La salute di Severide stava peggiorando sempre più.
5 giorni erano passati da quando c'era stato l'incendio alla fabbrica di tessuti.
Sul lavoro arrancava, non mangiava quasi nulla e quel poco che riusciva ad ingerire spinto da Stella lo rimetteva poco dopo.
Sì sentiva strano il dolore allo stomaco e alla spalla sinistra lo attanagliava ormai da giorni.
Fino ad allora aveva pensato non fosse nulla di grave. Essendo stato colpito da detriti quando c'è stata l'esplosione era normale provare dolore.
Non lo era però il fatto che quel dolore che provava invece di diminuire con il passare dei giorni aumentava.
Quel giorno era a lavoro come sempre, erano stati chiamati per salvare un ragazzo che era rimasto impigliato in un filo spinato. Stava facendo parkour con dei suoi amici e purtroppo a causa di un salto sbagliato era rimasto bloccato lì.
- Cruz prepara la scala dobbiamo salire e tagliare i fili per liberarlo. - disse Severide.
- Si tenente - rispose il vigile del fuoco.
Una volta che fu tutto pronto Kelly iniziò a salire per raggiungere il ragazzo.
Era un salvataggio piuttosto semplice, ma quel giorno per lui fu più arduo di quanto si aspettasse.
Sarà stato per la pressione bassa e per i forti dolori, ma ebbe difficoltà a salire sempre più in altro, era come se avesse le vertigini e non riusciva a sostenere il peso del ragazzo sulle spalle per portarlo giù.
Una salvataggio da nulla quindi per lui so trasformò in un'impresa.
Dopo aver adagiato il ragazzo sulla barella per permettere ai paramedici di curarlo Severide si poggiò al camion cercando di riprendere fiato respirando profondamente. Era tutto sudato come se avesse appena corso una maratona.
Poco dopo rientrarono in caserma e lui si tolse l'attrezzatura volendo andare a fare una doccia.
Arrivato agli armadietti per prendere dei vestiti di ricambio dovette fermarsi sedendosi sulla panca di fronte ad essi. Stava tremando come una foglia.
All'improvviso aveva freddo. Non era normale stava davvero congelando. Aveva freddo nelle ossa.
Appena lo vide seduto Stella, che lo aveva seguito, si avvicinò mettendosi al suo fianco. Doveva scoprire cosa fosse successo al suo uomo.
- Ehi, che succede? Stai tremando - chiese lei.
- Va tutto bene - rispose il tenente battendo i denti.
- No, non va bene. Devi farti dare un'occhiata. Non è normale che tu stia così, non fa mica così freddo qui dentro. Sembra che tu sia immerso nella neve senza essere coperto bene. - fece il paragone Stella.
- Avrò preso freddo forse durante il salvataggio, oppure è perché sono solo un po' stanco. - tentò di spiegare lui - vado a fare una doccia e poi mi stendo un po' sulla branda. Vedrai che dopo un po' di riposo al calduccio sotto le coperte starò molto meglio.
Detto questo andò verso la doccia con ciò che gli serviva e Stella decise di lasciarlo fare, ma di ricontrollarlo nuovamente più tardi ed in caso di parlare con Brett.
Severide fece come aveva detto, dopo la doccia si era sistemato nella sua branda sotto le coperte e si era appisolato.
Era un sonno disturbato, stava sudando nuovamente molto e la testa sembrava che gli stesse scoppiando.
Nonostante fosse sotto le coperte era congelato, morto di freddo.
Intanto Boden era alla ricerca del suo tenente, voleva parlargli per assicurarsi che andasae tutto bene.
Non riusciva a trovarlo e chiese a Stella.
- Kidd sai dov'è Severide?-
- Si, dev'essere nel suo ufficio. Sì è steso un po', non è al massimo della forma in questi giorni. - Rispose lei.
- Cos'ha? - chiese il comandante preoccupato.
- Non ne ho idea, si comporta in modo strano, ma sto cercando di scoprirlo. - disse lei
- Fammi sapere cosa scopri. In caso serva qualcosa non esitare a chiedere. - aggiunse Boden.
- Grazie capo - disse Stella allontanandosi per controllare il suo uomo.
