CAPITOLO 9 LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

Tre giorni dopo Candy e Terence salutavano dal ponte della nave i ragazzi rimasti a terra assieme ad Archie ed Annie.

Le lacrime furono immancabili…

Le due giovani madri consuocere si erano concesse un lungo abbraccio un po' in disparte durante il quale Candy aveva sussurrato qualcosa ad Annie, qualcosa che aveva fatto sgranare i suoi occhi scuri di felicità mista a sincera preoccupazione. C'era anche una punta di invidia a dire il vero. In effetti Candy, per quanto non si curasse quanto Annie, dimostrava almeno dieci anni in meno dell'amica e per Terry non era diverso, mentre i Cornwell, sebbene in forma e di piacevole aspetto, presentavano tutta la maturità della loro età anagrafica; ma il pizzico di sana invidia era dovuto al modo in cui i duchi si guardavano e si sfioravano di continuo, era evidente ci fosse ancora molta tenerezza e passione tra di loro e la notizia appena ricevuta altro non faceva che confermare tutto questo.

"Mio Dio! Alla tua età! Ma tuo marito permette che tu rimanga con lui in Europa?!"

"Annie, ti prego! Parla piano! Non ho detto ancora nulla a Terry per ovvi motivi! E poi… non c'è nulla di scandaloso nel portare in grembo un figlio concepito con il proprio devoto marito, mia cara. Parlerò a Terence appena la nave sarà salpata, tu puoi avvisare i ragazzi questa sera. Dì loro di stare tranquilli, sono un'infermiera e so come comportarmi, inoltre sto benissimo".

"Candy ti prego, riguardati! solo questo!" le disse infine l'amica mentre la baciava sulla guancia e la lasciava allontanarsi tenendole le mani.

Dopo circa un'ora di navigazione la signora Granchester cominciò a lamentare il solito mal di stomaco e si decise a parlare finalmente con il marito. Era seduta sul letto in una di ciò che era rimasto delle cabine di prima classe e teneva le mani sul suo grembo.

"Terry, amore… siediti accanto a me, ho bisogno di confessarti una cosa importante che non posso e non voglio più tacerti".

Una specie di doccia gelata fece irrigidire la schiena di Terence; sospettava che la moglie non gli avesse detto tutta la verità circa la sua salute, ma il medico era riuscito a quietare le sue ansie e adesso… La giovane donna vide le iridi blu del marito scurirsi e la sua fronte corrucciarsi.

"Siediti accanto a me, non ti preoccupare, non sto male! So che hai tutti i motivi per arrabbiarti ora, ma capirai bene perché non ti ho parlato prima della cosa… Terry… sono incinta!".

Aveva talmente timore di ricevere una brutta notizia che la prima reazione di lui fu quella di abbracciarla forte e toccare il suo ventre mentre uno dei suoi sorrisi più belli gli illuminava il viso…

"Lentiggini… sei… sei sicura?"

"Sei contento tesoro mio? Non è meraviglioso? Avremo un altro bambino… nostro… nostro, nato dal nostro amore, non è fantastico?"

"Oh! Si che lo è! Sarò di nuovo padre, non riesco a crederci! Quanto sono stato stupido! Il tuo seno, le nausee, il caffè… ma come ho fatto a non pensarci? Forse perché ho sempre creduto che solo un miracolo potesse renderci di nuovo genitori e la nostra famiglia è già così meravigliosa che sarebbe stata una bestemmia chiedere altra felicità a Dio.

Ma non credere che non sia arrabbiato! Tu! Tu non puoi stare a Londra nelle tue condizioni! Tu me lo hai nascosto perché sapevi che ti avrei costretta a rimanere a Chicago con i ragazzi… e non ti sei comportata bene, per niente". Scattò in piedi con decisione senza distogliere lo sguardo dalle iridi verdi di lei e continuò: "Vado a parlare con il Capitano! Sai che non mi piace usare la mia posizione sociale in questo modo, ma siamo appena partiti… pagherò per il disguido ma ho tutta l'intenzione di far tornare indietro questa nave, tu rimarrai in America". Il tono di Terence era perentorio e i suoi occhi mostravano una luce ferma che fece tremare Candy.

