CAPITOLO 1 VENTI DI GUERRA
Londra 8 settembre 1939
"I carri armati tedeschi sono arrivati alle porte di Varsavia… Dannazione! L'ho sempre detto io! Non dovevamo lasciare tanta libertà alla Germania. E adesso è troppo tardi per piangere sul latte versato!"
Il Duca di Granchester era preoccupato fuor di misura.
"Che ti aspettavi? Mi hai sentito qualche giorno fa no? Ho proposto di attaccare immediatamente il fronte tedesco per alleggerire la pressione su quello polacco, ma non mi daranno retta! E intanto le truppe naziste continueranno ad avanzare in Europa orientale…
Ho cercato di spingere per un'incursione navale nel Baltico e minare le acque territoriali della Norvegia per bloccare l'afflusso di materie prime pesanti all'industria bellica tedesca, ma niente! Chamberlain continua a rimandare l'azione…
Terence! Quello non si fermerà più, bisogna fare qualcosa!"
Winston Churchil, era stato da poco nuovamente investito del titolo di Primo Lord Dell'Ammiragliato, ma non aveva la libertà d'azione che avrebbe voluto.
"Winston, sai che io sono dalla tua parte! Lavorerò al tuo fianco, puoi contare sul mio appoggio incondizionato".
"Amico, so perfettamente che non godo della simpatia dei tuoi pari, ma sono onorato di averti con me; abbiamo lavorato sodo nelle ultime settimane, il tuo contributo è stato prezioso e spero di averlo anche in futuro…
Mangiamo un boccone insieme qui vicino, ti va?
Ma basta lavoro, almeno a pranzo!"
Entrarono in un piccolo locale e ordinarono qualcosa. Gli argomenti di discussione erano cambiati, si erano fatti più leggeri.
"Uh! Prima che mi dimentichi e prenda una bella strigliata da mia moglie!
Questo sabato Clementine ha organizzato un piccolo ricevimento, voi siete invitati, porta pure i tuoi tre ragazzi" disse il militare strizzando l'occhio e soffocando una risata sul tovagliolo.
"Non fare lo spiritoso con me, non capisco cosa ci trovi di così ilare! Si tratta di una festa in maschera forse? Ti ricordo che nella mia carriera di attore ho interpretato molti personaggi quindi non credere che mi troverei a disagio in una situazione del genere!" lo riprese Terence.
"Sembri un animale che marca il territorio in quelle occasioni" proseguì Winston.
"La mia Charlotte è fidanzata e Rose e Thomas sono ancora troppo giovani. Questi aristocratici con la puzza sotto il naso cercano sempre di avvicinarmi con qualche scusa per combinare alleanze di letto, che sai perfettamente non sopporto" lo rimbeccò Terry.
L'amico del duca di Granchester rideva a squarciagola.
"Aristo cosa? Tu! Senti da che pulpito! Aristocratici! Amico mio, tu discendi dalla famiglia reale e parli di nobili con la puzza sotto il naso, permettermi di trovare la cosa perlomeno spiritosa.
In ogni caso non ti preoccupare! Ormai ti conoscono tutti, credo tu possa stare tranquillo sul discorso dei matrimoni combinati. Io mi riferivo a Candy; in queste occasioni non le togli gli occhi di dosso e sembri minacciare di morte chiunque osi posare un attimo gli occhi su di lei".
"E questo ti diverte così tanto?"
"Diciamo che mi piace molto! Tua moglie è una donna bella ed intelligente, di certo non passa inosservata e so benissimo quanto tu la ami, ma credo di conoscere altrettanto bene lei e non hai nessun motivo per essere geloso".
"Credi abbia qualche dubbio forse? sono io… sono così… e per fortuna il mio angelo mi sopporta. Abbiamo lottato tanto e sofferto molto per poter stare insieme e ti assicuro che non c'è nulla che possa dividerci; ne siamo consapevoli entrambi".
