CAPITOLO 6 UNA BAMBOLA PER ROSE
La piccola Rose era stesa sul letto abbracciata al cuscino a soffocare i singhiozzi.
Candy si sedette accanto a lei
"Pulce! Vieni dalla tua mamma" le sussurrò teneramente e la ragazza si tuffò tra le sue braccia.
"Andiamo piccola mia, non succede nulla! Starai con i tuoi fratelli, là ci sono gli zii e i vostri cugini; non dirmi che ti mancheranno le effusioni tra tuoi genitori perché non ci crederò neppure da qui a cent'anni".
"E invece ti sbagli! Mi mancherà tutto di quello che facciamo insieme. Io amo la mia famiglia e tu e papà ne siete l'anima".
"Tesoro, io e tuo padre ce la caveremo alla grande e in men che non si dica questa guerra maledetta sarà finita e saremo di nuovo insieme… vedrai".
Candy la cullò qualche istante come quando era bambina, il suo scricciolo…
Era innamorata persa del padre ma, contrariamente a ciò che dava a vedere, adorava letteralmente la sua mamma.
"Ho una cosa che tu vorrei custodissi per me, una cosa che potrai regalare a tua figlia a tua volta quando ne avrai una".
Rose allentò piano piano l'abbraccio per vedere meglio a cosa la madre si riferisse.
Una bambolina fatta a mano, con capelli di lana gialli raccolti in due alti codini, occhi verdi e un mare di lentiggini segnate sul nasino.
La ragazza portò entrambe le mani alla bocca…
"Mamma! la tua bambola, la bambola di nonna Rose!"
"Brava, vedo che la ricordi bene! Hai versato tanti lacrimoni per questa bambolina!"
Candy aveva sempre conservato con la massima cura quel preziosissimo manufatto.
"Sei sempre stata gelosissima di questo oggetto, quando ero piccina avrei tanto voluto giocarci, ma non me lo hai mai permesso" osservò la giovane Rose.
"Perché non conosci del tutto la sua storia ed allora eri troppo piccola per sentirla e comprenderla", cominciò a spiegare Candy.
"Tu sai che io sono stata abbandonata in fasce sulla collina di Pony, questa bambola era nella cesta in cui sono stata rinvenuta dalle mie mamme. Per lunghi anni l'ho praticamente relegata tra le cose dimenticate finché non è tornato tuo padre con Charlotte che ne possedeva una tal quale".
"Identica? Ma come?" si stupì la ragazza.
"E' stato lungo e doloroso capire e per fortuna c'era Terence accanto a me che mi ha aiutata in questo percorso di scoperta del mio passato, alternativamente non lo conoscerei affatto. La mamma naturale di Charlotte era la nipotina di mia madre; da lei ha imparato a cucire e confezionò un pupazzo come questo per la creatura che portava in grembo. Quando morì, tuo padre si prese cura della bimba e, grazie a questo, abbiamo potuto ricostruire la storia della mia nascita e ho avuto la possibilità di conoscere le mie origini; capisci meglio ora quanto vale questo oggetto?"
"Certo ma… perché Charlotte non ha più la sua bambolina?"
"L'ha regalata a suo padre, quello naturale intendo, l'unica volta che ha avuto la possibilità di incontrarlo. Questo è un altro dei motivi per cui non ti ci ho mai lasciato giocare, temevo che tua sorella ne soffrisse in qualche modo… "
"Oh mamma! E adesso posso…?"
"Ora siete grandi tutti, Charlotte mi ha chiesto il mio vestito da sposa e tu puoi avere la mia bambola… nessuno ne soffrirà più oramai".
Rose era così felice, aveva tanto desiderato giocare con quel delizioso oggetto ed ora che ne conosceva il valore l'aveva tutto per sé.
"Mamma ma… e… Susanna? Cosa c'entra in tutto questo? So che lei è stata la prima moglie di papà, all'inizio Charlotte pensava che fosse lei sua madre!"
Candy tirò un sospiro e tenne strette le palpebre per un attimo. I ragazzi sapevano che la sorella maggiore non era figlia naturale dei loro genitori, ma nessuno aveva raccontato loro una certa parte della storia… era inevitabile arrivarci prima o poi.
"Susanna… era una collega di tuo padre all'inizio della sua carriera teatrale a New York. Per una serie di circostanze e di errori di valutazione da parte di entrambi, lui si vide costretto a sposarla proprio quando nacque Charlotte. All'inizio pensavo che tua sorella fosse frutto proprio dalla loro unione, ma poi tutto è stato chiarito".
Rose percepiva chiaramente che quello era un tasto difficile, ma non riuscì a trattenersi.