La giovane donna scoppiò in lacrime. "Non puoi farlo, questa nave trasporta soldati, non villeggianti! Ti prego, ti prometto che cercherò di riguardarmi, farò tutto ciò che mi chiedi, ma non lasciarmi sola! Io ti voglio al mio fianco, ho bisogno di te Terence, ho promesso a me stessa che nulla ci avrebbe più diviso e non sarà una stupida guerra insensata a farlo. Non posso passare i miei giorni sapendoti lontano, senza guardarti negli occhi, senza la certezza che tu stia bene, senza i tuoi sorrisi, senza le tue carezze… soprattutto adesso. Ho bisogno che tu parli al nostro bambino, che tu coccoli la mia pancia mentre cresce, come hai fatto le altre volte… io… morirò di nostalgia senza di te, non voglio nemmeno pensarci".

"Candy, ti prego! Non voglio vederti soffrire così. Sii ragionevole, lo faccio per la salute tua e del bambino! Non voglio perdere un altro figlio, lo voglio cullare, voglio asciugargli le lacrime quando si sbuccerà le ginocchia, voglio cantare mille dolci ninne nanne per lui, capisci amore mio? Sai che anche io ho bisogno di te, ma in questa situazione io… è mio dovere…"

Al suono di quell'ultima parola entrambi tremarono e un acuto dolore si impadronì dei loro cuori, era stato per dovere che si erano separati su quelle maledette scale a New York e avevano patito le pene dell'infermo entrambi prima di comprendere quanto grosso fosse stato quell'errore.

"Oh! Ti scongiuro! Non parlami di dovere, non quando c'è di mezzo la nostra vita privata!

Terry, la situazione a Londra è migliorata, lo hai detto anche tu. Gli aerei nemici hanno smesso di assediare la città. Potremmo trasferirci nel nostro cottage in periferia, lontano dagli obiettivi militari più strategici, se questo ti fa stare più tranquillo, che ne dici? Abbiamo la linea telefonica e puoi andare in centro ogni volta che ne avrai bisogno… il nostro bambino ha bisogno già adesso delle tue ninne nanne e io non avrò una gravidanza serena senza di te. Credimi, per il nostro bimbo è molto più pericoloso che io rimanga in America".

Le lacrime non smettevano di rotolare giù per le sue guance…

Aveva provato mille volte ad immaginarsi in quella situazione; lei a Chicago ad aspettare in ansia le lettere di lui da Londra; lo scambio epistolare era reso quasi impossibile dalla situazione militare, era molto difficile anche viaggiare. Molte navi di linea erano state requisite dal governo britannico e trasformate in incrociatori ausiliari o navi per il trasporto truppe. Era già stato un mezzo miracolo riuscire ad arrivare in America per il matrimonio dei ragazzi, ed era stato possibile solo grazie all'influenza di Terence. Il transatlantico con cui erano arrivati era al suo ultimo viaggio civile ed era strapieno, molti cittadini britannici e francesi avevano spedito parenti a figli oltreoceano vista la situazione; l'imbarcazione di ritorno trasportava truppe americane in Europa, i duchi erano stati eccezionalmente accettati a bordo. In buona sostanza avrebbe guardato crescere il suo pancione senza poter avere notizie del marito e senza la possibilità di poter rientrare a Londra se il caso lo avesse reso necessario. I suoi nervi non avrebbero retto ad una tale situazione.

Terence la strinse forte al petto. "Non piangere più amore, sicuramente nemmeno questo fa bene al piccolo. Faremo come hai detto, almeno ci proveremo. Ma tu lascerai immediatamente il tuo lavoro all'ospedale da campo che hai organizzato nei tunnel della metropolitana, intesi? Mi sembra che ti fossi circondata da ragazze in gamba che possono mandare avanti il tutto anche senza di te. Il grosso lo hai fatto facendo nascere quella struttura dal nulla, ma ora devi pensare solo alla tua salute. Siamo d'accordo? O così o non se ne fa niente!"

Il tono della sua voce era ancora deciso ma molto più dolce, e aveva tutte le ragioni per pretendere dalla moglie almeno quello che aveva appena finito di chiedere.

"Io lo voglio con tutto me stesso questo figlio, capisci? E avrà una mamma in forze che lo allatterà e lo cullerà come si deve, con il mio immancabile aiuto ovviamente; perché non ho intenzione di lasciarti sola un attimo, amore mio". "Dio mio aiutami! Fa che stiano bene entrambi e che non mi debba pentire di questa cosa!"