"Quello che mi fa sorridere è che tu non ti rendi conto che dovrebbe essere lei ad essere gelosa. Sei un uomo ricco ed affascinante, anche le ragazze dell'età della tua primogenita ti guardano e ti assicuro che conosco più di qualche rispettabile signore londinese, anche più maturo di te, che non si lascerebbe scappare le occasioni che tu butti nel Tamigi".
Winston era davvero divertito mentre faceva notare all'amico questa cosa che era evidente a tutti tranne che a lui.
"Che stai dicendo?" lo interruppe sorpreso Terry.
"Sei talmente preso da Candy che neppure te ne accorgi!" rise di gusto nuovamente il militare.
"E comunque a causa tua sono stato ripreso spesso da mia moglie, che vorrebbe avere le stesse attenzioni che tu mostri per la tua. Datti una calmata, che diamine!"
Così si chiuse l'incontro tra i due amici.
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Qualche sera dopo a casa Granchester...
"Charlotte! Rose! Abbiamo finito con questo specchio?" Candy cercava di stringere i tempi con i preparativi.
"Thomas! Tesoro, sei uno schianto! Avrai tutte le damigelle ai tuoi piedi stasera".
"Mamma, papà ti sta guardando ed è rimasto a bocca aperta", il giovane Thomas baciò la guancia della madre compiaciuto mentre le sussurrava queste parole all'orecchio.
Terence si avvicinò alla moglie e le cinse la vita. Poi approcciò un romantico bacio.
"Lentiggini, sei una favola", mormorò mentre finiva di mordicchiarle il labbro inferiore.
"Sempre la stessa da vent'anni a questa parte…"
"Quella che adoro e voglio! Ti guarderanno tutti come al solito…"
"Tesoro… ballerò solo con te, te lo prometto!" gli sussurrò lei, facendo morire le parole sulle labbra di lui. Quanto adorava quella bocca morbida e sensuale!
"Oh Dio! Di nuovo! Ma siete impossibili! Ci sono degli adolescenti in questa casa!" la giovane Rose riprese ridendo in questo modo i suoi genitori.
"Piccola insolente! Sono ancora a tempo a darti una sonora sculacciata, che ti credi?" la apostrofò Terence, mentre la ragazza si nascondeva dietro il fisico alto e slanciato del fratello e Candy le faceva una linguaccia.
I Granchester erano finalmente tutti pronti per uscire.
"Mamma… tu e papà siete meravigliosi. Siete la coppia più ammirata e invidiata del paese. E noi tre ne siamo tutti orgogliosi", bisbigliò Charlotte all'orecchio di Candy.
Seguì una bella festa in cui i giovanotti presenti non mancarono di corteggiare le due ragazze sotto gli occhi divertiti del fratello, che non perdeva occasione di prenderle in giro per il loro modo irriverente di rispondere alle attenzioni maschili.
"Volete proprio farli scappare via tutti, vero? Io non mi avvicinerei mai a due bisbetiche come voi!" Thomas era molto divertito.
"Rispetto! Rispetto almeno per me che sono la sorella maggiore e sono fidanzatissima", lo rimbeccò Charlotte.
"Tu sorellina rimarrai zitella!" si divertì di nuovo Thomas rivolgendosi alla minore.
"Ehi Romeo! Zitella e pure acida è sempre meglio che accompagnata ad una serpe. La signorina Jones va dicendo in giro che c'è una specie di promessa matrimoniale tra le nostre famiglie e che riguarda te", Rose voleva vendicarsi sul fratello.
"A tal proposito ho detto a papà che voglio prendere i voti" rispose lui trascinando tutti in una fragorosa risata.
Charlotte notò divertita per l'ennesima volta i teneri e protettivi modi di Terence verso Candy; adorava guardarli, era sempre stato così sin da bambina. Quando loro ballavano erano in grado di catalizzare l'attenzione di tutti i presenti per svariati motivi; il fascino di lui, la bellezza pulita e solare di lei e soprattutto il modo che avevano di amarsi con gli occhi che li rendeva belli oltre misura.
