Palazzo di zaffiro. Sala del trono.

Dio era seduto su un trono più piccolo accanto quello del figlio Jesus. La luce intorno al Salvatore era luminosissima, mentre quella di Dio era appena percettibile. Jesus disse con tono lieve al Dio caduto accanto

"Padre devi assolutamente raccontare la verità. Non puoi tenerti questo peso. Ti sei lasciato guidare dell'orgoglio, un po' come Lucifer"

Dio scosse la testa, quasi sussurrando con voce debole

"Io credevo di fare bene. Mai l'ho fatto per cattiveria. Tu mi credi?"

Jesus gli appoggiò una mano sulla spalla destra, sorridendo a quel padre del paradiso così debole non solo fisicamente ma anche moralmente, spiegandogli

"Non ti serve chiedere ad altri cosa pensano. Padre ti serve dirlo a qualcuno. Sono quasi tutti riuniti nella sala delle armi per fare un piano che tolga Michael dal trono. Vai da loro. Lo so, sarà terribile. Ma ti togliere questo peso dal cuore. Io non capivo bene perché tutti quegli angeli accettassero di darsi a Michael per dare a te la libertà. Ora sento che il destino, la rimasta santità del paradiso vuole che il tuo peccato verso Lucifer sia confessato…"

Jesus si alzò dal trono

"...Ora se vuoi scusarmi vado dal mio padre del cuore, costruiamo i giocattoli per le piccole anime che muoiono troppo presto…"

Gabriel entrò nella sala del trono, Jesus lo indicò al padre Dio

"...Lui ti sosterrà fino alla sala delle armi. Padre abbi coraggio"

Dio annuì di si.

Sala delle armi.

Gli angeli concordi con Azrael erano nella sala cercando di creare un piano di azione. Tutti volevano spodestare Michael dal trono. Tra di loro, Trixie cercava di seguire ogni discorso. Fu per tutti chiaro la necessità di avere un qualche leader, un comandante nella battaglia. Tra i nomi, Azrael inserì anche Lucifer. Gli altri angeli non erano molto d'accordo con Azrael. Il più anziano, Nifron, disse alla sorella così piena di speranza

"Ricorda, Lucifer fu sconfitto da Michael. Dovremmo cercare un altro condottiero"

Una voce fece guardare tutti alla porta

"Non perse la guerra"

Dio entrò nella sala delle armi sostenuto al braccio destro da Gabriel. La luce divina intorno Dio era al minimo. Il Dio abbassò lo sguardo, dicendo

"Lucifer non perse la ribellione. Fu ingannato da me, cui ebbe pietà"

Azrael si fece avanti esterrefatta, chiedendo al padre Dio

"Cosa hai fatto?"

Dio disse con voce rotta

"Arrivò nella sala del trono. Ero certo volesse uccidermi. Invece mi disse che voleva parlare con me. In fondo aveva ragione, ero stato più un padrone che un padre. Gli dissi va bene. Ci stringendo la mano. Arrivo Michael, appena fu distratto dalle grida del gemello, era di spalle…"

Sembrava che la luce divina di Dio si affievolisse del tutto

"...lo colpì alla testa facendolo svenire. Lo lasciai nelle mani di Michael"

Trixie strinse i pugni urlando a quel Dio

"Sei un codardo. Lui voleva solo parlare. Avreste fatto un accordo. Lucifer sarebbe stato un Dio magnifico"

Azrael bloccò Trixie che voleva colpire suo padre Dio, dicendogli

"Padre, la fermo non perché mi fai paura. Non voglio che si senta colpevole di aver colpito un povero vecchio senza cuore…"

Rivolta a Trixie

"...Trixie dimenticalo. Ora che sappiamo questo, che Lucifer era un grande condottiero, facciamo un piano per liberarlo…"

Guardando Gabriel

"...fratello portalo via. Dobbiamo preparare un piano"

Tutti nella sala delle armi concordarono.

Piramide nera. Appartamento che era della falsa Trixie.

Linda lasciò suo figlio a Ella, dirigendosi alla camera di Chloe. Da quasi due giorni dopo il funerale di Trixie, che ancora nessuno sapeva non era lei, Chloe era distesa nel grande letto matrimoniale. Entrando, Linda sorrise amaramente, vedendo la sua amica proprio giù. La dottoressa si distese sul fianco sinistro accanto a Chloe, dicendole

"Devi tenere duro. Per te stessa, per Dan, per Ella, per me, per Amenadiel, per Charlie. Ma soprattutto per quel re dell'inferno che ti adora"

Chloe si asciugò delle lacrime, dicendo alla sua amica con voce rotta

"Mi sento in colpa perché non riconoscevo in quella Trixie la mia Trixie"

Linda le accarezzò una guancia, dicendole quasi in un sussurro

"Devo dire che neanche io. Dobbiamo solo sperare. Non ci resta altro"

Chloe chiuse gli occhi, tentando di trovare conforto nei sogni.

