CAPITOLO 11 FAITH

Di buon'ora Terence si alzò facendo attenzione a non svegliare nessuno dei suoi tesori, Candy aprì gli occhi quando sentì l'odore agrumato del tè. Era passato così tanto tempo da quando aveva tenuto un bimbo tanto piccolo tra le braccia, tante sensazioni vecchie e nuove la stavano travolgendo; quell'esserino dipendeva completamente da lei e si sentì in colpa per averlo in qualche modo costretto a nascere nelle terribili circostanze in cui era venuto al mondo, ma nello stesso tempo non riusciva a non essere grata per tutto ciò che di nuovo e profondo aveva condiviso con il suo amatissimo sposo… e pensare che c'era stato un tempo in cui aveva dubitato del suo amore!

"Amore ti sei già alzato?"

"Certo e ho anche cambiato il piccolo che dorme ancora come un angioletto, approfittane anche tu. Io devo andare a controllare come è la situazione là fuori; tornerò in un paio d'ore con il medico. Qui sei al sicuro e hai tutto ciò che ti serve. Promettimi che non uscirai per nessun motivo, ti do la mia parola che sarò di ritorno puntuale. Ti prego! Hai partorito ieri e non è stata una passeggiata, pensa solo a Richard adesso, io so badare a me stesso, ok?" Il bimbo emise un paio di vagiti quasi a voler appoggiare il padre circa ciò che aveva appena finito di dire, due colpetti della mamma al culetto ed era ricaduto nel mondo dei sogni.

Terry riuscì a strapparle quella promessa tra baci e lacrime. Candy era molto scossa, aveva rischiato di perdere il bambino, aveva partorito sotto la neve e i rumori terribili dei bombardamenti; era riuscita poi a rilassarsi tra le braccia del marito stringendo al petto il suo tenero neonato, aveva dimenticato tutto e ora questo assaggio della realtà uscito dalle labbra di lui l'aveva fatta tremare di nuovo. Avrebbe voluto fermare il tempo e rimanere aggrappata al suo compagno, solo questo.

"Sei la persona più coraggiosa che io conosca, stiamo tutti bene e questa è la cosa più importante, ok? Pensa solo a questo e che da qualche ora abbiamo un motivo in più per essere felici. Io ti amo, ti amo da impazzire e sarò da te in me che non si dica, d'accordo?" le ripeté lui tra un bacio e l'altro.

"Ti amo tanto anche io… non sono così coraggiosa sai? Se non ci fossi tu accanto a me, non so neppure se sarei in grado di respirare stamattina…"

"Ma io sono qui e non ti lascio per nessun motivo al mondo!"

Terry, il suo Terry… era riuscito a darle la forza di cui aveva bisogno ancora una volta, e lei a lui; si alimentavano a vicenda con una sintonia talmente sublime da sembrare innaturale in un momento in cui gli uomini si ammazzavano l'un l'altro in nome del potere e di ideali assurdi. Loro non avevano bisogno di nulla se non del loro amore.

Un paio d'ore più tardi l'indomito duca tornò con il medico e la sua giovanissima e improvvisata aiutante, una ragazzina minuta dai lunghi capelli ramati che a fatica aveva costretto in un pratico chignon. Candy sorrise al vederla, mentre lei si prodigava in un inchino.

"Sei giovanissima, hai il mio stesso problema con i capelli, vero? Sono talmente tanti e ricci che non stanno mai in ordine… ti insegno qualche trucco se vuoi". Le disse Candy sorridendole amabilmente. Aveva gli occhi grandi e impauriti di un bel tono di grigio e i lineamenti del viso erano molto delicati, le mani erano arrossate e piene di piccoli tagli… era abituata a lavorare duro quella giovane. Prese in braccio il piccolo Richard con grande dolcezza, mentre il medico controllava Candy dietro la tenda.

"Chi è quella ragazza? E' una sua parente?" chiese la neomamma al dottore; al solito non riusciva ad evitare di preoccuparsi per chi le sembrava aver bisogno di una mano, e molto di rado si sbagliava.

"Milady! E' orfana e ha perso il lavoro di cameriera che aveva presso i Jones, non sa come tirare avanti e si ostina ad aiutarmi in cambio di un posto dove dormire nel mio ambulatorio. Non posso pagarla ma nemmeno lasciarla sulla strada, è una brava ragazza. Il duca mi ha raccontato in quali condizioni avete partorito e ho pensato che forse vi avrebbe fatto comodo una mano, visto che sono al corrente del fatto che abbiate rimandato dai propri cari tutti i vostri inservienti".

Candy corrucciò il viso, Jones… la famiglia Jones non era mai piaciuta ai duchi per vari motivi; il dottore continuò: "La signora Jones si è ritirata in campagna con i figli e parte della servitù, il signore invece è rimasto in città. La madre di Faith ha lavorato per molti anni per lui ed è morta qualche mese fa, pregandolo di mantenere la figlia a servizio".