Un imbarazzatissimo Alistear Cornwell aveva chiesto la mano della ragazza al duca di Granchester in occasione delle ultime feste di fine anno trascorse al solito in America; si sarebbero sposati prima della fine dell'anno successivo. Charlie era al settimo cielo, adorava il suo Stear.
Si erano innamorati nel periodo in cui erano stati compagni di studio alla Royal Saint Paul School. Charlotte frequentava la scuola solo di giorno, le regole erano cambiate e i duchi preferivano avere la loro bambina a casa ogni sera, ma i ragazzi passavano assieme tutti i week end; Cornwell aveva il permesso di frequentare casa Granchester, essendo la duchessa sua zia.
Il loro rapporto era stato messo a dura prova nel periodo dell'università, il giovane a Boston, Charlie a Oxford, ma il sentimento era forte e sincero ed era maturato negli anni. Charlotte avrebbe conseguito la specializzazione in medicina in America, Alistear si sarebbe laureato in primavera.
"Se il mio matrimonio somiglierà anche solo un pochino al loro sarò la donna più felice del mondo" aveva pensato la giovane donna mentre orgogliosa guardava danzare i suoi genitori sotto gli occhi malevolmente ammirati di tutti i presenti.
"Spero succeda così anche a me", si lasciò scappare a sua volta sospirando la giovanissima Rose sognando ad occhi aperti.
"Ah! ci pensi ogni tanto allora, vero piccola peste?!" la sorprese canzonandola Thomas.
"Ah sì! e dimmi un po' perché mi sfugge mio caro! Dove te la sei svignata poco fa con la scusa di uscire a prendere un po' d'aria? sai…. così per caso… ho visto che anche una certa…"
"Zitta! che diamine! Posso fidarmi di te o cosa? Conosci benissimo la situazione e non è semplice!"
Rose abbassò la voce e si fece più seria.
"Fratello, sai perfettamente che non devi temere il giudizio di mamma e papà, puoi contare sul loro aiuto oltre che sul mio, non devi preoccuparti di nulla".
Il giovane adeguò i suoi modi a quelli della sorella.
"Lo so… lo so… è solo troppo presto per dire alcunché. Tu tieni la boccaccia chiusa per ora, capito? So che posso fidarmi, non deludermi" e le strizzò l'occhio.
"Quello che c'è tra loro è semplicemente unico, perché lo sono essi stessi. Non ho mai visto marito e moglie professarsi tanto amore" Charlotte interruppe così il simpatico bisticcio che stava nascendo tra i gemelli, mentre poco prima aveva guardato con disgusto il signor Jones sussurrare una scusa all'orecchio della moglie e poi allontanarsi seguito di lì a poco da un'avvenente e appariscente ragazza di venti anni più giovane almeno.
I Jones… non avevano sangue blu ma erano riusciti ad arricchirsi molto negli anni con mezzi non proprio leciti, il capofamiglia auspicava ad un titolo nobiliare ed aveva più di una volta avvicinato Terence nel tentativo di combinare un matrimonio tra la figlia minore Sandra e il giovane Thomas. Inutile dire che il duca di Granchester aveva respinto malamente tutte quelle proposte che gli erano sembrate decisamente fuori luogo; uno come lui! non avrebbe mai organizzato sulla carta la vita dei suoi adorati figli, neppure per tutto l'oro del mondo.
Non aveva bisogno dei denari di nessuno e, seppur fosse caduto in disgrazia un giorno, avrebbe guadagnato col sudore della sua fronte ciò che serviva ai suoi cari. C'era stato un tempo in cui aveva rinunciato al suo nome e si era rimboccato le maniche per essere un uomo degno della donna che amava, non aveva timore di ritrovarsi nelle stesse condizioni; aveva allevato i figli proprio con quello spirito, nessuna crisi economica avrebbe mai distrutto la sua famiglia.
