CAPITOLO 8 IL MATRIMONIO DI CHARLOTTE

Chicago, maggio 1941

Il salone delle feste di Lakewood era stato addobbato a meraviglia sotto la guida esperta di Annie. Aveva cambiato tutti i tendaggi, quelli pesanti e lussuosi di una volta erano stati sostituti da altri leggeri e candidi impreziositi da ricami in filo dorato, che le prime luci dell'alba riflettevano sulle pareti e sul lucido pavimento di marmo bianco. Candy era passata in cucina a prepararsi un tè alla liquirizia, lo stomaco non voleva saperne di lasciarla tranquilla e, visto che Terry ancora dormiva, aveva approfittato per aprire una delle grandi finestre e prendere una sana boccata d'aria con la sua tazza fumante tra le mani.

Stava appunto albeggiando, la giovane donna era ancora in vestaglia, ma aveva poco tempo; sapeva perfettamente che nel giro di un'ora al massimo sarebbero arrivati i fiorai per addobbare i tavoli di boccioli delicati e i cuochi si sarebbero messi all'opera in giardino sotto il gazebo per preparare il delizioso buffet di antipasti.

In altre occasioni il suo stomaco avrebbe sorriso all'idea… invece… erano almeno sei settimane che il suo appetito non era più quello di prima e si era aggiunta pure la nausea ad infastidirla ogni mattina almeno sino a mezzogiorno. Durante la traversata, nonostante il buonumore e il sorriso radioso perennemente stampato in viso, non era riuscita a nascondere il suo malessere al marito e aveva dato la colpa al mal di mare, ma ora era con i piedi saldi per terra e non poteva più celare quello di cui era stata certa sin dall'inizio.

"Amore mio, perdonami, appena avremo messo il naso sul ponte della nave di ritorno prometto che ti racconterò ogni cosa, ma non adesso! Ho troppa paura, temo… anzi sono sicura che tu mi imporresti di rimanere qui e non ho nessuna intenzione di lasciarti andare da solo in mezzo a quell'inferno. So che ti arrabbierai tantissimo, e ne hai tutte le ragioni, ma davvero non posso… mi manca l'aria al solo pensiero. Voglio che tu sia con me mentre cresce il pancione, voglio che tu senta scalciare il piccolino dentro il mio ventre, voglio che tu reciti poesie per lui e soprattutto che tu sia accanto a me quando verrà al mondo. Desidero che tu sia il primo a prenderlo tra le braccia, non una levatrice o un medico qualsiasi, devi essere tu. Mi sento bene, sono forte, questi leggeri disturbi sono stupidaggini e passeranno presto" sussurrò, accarezzandosi dolcemente l'addome ancora piatto.

Il seno era visibilmente aumentato di volume nell'ultima settimana, Terry si era beato di questo anche se non ne aveva assolutamente sospettato il motivo; sorrise ripensando alla faccia del marito quando qualche giorno prima aveva accennato a farle presente quel piacevole mutamento nelle sue femminili forme.

Una folata di vento le fece arrivare più forte il profumo del giardino…

Quanti ricordi…

Il ballo con Anthony…

Le sembrò quasi di sentire la sua voce melodiosa e allegra chiamarla…

"Anthony! Sei qui anche tu, vero? So che sei felice per me, ne sono sicura. Ho una famiglia meravigliosa, nemmeno nei miei sogni più belli sono arrivata ad immaginarla tale. Oggi la mia bambina si sposa, immagino quanto batta forte il suo cuore; posso sentire ancora il mio mentre avanzavo al fianco di Albert verso il mio Terry che risplendeva di gioia davanti all'altare. E lei, la mia piccola Charlotte, mi reggeva fiera e felice il velo, il velo leggero della sua mamma! Come era orgogliosa quel giorno la mia piccola donna, almeno quanto lo sarò io oggi nel vederla al braccio del padre andare incontro al suo Alistear", pensò.

La nota armoniosa di quel nome materializzò il volto sorridente del cugino morto durante la prima guerra mondiale.

"Stear! Ci manchi sempre tanto! Tuo nipote è identico a te, lo vedi vero? E' la nostra gioia. La tua Patty è diventata una raffinatissima insegnante di letteratura, adora tutti i suoi nipoti ma il suo cuore è rimasto in lutto, è solo tuo… lo sai vero? Ma sono tranquilla, è forte e basta a se stessa; ha una vita piena e serena. Lei è la testimone dello sposo oggi, non poteva essere altrimenti!"

Sentì arrivare le prime voci e decise di tornare in camera prima che il suo Terry si svegliasse e cominciasse a sospettare qualcosa. I ricordi e l'aria fresca e profumata le avevano fatto bene, sentiva quasi un certo languorino allo stomaco; era meglio andare a riposare ancora un po', tra l'emozione e tutto il resto le gambe non l'avrebbero retta sino alla fine di quella lunga giornata di festa.

Neanche a farlo apporta Terence era seduto sul letto.

