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Verso le sette e trenta della mattina il cielo si tinse di blu la sveglia sul comodino suonava e la mano afflosciata la spense premendola, il capo ancora rintronato cadde di sasso affondando sul cuscino. Si strofinò gli occhi con la mano. Pigramente si alzò dal letto spostando le tende e aprendo la finestra. L'aria che entrava era gelida d'inverno, prese i vestiti con se dall'armadio andando in bagno. Alle otto uscì di casa, entrò da Starbuck c'era un po' di gente e fu costretto a mettersi in coda aspettando il solito caffè macchiato con cornetto al cioccolato. Al bancone la dipendente lo salutò con un grande sorriso "Buongiorno Nishant, il solito" il suo volto divenne rosso alla vista di Kanika "Certamente" prese i soldi dal portafoglio che sfilò dalla tasca del giubbotto si sentiva le farfalle nello stomaco ogni volta che la vedeva, dal lato sinistro si trovava un tavolo e accomodato un ragazzo che batteva al computer, alzò lo sguardo vero Kanika "Hey ciao, scusa non ti avevo vista!" – "Non volevo disturbarti, sei così concentrato a digitare". Si spostò lungo il bancone mostrando lo scontrino col'ordinazione, il ragazzo al computer continuò a conversare anche vedendo la coda infinita alla cassa "Senti ti va di uscire questo sabato?" lei tardò a rispondere impegnata con il cliente successivo. Nishant si voltò con il fastidio in volto "Ma non vede che non ha tempo di parlare con lei?" il ragazzo al tavolo si infastidì alzandosi "Come ha detto?"chiese lui "Mi pari duro d'orecchie se non hai capito quello che ti ho appena detto ….. Kanika non tempo per ascoltarti" si strinse le braccia ringhiando. Nishant fissò il bicchiere di caffè sul tavolo, il ragazzo si avvicino per pestarlo col braccio lo bloccò buttandolo contro bancone in vetro Kanika rimase allibita con la voce tremante lo guardò negli occhi "Nish per favore lascialo ora" lo lasciò immediatamente e il ragazzo finì a terra "Ma tu chi cavolo sei?".
La sala piombò nel silenzio più assoluto avvertiva gli occhi di tutti puntanti addosso "Comandante dalla Marina" prese il suo ordine e lasciò il locale. Ritornò a sedere nel prendere in mano il caffè si accorse che scottava aprì il coperchio e il caffè stava bollendo incredulo avvicinò il viso ed con reazione del calore esplose. Gridò di dolore, la sua parte sinistra della faccia si arrossì le inservienti lo soccorsero, fuori dal locale Nishant si godeva la scena "Ha funzionato questa volta!".
Prese un taxi "Università di Harvard" – "D'accordo Signore". Pagò la corsa entrando ad Harvard, percorse il corridoio a pian terreno entrando nel laboratorio di Walter. Sentì Gene muggire "Ciao Gene! Ma come sei bella" le coccolò il muso bianco "Eccoti ragazzo! Non ti avevo sentito entrare" Nishant distolse le attenzioni da Gene "Non si preoccupi, Dove sono tutti?", Walter appoggiò le riviste sul tavolo poi prese il camice bianco indossandolo "Peter e Olivia sono fuori per un caso e Astrid sarà qui a breve …. Intanto accomodati pure ragazzo". Ai piedi di Gene c'era una sedia la spostò con lo schienale rivolto verso la mucca. Si sedette davanti a lei, allungò il muso curioso attratta dal profumo del cornetto al cioccolato che era rimasto sulle mani. Poco più tardi arrivò Astrid con le buste in mano "Ciao Walter! Walter?" era immerso nella canzone che continuava a cantare da venti minuti, si sentiva un fantasma visto che non ricambiò il suo saluto "Che bello sono un fantasma qui dentro …. parlo anche da sola!" Nishant interruppe le sue parole "Walter si è bloccato, sta cantando quella canzone da ben venti minuti" sobbalzò "Scusa non volevo spaventarti". La aiutò con la spesa fatta, mettendo i gelati nel Frezeer e i biscotti nella credenza. Scese i gradini avvicinandosi a Walter mettendogli una mano sulla spalla "Walter!" lui prese un colpo mettendosi la mano sul petto "Mi hai spaventato!" – "Ciao Walter. Dicci quando sei pronto così possiamo iniziare"
Nishant si sistemò sull'lettino con lo schienale inclinato, Astrid gli aveva attaccato al petto gli elettrodi per monitorare il cuore, e altri sulle tempie e sulla testa. "Hai avuto altri sintomi di recente?" – "Stamattina ho mandato in ebollizione del caffè ed è esploso" il volto di Walter si illuminò "Grandioso, chissà che spettacolo!" – "Walter! Non è carino" commentò Astrid. "Ero arrabbiato e ho pero il controllo". La mente di walter elaborò i dati che possedeva, parò da solo camminando avanti e indietro "Hai fatto progressi negli ultimi tempi devo ammetterlo, le altre volte che hai rotto qualcosa che cosa provavi?".
