will giaceva in coma in un letto d'ospedale quando fu raggiunto da una persona a lui ancora molto cara.

Natalie era lì, finalmente era passata a trovarlo. La dottoressa era rimasta nel cuore di Halstead. Era stata molto combattuta sul decidere se andare o no da lui. Non stavano più insieme, avevano rotto e lei gli aveva detto di uscire dalla sua vita.

Non era sicura che il suo essere lì fosse gradito dal dottore.

Sapeva tutto ciò che era successo. In ospedale, non si parlava d'altro.

Era la notizia del giorno.

Natalie aveva ragionato tanto sul fatto di salire al piano superiore per andare a trovarlo. Alla fine non aveva resistito. Nonostante cercasse di mentire a se stessa dicendo che non lo amava perché ormai stava con Philippe e aveva la sua famiglia, sapeva che c'era qualcosa che non andava. Era strano ciò che provava per Will nel fondo del suo cuore. Forse era questo che l'aveva fatta andare.

Stava entrando nella stanza quando si fermò di colpo sulla porta avendo una forte fitta di dolore al cuore.

Il dottor Halstead era lì disteso sul letto, bianco, pallido come un fantasma, pieno di tubi, circondato da monitor che emettevano il solito monotono suono, tanto familiare a loro che lavoravano in ospedale.

Pian piano gli si avvicinò e ai sedette a fianco a lui. Lo guardava dalla testa i piedi. Osservò il suo viso, sembrava sereno, dormiva pacificamente. I suoi occhi erano chiusi. Quanto le mancava vedere quelle stupende pupille color nocciola.

- Will devi svegliarti. - era il pensiero fisso che la dottoressa Manning aveva in mente.

Gli occhi di lei si riempirono di lacrime e prima che se ne rendesse conto queste rigavano copiose le sue guance.

Non sapeva se lo amasse ancora, non era sicura dei suoi sentimenti, non ricordava molto di ciò che era accaduto prima dell'incidente. Ciò che però era sicuro è che gli voleva bene, il dottore era ancora una parte importante della sua vita.

Senza rendersene conto iniziò a parlargli, non aveva un argomento preciso. Era solo bello chiacchierare con lui, anche se non poteva rispondere. Gli disse dei pazienti più strani che aveva in cura, di Owen, di quanto era cresciuto, di ciò che il piccolo aveva imparato, di quanto gli voleva bene.

- Will Owen ti adora, sei importante per lui... ed anche per me, io.. io ti voglio bene. Ti prego non ci lasciare - disse mentre le lacrime ripresero a scendere sulle sue guance.

La dottoressa Manning rimase lì per circa due ore, più di quanto aveva previsto. Il suo turno era già terminato da un po' e si stupí quando si rese conto di quanto tempo fosse trascorso quando prese in mano il suo telefono che vibrava insistentemente.

Era Philippe, lei non aveva voglia di rispondergli, ma alla fine lo fece.

- Ehi - rispose

- Ehi amore, dove sei? Io, Owen e Sophie volevamo andare a mangiare una pizza stasera, siamo al parco. Ci raggiungi? - gli chiese lui

- Ehm sono ancora in ospedale, c'è stata un'urgenza. Certo che vi raggiungo. - rispose lei cercando di non fare capire che stava piangendo - devo prima passare un attimo da casa.

- Ok d'accordo, ti aspettiamo. - aggiunse Philippe e poi chiuse la chiamata.

La dottoressa Manning non poteva raggiungere suo figlio e il suo fidanzato immediatamente, non era possibile che la vedessero in quelle condizioni. Non voleva dargli spiegazioni mostrando gli occhi rossi per il pianto. Non voleva nemmeno lasciate Will, ma non poteva non accontentare suo figlio, sapeva che il bambino amava mangiate fuori con la sua mamma tutte le volte che potevano. Owen amava trascorrere del tempo con lei.

Immersa nei suoi pensieri si alzò dalla sedia e mentre stava per andare via si avvicinò ad Halstead e gli dice un bacio sulla fronte.

Mentre si allontanava dai suoi occhi sgorgavano ancora grossi lacrimoni. La condizione del dottore era complicata, avrebbe potuto anche non svegliarsi più.

Piangendo scese al pronto soccorso e andò in sala medici per prendere le sue cose ed andare via.

Sì coprì il più possibile, nessuno doveva vedere come stava. Non aveva voglia di dare spiegazioni.

Uscendo Meggie la intravide e la salutò.

- Ciao Natalie, a domani

Lei non si voltò. La cosa per l'infermiera era davvero strana. Le fece solamente un cenno di saluto con la mano.

Intanto Jay era stato estubato, ma non accennava a svegliarsi.