CAPITOLO 18 CRACOVIA (terza parte)
Il legame tra Kurt Huber e Tadeusz Pankiewicz diveniva ogni giorno più forte.
"Ti faccio vedere una cosa se passi da me stasera sulle 22.00"
Il farmacista condusse l'amico nel seminterrato del suo negozio e, attraverso una botola che dava accesso alle fognature della città, in un vano asciutto in cui gruppi di ragazzini di diversa età erano seduti per terra intenti ad ascoltare un vecchio signore; in un angolo più appartato i più piccoli si esercitavano a imprimere sul terreno come potevano alcune lettere sotto la guida di una signora.
"Tad, che cosa fate qui?" chiese Kurt.
"E' una scuola! Sai che i nostri figli sono esclusi dalla scolarizzazione e noi cerchiamo di arrangiarci in qualche modo. Ogni tanto riesco a procurare qualche quaderno e qualche penna.
Ti andrebbe di dare una mano? Sei un tipo molto istruito!"
"Purtroppo però non parlo polacco, ma potrei riuscire a rimediare carta e inchiostro… questo credo di riuscire a farlo!".
"Ero sicuro di potermi fidare di te! Mi raccomando però, se ci scoprono non vediamo più la luce del sole, nessuno di noi!"
Lottavano tutti contro la morte ogni giorno, ma la speranza non li aveva ancora abbandonati, soprattutto quella per un futuro per i più giovani.
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Betty, la figlia poco più che vent'enne del farmacista, cucinava volentieri per il padre e quello strano tedesco dal fascino irresistibile e, nonostante la differenza d'età ben maggiore di quella ufficiale, cominciò a sentirsi irresistibilmente attratta da lui. La ragazza gli riassettava casa mentre era al lavoro e lo accudì nei tre giorni in cui era stato atterrato da una brutta influenza; l'inverno era arrivato e la neve cadeva abbondante.
Kurt la guardava con dolcezza e riconoscenza, aveva un paio d'anni più della figlia maggiore, quella del vero lui s'intende. Quando si fu ripreso per bene la giovane gli preparò un lauto pasto e riempì la vasca di acqua fumante e sali da bagno che si era procurata nella farmacia del padre.
Il britannico si stava rilassando ad occhi chiusi, era semiaddormentato e sognava in quel dolce tepore le carezze della moglie, era tanto tempo che non riusciva a concedersi quel lusso… sentiva la sua risata cristallina, la morbidezza delle sue labbra, il profumo della sua pelle e dei suoi capelli e non si era accorto che due mani femminili l'avevano davvero cominciato ad accarezzare sulle spalle.
Betty, la giovane Betty era perdutamente innamorata di lui; sapeva che era sposato ma aveva respirato il profumo della morte proprio negli anni in cui avrebbe dovuto scoprire l'amore, e quella maledetta guerra aveva il potere di mettere in discussione qualsiasi sacramento; lei aveva bisogno di un sogno.
Cominciò a baciarlo sul collo a fior di pelle e a scendere con le mani sul suo petto e sul suo addome… Il fiato di lui si faceva sempre più corto mentre, vinto dal suo dormiveglia e senza neppure accorgersene, guidava sul suo corpo le palme della ragazza…
"Candy… amore…" gli sentì sussurrare Betty prima di vederlo sbarrare gli occhi, quasi si fosse svegliato di colpo da un incubo, e scattare come una molla ad allontanare quelle carezze che aveva per un attimo sognato fossero di un'altra donna. "Dio santo, ero mezzo addormentato e per un attimo ho immaginato che… Betty! No!" continuò poi! "Io no! Sono sposato… io ti sono affezionato, ma non posso darti nulla di ciò che cerchi", lei era corsa via in lacrime e lo aveva poi evitato per lunghi giorni.
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La notte del 31 dicembre 1944 Kurt e Tadeusz sorseggiavano una tazza di caffè caldo mentre contavano i minuti che li separavano da un nuovo anno, la luce della speranza illuminava un punto lontano nei loro occhi; quel nuovo anno avrebbe scritto la parola fine su quella dannata guerra?
Huber era in pessime condizioni e sembrava sprofondare ogni giorno più in basso… il viso scavato, la barba incolta, l'animo tormentato dai peggiori fantasmi; all'amico la cosa non era passata inosservata.
"Kurt… ti prego! Non cedere proprio adesso dopo tutto quello che siamo risusciti a fare insieme; quando ti guardo non posso far altro che pensare che il cielo ti abbia messo sulla mia strada per un motivo ben preciso, per cui sono convinto che tutto questo inferno terminerà presto.
"Quanta gente è morta per decisione mia?" cominciò il britannico con un filo di voce "Ti assicuro che io ricordo uno ad uno tutti i loro nomi!" cercò di fermare il tremore delle mani stringendo forte le ginocchia. "Nessun uomo ha il diritto di decidere della vita di un altro… questo non dovrebbe essere permesso…"
"E quelli che sei riuscito a salvare? Non ti pare dovresti annoverare pure quelli nella tua lista? Se non ci fossi stato tu nella posizione che occupi il ghetto sarebbe deserto a quest'ora; ti riconosci almeno questo merito? Purtroppo tu non avevi alcun potere di salvare coloro che sono stati deportati… nessuno!"
"La solita storia del treno mezzo pieno e mezzo vuoto… è una magra consolazione…
non potrò mai dimenticare…"
"Nessuno di noi potrà farlo, quello che voglio tu capisca è che questo non deve impedirti di continuare a vivere se ne avrai nuovamente l'occasione!"