"Rabbia, all'inizio pensavo che fosse paura"
"La paura nella maggior parte dei casi è quella più probabile" rispose Walter
"Poi però quando mi sono accorto di aver rotto i vetro della macchinetta delle bevande ho capito che fosse la rabbia che fa scattare tutto!".
"Che ti era successo prima?" chiese Astrid "Un uomo che fa il corso di polizia con me mi ha rovesciato il caffè sulla camicia e sono esploso di rabbia".
"Ho un'idea" esclamò Walter, riempì un bicchiere con acqua "ora voglio che fissi quel bicchiere e mi racconti cosa è successo con il caffè che hai fatto esplodere" Nishant timorosamente annuì. Astrid durante il racconto teneva d'cocchio i monitor a cui era collegato "Non funziona! Ci serve che entri nel ricordo rivivendo il momento, deve sentire le voci attorno a lui, il profumo di caffè" Walter si grattò la fronte "Ho in'idea …. Useremo qualche tranquillante". Astrid iniettò in endovena un mix di tranquillanti, in pochi minuti iniziarono a far effetto, chiuse gli occhi e con i suggerimenti di Walter entrò nel ricordo di quella mattina. Riusciva a percepire il profumo di caffè, le voci nel locale e poteva vedere la fila davanti a lui. "Ora voglio che ti dirigi dal ragazzo seduto al tavolo" disse Walter – "I battiti si alzano"esclamò Astrid, Walter controllò il bicchiere e l'acqua al suo interno era ancora ferma, non era soddisfatto "Ora ripeti esattamente ciò che hai fatto". Nishant compì la stessa manovra immobilizzando il ragazzo, l'acqua iniziava a bollire "Ci siamo Astrid!" sul suo viso il sorriso si marcò aspettando lo spettacolo, in pochi secondi il bicchiere esplose allagando il tavolo in metallo.
Nishant si svegliò di colpo con gli occhi spalancati, Astrid si avvicinò facendolo distendere "Tranquillo è tutto ok, ci sei riuscito" – "Per quanto ancora avrò queste abilità da Jedi?" Walter gli portò una liquerizia rossa "Tieni prendine una, ti farà bene. Beh …. È difficile da sapere potrebbe essere settimane, mesi …. O anni". Nishant appena si sentì meglio prese un taxi e tornò a casa, era ancora un po' frastornato, in tasca teneva delle pastiglie che Walter gli aveva lasciato, pensò di prenderne una ma cambiò idea, fini la valigia chiamando un secondo taxi per l'aeroporto.
Washington
Gli agenti dell'NCIS trovarono un Colonnello della Marina steso a terra nel parco il Dottor Mallard stabilì la causa di morte, era certamente morto a causa della pallottola in pieno petto. Ziva poco più avanti trovò sul terreno una sostanza grigia, si chinò sulle ginocchia toccando con due dita la sostanza le portò al naso "Bruciato!" pensò "Gibbs, vieni a vedere" si staccò da Mallard per raggiungerla "Cos'hai trovato Ziva?" – "Sembra cenere, sa di bruciato, deve aver sorpreso l'assassino bruciando qualcosa". Gibbs era scettico riguardo all'ipotesi si chinò sulle ginocchia toccando il terreno "Se l'assassino stava bruciando qualcosa ci sarebbero dei detriti. La scientifica ha trovato qualcosa?" - "Non ancora" rispose lei.