Candy si era calmata, il battito del suo cuore era tornato regolare, aveva davvero temuto di doversi allontanare da lui e non lo avrebbe sopportato. Avevano passato insieme molti anni, quella dolorosa separazione che avevano vissuto da giovani era tanto lontana, ma aveva lasciato una cicatrice indelebile nel cuore di entrambi, il solo pensiero le faceva crollare il mondo addosso.

"Sì, amore sì! Faremo come dici tu! Ti amo tanto…"

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A cena nel lussuoso albergo newyorchese dove avevano deciso di fermarsi per la notte, Annie aveva dato la notizia al marito e ai ragazzi; al solito aveva dovuto chiudere sul nascere la bocca ad Archie che se ne era uscito con un preoccupato: "Granchester! E' sempre stato un irresponsabile, come ha potuto metterla in questa situazione e riportarla nell'occhio del ciclone… io…"

Il giovane Thomas era già sul piede di guerra, mentre Charlotte si era stretta al suo Alistear.

"Archie! Datti una calmata! Certe situazioni, come le chiami tu, si realizzano in due e Terence probabilmente sta venendo a conoscenza proprio ora di questa novità. Candy glie lo ha nascosto appunto perché temeva non l'avrebbe riportata con sé. L'irresponsabile, sempre ce ne sia uno in questa faccenda, è tua cugina casomai!" lo riperse duramente Annie.

"Mamma non si allontanerebbe da papà per tutto l'oro del mondo! E lui la ama sopra ogni cosa, sapranno prendersi cura l'uno dell'altra come sempre…

Che mamma sia di nuovo incinta alla sua età dimostra solo quanto sia forte e saldo il loro rapporto, io sono giovane ma non conosco nessuna coppia affiatata quanto loro" la bella Rose aveva strizzato l'occhio al fratello e contemporaneamente dato una stoccata allo zio che, per quanto sempre caro ed affettuoso, non avrebbe dovuto permettersi di accusare il suo adorato padre in quel modo.

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Nonostante le promesse fatte al marito, Candy non era tipo da rimanere con le mani in mano quindi riprese a lavorare al suo solito modo, approfittando delle ore in cui Terence non era in casa; il duca continuava nella sua attività a fianco del primo ministro che ne aveva ormai fatto il suo consigliere di fiducia, soprattutto per le questioni non strettamente legate alle strategie militari.

Erano infatti in corso importanti attività di negoziato tra gli Stati Uniti e il Regno Unito circa la vendita, affitto e prestito di armamenti e materie prime ai britannici, nonché relative ai principi cardini sull'espansione territoriale e il futuro ordine mondiale. Terence sapeva perfettamente che la moglie non si stava risparmiando, ma effettivamente, passate le nausee dei primi mesi, aveva ripreso forza e peso e la tregua che l'aviazione tedesca stava concedendo ai cieli britannici faceva il resto nel far proseguire per il verso giusto la gravidanza.

Nel mese di agosto il presidente degli Stati Uniti d'America Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill, che non si erano mai conosciuti personalmente prima, decisero di incontrarsi per dare carattere formale alla special relationship che li legava.

L'evento si svolse il 14 agosto del 1941 a bordo della nave da guerra HMS Prince of Wales al largo di Terranova. "Mi farebbe molto piacere che tu fossi al mio fianco in questa occasione", aveva chiesto Churchill al duca di Granchester che aveva però prontamente declinato l'invito.

"Amico, sai che sono disposto a lavorare giorno e notte per darti una mano, ma non me la sento proprio di lasciare Candy da sola anche se solo per qualche giorno. E' incinta e non la smette di lavorare, inoltre se il nemico si risvegliasse finché sono lontano o le succedesse qualcosa… non riuscirei mai a perdonarmelo. Cerca di capirmi".

"Non ti preoccupare, so perfettamente che non te ne frega un fico secco, ma era solo per darti la visibilità che meriti in questa operazione, ormai è tutto già stabilito".

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I mesi passavano ed il ventre di Candy cresceva ormai a vista d'occhio, l'autunno era arrivato e non c'era momento più piacevole che ritrovarsi la sera a scaldarsi a suon di coccole davanti al camino. Nonostante il pancione cominciasse ad essere ingombrante, Candy dormiva perennemente abbracciata al suo sposo, la testa sul petto e il ventre turgido e rotondo contro l'addome di lui.

La mattina Terry era il primo a svegliarsi e si occupava della colazione, in realtà il primissimo a farsi sentire era il bimbo che calciava il suo papà per ricordargli che aveva bisogno di nutrirsi.