Huber si passò le mani tra i capelli e chiuse forte le palpebre lasciando che due grosse lacrime gli rigassero le guance...
"Hai bisogno di essere Terence adesso, vero?" chiese il farmacista "Coraggio! siamo solo noi due ora".
"Tad, amico mio! Il 31 dicembre di 32 anni fa ho conosciuto mia moglie Candy e mi sono perdutamente innamorato di lei. Abbiamo quattro figli meravigliosi, l'ultimo ha tre anni e non lo vedo da più di un anno, è talmente piccolo che avrà dimenticato il mio viso. Mi avranno dato per morto a quest'ora! Non sopporto l'idea che soffrano per me, non riesco a pensare ai suoi meravigliosi occhi verdi pieni di lacrime. Ti assicuro che non abbiamo avuto una vita semplice e lei è sempre stata la mia forza.
…
Ho capito che l'Armata Rossa sovietica è ormai alle porte; Schindler è stato costretto a chiudere la fabbrica e sta facendo l'impossibile per comprare i suoi dipendenti e trarli in salvo. Hanno smantellato il campo di Plaszow, nonché riesumato ed incenerito i resti degli ebrei ivi assassinati e seppelliti in fosse comuni, in modo da occultare le prove di quello che verrà definito dal mondo intero uno sterminio di massa. Sono spariti anche molti documenti in ufficio, ma io ho memoria buona e ricordo perfettamente il contenuto di molti. Comunque sia verranno a liberarvi, vi libereranno presto tutti!"
"Sarai libero anche tu!" esclamò il polacco.
"No! Io sono un ufficiale tedesco, membro del partito nazional socialista, verrò incarcerato e processato se non ucciso prima ancora di potermi difendere in qualche modo. Per questo ho bisogno che tu faccia una cosa per me", continuò Terence mettendo tra le mani dell'amico ciò che restava dei suoi documenti inglesi. "Voglio che tu conservi questi, quando arriveranno i russi e mi faranno prigioniero ho paura non mi sarà concesso di parlare, rischio vadano perduti e sono l'unica prova che ho sulla mia vera identità. Preferisco li tenga tu, sei la mia unica speranza. Se morirò, tu mi devi promettere che li spedirai a mia moglie e le scriverai che adoro i miei ragazzi e che l'ho amata sino all'ultimo alito di vita…" Si tolse la vera e, dopo averla baciata, gli porse pure quella: "Tieni anche questa, mandala a lei; puoi fare ciò che ti ho chiesto per me?"
Tadeusz glie lo promise tra le lacrime… avrebbe fatto tutto quanto in suo potere per aiutarlo.
Il 19 gennaio 1945 l'Armata Rossa Sovietica liberava la città.
Huber fu fatto prigioniero, ma Pankiewicz, il farmacista, testimoniò a suo favore rischiando di venire fucilato egli stesso. Sostenuto da un gruppo di cittadini ebrei fece scudo all'amico con il suo stesso corpo quando era ormai schierato per essere giustiziato; Tad cercò di spiegare a quegli stranieri tutto ciò che Kurt aveva fatto per contenere il più possibile il disegno terribile portato avanti dall'amministratore della zona e, anche se non fu possibile rendergli la libertà, venne risparmiato da un'esecuzione seduta stante sulla piazza della città e rimandato alla giustizia militare che avrebbe fatto il suo corso terminata la guerra. Non era stato semplice ottenere di venire ascoltati, era sembrato opportuno tenere il resto della storia di quel tedesco per un momento più propizio, averlo salvato dalla morte era già stato un mezzo miracolo e non era il caso di complicare ulteriormente la situazione con chi non aveva la pazienza né la voglia di ascoltare. Il feroce ufficiale nazista Amon Göht fu catturato e impiccato.
Il 2 maggio 1945, la Germania si arrese alle truppe alleate e Kurt Huber fu condotto a Berlino per un interrogatorio; non aveva capito il motivo di questo suo diverso trattamento nei confronti degli altri, ma seguì in silenzio il suo destino. Avrebbe voluto gridare al mondo la sua vera identità, ma non gli sembrava che i suoi interlocutori fossero disposti ad ascoltare, figuriamoci a credere alla sua storia.
A Berlino però avrebbe parlato, non aveva più nulla da perdere e sperava che il suo amico Tad in qualche modo lo avrebbe aiutato a sostenere la sua tesi; la capitale tedesca era inoltre occupata dagli alleati e si augurava di riconoscere qualche volto noto tra gli alti ufficiali.
Nel frattempo radio e giornali davano la notizia della fine di quel sanguinoso conflitto e le strade di tutti i paesi erano in festa. Candy crollò in lacrime alla notizia; ne era immensamente grata ma il suo cuore non riusciva ad essere leggero come in quella situazione ci si sarebbe aspettati. Era ora di riaccogliere i propri congiunti partiti per il fronte… Poteva sembrare infantile ma un pezzettino del suo cuore si era silenziosamente e tenacemente attaccato alla possibilità che anche il suo Terry sarebbe tornato da chissà quale inverosimile situazione ed era arriva invece l'ora di deporre ogni speranza e accettare la realtà in tutto il suo orrore. Manco farlo apposta il piccolo Richard aveva ricominciato a chiedere insistentemente del padre e non c'era verso di farlo ragionare… la guerra era finita e il suo papà sarebbe presto tornato!
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Author corner
Hello my friends, how are you today?
War is finished, and now? Who can help Terry in Berlino?
see you tomorrow
Sonia