Gibbs ricevette un sms lo lesse "Ho una cosa da fare, ci troviamo all' NCIS" la sua squadra lo guardò allontanarsi, Nishant lo aspettava fuori dall'aeroporto con a terra la valigia, Gibbs suonò il clacson per farsi vedere. In auto non era di molte parole era ancora intontito dal mix che assunse e dal viaggio in aereo. "Stai male?" chiese Gibbs
"No, sono solo stanco, ho dormito poco. Mi puoi portare da mio padre?"
"Come vuoi, ci vediamo domani mattina cos' parleremo un pò "
"Ci sto! Passerò all'NCIS". Accostò sul lato destro della carreggiata facendolo scendere. Nishant passò tutto il resto della giornata con suo padre, era da diversi mesi che non si vedevano. La mattina seguente andò all'NCIS, salì al piano trovando i suoi agenti "Salve, sto cercando l'agente Gibbs" DiNozzo lasciò la sua scrivania, con tono spavaldo si presento "Sono l'agente molto speciale Anthony DiNozzo. Lei deve essere l'amico di Gibbs… molto piacere" gli porse la mano aspettando che ricambiasse il gesto. "Nishant Khan Molto piacere"commentò Nishant "Loro sono gli agenti Ziva David e Timoty McGge. Nishant hai detto? Da un nome così direi che sei indiano"
"Mio padre è di Nova Daily e mia madre di Denver, mio padre era un Marine è così che ha conosciuto Gibbs".
Ziva lo osservava attentamente, il suo corpo tonico e lato, gli occhi scuri "E anche tu sei un Marine?" si avvicinò alla sua scrivania prendendo in mano la bandierina di Israele "Si lo sono stato, ma poi ho capito che non faceva per me. Ho intrapreso la via della biologia molecolare". McGge si drizzò "Dove lavori di preciso?" posò la bandierina al suo posto sorridendo a Ziva portando lo sguardo a McGge "Lavoro alla Massive Dynamic" McGge si drizzò di nuovo aveva già sentito parlarne. DiNozzo era pronto per fargli altre domande ma Gibbs arrivò in quel momento "Basta domande Tony, c'è del lavoro da fare" – "Si capo" rispose DiNozzo "Che abbiamo di nuovo?" Ziva si alzò dalla sua postazione col telecomando in mano fece apparire una foto sullo schermo "Le telecamere del parco hanno inquadrato quest'uomo, ho mandato la foto a Abby". Il volto di Nishant sbiancò, le sue mani tremavano non poteva crederci David Robert Jones era in città. Gibbs notò il panico nei suoi occhi ma non disse nulla "Fatemi sapere se ci sono novità" disse lui uscendo con Nishant. Fecero due passi ad Arlington, presero del caffè ad un chiosco sulla strada. A Nishant piaceva quel posto gli dava pace "Come va il tuo lavoro?"
"Molto bene Gibbs, sto studiando il cambiamento del DNA quando viene attaccato da corpi estranei, è molto affascinante!"Gibbs sorseggiava il caffè mentre lo ascoltava, si sedettero sulla panchina libera, c'erano appoggiati dei fiori secchi, li prese buttandoli nel cestino poco più avanti e tornò a sedersi. "Tuo padre mi ha detto che stai facendo il corso per entrare nell' FBI, congratulazioni" Nishant sorrise "Già è così, mi voglio inserire nel remo della scientifica, ogni tanto collaboro con l'FBI hanno visto il mio operato".
"Ho visto la tua espressione prima …. Di fronte alla foto tu sai chi è vero?" Nishant avvertì un blocco in gola non voleva mettere in pericolo la vita di Gibbs "Non sai come stanno le cose" – "E allora dimmele" riprese Gibbs fissandolo con sguardo impenetrabile "Solo che non è così semplice, chi cerca di fermarlo muore. Non posso permetterlo" si alzò dalla panchina fissando la lunga distesa di lapidi "Ti dispiace se torniamo?!". Gibbs non volle insistere e colse il suo volere.
