CAPITOLO 23 UN NUOVO INIZIO

Durante il viaggio di rientro i Granchester avevano potuto osservare come il carattere dell'amico non fosse in fondo affatto cambiato, nonostante il destino si fosse severamente accanito contro di lui. Dal canto suo Terence sembrava davvero essere uscito dal tunnel che lo aveva tenuto prigioniero negli ultimi due anni ed era finalmente più sereno e di conseguenza anche Candy; Stear non mancò di compiacersi per l'attaccamento che i due sposi non riuscivano a nascondere provassero l'uno verso l'altro.

"È meraviglioso guardarvi, con voi sembra che il tempo non sia mai passato; siete rimasti gli stessi adolescenti della Scozia, innamorati persi l'uno dell'altra! Mi viene da pensare che il mio carillon della felicità sia servito davvero in quell'occasione a New York".

"A dire il vero non è stato così semplice e non è andato tutto liscio, ma posso solo dirti che mi ritengo l'uomo più fortunato della terra" si era sentito rispondere da Terry, mentre Candice si stringeva amorevolmente al petto del suo sposo. Poi l'aveva sorpresa con un sorriso birichino a fissargli intensamente i capelli.

"Che ti prende adesso?"

"Ho intravisto qualche capello bianco signor duca!"

"E quindi? che vorresti insinuare con questo? Anche le tue lentiggini hanno un colore più tenue, che ti credi?"

"Ehi! Non è vero! Si vedono ancora benissimo invece!"

Erano poi scoppiati a ridere tutti e tre.

Quella notte fu lunga e dolcissima per marito e moglie. Dopo averla spogliata molto lentamente, Terence si dedicò a baciare ogni centimetro del corpo della sua compagna, avvolgendo ogni curva con le mani prima e con le labbra poi, con estrema lentezza e tenerezza quasi fosse stata una creatura di cristallo, nonostante il suo desiderio di lei lo torturasse fin nelle viscere. Candy era in uno stato di estasi tale da aver perso completamente lume del tempo e dello spazio, aveva gli occhi chiusi e godeva delle carezze del suo sposo che giocava astutamente con i suoi sensi in quei preliminari che non finivano più di sorprenderla e farla naufragare. Fu lei ad attirarlo con forza contro il suo corpo quando non riuscì più a resistere alla voglia che aveva di lui.

"Che mi hai fatto?" gli disse quando i loro cuori ebbero riacquistato un ritmo regolare.

"Tuttelentiggini, volevo amarti come si deve, farti toccare quanto ti sono devoto davvero".

"Lo hai sempre fatto! Non ho mai avuto dubbio alcuno su ciò che provi per me"

"Non è così! Da quando sono tornato ti ho trasmesso tutta la mia inquietudine, questa volta volevo farti sentire solo il mio amore" rispose lui.

"Io ti amo e sono qui per darti forza e alleviare la tua pena, qualsiasi sia il modo in cui me lo chiedi. Non ho mai avuto dubbi sul tuo amore, ho sempre percepito nitidamente ciò che provi per me" lo rassicurò lei, consapevole che avrebbero passato altri momenti difficili ma forte del lungo e tortuoso percorso che avevano affrontato e superato insieme.

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Era un limpido e freddo pomeriggio di dicembre quando Candy, Terence ed Alistear, che durante l'ultimo periodo era stato messo al corrente di tutte le novità riguardanti la famiglia, arrivarono al porto di New York.

Stear era agitatissimo, avrebbe a breve rivisto Patty... la sua Patty!

Non era sicuro di come sarebbe andata... Sarebbe scoppiata a piangere? L'avrebbe riconosciuto? L'avrebbe abbracciato? Avrebbe... no! La sua fantasia di fermò prima di immaginare oltre; era passato troppo tempo è non voleva rischiare di illudersi inutilmente, aveva sofferto abbastanza...

Candy suonò all'appartamento dell'amica e salì da sola. "Candy, tesoro! Sei tornata? E Terence?"

"Sta aspettando di sotto!"

"Come di sotto? Con questo freddo! Perché?" Patricia sorrideva incredula.

"Non è solo!"