Le chiacchere dei tre fratelli vennero interrotte da uno scatto felino di Rose ch,e con grande ironia e nonchalance, balzò verso la giovane cameriera che si stava avvicinando sottraendole letteralmente di mano il vassoio stracolmo di tartine, proprio prima che la stessa inciampasse cadendo in avanti tra le braccia sicure di Thomas.
"Signorina Sandra! Fate un po' di pratica con quei tacchi se non volete far del male a qualcuno!" la giovane Granchester riprese in questo modo l'altezzosa signorina Jones prima che questa potesse addossare la colpa del mancato incidente a quella povera ragazza, che aveva girato tutta la sera come una trottola tra gli elegantissimi ospiti e che non avrebbe avuto modo di difendersi dalla sua arroganza nonché dal suo evidente dispetto.
"Tutto bene Faith?" Thomas molto galantemente aveva tranquillizzato l'inserviente, era all'incirca della sua età.
Poi avvicinandosi alla sorella: "Rose, sei unica! L'hai sistemata per le feste quella serpe!"
"Ehi Romeo! Esci pure cinque minuti con la tua Giulietta! Qui è tutto a posto come puoi ben vedere… e la belva ti sta mangiando con gli occhi, credo voglia mordere Faith. Salvala mio dolce fratellino!" gli aveva bisbigliato sorridendo.
"Scema! Ti adoro!" sussurrò il giovanotto allontanandosi verso le cucine con la sua cenerentola.
"Thomas… grazie! Non è la prima volta che mi salvi da quell'arpia! La signorina Rose è meravigliosa come tutti voi di famiglia", azzardò Faith.
"Ma tu lavori da loro? Ma… ti dà sempre così fastidio?" chiese il ragazzo preoccupato.
"No! Figurati! Non mi guarda neppure, io non vado mai nei piani nobili della casa, è la mamma che ha contatti con i signori. Io… io credo semplicemente che l'abbia innervosita il vederci chiacchierare prima in giardino, voleva solo vendicarsi", lo aveva tranquillizzato la cameriera.
"Che stupida ragazza viziata, non la sopporto!" sentenziò Thomas.
"Ma lei dice di essere la tua promessa sposa…" la ragazza lo guardava con occhi imploranti. Thomas era sempre così gentile con lei, quando gli era vicino sentiva il cuore balzarle in gola. Sapeva benissimo che si stava innamorando perdutamente di lui, o forse lo era già, ma altrettanto bene le era noto che quel bellissimo ragazzo che occupava tutti i suoi sogni più romantici era nientemeno che il figlio del duca e lei un'umile servetta.
Thomas scoppiò in una sonora risata.
"Ora torno dentro e la rimetto al suo posto, anche se la mia sorellina l'avrà già sistemata a dovere. Non dare retta a quello che esce dalla sua bocca puzzolente, i miei genitori non vendono il futuro dei loro figli. Io sceglierò la donna con cui dividerò la mia vita, nessun altro!"
La ragazza gli rimandò un sorriso dolcissimo, mentre le sue iridi chiare luccicavano come l'argento fuso sotto la luna e tornò al suo lavoro.
"Ci vediamo presto… dolce piccola mia…" la accarezzò lui con gli occhi.
"Faith Faith! Tira le briglie, dove corri con la testolina? Ti farai solo del male così!" si ripeteva lei arrabbiata con se stessa, ma era troppo tardi perché Cupido aveva già trafitto il suo cuore.
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AUTHOR CORNER
London 1939, Candy and Terence are married and has two daughters (Charlotte and Rose) and a son (Thomas).
Charlotte is Charlie's biological daughter, Thomas and Rose are twins and have the names of their grandparents.
What a wonderful family!