Più tardi uscì col padre, lo volle accompagnare a fare due spese, nel garage teneva una vecchia macchina, lui la usavo poco solo per brevi spostamenti, dall' altro lato della strada David Robert Jones gli fece un fischio fingendosi un suo collega in ferie. Attraversò la strada "Buon pomeriggio Nishant! Non sapevo che anche tu fossi in ferie" il padre si intromise "Conosci quest'uomo?" Nishant con la voce tremante gli rispose "Si papà, lavora con me. Volevi qualcosa?" Jones gli mostrò il sorriso "Nulla di che solo sapere se avessi cambiato idea sulla nostra collaborazione" Nishant portò lo sguardo sul suo padre "Ci penserò" Jones gli strinse la mano allontanandosi.
Salirono in auto e prima di partire resto a fissare il cellulare"Tutto bene Figlio mio?" – "Si, padre stavo leggendo un messaggio di Gibbs". Scrisse un messaggio inviandolo a Gibbs "L'uomo si chiama David Robert Jones, c vediamo stasera per parlare". E partirono. Gibbs lesse il messaggio "Si chiama David Robert Jones. Mcgee trova qualcosa su di lui" dalla sua scrivania McGge digitò sulla tastiera "L'FBI lo cerca da molto l'agente Olivia Dunham. La scheda su Jones arriva subito" la proiettò sullo schermo "Qua non dice molto soltanto che è un bio terrorista e ha lavorato presso la Massive Dynamic". La sua voce si spezzò "Qualcosa non va Mcgge?" staccò il viso dal computer "Capo anche Nishant Khan lavora per la Massive Dynamic" Gibbs si irrigidì "Va bene Mcgee, contatta il dirigente della società". La voce di DiNozzo si fece sentire dalla postazione "Che si fa ora?" – "Si continua a lavorare Tony! Nishant stava per dirmi qualcosa ma per paura della mia incolumità si è chiuso a riccio. Mi dirà tutto stasera".
Dopo cena il padre di Nishant era accomodato sulla poltrona in velluto rossa, la luce calda della lampada illuminava le 800 pagine della "Morte di Artù" di Thomas Mallory. Nishant si appoggiò al muro osservando il salotto, gli scaffali in legno erano pieni di libri, vagava col la mente sui vecchi ricordi. Doveva incontrarsi con Gibbs, si appoggiò allo schienale della poltrona "Padre, devo vedermi con Gibbs tra poco, non farò tardi". Il padre infilò il segnalibro nella pagina chiudendo il libro, si tirò giù gli occhiali e guardò il figlio negli occhi "E' successo qualcosa?"domando "Ma no che vai a pensare, vuole solo parlare un po' " gli diede una risposta vaga per non farlo preoccupare. "Va bene, quando torni non fare chiasso però" gli accarezzò la fonte e si allontanò.
Si sedette in auto tamburellava le dita sulle razze del volante ansioso per quello che stava per fare, prese il telefono componendo il numero di Jones, gli fece credere di aver cambiato idea in proposito alla collaborazione che gli offriva. Jones gli indicò un luogo per vedersi. Invece di andare prima da Gibbs lo chiamò "Gibbs! Cambio di programma vediamoci tra venti minuti al Meridian Hill Park, troverai un vecchio granaio. Volevi prendere David Robert Jones giusto lo avrai, devi fidarti di me!".