"Tuttelentiggini! Sei pazza? Non provarci mai più a lasciarmi tutto solo soletto, le mie narici senza il tuo profumo si sono messe subito all'erta! Stavo venendo a cercarti, solo che non volevo andare in giro mezzo nudo e non riuscivo a trovare la mia vestaglia. Dì la verità! L'hai nascosta di proposito per farmi uno scherzo vero?" aveva alzato il sopracciglio sinistro e inclinato la bocca in quel modo birichino che da sempre la faceva impazzire.

"Non dire sciocchezze! sono andata in cucina a prepararmi del tè, ma non volevo svegliarti, è ancora presto".

"Hai ancora mal di stomaco? Non credi sarebbe opportuno consultare un medico?"

Con lo sguardo malizioso lei si lasciò scivolare la vestaglia di seta dalle spalle; i primi raggi del sole attraversavano l'impalpabile camicia da notte rendendola trasparente sulle gambe, i laccetti a livello del seno erano slegati e mentre lui si perdeva tra il verde scintillante dei suoi occhi e quel rinvigorito decolté, che l'indumento notturno cominciava a faticare a contenere, gli si avvicinò carponi sul letto e cominciò a baciarlo sul lobo dell'orecchio e sul collo sussurrando: "Sto benissimo, stiamo vicini ancora un pochino… è così presto ancora…" Lui non riuscì a non girarsi immediatamente e ad accoglierla in un avvolgente abbraccio che divenne in breve il più intimo possibile.

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La cerimonia fu emozionante per tutti per vari motivi. Terence ebbe un tonfo al cuore quando vide l'adorata figlia fasciata nel vestito da sposa che era stato della sua Candy; Patty non riusciva a trattenere le lacrime, era così legata a quel ragazzo bruno con gli occhiali che tanto incarnava nell'aspetto e nel carattere il suo perduto amore! Fortunatamente per lui la sua sorte era stata più magnanima e si preparava ad un gioioso futuro accanto alla sua compagna. Candy entrò in chiesa radiosa e orgogliosa al braccio del suo Thomas, Rose accompagnò nientemeno che il signor William Albert Andrew; erano presenti la figlia di Iriza Legan con il cugino, l'erede di Neal, fatti della stessa pasta dei genitori.

"Cugino… guarda quell'avanzo di galera! Come è felice, non la sopporto! Tale e quale la sua finta madre".

"Cugina, non essere gelosa! So che avevi messo gli occhi su Cornwell, ma lei è ufficialmente una Granchester, figlia di un duca nientemeno! Attenta, potrebbe richiederti la riverenza! Sfortunatamente per te il nobile rampollo, Thomas, è troppo giovane, mentre io… io… potrei provare ad avvicinarmi alla gattina bionda dagli occhi blu, la duchessina; tra qualche anno potrebbe essere mia, te lo immagini? Mio padre morirebbe d'invidia, lui che dalla madre è riuscito a rimediare al massimo qualche ceffone!" Lewis Legan aveva ereditato tutto il peggio dal padre e la sua interlocutrice non era da meno.

"Beh! A dire il vero io punterei dritta alla vetta! Ha almeno vent'anni più di me, ma è così affascinante! Sono convinta che desterei l'invidia di tutto il genere femminile al suo fianco".

Paris era una giovane donna senza scrupoli e quella sua uscita aveva sorpreso persino il cugino che non era quel che si dice uno stinco di santo.

"Sei veramente una vipera! Capisco che il fatto che abbia la fede al dito non sia un ostacolo per te, ma mi duole ricordarti che non vede altri che la moglie. Credo che tu non abbia la benché minima chance di sedurlo in alcun modo mia cara, come non l'ha avuta la tua dolce mammina".

Archibald sorprese da dietro le due giovani serpi.

"La mela non cade mai troppo lontano dall'albero" aveva pensato.

"Ragazzi, silenzio! Inizia il sermone, potete sognare ad occhi aperti se lo desiderate ma la bocca deve rimanere chiusa…" "Soprattutto se puzza!" aggiunse mangiandosi le parole, ma le orecchie di Annie non erano state ingannate e lo aveva ghiacciato con un'occhiataccia.

"Caro! Ti prego! Non voglio stupidi battibecchi in famiglia oggi! Il mio bambino si sposa e deve essere tutto perfetto.

Candy non riuscì a toccare nulla al buffet ed evitò, senza farsi notare, le bollicine che le erano stare premurosamente servite da festa fu un vero successo, gli sposi aprirono le danze da soli seguiti dai genitori…

"Al solito" ridacchiò Charlotte tra le braccia del suo Alistear.

"A cosa ti riferisci amore mio?" chiese lui.

"Mamma e papà… dai un'occhiata! Quando ballano e si guardano così sembrano essere in un altro mondo e nemmeno si accorgono che hanno addosso gli occhi di tutti. Sono così belli e il loro amore li avvolge di un'aura che non passa inosservata. Sono semplicemente meravigliosi".