"Puoi far salire sia lui che il vostro amico! Hai voglia di scherzare? Per chi mi hai preso!"

"Patty... c'è una persona con Terry, che viene da lontano nel passato e che ha bisogno di vederti per spiegarti tutto ciò che lo ha tenuto distante da te sino ad ora", Candy aveva gli occhi lucidi e guardava l'amica attonita.

"Dio... che significa tutto questo? Mi stai spaventando!" continuò Patricia,

Col permesso della padrona di casa fece entrare in casa il marito ed il cugino. Alla vista di quello sconosciuto Patty cadde svenuta. Ci vollero pochi attimi per farla rinvenire, ma quella povera donna si teneva abbracciata all'amica con le palpebre serrate. "Coraggio cara, apri gli occhi…" le disse dolcemente Candice.

"Dimmi! Dimmi che quando lo farò lui sarà ancora lì come l'ho visto prima e non scomparirà come un bel sogno; sono così stanca di essere felice solo mentre dormo che temo un giorno o l'altro la mia testa si rifiuterà di svegliarsi".

A quelle parole Stear si inginocchiò accanto a lei e le accarezzò la guancia: "Sono io Patty, sono tornato…"

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Lakewood, aprile 1946

Terence ed Archibald, testimoni dello sposo, avevano aiutato un impacciatissimo Stear a sistemare la cravatta ed appuntare un fiore all'occhiello della sua giacca.

Erano vestiti tutti allo stesso modo, elegantissimi.

"Secondo voi le ragazze sono pronte?" chiese Alistear.

"Le ho viste… perfette a dir poco! La tua Patty è una favola oggi amico, ma si farà aspettare come è giusto che sia" ripose Terry.

"Annie è arrivata con più di un'ora di ritardo quando è toccato a me, quindi preparati mio caro!" aveva sentenziato Archie con voce tremante; faceva una gran fatica a trattenere le lacrime, non avrebbe mai pensato di assistere al matrimonio dell'amato fratello.

"Damerino, sei proprio diventato vecchio eh!" lo canzonò all'orecchio Terence prima di essere lui stesso trafitto dal un: "Grazie! E' tutto merito tuo! Non potrò mai dimenticare quello che hai fatto".

Un attimo dopo erano tutti davanti all'altare… Candy ed Annie da un lato, Terry ed Archie dall'altro accanto allo sposo nervoso come un grillo, gli occhi incollati al portone d'ingresso della chiesa elegantemente addobbata di candidi fiori e nastri lucenti.

All'improvviso una cascata di riccioli scuri e un paio di brillanti occhi blu avevano fatto capolino rompendo l'attesa; il piccolo Richard Terence Granchester portava sicuro di sé il cuscino di seta bianca con le fedi nuziali. Dietro di lui avanzava con infinita grazia una sposa sobria ma meravigliosa al braccio di Albert, che per l'occasione aveva rimandato la sua partenza per l'Africa.

Patricia vestiva un raffinato abito lungo un po' svasato color avorio con uno strascico corto ma arricchito da un prezioso pizzo realizzato a mano, un filo di perle al collo e un fiore di seta ad illuminare il corto caschetto bruno. In prima fila avevano trovato posto Charlotte, divenuta mamma da poco, con il marito, Thomas accanto a Faith e una raggiante Rose.

Al solito erano intervenuti i rampolli dei Legan e Lewis, il figlio di Neal, non riusciva a staccare gli occhi di dosso dalla giovane ed affascinante erede dei Granchester.

"Non te la sei ancora tolta dalla testa vero cugino?" lo punzecchiò Paris, la figlia di Iriza.

"Te lo ripeto. La duchessina tutto pepe sarà mia e mio padre morirà d'invidia!"

"Ho sentito che partirà a breve per l'Africa con lo zio William! Hai deciso di seguirla in mezzo ai selvaggi?" rise tagliente la ragazza. Rose era di una bellezza mozzafiato quel giorno complici tutte le belle novità dell'ultimo periodo e l'eccitazione per l'imminente partenza per il continente nero; le sue vispe lentiggini illuminavano in modo particolare la vivacità dei suoi occhi che replicavano in toto il colore blu profondo e la rinnovata luce di quelli del padre.

