Bomer Barnes Il verde di Port Isaac era spettacolare durante la primavera,le grandi distese di fiori iniziavano a sbocciare, era la stagione gusta per cavalcare. La giovane Rose correva per le praterie sul suo cavallo Ciris, un puro sangue inglese dal manto baio lucido. La scura criniera ondeggiava seguendo il vento. I lunghi capelli rossi erano color rame per la luce del sole .

Il suo viso si era riempito di lentiggini, che risaltavano sulla pelle chiara. Corse fino alla scogliera osservando l'orizzonte. Riusciva a vedere delle navi in avvicinamento. Si chinò in avanti accarezzando il cavallo "sei pronto per la corsa in spiaggia?!". Prese il sentiero per la spiaggia superando di tornare a casa con qualche conchiglia, aguzzava la vista per trovarne almeno una. Scese da cavallo tenendo le redini con una mano arrivò fino in fondo alla spiaggia fino agli scogli "aspetta qui, ci metto poco" il cavallo nitrì come se avesse capito, prese la borsa a tracolla con sé salendoci sopra. Si arrampicò scegliendo gli scogli piatti. Si avvicinò alla punta dove le onde si infrangevano si chinò sulle ginocchia mettendo il capo in giù e non vide nulla solo i granchi nascosti nei buchi. Tornò indietro quando fermandosi di fronte ad un buco, profondo ci ficcò la testa, i suoi occhi si illuminarono vedendo una bellissima conchiglia incastrata tra la punta di due scogli. Allungò il braccio per afferrarla, riusciva a sentirla sotto i polpastrelli. La tirava a destra verso sinistra per prenderla, con diversi tentativi e avendo il braccio indolenzito e formicolante riuscì nell' impresa ma nel rialzarsi ci cadde dentro. Le sue urla rimbombavano, cadde a carponi sulla piccola spiaggia all' interno di una grotta, era buia e soprattutto piena di granchi di ogni misura, davanti a lei la via di uscita "questa è l'unica via più veloce ma non voglio immergermi per uscire" pensò fra sé. Alzò gli occhi cercando di uscire da dove è entrata, si aggrappò alle pareti sporgenti. Era quasi arrivata in cima ma le pareti rocciose erano scivolose, avanzò col piede Destro posandolo sopra ad una sporgenza che franò sotto lo stivale e cadde. "Accidenti che botta!" Gridò massaggiandosi il sedere, si guardò le mani sbucciate brucianti. guardava intorno timorosa delle granseole attaccate agli scogli e soprattutto l'odore di alghe che non poteva sopportare. Si decise di optare per la seconda uscita, sbuffando alzò gli occhi al celo pronta ad immergersi. Con la coda dell'occhio vide un bagliore azzurro proveniente da un angolo buio, fu attratta talmente che decise di dare un occhiata, quel bagliore spuntava da sotto la sabbia scavandoci attorno trovò una scatola in legno. La prese in mano togliendo la sabbia umida, trovandoci incise delle parole nella lingua druida. "Solo Colui che è degno potrà aprirla" interessate e io sarei degna?.
Toccò la serratura con le dita, una luce blu le illuminò il volto aprendosi. rimase incantata, la aprì e vide un bracciale color oro con una pietra blu incastonata, lo indossò per provarlo chiudendosi di colpo. Cercò di toglierselo ma non si apriva "Oh no! Dai apriti, apriti!" Ma nulla da fare. Mise la scatolina nella borsa e uscì dalla grotta immergendosi in acqua seguendo la luce.
Nello stesso tempo nei sotterranei di in castello nell' oscurità si accese la stessa luce e il suo occhio si aprì.
Tutta inzuppata d'acqua rimontò a cavallo.

