Matt stava uscendo dalla caserma, erano le 12, quasi ora di pranzo.
Non aveva però nessuna voglia di mangiare. I suoi occhi erano gonfi, aveva pianto molto nella stanza col capo. Sì era sfogato in qualche modo.
Era quasi arrivato al suo camion quando venne raggiunto da Boden.
- Matt aspetta - gli disse
- Dimmi capo - rispose l'altro
- Vorrei andare a trovare Severide. Non mi va che sia completamente solo in questo momento. Volevo sapere se ti va di venire con me. - gli chiese il comandante.
- Si certo - disse il capitano.
E così si accordarono, si sarebbero visti davanti casa di Kelly verso le 15.
Matt aveva appuntamento con sua sorella Christie che era di passaggio in città e con i suoi nipoti. Aveva promesso loro che avrebbero pranzato insieme a casa sua.
Aveva lasciato le chiavi alla sorella in modo tale che lei potesse preparare. Sì era offerta volontaria visto che non aveva nulla di speciale da fare e Matt era di turno.
Boden invece sarebbe tornato da sua moglie Donna ed il suo piccolo Terrence.
- Ehi ciao Christie, ciao ragazzi - salutò Casey non appena rientrato a casa.
- Ciao zio Matt - risposero stellando i suoi nipoti - guarda quante cose buone ha preparato la mamma e noi l'abbiamo aiutata.
- Wow - disse lui - siete stati bravissimi.
Matt cercava di nascondere il dolore e la sofferenza di cui era pieno il suo cuore, la sua famiglia era lì per stare con lui e non era giusto angustiarli.
- Andate a lavarvi le mani così ci mettiamo a tavola - disse Christie ai suoi figli.
- Ragazzi avanti March - disse Casey giocando con i bambini.
Già i bambini. Come la piccola che aveva perso la vita assieme a Stella.
Nonostante provasse a non pensarci le immagini riempivano prepotentemente la sua mente.
Poco dopo erano tutti seduti a tavola, il primo era nei piatti e tutti si accingevano ad iniziare a pranzare. Christie osservava suo fratello, era piuttosto bravo a nascondere le sue emozioni, ma lei lo conosceva bene e non le era sfuggito quel velo di tristezza che appannava i suoi occhi.
- Allora zio Matt perché non ci racconti del tuo lavoro? - chiese uno dei ragazzi.
- Si, dai zio - incalzò l'altro.
Ma lui non ne aveva voglia, non voleva raccontare le sue avventure, non quella del giorno precedente.
Abbassò gli occhi verso il piatto. Christie aveva capito tutto, qualcosa era successa e riguardava il lavoro.
- Su ragazzi lasciare stare zio Matt, fatelo mangiare. È stanco, vi racconterà dopo. - disse lei ai figli.
Casey alzò lo sguardo verso la sorella facendole un timido sorriso.
E così il pranzo proseguì tra una risata e l'altra dei bambini. Il vigile del fuoco non mangio quasi nulla. Più che altro si era limitato a giocarellare con ciò che aveva nel piatto, assaggiando qualcosa giusto per non essere scortese visto che la sorella aveva lavorato tanto per preparare tutto.
Una volta terminato i bambini andarono a giocare lasciando la madre a rimettere in ordine la cucina e Matt si era offerto di darle una mano.
- È tutto apposto? - gli chiese.
- Si - rispose lui
- Che succede Matthew? - domandò nuovamente sua sorella
- Nulla - disse lui
- Ehi, non hai quasi toccato cibo e si vede che sei triste. È successo qualcosa a lavoro? Non dimenticare che sono tua sorella, ti conosco come le mie tasche. - continuò Christie
Gli occhi di Matt si riempirono di lacrime e nuovamente iniziò a piangere tra le braccia di sua sorella.
Matt era crollato, era un pianto inconsolabile, singhiozzava forte e lei lo stringeva strofinando la sua mano sulla sua schiena.
Ad un certo punto iniziò a tossire, per quanto aveva pianto una forte nausea si era insinuata in lui. Christie dolcemente senza lasciarlo andare cercava di calmarlo.
- Ehi fratellino è tutto ok, respira con me -gli disse.
Piano piano, non senza difficoltà il capitano si calmò e crollò sfinito sulla spalla della sorella. Era a pezzi.
Christie si spostò lentamente facendo attenzione a non svegliarlo. Lo adagiò sul divano dove erano seduti e presa una coperta gliela mise di sopra decisa a lasciarlo riposare.