"Maledizione al vecchio Andrew! Proprio ora che ha deciso di togliersi di torno! Riesce sempre a rovinare tutto!" Lewis digrignava i denti indispettito.

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La cerimonia fu semplice e commovente; al momento della pronuncia dei voti nuziali Terence aveva agganciato gli occhi di Candy e con un muto movimento labiale le aveva sussurrato "Ti amo".

I coniugi Granchester furono gli ultimi ad uscire dalla chiesa.

Il cielo era limpido, nemmeno una nuvola aveva osato rompere la perfetta monotonia di quell'azzurro brillante; il campanile sfavillava nel cielo come una cuspide d'argento e perle, slanciata e splendente, e il suo pinnacolo brillava come cristallo sfaccettato sullo sfondo celeste e luccicante, mentre le campane suonavano a festa.

La festa danzante, organizzata tra il salone grande e il giardino, fu un vero successo. Rose, Thomas e Charlotte si ritrovarono come per magia a guardare incantati i genitori ballare e catalizzare l'attenzione di tutti i presenti.

"Meravigliosi e innamorati come al solito!" esclamò Charlotte con aria sognante.

L'attenzione della piccola Granchester fu deviata dall'arrivo di un affascinante giovane alto e bruno che era stato prontamente raggiunto da Albert; Paris gli era letteralmente saltata al collo dopo avergli inutilmente offerto il dorso della mano in attesa di un galante saluto.

Zio Bert presentò il ragazzo alla biondina lentigginosa: "Rose, tesoro! Ti presento Anthony Brown, è il nipote di mio cognato. E' un biologo, ha viaggiato molto sin da piccolo, il padre e il nonno erano ufficiali della marina. Verrà con noi in Africa".

Il giovane Anthony, nipote del marito della defunta Rosemary Andrew, si era praticamente inginocchiato a terra per baciare la mano di Rose, incantato dalla ragazza e lei era arrossita visibilmente. Lewis rideva divertito mentre osservava la faccia piena di rabbia di Paris.

"In mezzo ai selvaggi pure lui a quanto pare!" l'aveva schernita.

"Charlotte! L'hai vista la nostra Rose? E' arrivato cupido con le frecce questa volta!" sussurrò divertito Thomas.

"Dai! Non infierire! Lasciala in pace; vi beccate ancora di continuo come due bambini!" gli consigliò Charlie ridacchiando a sua volta.

Ma il ragazzo non voleva lasciarsi sfuggire un'occasione ghiotta come quella e, in occasione di un ballo con la sorella, affondò il colpo: "Ehi sorellina! Sbaglio o ti sei lasciata andare ad un romanticissimo baciamano poco fa! Proprio tu che non riesci a sopportare queste smancerie di solito!" le disse ironico.

"Romeo! Pensa alla tua Giulietta e piantala o ti pesto i piedi, chiaro?" aveva risposto lei prima di nascondere il viso in fiamme sul petto del fratello; poi erano scoppiati a ridere entrambi.

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Candy, Terence, Annie, Archie, Patty e Stear si guardarono complici e per un attimo i loro cuori volarono lontani; sentirono riecheggiare le risa allegre di tre ragazzi adolescenti che in un prato verde della Scozia, ormai trent'anni prima, tiravano un vecchio aereo rimesso in sesto con grande fatica; videro gli sguardi gioiosi di tre fanciulle che completavano la compagnia incitata dalle grida e dal ritmo vivace di una in particolare di quelle giovani ragazze, quella che con la sua allegria e la sua forza era rimasta nel tempo l'anima del gruppo.

L'anno 1945 aveva salutato il mondo da pochi mesi ma non sarebbe mai stato dimenticato e finalmente ora era tutto come doveva essere sin dall'inizio…

FINE

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Good morning all my friends.

This is it! This is the end of my story.

I would like to thank all my followers from the bottom of my heart for the affection and the reviews.

It's important for me to have your feedback to understand if my stories and my way of writing is good enough to continue to write.

I really would like to read the opinion of the readers who didn't write anything until now only to understand better.

Anyway thank you all, all the readers and all the reviewers.

Grazie a tutti

Muchas gracias de corazon

Sonia