Pian piano Severide rinvenne, si stropicciò gli occhi e gradualmente si mosse mettendosi in piedi.
Andò in cucina e prese una bottiglietta d'acqua bevendola tutta in una volta. Sentiva il bisogno di bere.
Cruz che era lì in cucina lo osservava e scherzando disse
- Mamma mia tenente, sembri venire dal deserto -
- Si - rispose semplicemente lui e muovendosi sempre lentamente uscì dalla stanza.
C'era qualcosa di strano nel tenente e se ne stavano accorgendo ormai tutti.
Joe era ancora immerso nei suoi pensieri quando fuori dalla stanza passò il capitano.
che vedendolo lì immobile, lo chiamò.
- Ehi Cruz qualcosa non va? -
- No, tutto ok. - rispose Joe
Così Casey stava andando via quando...
- Capitano - lo chiamò
- Si, che c'è? - rispose
- Lei non pensa che il tenente Severide sia un po' strano? - gli domandò
- Non saprei, non l'ho ancora incontrato, ma verificherò. Cosa è successo? - chiese Casey
Joe gli raccontò tutto quello che aveva notato in lui.
Intanto Kelly vista la forte nausea che lo attanagliava era chiuso in bagno a svuotare quel poco che aveva nello stomaco.
Una volta finito, raggiunse Stella sentendosi
un po' meglio. Voleva trascorrere un po' di tempo con lei.
Era tornato in sé, loquace, anche troppo.
Si sedette sul divano ed iniziò a fare zapping col telecomando.
Stella passò poco dopo nel corridoio, lo vide e si avvicinò.
- Ehi che fai? - chiese lei.
- Nulla - rispose. Stava alzando il braccio sinistro per farla sedere vicino a lui, ma repentinamente cambiò braccio e lei si sedette alle sua destra.
Il tenente ha fatto tutto molto rapidamente, ma Stella aveva notato ogni cosa e non era quella la prima volta che aveva compreso che lui avesse un problema alla spalla.
- Che hai fatto al braccio? - gli chiese
- Quale? Questo? Domandò mostrandole il braccio sinistro.
- Sì esatto - affermò lei
- Nulla di nulla - rispose lui.
- Perché allora eviti di usarlo? - gli chiese di rimando.
- Lo uso, lo uso - disse ed iniziò a fargli il solletico.
Erano abbracciati, Kelly sentiva un dolore atroce alla spalla sinistra e le sue labbra si erano contorte in una smorfia di dolore che lei per fortuna non poteva vedere.
Quella era una giornata noiosa, fino allora di pranzo non ci fu nessuna chiamata, per cui ognuno se ne stava tranquillo a fare qualcosa lì in caserma.
Kidd e Severide ad esempio avevano iniziato a vedere un film e nel frattempo Ritter e Gallo stavano armeggiando in cucina per preparare qualcosa da mangiare.
- Che buon profumo. - disse Stella a voce alta e poi rivolgendosi a Kelly. - ho una fame. Tu?
- Beh veramente non ho molto appetito - rispose lui. - Andrò in ufficio a schiacciare un pisolino.
- Da quando sei così dormiglione? - chiese Stella.
- Da adesso - disse. Qualsiasi cosa andava bene per evitare di mangiare, cosa che proprio non gli andava.
Sì stava alzando dal divano quando Kidd lo afferrò per il braccio sinistro tirandolo a sé.
Lui si rigidi, un gemito di dolore venne fuori dalla sua bocca, ma nessuno sembrava aver sentito. Nessuno tranne Stella.
Quest'ultima preferì non dire nulla davanti ai colleghi, approfittò che si fosse girato per dargli un ulteriore bacio prima di lasciarlo andare.
Il tenente afferrata una bottiglia d'acqua uscì dalla stanza.