Corridoio delle celle dove erano Amenadiel e Lucifer.

I due fratelli tentavano di parlare anche se con lucifer senza lingua era difficile. Decisero che Amenadiel avrebbe fatto solo domande a Lucifer. Il re dell'inferno rispondeva facendo uscire dalla finestra sulla porta della cella un dito per dire sì, due per dire no. L'angelo domandò al fratello dalla sua cella

"Sei guarito del tutto dalle ferite?"

Due dita di Lucifer: no

L'angelo nel quasi buio della cella annuì di si, domandando

"Manca la lingua vero?"

Un dito di Lucifer: si

Amenadiel pregava un giorno di avere tra le mani Michael. Gli mancava sentire la esasperante voce del fratello. Con gli occhi lucidi, Amenadiel tentò di allontanare i pensieri tristi, domandando a Lucifer

"Hai fatto come ti ho detto per farti la barba?"

Un dito di Lucifer: si

Amenadiel sorrise, aggiungendo

"Chi poteva pensare che un pezzetto di ferro minuscolo nella branda era così utile. Io mi riposo. Lo fai anche tu?"

Un dito di Lucifer: si. Amenadiel non poteva immaginare che Lucifer con quel piccolo triangolino di ferro aveva fatto un mini coltello grande la metà di un suo dito. Alla prima occasione avrebbe provato l'impresa di uccidere Michael. Lui era sicuro che avesse ucciso Trixie. Soprattutto ancora più certo l'avesse plagiato con qualche magia. Nonostante tutto, basandosi sui ricordi della bambina cui sentiva sentimenti paterni, l'avrebbe vendicata.

Nello stesso momento. Inferno.

Maze si era ripresa dal pestaggio di Michael. Dentro di lei ardeva la fiamma della vendetta. Voleva fare qualcosa contro quel Dio che odiava. Con rabbia si graffiò con le lunghe unghie il braccio destro. Il braccio era pieno di altre cicatrici. Maze da tempo si praticava quelle ferite per rabbia verso se stessa per essersi fatta ingannare da Michael. Lasciando che le ferite sul braccio diventassero nuove cicatrici, decise di andare nella biblioteca dell'inferno per cercare qualche idea.

Qualche ora dopo. Laboratorio/Sala torture di Michael.

Michael era furioso. Il gesto di Lucifer che lo voleva nella gabbia, lo aveva fatto vedere come un Dio pauroso. Allo stesso tempo aveva le mani legate sull'uccidere subito Lucifer, Amenadiel con tutti gli umani loro amici. Tutti avrebbero visto quel gesto come un'ammissione di paura. Erano ore che chiuso in quel laboratorio cercava un modo per vendicarsi soprattutto di Lucifer. Solo che ogni idea era sempre portata verso una carneficina. Cercando di calmarsi, si sedette su uno sgabello vicino un tavolo con vari coltelli e bisturi. Gli mancava la vita di prima, quando era la macchia oscura del paradiso con la sua piramide nera. Improvvisamente ebbe una idea. Lui voleva solo la sofferenza di Lucifer. Uscì dal laboratorio con una idea precisa.

Un ora dopo.

Michael aprì la porta di ferro di una cella speciale. Era la cella dove Lucifer aveva passato eoni sconfitto dopo la ribellione. Il sorriso divenne enorme guardando Lucifer trasformato a forza da quasi venti soldati verso la cella. Lucifer era terrorizzato, urlando senza voce. Ricordava troppo bene quella cella, il luogo dove non aveva avuto pace neanche un secondo. Con difficoltà i soldati spinsero Lucifer nella cella chiudendo la porta. Per il Dio Michael sentire i mugugni di Lucifer battendo sulla porta era musica meravigliosa. Dentro la cella, Lucifer smise di battere con i pugni sulla porta voltandosi nell'oscurità completa tremando. A pochi passi gli incubi gli saltarono addosso.

Palazzo di zaffiro. Corridoio.

Una disperata Trixie uscì nel corridoio con gli occhi lucidi, gridando

"No!No! Vi sbagliate! Non potete lasciarlo li"

Azrael le andò dietro abbracciandola. La bambina cercò di divincolarsi, ma alla fine finì con Azrael sedute sul pavimento. Trixie dimenticò tutta la sua determinazione a essere forte, a essere una dodicenne pronta a tutto per liberare la sua famiglia. Trixie si lasciò andare ai singhiozzi di pianto nelle braccia di Azrael. L'angelo della morte anch'essa commossa disse

"Non devi prendertela. Purtroppo Lucifer non può essere il leader in battaglia. Nel suo petto ce un cuore meccanico, cattiveria di Michael. Amenadiel può essere ugualmente ottimo…"

Quasi cullava nelle braccia Trixie che si stava calmando

"...Ma ti comprendo. Avere Lucifer libero era quasi come avere una speranza in più. Trixie credimi, faremo di tutto per liberarli. Pagherà Michael tutto questo dolore"

Piramide nera. Cella dove era rinchiuso Lucifer da due giorni.