Il parco di sera dava un effetto di solitudine, buio e desolato, solo i lampioni davano quel pizzico di luce sulla stradina. Nishant si infilò i guanti scendendo dalla macchina, usò la torcia che si era portato non sapeva se Jones era solo o con degli uomini, procedette cautamente illuminando il basso. Una mano lo afferrò la spalla da dietro,per lo spavento gettò a terra la torcia "Mio dio sei tu! Prendi sempre di petto la gente?" Gibbs porto la sua mano sulla bocca di Nishant "Abbassa la voce" tolse la mano "Sei sicuro che verrà?". Raccolse la torcia da terra "Certo! Mi aspetta dentro" Gibbs prese il suo braccio guardandolo in volto "Fai attenzione, passerò dal retro". Nishant entrò nel granaio, vide le luci soffuse delle lampadine appese, palesò la sua presenza e Jones uscì dall'ombra con il solito tea in mano "Vedo che hai rispettato i tempi …. Ti chiederai il motivo del mio invito" Nishant osservò ogni suo passo "Che cosa vuoi da me esattamente?" Jones accennò con un sorriso "Tra poco i miei uomini mi porteranno un dono proveniente dall' altro mondo che combinato al tuo potere potrebbe cambiare le cose". Si girò di scatto avvertendo un rumore all'esterno, temeva che potesse scoprire Gibbs "Ancora non mi è chiara la situazione"Jones tardò a rispondere ancora distratto al rumore, intravide Gibbs nell'ombra tirando un sospiro di sollievo. "Il dispositivo potrebbe distruggere l'intera città, però senza il tuo potere non varrebbe nulla.".Nishant sgranò gli occhi, dentro le vene avvertì paura e rabbia "Io sarei il detonatore!, con il mio potere farei da innesco e la città verrebbe rasa al suolo. Ma i miei poteri svaniranno presto!". Jones rise complimentandosi con lui, si avvicinò"Ho pensato anche a questo,il mio capo ha una soluzione che lo renderà permanente". Il cappotto era gonfio sul lato probabilmente per la pistola che nascondeva.
Gibbs non riusciva a capire di cosa stessero parlando, aveva intuito che si trattava di una specie di bomba. Ai piedi di Jones si trovava uno specchietto rotto di un vecchio trattore, si chinò prendendolo da terra, vide Gibbs accovacciato. "Su una cosa non sei stato molto furbo, so che non sei solo!. Dica al suo amico di venire fuori". Nishant era nel panico temeva per Gibbs "Ti sbagli, non c'è nessuno oltre a noi" Jones estrasse la pistola puntandola contro di lui "Venga fuori o gli sparo".
"Sto uscendo, la metta giù però"
"La metta giù anche lei" rispose Jones
"Sono l'agente speciale Gibbs. NCIS!. Devo arrestarla per la morte del colonnello Maxwell che lei ha ucciso" Jones non negò nulla anzi sputò il rospo "Mi ha scoperto, è stato un incidente, il Colonnello mi ha colto in fragranza, non potevo permettere che vedesse un varco sull'altro mondo". Gibbs non riusciva a credere alle sue parole "Varco? Altri mondi? Ci troviamo in un film di fantascienza?" pensò tenendolo sotto tiro. Nel frattempo ricevette la telefonata dai suoi uomini che stavano arrivando "Scusate ma devo andare".
Nishant stava per esplodere i vetri del granaio si crepavano, Gibbs guardava il ragazzo e nello stesso tempo i vetri "Ma che diavolo….". "Tu non te ne andrai" Gridò Nishant "Ne sei sicuro?"rispose Jones, puntò l'arma prima su Nishant e poi su Gibbs, il ragazzo si accorse della sua mossa gettandosi su Gibbs come scudo ma il colpo splose lo stesso. A quel punto i vetri si infransero in simbiosi, Jones pensò di scappare ma Gibbs si rialzò puntando l'arma "Fermo!"
"Arrivederci Gibbs!"
"Fermo!"replicò Gibbs, Jones si allontanò e gli sparò di spalle, incolume si voltò sorridendo, sparò di nuovo senza alcun risultato. Gibbs impallidì "Vede, grazie al varco tra i due mondi la mia pelle mi fa da scudo ai proiettili" sogghignò levando le tende. Gibbs avvertì la squadra che Jones era scappato. Da terra Nishant era afflosciato non riusciva a muoversi dal dolore "Gibbs, Mi ha preso!", si voltò chinandosi su di lui "Fa vedere" girò il corpo lentamente ma non ci fu il foro d'uscita "Stai perdendo molto sangue ….. ora mi devi ascoltare, concentrati su di me e non addormentarti. Ok?" Nishant debole annuì "Lo voglio sentire" continuò Gibbs "Si ho capito". Mcgge entrò nel granaio "McGee chiama un'ambulanza sta molto male" gli sfilò la sciarpa al collo premendo sulla ferita "Non mi abbandonare, stai con me" Mcgge informò Gibbs che i soccorsi sarebbero arrivati in pochi minuti. Nel frattempo Ziva e DiNozzo inseguivano Jones riparandosi dagli spari, videro una luce forte "Ziva da dove viene quella luce?" rimasero immobili a capire l'entità della cosa. Un varco si aprì davanti ai loro occhi "Vedete agenti questo è il mio giocattolino. Con questo insieme al potere di Nishant posso radere al suolo qualsiasi città". Il congegno che teneva in mano era una specie di presa elettrica cubica.