"Piccolo… sei un orologio svizzero quando si tratta di mangiare, su questo hai sicuramente preso da tua madre!" si lamentava simpaticamente lui, fingendo di venire letteralmente cacciato a suon di calci dal letto.

"Smettila di lamentarti sempre e torna subito qui a darmi un bacio prima di andare in cucina" gli ripeteva lei, e Terry si rintanava nuovamente sotto le coperte a coccolare la moglie finché il bimbo non faceva sentire di nuovo le sue ragioni.

Arrivò velocissimamente il mese di novembre, la temperatura era calata sensibilmente nelle ultime settimane e la neve aveva cominciato ad imbiancare le strade della città; si respirava un'irreale sensazione di pace. Mancavano circa tre settimane alla nascita del bambino, ma Candy non era affatto tranquilla; la notte precedente aveva avuto qualche avvisaglia di dolore che si era placata verso mattina, ma non aveva voluto svegliare Terry.

Nel pomeriggio il duca aveva il solito incontro alla camera ma, quasi avesse qualche presentimento, sembrava cercasse ogni scusa buona per non uscire di casa. "Vai, o farai tardi! Ti preparo qualcosa di buono per cena! Io non mi muovo di qui, te lo prometto!" gli aveva sussurrato Candy tra i baci.

Dopo due ore, mentre era intenta a cucinare una golosissima torta di mele, sentì vibrare pericolosamente i vetri della credenza e contemporaneamente udì un boato terribile. Le gambe cominciarono a tremare, mentre udiva le grida disperate della gente sulle strade e il fischio tagliente degli aerei da guerra nemici che graffiavano il cielo. Era buio oramai e lei aveva una paura folle che qualcosa di terribile fosse accaduto a Terence, dalla finestra poteva intravedere agghiaccianti colonne di fumo stagliarsi verso l'alto; Terry doveva trovarsi proprio in mezzo a quell'inferno considerando il punto da cui si innalzavano.

Indossò un paio di scarpe comode e il mantello e senza pensare alle fitte al ventre uscì di corsa a cercare il marito. Sembrava un'anima in pena mentre correva tra la gente spaventata cercando traccia del suo sposo; rimase pietrificata davanti alle immagini dei pompieri che lavoravano per spegnere il fuoco nella sede del parlamento, qualcuno ancora stava uscendo tossendo dalla struttura.

Istintivamente si diresse verso l'ingresso, ma un vigile del fuoco la intercettò. "Signora, è impazzita? Dove crede di andare? Stiamo facendo del nostro meglio per far uscire tutti, non ci serve qualche matto che voglia aggiungersi a quel rogo".

"Mio… mio marito… potrebbe essere ancora là dentro, non lo vedo da nessuna parte qua in giro!" le mani al ventre a proteggere il bimbo.

Solo in quel momento il pompiere, sollecitato dalla smorfia di dolore del viso di Candy, notò il gonfiore dell'addome:

"Mio Dio! Ma lei è…. si allontani subito di qui, non le fa bene respirare questo fumo, chi è suo marito?"

"Il duca… il duca di Granchester!" rispose lei cercando di sopportare al meglio il dolore che sentiva.

"Guardi laggiù!" le indicò un uomo alto e bruno che dava indicazioni ad un gruppo di vigili del fuoco, probabilmente sull'ala dell'edificio dove poteva ancora esserci qualcuno da trarre in salvo.

Era lui! Si sentì rinascere nel cuore mentre l'ennesima fitta questa volta la piegava costringendola ad inginocchiarsi a terra.

Terence corse immediatamente da lei, doveva essergli caduto qualcosa in testa perché un rigolo di sangue gli scendeva lungo la tempia e la guancia."Candy! Dannazione, che ci fai qui? Sei venuta a piedi con tutto questo trambusto e con questo tempo?" le raffiche di vento si stavano intensificando e la neve ora cadeva abbondante.

"Sua Signoria, porti in salvo sua moglie, qui ci pensiamo noi!" gli disse il pompiere che per primo aveva soccorso la duchessa.

"Terry, avevo paura per te e… il bambino…. sta per arrivare!"

"Sei sicura? E'… è troppo presto!"

"Evidentemente sta decidendo diversamente…"

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AUTHOR CORNER

The baby is coming! OMG! and now?

Thank you all

Sonia