"Lo sono, lo sono sempre stati; mamma mi ha raccontato del loro difficile passato, si meritano il meglio. Comunque mia cara io credo che non siamo malaccio neppure noi, lo sai? Ti va di svignarcela qualche minuto in giardino? Voglio baciarti in santa pace come si deve… solo qualche minuto…"

Mentre i novelli sposi approfittavano della confusione nella pista da ballo per uscire di soppiatto, Terence stringeva la moglie e la sentiva sempre più debole; la stava praticamente sorreggendo e lei aveva chiuso gli occhi un istante priva di forze. "Candy! Amore! Che succede?'" le aveva sussurrato all'orecchio.

Lei si era ripresa immediatamente; "Tesoro mio, nulla, nulla! L'emozione… sono solo un po' stanca!"

"Tuttelentiggini, non voglio allarmare gli sposi ma stasera faccio venire il medico! Tu non me la racconti giusta, sei sfinita in questi giorni, non riparto con te in queste condizioni".

"Andiamo! Non sarà forse perché da quando siamo arrivati qui, lontani dall'inferno dell'Europa, mi lasci dormire molto poco la notte tesoro?" cercò di sdrammatizzare lei.

"Che cosa? Io? Ehi! Mi pare che questa mattina una certa duchessa mi abbia svegliato all'alba pretendendo coccole a non finire, senza considerare l'ora in cui mi ha fatto prendere sonno ieri notte con le sue lusinghe".

Finì in una risata, ma Terence era preoccupato davvero e dopo cena arrivò il dottor Stevens.

"Dottore? Qualcuno non sta bene?" i ragazzi all'unisono.

"Calmi, calmi! Candy è molto stanca in questi giorni e ha poco appetito e, anche se farà un sacco di capricci, il medico le darà un'occhiata questa sera, giusto tesoro?" Terry rivolse lo sguardo alla moglie mentre pronunciava le ultime parole.

Stevens seguì la signora nella sua stanza. "Duchessa, di che sintomi soffrite?"

"Dottore, sono un'infermiera e ho anche io la mia esperienza e le assicuro che sto benissimo. Mio marito si preoccupa sempre troppo. E' difficile vivere a Londra in questo periodo e sento molto la mancanza della mia famiglia".

"Capisco ma… mi permettete di visitarvi? O dovrò fare i conti con il duca e non ci tengo!"

"Se le confido una cosa, posso contare sulla sua discrezione anche nei confronti di mio marito?"

"Milady, dipende dalla gravità della vostra confessione… io…"

"Sono incinta! Semplicemente questo! e soffro di nausee mattutine come quasi tutte le donne nelle mie condizioni. Ho temuto che mio marito mi avrebbe impedito di assistere al matrimonio dei ragazzi e non volevo rischiare che lo rimandassero ancora, ragion per cui non glie ne ho ancora parlato, ma lo farò domani stesso. Mi concede di farlo io per cortesia? E' una cosa che abbiamo desiderato per molti anni e non ci aspettavamo più a questo punto della nostra vita e gradirei essere io ad informarlo".

"Se le cose stanno in questi termini, fatemi solo controllare come procede la gravidanza in modo da assicurarmi che voi e il nascituro stiate bene e vi prometto che non aprirò bocca con il duca; ma debbo insistere e raccomandarmi di riguardarvi! Una gravidanza non è una malattia e voi siete sempre stata una donna forte, ma alla vostra età potrebbe essere più difficile e stancante. Mi promettete di prendervi maggiormente cura di voi stessa?"

E mentre giurava più di quanto avesse voluto, Candy si faceva visitare dal medico che le faceva sentire per la prima volta il battito galoppante del cuore del suo bambino. Emozionata salutò il dottore che rincuorò Terence un attimo prima che questi facesse il suo ingresso nella stanza in cui la sua dolce sposa lo stava attendendo.

"Dunque? Sei contento adesso?" lo rimproverò lei.

"Aveva uno strano sorriso in volto, ma mi fido di lui. So che se ci fossero problemi me lo direbbe anche se sono sicuro che tu lo abbia corrotto con le tue arti ammaliatrici", la canzonò lui.

"Se non fossi così stanca ti prenderei a cuscinate… ma magari domani mattina potrei ripensarci; stia all'erta Sua Signoria!"

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AUTHOR CORNER

Hello my friends…

So… you were right! Candy is pregnant! Wonderful! But she didin't speak with Terence in about because she is worried that he convinced her to stay in Chicago and she doesn't want to leave him!

Tomorrow Terry will descover the truth! OMG!

As a responce to some of your reviews: Terry loves Charlotte, Thomas and Rose from the bottom of his heart. The fact is that we saw he with Charlotte the first time in a particular moment, Charlie was dying so he was desperate. You only have to be patient and read… you will know how big is his love for his sons and daughters.

Thank you all

Sonia