Passò dal portone salutando le guardie col capo, lasciò il cavallo allo stalliere precipitandosi dal medico di corte. Era sicura di trovarlo, Eracle era ricurvo sul tavolo preparando la medicina rilassante di bianco spino per i pazienti.
Entrò in punta di piedi arrivandogli da dietro coprendogli gli occhi con le mani "Chi sono?!"
"Una che sarà nei guai se mi farà rovesciare la medicina"
"Non era questa la mia intenzione" disse rodendo, levò le mano toccando le labbra alle sue. Si sedette sulle sue gambe con le braccia intorno al collo, baciò il suo collo sopra e sotto distraendolo dal suo lavoro, poi passò al petto per tornare sull'altro lato del collo.
"Perché sei tutta bagnata?"
"È una storia lunga che sono venuta apposta per raccontartela" gli toccò il naso concavo con l'indice.
"Sarò lieto di ascoltarti se prima mi lasci finire qui"
Si sedette sulla panca del tavolo di fronte a lui guardandolo immerso nel suo lavoro. Aveva degli occhi color marrone a cui lei ne andava matta, i suoi capelli castano scuro erano in tinta ai suoi occhi. I suoi baffetti castani le piacevano ancora di più. "Ho finito, sono tutto tuo! Dammi le mani che te le disinfetto sono tutte sbucciate"

Col disinfettante e del cotone gli tamponò le ferite coprendole con le garze. "Allora stavo sulla spiaggia in cerca di conchiglie, quando ad un tratto ho trovato questa meraviglia incastrata tra gli scogli, sono riuscita a prenderla ma poi sono caduta da questo buco finendo in una piccola grotta piena di granseole" al solo pensiero rabbrividì,
"E c'era bisogno di farti male per ottenerla?" Chiese Eracle grattandosi la barba leggera
"Veramente mi sono fatta male prima al sedere e poi alle mani nel cercare di risalire. Comunque nel uscire dall' apertura attraverso l'acqua ho trovato questa" estrasse la scatola "è in lingua druida e al suo interno c'era questo che non riesco più a levarmi".
Rimase rapito alla vista del gioiello e dall' incisione " Ho già visto quel gioiello. Ora ti mostro il libro". Prese il libro dalla scaffalatura in legno sfogliando velocemente le pagine "Eccolo qui! È il bracciale di Bomer Barnes, uno dei più grandi signori dei draghi".

Lei balzò in piedi "Hai regione è proprio quello, ma si diceva che fu distrutto insieme all'armatura".
"Tu l'hai trovato, e tu sei il degno portatore." La sua voce inizio a tremare " cheti succede?" Chiese lei mettendosi alle sue ginocchia "la leggenda dice che il successore prima di prendere il suo posto dovrà affrontare il drago e solo allora egli potrà ottenere l'armatura".

"Dovrò trovare il drago allora!"
"Non essere accentata prima pensa al viaggio per Camelot!"
Si toccò la fronte "Me lo ero scordato... Accidenti! Almeno portò indossare il mio nuovo vestito che questa sera ti mostrerò nelle mie stanze" - "così mi stuzzichi però" la cinse a se incontrandosi con le labbra, lei le mise le mani fra i capelli scompigliandoli. Vennero interrotti dal capo medico "Vi consiglio di non farvi trovare avvinghiati da vostro padre o vorrà le vostre teste!.
Si levò dal suo amato lasciandoli al loro lavoro.

Nestore Williams era il capo medico che ha assunto Eracle come apprendista, il classico uomo dai capelli grigi con barba lunga Grigia con due occhi azzurri che dicevano tutto.

