CAPITOLO 3 L'ABITO DA SPOSA (prima parte)
Londra 13 maggio 1940
«Non posso promettervi altro che sangue, fatica, lacrime e sudore. Chiedete, qual è la nostra politica? Rispondo che è condurre la guerra per mare, per terra e nel cielo con tutta la forza e tutto lo spirito battagliero che Dio può infonderci; condurre la guerra contro una tirannide mostruosa che non ha l'eguale nel tetro, miserabile catalogo del crimine umano. Chiedete qual è il nostro scopo? Rispondo con una parola sola: vittoria, vittoria ad ogni costo, vittoria nonostante ogni terrore, vittoria, per quanto la strada possa essere lunga e dura. Senza vittoria infatti non c'è sopravvivenza».
Il duca di Granchester ascoltava speranzoso il discorso di insediamento del nuovo capo del governo.
"Amico, adesso sei tu il Primo Ministro, devi fermare questo orrore!"
"Terence… non potrò comunque farlo da solo, e non dimenticherò mai il tuo sostegno.
Però dammi retta! Tu hai amici e parenti in America, le cose cambieranno velocemente qui a Londra. Fai partire la tua famiglia, Candy… i ragazzi…
Qui sarà sempre più pericoloso! Nessuno verrà risparmiato, obiettivi militari e civili… dubito le forze aeree faranno differenza; dobbiamo organizzarci in modo extra ordinario".
"Ho parlato con mia moglie, è d'accordo per quanto riguarda i nostri figli ma… la conosci abbastanza, lei non si muoverà e non mi lascerà qui da solo!"
"Avevo immaginato una cosa del genere…" Churchil accennò ad un sorriso al pensiero di quel peperino di donna che sarebbe stata così bene alla Camera per dare qualche sonora lezione di vita a qualcuno.
E non sapeva che aveva tutti i diritti di discendenza per esserci se solo i cittadini di sesso femminile fossero stati ammessi…
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"Terry! Ne abbiamo parlato all'infinito, no no no e di nuovo…. NO!
Non intendo partire e lasciarti qui da solo.
Charlotte è una donna ormai, è quasi laureata… finirà gli studi in America. Albert ha già provveduto alla sua iscrizione all'Università per il prossimo autunno.
Era già previsto che avrebbe conseguito a Boston la specializzazione, e sai benissimo il perché".
"Alister Cornwell! Non me ne parlare! Diventerò consuocero del damerino di tuo cugino.
Immagino che lui non abbia ancora ingoiato il rospo, ma a me piace il suo ragazzo; fortunatamente somiglia più allo zio che al padre…"
"Ecco bravo! Vedo che almeno su questo punto ragioni bene.
Thomas e Rose hanno sedici anni ormai. Mi mancheranno da impazzire, ma non hanno bisogno della mamma che rimbocchi loro le coperte. Il mio posto è accanto a te.
So perfettamente che non posso chiederti di lasciare la tua patria e il tuo ruolo alla Camera dei Lord, non sei un codardo e anni fa, quando ti riappacificasti con tuo padre e accettasti quell'incarico, sapevo che non ti saresti mai più tirato indietro.
E' questo l'uomo che amo e ho sposato, lo conosco benissimo e lo rispetto ma tu devi fare altrettanto con la mia scelta.
Ho promesso di starti accanto sempre, non ci siamo mai separati per nessun motivo da quando ci siamo sposati e non ho intenzione che succeda adesso soprattutto se è in mio potere evitarlo!"
Candy fece una breve pausa durante la quale i suoi occhi verdi e pieni di scintille si riempirono di lacrime; era tanto tempo che non dava voce a quelle stille talmente salate da bruciare le guance.
"Mi succede ancora a volte lo sai?
…di svegliarmi di soprassalto con la paura che sia stato tutto un sogno, che tu non sia coricato accanto a me… che Susanna… io…"
La donna parlava con tono deciso, aveva gli occhi gonfi e rossi e la voce deformata dai dolorosi ricordi che stavano riaffiorando.
Terence la attirò tra le braccia.
"Tesoro… vieni qui… conosco perfettamente le tue ragioni…
So che ogni tanto hai ancora quell'incubo, succede anche a me. Sbarro gli occhi in preda al panico, poi sento il tuo profumo, i tuoi riccioli che mi solleticano le narici, mi stringo forte a te e rinasco di nuovo, sono l'uomo più felice e fortunato della terra…
Ma… io… se ti succedesse qualcosa io… credo non riuscirei a continuare a vivere capisci?"
"E io? Credi che io sarei capace di farlo, dopo tutto quello che abbiamo passato per stare insieme? Dopo tutto quello che abbiamo condiviso? Il mio posto è qui accanto a te… e poi potrei esserti utile anche sul campo".
