Erano ormai passati due giorni, le ferie che gli erano state date per potersi riprendere. Tre giorni da quel brutto incidente alla fabbrica.
Stella era tornata in piena forma, era nuovamente il solito tornado, piena di energia.
Quello strano era Severide. In quei giorni era stato un posto più taciturno del solito, anche se cercava di comportarsi come se tutto fosse ok. Era rimasto molto a letto, aveva mangiato poco o nulla, bevuto moltissimo e trascorso più tempo del solito in bagno.
Effettivamente le condizioni del tenente stavano peggiorando di giorno in giorno. Non riusciva a cibarsi e quel poco che introduceva nello stomaco dopo poco lo doveva espellere perché aveva la nausea e gli veniva da vomitare.
Cercava di rimettere più silenziosamente possibile per non fare preoccupare Kidd.
Quella mattina Stella si era svegliata presto, aveva preparato la colazione per lei e per il suo amore portandogliela a letto.
Gli diede un grande bacio sulle labbra, ma lui non reagì. Forse aveva il sonno profondo in quel momento. Era strano perché lui lo aveva leggero.
Dopo qualche coccola e altri baci lui iniziò a svegliarsi ed aprì gli occhi. Era stordito, confuso. Ci mise un po' prima di rendersi conto di cosa stava accadendo attorno a lui.
- Ehi dormiglione, o dovrei dire pigrone? - disse Stella.
- Mmmmmh - mugugnò Kelly.
- La colazione è pronta. - disse con un sorriso bellissimo lei.
- Si.. - riuscì a rispondere.
Pian piano si sedette nel letto e bevve un po' di caffè con un biscotto.
Non ne aveva voglia, ma non voleva deludere Stella che aveva preparato tutto appositamente per lui.
Andava a rilento, il biscotto se pur piccolo durò per quella che pareva l'eternità.
Mentre lei si vestiva in camera Kelly andò a fare una doccia rapida per poi prepararsi ed andare a lavoro.
Arrivati alla macchina lei gli chiese di poter guidare la sua cara Mastang.
Il tenente era molto geloso della sua auto, non la faceva toccare a nessuno che non fosse lui, ma quel giorno non se la sentiva proprio di guidare.
- E va bene, guida tu, solo per oggi però - le disse
- Grazie, grazie, graziee - disse Stella saltellando.
Era strafelice, si sistemò il sedile, gli specchietti e partì, con Severide che se ne stava disteso sul sedile del guidatore.
Mentre guidava Stella di tanto in tanto dava un'occhiata al suo uomo. Era pallidissimo.
Quando arrivarono davanti alla caserma lei dovette scuoterlo un po', si era nuovamente assopito.
- Ehi siamo arrivati - gli disse - sicuro di stare bene?
- Si, ok. - rispose Kelly smanettando per togliere la cintura e scendere dall'auto.
Appena fuori e dopo aver chiuso lo sportello fu costretto a reggersi un po' dall'auto per non finire steso sull'asfalto.
Sì sentiva a terra.
Entrati in caserma tutti i colleghi erano in cucina e con un applauso accolsero il ritorno di Stella Kidd e avvicinandosi a lei le diedero un abbraccio, fecero una battuta.
Kelly era rimasto sulla porta e non appena possibile si era defilato per chiudersi nel suo ufficio sedendosi alla scrivania fingendo di lavorare.
Era lì, ricurvo, il suo stomaco faceva male peggio del solito, la sua vista era offuscata e tutto attorno a sé girava.
Poggiò la testa sulla sua mano, il gomito era poggiato sul tavolino e poco dopo svenne.
Finì per colpire il tavolo con il naso.
Intanto in cucina..
- Ehi Kidd ben tornata - disse il capitano lanciandogli la chiave del camion - queste ti appartengono.
- Grazie Capitano - rispose lei. - sono pronta a ripartire.
- Benissimo, ci sei mancata - aggiunse Casey
Stava per allontanarsi quando lei lo chiamò
- Matt -
- Si, dimmi - rispose
- Potresti provare a parlare con Severide? - gli domandò.
- Perchè? - chiese il capitano - cos'ha che non va?
- Non so, è strano. - disse lei raccontandogli come si era comportato il tenente in quegli ultimi due giorni.
- Forse è dipeso da quello che ti è successo - ipotizzò Casey
- Non saprei proprio - rispose lei
- Tranquilla, parlerò con lui. - la rassicurò Matt
- Ti ringrazio. - disse lei.