La sera era giunta Enea attendeva il padre alla tavola per cenare. Al suo arrivo chiuse la porta dietro a sé per non essere disturbati, indossava le stesse vesti dalla mattina, non aveva avuto il tempo di cambiarsi per la cena. I suoi capelli grigio scuro e la sua barba risaltavano veste rossa, dovuti dall' età. Salutò la figlia baciandola sulla guancia "Buona sera figlia mia. Scusa se oggi non abbiamo passato del tempo insieme, ma ero occupato con affari di corte mi dispiace". Commentò col suo accento Scozzese "Non fa nulla padre. Ho trovato una meravigliosa conchiglia per te!"
"Non dovevi, non dopo esserti procurata quelle brutte ferite sulle" alzò il sopracciglio osservando la medicazione, sapeva che era corsa subito da lui appena rientrata dalla cavalcata.
"Eddai... È l'unico vero amico che ho qui, è il suo dovere dopo tutto". Le prese la mano spostandola con una bella notizia "Gioia mia, ho una notizia da darti... Il Re Fredrick di Dundee ha un figlio di nome Archibald e dovrà avere una moglie per regnare in futuro" lei aveva capito tutto inghiottì "Vuoi dire che dovrei sposarlo?! Non lo conosco nemmeno questo Archibald" lui riprese "È per questo che lo incontrerai a Camelot. Imparerai ad amarlo" lei non riuscì a dire nulla era rimasta scioccata il suo cuore apparteneva a Eracle
"Ma io... Non ho intenzione di sposarlo" - "ne riparliamo quando torneremo". Per tutta la sera non disse più nulla, rimase persa nei suoi pensieri e soprattutto doveva pensare cosa dire a lui.

Nelle sue stanze era seduta davanti allo specchio della scrivania pettinando i lunghi capelli rossi, indossava la vestaglia da camera color azzurro cielo, la sua domestica era in attesa di nuovi ordini "Mia Signora? Mia signora? C'è altro che posso fare per voi?"

"Oh no grazie puoi andare a dormire."

"Allora buona notte mia Signora".

Chiuse la porta finestra del balcone, era una sera fredda, rimanendo incollata a guardare le stelle. Avvertì dei brividi di freddo salire al collo e chiuse subito. Eracle entrò nella stanza notando il viso di lei turbato lo prese tra le mani perdendosi nel suo sguardo "Dov'è sparito il tuo sorriso?" si strinse le braccia con delusione e rabbia negli occhi "Papà vuole che sposi il figlio del Re Fredrick di Dundee" fece una pausa sedendosi sull'angolo del letto a baldacchino e riprese "Sai vero quello che costerà a noi? Io voglio restare con te e nessun'altro!". Lui strisciò alle sue ginocchia prendendole le mani portandole alla bocca "Sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto. Dovremmo fermarci". "No!" disse lei ritraendosi "Ci vedremo di nascosto, e respingerò il principe e parleremo a mio padre, ma ti prego non parliamone più per il momento". Eracle si sedette vicino a lei accarezzandole la guancia, con la mano destra abbassò la spallina della sua vestaglia toccando con le labbra le scapole, lo abbracciò adagiandolo sul letto slacciandogli i bottoni della camicia. Uno sull'altro si unirono nell'amore tra anima e corpo. Si addormentarono avvinghiati il capo di lei era appoggiato sul petto di lui tenendo di profilo tendendo il braccio vicino. Il braccio di lui era sotto la testa e la mano destra che scendeva lungo la spalla di lei.

La mattina presto la sua domestica con i panni puliti in un grosso cesto in mano, aprì tutte le tende e la porta finestra, il suo sguardo cadde subito sugli amanti avvinghiati tra le lenzuola bianche "Forza! Alzarsi" i loro occhi si aprirono lentamente vedendo annebbiato "Alzarsi!" ripetè " Non voglio che vostro padre vi veda assieme, e non voglio che sappia che sia vostra complice". Si avvicinò al letto porgendo i vestiti puliti a Eracle "Tieni, sono puliti. Io non vi ho visti", si sette dette coprendosi "Grazie mille Loretta sei la migliore!"le baciò la guancia mettendosi dietro il separè per vestirsi ricambiando con un sorriso da parte sua.

Loretta era la classica domestica bassa e grassoccia dal cuore buono anche se lo nascondeva dal suo carattere orgoglioso e rigido. Rose nel letto si stirava i muscoli "Ma che ore sono?" – "Sono le sei e trentacinque tesoro. Tra un ora si parte per Camelot quindi hop! Hop! Hop!"