Il duca di Granchester era ormai arreso…
"Ecco… è proprio questo "utile sul campo" che amo da impazzire e tempo più della morte stessa.
E sia, mia anima, signora e padrona! Tu rimarrai qui con me, ma stasera parleremo ai nostri figli e la prossima settimana si imbarcheranno per l'America. Non intendo più aspettare".
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I tre ragazzi seduti uno accanto all'altro in soggiorno ascoltavano mesti le parole del padre; Candy li guardava tutti col nodo in gola.
La sua famiglia! Aveva lottato tanto per averla, l'aveva desiderata con tutta se stessa, l'aveva nutrita con amore e dedizione e questo traspariva in ogni sguardo, in ogni gesto di quelle creature che erano cresciute con l'esempio dell'impegno di due genitori che si erano sempre professati un sentimento lungi dal poter essere narrato da qualsiasi favola o poesia.
Loro amavano i loro genitori e ciò che essi rappresentavano insieme, sapevano perfettamente di non poter opporsi a quella decisione. Sarebbe stato difficile vivere lontano da loro, ma la cosa che era chiara sopra ogni altra era che quelle due anime erano una sola e sarebbe stato impossibile separarle.
Candy raggiunse più tardi Charlotte in camera da letto.
La ragazza era in piedi, due ante dell'ampio armadio, quelle che non usava mai, erano spalancate… la giovane guardava assorta il lungo e principesco abito che vi era appeso con cura.
"Tesoro, che stai facendo? Perché guardi il mio vestito da sposa?"
Aveva compiuto da poco quattro anni quando i suoi genitori si erano sposati. Aveva vissuto con tale emozione quel giorno e l'attesa dello stesso! Non aveva mai visto gli occhi del suo papà così brillanti e il suo viso così disteso come dal momento in cui si era riconciliato con quell'angelo biondo che era piombato nelle loro vite dal passato; inoltre quella ragazza piena di lentiggini, che con tanta cura l'aveva assistita durante la sua degenza ospedaliera, era sempre così dolce con lei e quando guardava suo padre sembrava avvolgerlo in una bolla d'amore. Come stesse aspettando quel momento da sempre, ricordò di aver fantasticato per giorni e notti assieme a nonna Eleonor sul vestito da sposa di Candy, sulla lunghezza del velo, sui guanti e sui fiori, tanto che la donna, che era divenuta così la sua dolce mamma, le aveva poi permesso di conservare quell'abito nell'armadio della sua stanzetta…
"Mamma… l'ho ammirato tante volte nell'ultimo periodo… so che è molto più della tua veste nuziale e io vorrei tanto chiederti una cosa ma… non so se sia giusto… io… non voglio esagerare…"
"Quell'abito è molto bello e molto vecchio e tu conosci la sua storia tesoro. Che cosa mi vuoi chiedere? Non devi aver timore di dirmi nulla, lo sai…"
"Vorrei tanto indossarlo in occasione della mia cerimonia di nozze!" rispose la ragazza commossa.
"Charlotte, sei sicura? Pensavo volessi qualcosa di più moderno per il tuo matrimonio, non credevo ti piacesse questo genere…"
"Mamma… non è questione di moda o genere, non può esserci vestito più meraviglioso di questo per tutto ciò che rappresenta per te, per me, per tutti noi. Se davvero non ti dispiace vorrei portarlo con me in America. Scriverò alla zia Annie che non ho bisogno di sarte, né di prove, sai come è fatta… ho già tutto ciò che mi serve.
Ma papà… dovrà essere lui a portarmi all'altare o non ci andrò per niente e tu mi acconcerai i capelli per la cerimonia o non li pettinerò affatto!
Rimanderemo il rito nuziale fintanto che non potrete esserci anche voi due, sono sicura che Alistear capirà".
Candy era commossa e ci fu qualche momento di silenzio…
"Mamma…" Charlotte riuscì finalmente ad aprire bocca
"A papà non piace il padre di Alistear vero?"
"Tesoro… sono solo sciocchezze da ragazzini, non ti devi preoccupare per questo, tuo padre ti adora e vuole solo la tua felicità".
"Ho sentito che lo chiamava damerino…" la ragazza aveva accennato ad un sorriso.
"E' una vecchia storia, ma Archibald Cornwell un po' damerino lo è", rispose Candy strizzandole l'occhio.
"Io credo che anche Charlie lo avrebbe definito in quel modo!"