"Che vuol dire errori di valutazione da parte di entrambi? Che voi due stavate insieme, eravate già innamorati e siete stati costretti a separarvi?" La giovane era atterrita, aveva subodorato che i suoi genitori avessero patito una separazione forzata e ora stava mettendo insieme i pezzi.
"Sì! E' esatto ciò che hai detto! E' andata proprio in questo modo. Io poi sono partita per il fronte e sono stata in Europa per quasi quattro anni. Quando sono tornata Susanna era già morta e ho reincontrato tuo padre con Charlotte".
"Vuoi dire che per quattro anni hai creduto che papà avesse avuto un figlio dalla sua prima moglie, mentre era innamorato di te? Con la donna per la quale eravate stati costretti ad allontanarvi?" Rose aveva la fronte corrucciata dal dolore che poteva solo immaginare la madre avesse provato in quella circostanza.
"No tesoro, è andata anche peggio di come dici! Ho anche pensato che lui non mi avesse mai amata davvero. Erano sposati, è normale concepire dei figli per una giovane coppia maritata e innamorata". Erano passati tanti anni, ma Candy poteva sentire ancora il cuore pesante al ricordo delle sensazioni che aveva vissuto in quel periodo buio.
"Ma no… non può essere! Hai davvero creduto che papà non ti amasse? Ma… come… lui… lui di adora, dovresti vedere come ti guarda… lui…"
"Calmati piccola, non mi devi convincere di nulla. Credimi che conosco bene il mio Terry, ma quando si è giovani e follemente innamorati e feriti non è facile rimanere lucidi, soprattutto se le cose succedono all'improvviso e non ti prendi il tempo per ragionare a mente fredda e parlare. Per fortuna poi abbiamo chiarito tutto e siamo tornati insieme, così come doveva essere sin dall'inizio… e ora non ne voglio più parlare, ok?"
"Io… scusami… ora capisco anche perché tu e papà non riuscite a stare lontani un attimo… perdonami se vi ho preso in giro qualche volta…"
"Ma che dici? Non c'è nulla da scusare, è divertentissimo sentirsi canzonare da te, fidati!
Allora? Sei contenta del mio regalo? Così mi sentirai più vicina".
Rose abbracciò forte la sua mamma
"Ne sono felicissima, ma non credo avrai nipoti da me!" le rispose con un sorriso furbetto.
"E perché mai?" le chiese Candy fingendo di essere contrariata.
"Perché la realtà è che io conosco un solo uomo che guarda la sua donna come vorrei succedesse a me… e quello è papà. Nessuna delle mie amiche ha genitori innamorati come voi, lo zio Archie per esempio ama la zia Annie, ma non è la stessa cosa. Sono arrivata alla conclusione che il vostro sentimento sia unico e io non voglio accontentarmi di meno, capisci?"
"Tu sei speciale tesoro mio e quando meno te lo aspetti incontrerai l'uomo giusto per te, proprio come è accaduto a me… e io avrò la mia nipotina…" le strizzò l'occhio Candy.
"Una terribile biondina minuta e piena di efelidi?"
"Proprio come me la immagino! E adesso dammi un altro abbraccio piccola peste tuttentiggini."
"Allora è davvero deciso… dobbiamo partire, vero?" continuò Rose.
"E' deciso…"
"Uff…", sbuffò di nuovo in modo simpatico, "meno male ci saranno i miei fratelli con me!"
"Perché gli altri tuoi parenti non ti piacciono?"
"Beh… insomma… I figli di Neal e Iriza sono insopportabili e la zia Annie cerca sempre di vestirmi come una bambola di porcellana" Candy soffocò una risata; in effetti l'amica avrebbe tanto voluto avere anche una figlia femmina e aveva sempre riversato su Rose il suo desiderio di agghindarla come una principessa.
"Andiamo! Non sei più una bambina e tua zia non ti tratta più come tale e i tuoi cugini ormai sono sempre in Florida.
"Mamma ma… quanti anni avevi quando papà ti ha baciata per la prima volta? E… come è stato quel bacio?" adesso Rose aveva voglia di scherzare come suo solito.
"Non fare l'impertinente! Non so che cosa ti abbia raccontato tuo padre, ma io non ho intenzione di aggiungere altri dettagli, chiaro?"
Finì tutto in una risata dal sapore agrodolce… quando avrebbero potuto ridere insieme ancora allo stesso modo?
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AUTHOR CORNER
Rose! She is really smart! isn't she? I love her.
We know all the story of Candy's parents now. We can go on with the new venets.
Thank you all
Muchas gracias de corazon
Grazie a tutti