"Faith?" un lampo attraversò le iridi smeraldine di Candy, "E lui invece l'ha lasciata sulla strada! che gran…" si sforzò di mantenere la calma "e cosa dovrebbe fare una ragazzina così giovane sola al mondo? Avrà l'età dei miei gemelli, dovrebbe andare a scuola… invece…"

Le ricordava tanto se stessa, non riusciva a non preoccuparsi per lei e, quando le si avvicinò per porgerle il piccolo che cominciava a reclamare il suo pasto, le disse: "Mio marito ed io abbiamo dato libertà al personale che lavorava per noi di tornare al proprio paese natale vista la situazione qui in centro, ma mi farebbe comodo qualcuno che mi aiutasse con Richard adesso, ti andrebbe di darmi una mano in casa?"

La ragazza la guardava con gli occhi sgranati…

"Mi… milady… io… signora duchessa… io…"

Terence aveva intuito le intenzioni di Candy, non sarebbe mai cambiata, le diede un bacio sulla fronte e le disse: "Tesoro, accompagno il dottore e sbrigo un altro paio di cose. Una volta finito ti preparo un bel bagno caldo; quando è tutto pronto vengo a prenderti, ti lascio in buona compagnia mi pare, giusto?"

"Ti amo…" sussurrò lei con sguardo adorante, cosa altro poteva dire a quell'uomo meraviglioso, che riusciva a soddisfare ogni suo desiderio prima ancora che avesse il tempo di esprimerlo?

Quando le due donne furono rimaste sole…

"Allora Faith, ti interessa la mia proposta? Devi solo aiutarmi a cucinare e a tenere in ordine l'ala della casa che utilizziamo. Avrai vitto, alloggio e un congruo stipendio, nonché l'accesso alla ricchissima biblioteca di mio suocero. Sei molto giovane e devi anche studiare!"

"Signora… voi vi occupate da sola della casa?" la ragazza aveva gli occhi fuori dalle orbite! Quando mai aveva visto alzare una sola pagliuzza alla padrona della casa presso cui aveva lavorato sin da quando aveva aperto gli occhi sul mondo o ad una delle sue adorabili figliole?

"Beh! Non sono nata duchessa, sai? Sono cresciuta in un orfanotrofio e mi sono sempre data un bel daffare, mio marito non è da meno; siamo aristocratici molto anomali…" Candy cercava di farla sentire a proprio agio.

"Sì Thomas me lo ha det… cioè… il signorino Thomas mi aveva accennato… ecco…. perdonatemi!" era così imbarazzata, aveva paura di aver fatto una grossa gaffe.

"Tu, conosci mio figlio?" Candy finse di essere sorpresa.

"Sì… ecco no… io…" Faith aveva le guance in fiamme e Candy non volle continuare quella tortura; non era nata ieri e aveva capito che Thomas aveva lasciato a Londra una persona che, seppur conosciuta da poco, l'aveva colpito. Da quello che aveva carpito tra le confidenze dei gemelli arrivate casualmente alle sue ore orecchie, aveva pure intuito che la ragazza in questione non fosse nobile né ricca e ora l'aveva finalmente davanti agli occhi, ma non volle infierire… in fondo non era giusto! Non era forse accaduto in modo molto simile tra lei e Terence a suo tempo? Di certo non avrebbe mai imposto al figlio di non frequentare una ragazza perché di umili origini, e Terry era del suo stesso avviso… quindi non c'era davvero nessun problema!

"Tranquilla, siete giovani della stessa età e non c'è nulla di male. Dimmi piuttosto! Perché il signor Jones ti ha licenziata?"

"In realtà… sono io che me ne sono andata via…" quella luce negli occhi aveva messo in allerta il suo protettivo istinto materno.

"Tesoro, puoi fidarti di me! Se hai qualche cosa che ti spaventa e ti impedisce di accettare la mia proposta…" continuò Candy mentre porgeva al suo cucciolo l'altro seno.