"Charlie… mio padre… conservo ancora il fiore di carta che mi regalò nell'unica occasione in cui lo vidi prima che lasciasse questo mondo, un bocciolo blu…
Era steso in quel misero letto nell'infermeria della prigione dove doveva ancora finire di scontare la sua pena, ricordo che mi guardò e mi sorrise come fossi stata un angelo…" Charlotte aveva gli occhi lucidi.
"E credo davvero che tu lo fossi per lui, tesoro mio…
Potresti appuntare quel fiore all'occhiello del tuo fidanzato il giorno delle nozze, che ne dici? Così sarà presente anche lui.
Non ti ho mai raccontato che io e Charlie abbiamo passato qualche notte insieme a confezionare fiori di carta quando era ricoverato a Chicago? Ero un'allieva infermiera allora. Io credo che la mamma di Charlie e Rose si fossero incontrate proprio grazie a questo lavoro.
Penso sia così che i tuoi genitori si sono conosciuti, sai?
Attraverso quel fiore li avrai entrambi accanto in quel giorno così importante per te.
So che Terence ti ha consegnato le lettere che Emily scrisse a Charlie quando lui era in prigione…" continuò Candy.
"Sì… le ho messe via con cura ma… non le ho ancora lette… non… non ci riesco!
Io so che loro sono i miei genitori biologici, che mi adoravano, ma io ho conosciuto solo te e papà. Voi mi avete amata, cresciuta; voi siete mamma e papà, capisci? Mi sento in colpa verso di loro, mi sembra di non onorarli abbastanza e, nello stesso tempo, non voglio rischiare di voler bene a loro più che a voi…
Sono stupida vero?" la ragazza si era stretta al petto della madre.
"Piccola… piccola grande donna… tu sei nostra figlia, né più né meno di quanto lo siano Thomas e Rose. L'amore per qualcuno non esclude qualcun altro. Noi conosciamo il tuo cuore e non cambierà nulla se tu vorrai avvicinarti maggiormente ai tuoi genitori naturali, questa cosa potrà solo arricchire la tua vita, proprio come è successo a me quando avevo all'incirca la tua età".
"Mamma… ci mancherai tanto lo sai vero? Anche se non siamo più dei bambini da ripulire e sfamare, ma so perfettamente che tu devi stare qui con papà.
Io lo ricordo… ero piccola e lui giocava sempre con me, ma rammento con precisione come erano sempre vuoti e opachi i suoi occhi quando tu non c'eri, lui ha bisogno di te per vivere".
"Non credere che non sia lo stesso per me. Terry è il mio motore, ero l'ombra di me stessa negli anni che ho vissuto lontano da lui, quel periodo è stato un inferno per entrambi. Lo amo con tutto il cuore".
"E lui ti corrisponde con la stessa intensità; è meraviglioso vedervi insieme, i vostri sguardi complici sono le fondamenta della nostra famiglia".
Ancora un attimo di commosso silenzio e Charlotte riprese la parola.
"Mamma… ho bisogno di confidarti una cosa, ma promettimi che non ti arrabbierai! Ti prego!"
Candy guardò con estrema dolcezza la sua piccola donna
"Mammina… le vacanze di Natale scorse…. io… io e Alistear… ecco…"
La giovane aveva portato le mani al viso e non riusciva a continuare…
"Piccola, vuoi dirmi che avete anticipato in qualche modo le vostre promesse nuziali forse?"
La strinse più forte…
"So che è difficile vedersi solo in occasione delle vacanze, non ti devi vergognare con me. Anche io e tuo padre non abbiamo fatto le cose esattamente come si deve, con che faccia e cuore potrei rimproverarti di qualcosa o arrabbiarmi con te?"
"Te l'ho detto perché il mio Stear sente di aver tradito la fiducia tua e di papà che lo avete sempre trattato come un figlio e si sente in colpa… e anche io… Nessuno ci ha mai ostacolato e noi…"
"Tesoro, non ti preoccupare più di questo, ok?"
Candy la guardò negli occhi, si girarono a rimirare il vestito che sarebbe stato l'abito nuziale di Charlotte e piansero ricordando insieme la storia di quell'abito…
…l'abito da sposa di Candy, che era stato quello che Thomas Cavendish aveva regalato alla sua Rose per il suo diciassettesimo compleanno…
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AUTHOR CORNER
Candy and Terry decided to send Charlotte, Thomas and Rose to America to keep them away from the war.
Charlotte wishes to use Candy's wedding dress for her marriage but this is the dress that Thomas (Candy's father) gave her Rose for her 17th birthday!
Tomorrow we will discover all about Rose and the day after about Thomas. We know that Rose died giving birth to Candy, but Thomas? Where is Thomas?
Thank you all for reading me.
Muchas garcias de Corazon
Grazie a tutti
