Dopo poco più di dieci giorni di attesa, finalmente Jay iniziò a riprendersi.
Hayley ed Antonio erano entrambi lì al suo fianco. La prima era appena arrivata e l'altro stava per andare via, si davano il cambio.
La detective aveva da poco afferrato la mano del collega come faceva sempre dopo essersi seduta vicino al suo letto.
- Hayley ci vediamo oggi pomeriggio - le disse Dawson
- Si, ok d'accordo - rispose lei - ehi Antonio mi sembra che si stia muovendo, mi ha stretto la mano.
- Sarà un riflesso involontario - ipotizzò lui.
Presto fu smentito. Il detective Halstead stava ancora spostando spontaneamente le sue dita, anche se con difficoltà, sulla mano della sua patner.
Subito Antonio di affacciò dalla porta e chiamò il dottor Rhodes che era vicino alla postazione delle infermiere e poi rientrò per essere vicino al collega quando si fosse svegliato.
Il medico lì raggiunse, tutti erano in attesa che riaprisse gli occhi.
- Ehi Jay, riesci a sentirmi - chiese dolcemente Hayley accarezzando la guancia del collega.
Connor intanto stava controllando i valori del ragazzo sui monitor, ciò che era chiaro era che respirava perfettamente da solo da quando lo avevano estubato, solo la pressione era un po' bassa. Per il resto tutti i parametri era nella norma, fin quando il suo battito cardiaco non aumentò di colpo.
Jay era terrorizzato. Le sue palpebre erano pesanti e non aveva la forza di aprire gli occhi.
Tanti dubbi e domande affollavano la sua mente. Dove mi trovo? Perché sono coricato in un letto? Che mi è successo? Perché non riesco a muovermi? Perché sono così stanco da non riuscire nemmeno ad aprire gli occhi? Un incidente? Gli avevano sparato? Era stato rapito?
Con la grande forza di volontà che possedeva provò e riprovò ad aprire gli occhi e finalmente ci riuscì.
Le sue palpebre erano leggermente alzate e si richiusero di colpo quando venneró colpiti dalla grande luce che c'era nella stanza.
Subito il dottor Rhodes capi cosa era accaduto, i due detective osservavano i suoi movimenti con sguardo interrogativo.
Il medico andò alle finestre della stanza chiudendo un bel po' le tapparelle facendo in modo che nella stanza ci fosse una luce più fioca e non fastidiosa.
- Jay puoi riprovare ad aprire gli occhi per me?- gli domandò Connor.
Il detective lo fece, non li aprì completamente, ma questa volta riuscì a mantenere le palpebre alzate. Era confuso, cercava di guardarsi attorno. C'era Antonio che aveva un braccio bloccato da una fascia, Hayley che gli teneva stretta la mano nella sua e lo guardava con gli occhi lucidi per la felicità, e dall'altra parte del letto c'era il dottor Rhodes che fu il primo a parlargli.
- Ciao Jay, ben tornato. Come ti senti? Ci hai fatto apaventare
- Mmmh.. - rispose il detective.
Aveva la bocca e la gola asciutte e gli era difficile parlare.
Il dottore prese una tazza d'acqua che era sul comodino e la passò al Hayley dicendo di fargli bagnare leggermente le labbra.
- Sono stanco - disse biascicando le parole.
- Me ne rendo conto. Ci vorrà un po' di tempo ma ti riprenderai. - rispose il dottor Rhodes.
- Che mi è successo? - chiese mentre i suoi occhi pian piano si facevano più pesanti.
Antonio ed Hayley si guardarono tra loro e si voltarono verso il dottore. Quello che era successo era una cosa molto delicata.
Nel frattempo Jay aveva richiuso gli occhi e stava per riaddormentarsi, e prima di tornare nell' incoscienza chiamò suo fratello.
- Will - disse impaurito - Will dove sei?
Poi il sonno lo catturò nuovamente mentre tutti i presenti si guardavano l'un l'altro con sguardo triste.