"Ecco… io… Mia madre ha lavorato dai Jones fin da ragazzina, io sono cresciuta nelle cucine del loro palazzo. Ho sempre aiutato la mamma cercando di non far pesare la mia presenza, la signora mi ha sempre guardata con occhi pieni di astio, anche se non ho mai capito bene il perché. L'ho sentita più di una volta rinfacciare a mia madre il fatto di averle concesso di tenermi in casa a sbaffo. Secondo lei mia madre lavorava per uno e mangiava per due!" due grosse lacrime le rigarono il volto, "Ha sempre sgobbato tanto la mia mamma, e diviso con me il suo pasto. Quando sono stata abbastanza grande ho cominciato ad aiutare le varie famiglie a servire durante i ricevimenti; volevo guadagnare qualcosa per aiutarla di più, ma circa tre mesi fa se n'è andata e sono rimasta sola. Ha raccomandato al signore di non lasciarmi sulla strada, l'ho sentito litigare per questo con la moglie… e in tutta onestà mi sfugge il motivo di tutto ciò. Ero convinta che mi avrebbero cacciata via, avevo già impacchettato le mie cose, invece inspiegabilmente mi hanno tenuta tra la servitù. Da quel momento ho cominciato a coprire tutte le mansioni della mamma ma, da quando la signora ha lasciato l'abitazione, il padrone… lui… ha iniziato a guardarmi in maniera diversa e ad avere certe attenzioni nei miei riguardi e io non…. non voglio…" gli occhioni limpidi erano di nuovo pieni di lacrime.

"Meno male che Terry non è qui in questo momento a sentire questo scempio, l'ha molestata quel gran figlio di… Dio mio perdonami!" pensò, mentre ricordava l'occasione in cui molti anni prima, giunti da pochissimo dall'America, con il suo fare disgustoso Timothy Jones aveva cercato di approcciare anche lei durante un ricevimento di beneficienza cui Terence aveva dovuto lasciarla arrivare da sola, prima di raggiungerla con non più di mezz'ora di ritardo.

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"Il duca è un uomo sempre molto impegnato vero? Dovrebbe prestare più attenzione ad una moglie bella come voi!" quel signorotto l'aveva vista da sola e non aveva perso tempo, nonostante fosse presente la coniuge intenta a malignare con le altre pettegole dell'alta società.

"Oh per Dio Signor Jones! Mio marito mi ricopre di ogni genere di attenzioni, le assicuro che è il tipo d'uomo che ogni donna vorrebbe al suo fianco in tutti i sensi! Mi stravizia e io non riesco a fare a meno di lui". "Che uomo orribile! Ma come si permette!" aveva pensato mentre lo rimetteva al suo posto. "Piuttosto voi! Dovreste fare più compagnia alla vostra consorte, è chiaramente già entrata nel terzo trimestre di gravidanza e vedo fa fatica a muoversi sui tacchi alti. Sapete! Non si vede ancora, ma anche io e il mio Terry siamo in dolce attesa… eccolo che arriva finalmente.

Amore mio!" Candy aveva infine rivolto la parola al suo sposo meraviglioso che a grandi falcate le si avvicinava repentinamente.

Terence era arrivato in quel momento e Candice ne aveva approfittato subito per andargli incontro salutandolo con un lungo ed intimo bacio che era sembrato scandaloso ai più, dato il trasporto con cui lo avevano condiviso in pubblico.

"Tuttelentiggini! Non che mi lamenti di nulla ma… hai voglia di dare spettacolo stasera? Pensavo non volessi dare nell'occhio!" l'aveva ripresa divertito lui.

"Invece ho deciso di far arrossire queste vecchie cariatidi! Sei diventato timido tutto in un colpo?"

Come avevano riso di gusto poi!

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"Non c'è bisogno che tu mi dica altro, purtroppo mio marito ed io conosciamo bene quella canaglia! Il signor Granchester è di tutt'altra pasta, non ti devi preoccupare di certe cose in casa mia!"

"Oh Milady! No! Non fraintendetemi, non ho mai avuto questo dubbio! Come vi ho detto ho lavorato nelle cucine per molti ricevimenti e vi assicuro che tutta la servitù di Londra sa che il duca vostro marito non ha occhi che per voi. Siete una coppia molto ammirata e invidiata e poi… tanto lo ha capito… conosco vostro figlio e lui mi ha parlato di voi. Il signor Jones mi ha assicurato che nessuno mi avrebbe assunta e ha minacciato che mi avrebbe accusata di furto se avessi osato dire qualcosa relativamente a quello che ha cercato di fare… voi siete una brava persona e io non voglio mettervi nei guai".

"Tesoro, in casa Granchester non valgono di certo le regole dei Jones e ti assicuro che farò lo sforzo di non parlare di questa disgustosa storia con il mio Terry perché non voglio che si sporchi le mani prendendo per il collo il tuo vecchio padrone, anche se lo meriterebbe. Lui non può nulla contro di noi. Fidati! Non ti devi davvero preoccupare!"

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In quel momento Candy ricordò la conversazione che aveva avuto con il suo Thomas il giorno prima di ripartire per Londra…

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"Tesoro! Sei molto strano! C'è qualcosa in particolare che ti preoccupa?"