Ziva esplose dei colpi su di lui "Come ho già detto al vostro capo i proiettili non hanno alcun effetto su di me" lui e i suoi uomini uscirono di scena entrando nel varco, Jones con un telecomando lo chiuse dietro di lui. "Tony, lo hai visto anche tu no? È sparito!". Raggiunsero Gibbs nel granaio, era rannicchiato su Nishant immerso nel sangue "Gibbs ….. prendi …. Il- il mio telefono e chiama …. Astrid Fansword" Lui annuì con gli occhi lucidi "Va bene ma non mollare". i paramedici arrivarono allontanando Gibbs dal paziente "Non toccatelo, allontanatevi da lui" gridava Gibbs, DiNozzo lo teneva fermo cercando di calmarlo.
In ospedale, Gibbs non disse una parola rimase ricurvo sulla sedia a fissare il bianco del pavimento, la mano di Ziva gli porse del caffè, lui lo allontanò con la mano. DiNozzo arrivò con il padre di Nishant, preoccupato come non mai abbracciò Gibbs. Cercava spiegazioni che non poteva dargli. Una trentina di minuti dopo il medico uscì dalla sala operatoria dicendo che il paziente stava bene ma che era debole. Gibbs e il padre entrarono nella stanza per salutarlo, era ancora addormentato, lasciò il padre da solo in stanza seduto sulla sedia accanto al figlio. La mattina seguente Gibbs entrò nella stanza trovandolo sveglio ma intontito "Come stai?"
"Mi fa male solo quando respiro"rispose con voce tremante – "Che ti hanno fatto?" mormorò Gibbs, prese la sedia libera sedendosi al suo capezzale "Hai chiamato Astrid?" Gibbs annuì "Sono stato esposto a radiazioni ioniche accidentalmente ed ora sono divenuto Jedi!" sul viso di Gibbs si aprì un sorriso "Non riesco ancora a credere a ciò che ho visto". "Il dottor Walter dice che poi svanirà tutto. Tornerò come prima". Astrid bussò alla porta "E' permesso?" Nishant voltò lo sguardo "Astrid! Sei sola?"
"Walter è andato in cerca di budini!"Gibbs si alzò dalla sedia "Sono l'agente speciale Jethro Gubbs, NCIS"
Astrid gli strinse la mano "Mi manda Olivia Dunham, voi siete tenuti a mantenere riservo in tutto questo. Non possiamo permettere che troppa gente sappia di questo". Nishant si intromise cercando di tirarsi su "Jones è scappato, doveva spettare un aggegio dall'altro universo che con il mio potere lo avrei aiutato a distruggere intere città"Astrid si rivolse a Gibbs "Dove si trova ora?"- " I miei agenti lo hanno visto entrare in un varco".
Ziva scese in mensa per prendere qualcosa di dolce, tra i vari medici seduti ai tavoli c'era Walter, stava divorando budini alla frutta. Scelse dal frigorifero una torta al cioccolato farcita di panna, la pagò sedendosi al suo tavolo. Walter stava canticchiando una canzone che gli frullava in testa "Lei è una di quelle che adora il cioccolato" Ziva alzò lo sguardo "Già! E lei adora i budini di frutta" – Walter schiacciò l'occhio sorridendole "Proprio così, al Saint Claire dove sono stato rinchiuso per anni li davano spesso". Ziva fu incuriosita "E' un ospedale?" – "Psichiatrico" precisò lui "Immagino che lavorava li"
"Ero un paziente!"rispose lui, Ziva non disse nulla, era dispiaciuta "Io non…. " – "Non si preoccupi! Voglio mostrarle una cosa". Prese un bicchiere pulito, dello zucchero e vari succhi. Versò le bustine di zucchero nel fondo del bicchiere, versò le bibite con la quantità di zucchero si sistemarono una sull' altra in base alla desintà delle bibite formando un arcobaleno nel bicchiere. Gli occhi di Ziva si sgranarono dalla curiosità e dal risultato "E' bellissimo!" – "Ti piace? La magia si trova in piccole cose" – "Lei è un genio" commentò Ziva "Veramente sono uno scienziato Walter Bishop" lei gli strinse la mano, rimane sorpresa aveva appena detto di essere stato rinchiuso per diverso tempo al Saint Clare, "Molto piacere, Ziva David. Le va di dividere la torta con me" Walter prese il cucchiaio "Non me lo faccio ripetere due volte!". Al piano di sopra Astrid cercava Walter era da un ora che non lo trovava, uscì dalla camera di Nishant dirigendosi all'ascensore e avvertì risate riconobbe quelle di Walter. Sbucò dall'angolo a braccetto con Ziva "Walter! Dov'era finito?" Walter la guardò senza pensare che fosse preoccupata per la sua assenza "Asterix! Ero in compagnia di questa bella donna" Ziva mostrò il sorriso "Ziva David, NCIS. Era giù in mensa mi ha detto che doveva venire a questo piano".
