Tempo prima...

Severide era con Cruz, avevano trovato due donne ed un bambino rintanati sotto un tavolo con una macchina da cucire.

- Forza venite, siete in salvo - disse loro Kelly - Cruz prendi il bambino ed apri la strada verso l'uscita, io sarò dietro di loro.

Pensavano di aver terminato, quella era l'ultima postazione per cucire. Severide aveva urlato più volte

- Vigili del fuoco c'è qualcuno? -

Avevano perlustrato la zona e non avevano trovato nessun altro, per cui si erano preparati ad uscire.

Cruz aveva fatto come gli era stato ordinato ed era andato avanti col bambino seguito dalle due donne convinto che il suo tenente fosse dietro di loro come aveva detto. Lo sentiva parlare:

- Fate attenzione, state giù e rimanete vicine al mio collega. -

Un rumore distrasse il tenente che si fermò per guardarsi in giro.

Poi tutt'un tratto alle loro spalle ci fu un'esplosione, un forte boato vicino a loro.

- Non fermatevi - urlò Severide - andate avanti, usciamo di qui.

Così Joe ubbidì proseguendo, ma Kelly a sua insaputa non era più dietro di loro.

L'esplosione aveva sollevato detriti che lo avevano colpito su tutto il corpo e l'energia sprigionata lo aveva fatto sbattere a terra.

Ma lui era un duro, aveva detto al collega di proseguire, doveva solo riuscire a rialzarsi, sistemare la maschera che fortunatamente era ancora integra e raggiungere l'uscita.

Facile a dirsi, a farsi un po' meno.

Era lì, disteso, dolorante. Non riusciva a muoversi, aveva dolori un po' dappertutto e stava diventando difficile respirare. I suoi polmoni si stavano riempiendo di fumo.

A fatica riuscì a risistemare la maschera sul viso. Con sua sorpresa funzionava ancora e non si era rotta.

Dopo qualche respiro profondo riprese in parte il controllo del suo corpo e cominciò a trascinarsi in avanti. Poteva sentire sulla sua pelle la ruvidezza del pavimento per i detriti ogni volta che la sua tuta strofinava contro di esso mentre avanzava.

Ad un certo punto però fu costretto a fermarsi.

Un detrito più grande che lui non aveva visto alla sua sinistra a causa forse del fumo gli era caduto addosso all'altezza del fianco.

Provò un dolore lancinante, ma decise di non mollare.

Doveva liberarsi ed uscire di lì il prima possibile, l'edificio sarebbe crollato da un momento all'altro. Era incastrato sotto quel masso.

Pian piano con grande fatica e provando un grande dolore riuscì, usando un tubo di uno dei banchi che si erano distrutti nel fuoco, ad inserirlo in un piccolo spazio tra il masso e il suo fianco, facendo un po' di leva a strisciare fuori da lì.

Pian piano reggendosi dai mobili presenti con grande difficoltà si alzò e cercò di muoversi verso l'uscita.

Nel frattempo gli arrivarono da lui Stella, Cruz e Casey.

- Tutto bene? - Chiese Stella

- Si tutto ok, credo ci sia ancora qualcuno. Ho notato una persona prima dell'esplosione, ma non sono riuscito a raggiungerla - rispose Kelly con il fiatone.

- Cruz accompagnalo fuori intanto noi controlliamo se c'è qualcuno. - disse Matt riferendosi al tenente.

Joe ubbidì e Stella e Casey si divisero, uno andò da un lato e l'altra dall'altro in modo da perlustrare più velocemente il piano.

Kelly non era sicuro di dove aveva visto di preciso al persona, c'era troppo fumo, ma di una cosa era certo lì c'era ancora qualcuno.

Piano piano il tenente e Cruz furono fuori.

Severide fu raggiunto da Brett che aveva iniziato a controllarlo. Tolta la maschera iniziò a tossire, aveva inalato un po' di fumo, ma per il resto sembrava stesse bene, non aveva nessuna ferita evidente, tranne qualche piccola escoriazione di poco conto.

Ma il tenente non poteva perdere tempo a farsi visitare. Stella e Matt non erano ancora usciti dall'edificio.

Non percepiva più il dolore che si diffondeva nel suo corpo. L'adrenalina era al massimo, aveva cercato più volte di rientrare, non poteva abbandonarli lì dentro.

Fu però fermato da Capp e Cruz e Brett gli passò una bottiglia d'acqua dicendo:

- Capisco che tu stia bene, ma riprendi fiato.