Lucifer era disteso sul pavimento in posizione fetale, con le mani sulle orecchie, gli occhi chiusi. Quell'inferno era tutto nella sua testa. Ogni ferita, ogni dolore si riversa a nel suo corpo. Improvvisamente tutto fini. Una voce rotta disse

"Ti prego...portami via da qui...mi pento per la mia ribellione. Padre perdonami"

Lucifer stava sentendo se stesso, quando era rinchiuso in quella cella. A tentoni raggiunse quella voce. Quel se stesso tremante e terrorizzato si allontanò gridando

"No basta! Datemi la morte vi prego! Datemi la morte! Padre mio uccidimi"

Lucifer non si pentiva d'essere senza lingua perché aveva salvato la sua amata Chloe. Sentì quel se stesso urlare. Cadendo più volte in quel buio completo lo raggiunse. Con forza lo abbracciò. Le parole di Ella gli rimbombavano nelle orecchie

"Delle volte un abbraccio può riportare la pace in un cuore distrutto"

Le parole di Trixie

"Un abbraccio ti fa sapere che non sei solo al mondo"

Le parole di Chloe

"Dare un abbraccio a qualcuno che soffre gli permette di sperare un po' nel futuro"

Le parole di Linda

"Non devi vergognarti che a qualcuno piaccia abbracciarti. In un abbraccio puoi trovare forza ma anche darne"

Le parole di padre Frank

"Quando un abbraccio lo doni con il cuore può guarire una persona ferita nell'animo"

Lucifer abbracciò quel se stesso nudo e tremante. Quel se stesso che piangeva disperato. Sentì la voce più calma del suo passato dirgli appoggiato alla sua spalla destra

"Una famiglia che mi vuole sul serio bene? Grazie...grazie"

Ma una forza malvagia li divise. Lucifer vide quel suo se stesso bruciare gettato oltre il paradiso. Urlò la sua rabbia, la sua disperazione. Il suo loop infernale ricominciò ma stavolta voleva combatterlo. Se fosse morto, avrebbe combattuto.

Palazzo di zaffiro. Biblioteca.

Trixie entrò nell'immensa biblioteca del palazzo con un'idea, ma non sapendo come metterla in atto. Trovò seduto a uno dei lunghi tavoli per la consultazione Jesus. La bambina riflette che era proprio come le iconografia classiche. Improvvisamente ebbe quasi paura dirigendosi fuori la biblioteca. Jesus gli disse alzandosi dalla sedia

"Sei Beatrice vero? Puoi restare per favore? Vorrei tanto sapere di Samael o meglio Lucifer. I miei incontri con lui sono stati piuttosto...movimentati. Puoi? Per favore nessun titolo, solo Jesus"

Trixie si voltò sorridendo allo sguardo caldo e premuroso di Jesus.

Mezz'ora dopo.

Trixie seduta accanto a Jesus finì il suo resoconto di Lucifer che un po' le aveva sollevato l'animo, ricordando quel periodo terribile. Jesus posò la mano destra sulla spalla sinistra di Trixie, dicendogli con tono amichevole

"Capisco che ti manca tutto quel mondo. Faresti di tutto per riaverlo vero?"

Trixie sentiva nuove lacrime pronte a uscire, deglutendo a fatica annuì di si. Il fratellastro di Lucifer gli disse

"Perdonami per averti riportato nel dolore"

Trixie scosse la testa, passando le mani sulla faccia, dicendo a Jesus

"Non importa. Forse tu Jesus puoi aiutarmi. Mi ronza nella testa una domanda. Ma come può essere stata creata in paradiso la piramide nera? Voglio dire, per crearla ce stato bisogno d'immensa magia nera. Speravo di trovare qualche indizio qui dentro"

Jesus si alzò dalla sedia dicendo a Trixie mentre guardava negli scaffali

"Sei proprio figlia dei tuoi genitori. Ora che ci penso, mio padre Dio dicce che la piramide nera era comparsa in una volta sola. Forse ci sono i resoconti dei vari archivisti"

Jesus librandosi in aria volò tra gli scaffali. Tornò alcuni minuti dopo con una grande pila di libri. La posò sul tavolo dove era seduta Trixie, dicendole

"Non ti preoccupare per la lingua nel quale sono scritti i libri. Essendo una biblioteca magica li potrai leggere"

Si era appena seduto, quando Jesus disse sbuffando

"Sono mortificato. Devo andare per i miei impegni da Dio di questo pezzo del vecchio paradiso. Cercherò di tornare il prima possibile"

Trixie gli sorrise grata. Si mise subito al lavoro.

CONTINUA