Walter visitò Nishant ancora dolorante dalla pallottola, si era addormentato,nel pugno sinistro stringeva il bossolo estratto dal fianco. Il proiettile si fermò dentro la costola causando emorragia interna. Per lui significava molto conservarlo. Secondo Walter non sapeva per quanto il suo potere sarebbe durato. Walter lo svegliò "Ragazzo sveglia! Ti ho portato un regalo" nel pugno teneva un sacchetto marrone con dentro bacchette di liquerizia rossa, Nishant si risvegliò sentendo il profumo sotto il naso "Dottor Walter!" lo aiutò ad alzarsi prendendolo per le ascelle, con la luce gli controllò gli occhi, controllò i battiti. "Adesso voglio che provi a rompere quel bicchiere. Fissalo e rompilo" Nishant si sentiva abbattuto non provava rabbia ed era sicuro che non potesse funzionare. Si concentrò a lungo ma non riusciva a romperlo "Non ci riesco". Walter era sicuro che era in grado "Devi farcela, devi imparare a controllarlo se no ogni volta che ti arrabbi perderai il controllo" Nishant si sdraiò "Non ce la faccio". Walter accettò la cosa con rammarico "Hai bisogno di relax, perché non ti prendi una pausa?!". Quella sera l'infermiera gli consegnò la minestra e verdure bollite, guardò un po' di tv. Non era stanco ma non volle dormire per non rivivere l'incidente, fissò il bicchiere sul comodino ma non funzionò, ci tento più volte ma invano, si stufò e cercò di dormire. Il bicchiere sul comodino si ruppe, si svegliò di scatto osservando il bicchiere in frantumi a terra. "Ce l'ho fatta!" pensò, chiuse gli occhi col sorriso sulle labbra.
Sotto il consiglio di Walter si prese una vacanza col padre, andarono soprattutto a pesca. Una mattina una voce dolce lo chiamò per strada, lui si girò e vide Kanika sbracciarsi corse da lui stringendolo a se aveva il viso rosso "Mi hanno detto che hai avuto un incidente, mi sono preoccupata e sono venuta" lui rimase li per pochi attimi "Chi ti ha detto che mi trovavo qui?" si staccò da lui incrociando le gambe arrossendo di più "Lui ha detto di essere un tuo amico, ha detto di chiamarsi Gibbs!" le alzò il viso con le dita arrossendo anche lui "lui è mio padre Kumar" il padre si affiancò al figlio felice di conoscere la sua amica "Padre lei è Kanika" Nishant riprese "Stavamo andando a pesca vuoi venire con noi" - "Mi piacerebbe moltissimo". Le aprì la portiera e nel chiuderla vide Gibbs che sorrideva.
Un mese dopo
Walter era nel suo laboratorio che esaminava un campione di sangue al microscopio avverti una presenza alle sue spalle, distaccò lo sguardo vedendo Settembre con un pacco fra le mani "L'ho recuperato in tempo, non potevo permettere che restasse nelle mani sbagliate" Walter si avvicinò, prese il taglierino dal portamatite per aprirlo "Grazie amico mio" ma Settembre era già scomparso. Aprì il pacco trovando il dispositivo di Jones.