"Mamma… io… c'è una persona a Londra con cui sono in contatto, con questa maledetta guerra è difficile… ho scritto molte lettere ma me ne sono tornate pochissime in risposta e… " "Il mio piccolo uomo sta crescendo" aveva pensato. "Si tratta di una ragazza? Hai bisogno del mio aiuto? Vuoi che la contatti in qualche modo? Fidati di tua madre, coraggio!"

"Lei… si chiama Faith e vive dai Jones!" riuscì ad ammettere non senza imbarazzo Thomas.

"Vuoi dire che fa parte di quella famiglia?" "Signore, spero che sia di pasta diversa rispetto agli altri!" Candy non aveva osato esternare quell'ultimo pensiero al figlio…

"No… ecco…. lei lavora presso di loro, è figlia di una delle cameriere. E' una brava ragazza mamma! Io…" il giovane al suo primo batticuore avrebbe voluto tenere per sé quella tenera amicizia, ma era talmente in pena per quella dolce fanciulla che aveva dovuto giocare la sua ultima carta.

"Thomas! Stai tranquillo! Pensavo che tuo padre ed io vi avessimo dato ottimi esempi, che razza di genitore pensi che io sia? Non hai bisogno di dirmi altro, la cercherò appena sarò tornata a Londra e mi sincererò che stia bene, non ti preoccupare e fidati di più di tua madre!

E così aveva fatto, ma Faith sembrava scomparsa nel nulla…

Ora finalmente poteva scrivere al suo bambino e rassicurarlo, o almeno avrebbe tentato di farlo.

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"Se le cose stanno così… accetto volentieri la sua proposta milady. Sono abituata a lavorare molto, lei ha appena partorito e non le farò toccare foglia!" Faith alla fine si era arresa e aveva accettato quella insperata proposta di lavoro, in fondo ne aveva bisogno come l'aria.

Candy sorrise, quella fanciulla era così dolce e le piaceva molto. Terence aveva intenzione di scrivere ad Albert e ai ragazzi del bambino; non gli piaceva farlo ma per l'occasione avrebbe fatto partire la missiva tra la posta prioritaria da inviare all'ambasciata inglese in America, in questo modo sarebbe arrivata di sicuro a destinazione. Non lo aveva mai fatto prima, ma quella era davvero un'occasione particolare. Aveva lasciato istruzioni ad Albert perché facesse lo stesso se fosse accaduto qualcosa di grave e avesse necessità di contattare lui o la moglie. Avrebbe inserito nella busta un bigliettino personale per ognuno dei ragazzi, così da informare privatamente Thomas che la sua Faith ora viveva sicura a casa loro.

Nel frattempo tornò Terence.

"Tesoro, è tutto pronto!

Faith! se ti occupi di Richard io mi dedico a mia moglie", disse prendendo in braccio la sua Candy.

La portò nella sala da bagno principale, aveva riempito la vasca di acqua calda e preparato oli essenziali per massaggiare la sua donna.

"Sua signoria, posso prendermi cura io della signora", la giovane cameriera si rese subito disponibile.

"Per niente al mondo mia cara! Mi occupo io di mia moglie, è la cosa che mi piace fare di più e non ci voglio rinunciare proprio oggi!"

La ragazza fece un inchino compiaciuta; era proprio vero che il duca amava da morire la sua sposa, era così evidente! Non riuscì a non fare un piccolo volo con la fantasia, magari un giorno anche il suo Thomas l'avrebbe trattata allo stesso modo… il solo pensiero le fece infiammare le guance e battere forte il cuore. "Faith! Stai al tuo posto, Thomas… non puoi nemmeno guardarlo! Lui è sempre stato tanto gentile, ma non è alla tua portata, lo sai". Come le mancavano le sue lettere! Lei glie ne aveva spedite tante, ma ne erano tornate indietro così poche e le conservava come il suo tesoro più grande. "Allora mi dedico al pranzo con il vostro permesso" disse infine tornado alla realtà.

"Ti accordo il permesso se prometti di non inchinarti più perché non ce n'è assolutamente bisogno", la riprese bonariamente Terence.

Dopo aver fatto un bagno lunghissimo e rilassante aiutata da Terry, Candy mostrò a Faith la sua stanza e le organizzò un guardaroba rubacchiando qualcosa dal fornitissimo armadio di Rose.

Le mostrò la casa e le indicò quali sarebbero stati i suoi compiti da quel momento, le fece visitare la biblioteca e le suggerì di passarvi le ore del giorno che le aveva lasciato libere per studiare.

"Mio marito ti può consigliare meglio di me sulle letture…" aggiunse.

La ragazza era al settimo cielo! Aveva una casa vera adesso, i suoi padroni erano meravigliosi e… il suo Thomas… non riusciva a non pensare a lui.

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AUTHOR CORNER

Did you think that I forgot Faith, the young Thomas's love? Oh! no!

Poor girl… now she is safe!