Era agitata per questo viaggio verso Camelot soprattutto era in estasi per aver la compagnia di Eracle e Loretta, ma nello stesso tempo era ancora in collera col padre per il matrimonio combinato con Archibald. Non aveva molto appetito mangiò soltanto qualche focaccia al miele e del tè.

Un servitore recapitò un messaggio per lei "Mia Signora, il Re la sta attendendo nel roseto" – "Grazie, riferisca al Re che ci andrò subito" il servitore inchinò il capo allontanandosi. Nella ala est del castello si trovava il roseto curato esclusivamente dal Re, erano molto importanti per lui soprattutto il ricordo della sua Regina ormai deceduta. Al centro del roseto si trovava una statua in marmo raffigurante una figura femminile celata da un velo. I contorni erano smangiati dal tempo attorno alla statua i boccioli di rose. Ai suoi piedi la sua lapide. Il Re stava accarezzando la statua "Ora è diventata uguale a te in tutto ….. è più interessata alle creature magiche e a cavalcare, e non è interessata minimamente agli affari del regno. Ti interesserà sapere che si è affezionata molto al giovane aiuto medico, non mi fido molto di lui. Ti assicuro che non lascerò che la magia la porti via da me come è successo a te." Si abbassò sulle ginocchia portò due dita alle labbra poi toccò la lapide.

"Padre sono qui!"

Con la mano la invitò ad avvicinarsi "Stavo parlando con tua madre ….. mi manca molto". Estrasse dalla tasca un cofanetto blu in velluto porgendola nella mano della figlia "E' un dono per te". Sgranò i suoi occhi aprendo il cofanetto guardando la collana fatta di corallo rosa "E'la collana della mamma"

"Voglio che la indossi a Camelot e tutti vedano la tua bellezza. Lei avrebbe voluto che l'avessi tu"

"Grazie….. mi piace molto, così è come se fosse con noi" una lacrima scendeva sul viso del Re ma si ricompose subito e continuò "Dai ora va a prepararti". Rose si stava allontanando quando il Re espresse le sue preoccupazioni su Eracle "Non so quale sia il tuo gioco e go visto come ti sei avvicinata a Eracle. Sappi che lo terrò d'occhio". Lei strinse i pugni senza girarsi lasciò il roseto.

Giunti a Camelot Uther con Artù diedero loro il benvenuto "Evan amico mio" disse Uther abbracciandolo calorosamente "Ben arrivati, lui è mio figlio Artù" Evan strinse la mano al giovane Pendragon "Molto piacere, lei è Rose mia figlia" prese la mano della figlia accostandola a se "Il piacere è tutto mio Principessa" Artù le baciò la mano sorridendole "Il mio servitore Merlino aiuterà con i bagagli" si intromise sfacciatamente Loretta "Alla mia signora ci penso io". Il viso di Rose era pensieroso dopo aver sentito il nome di Merlino ricordandosi dell'ultimo incontro al campo Druido, ricordava ancora le parole del loro capo "La tua strada incontrerà presto Hemris, un mago potente a cui noi crediamo che possa fare grandi cose …. A Camelot è conosciuto come Merlino!".

Merlino accompagnò la Principessa e Loretta nel suo alloggio, la stanza era grande e luminosa, con un letto a baldacchino gia conle lenzuola lavate "Le lenzuola e le federe le ho cambiate, i bagagli ve li sistemo vicino al letto se per voi va bene" con un sorriso accennò il consenso. "Se avete bisogno chiamarmi" nel congedarsi si accorse del bracciale d'oro al suo polso e del rumore della spada che sfregò sul pavimento nel tirarla fuori da sotto il lungo mantello. Le pietre blu sull'impugnatura era uguali a quella sul bracciale e sulla lama poteva leggere la scritta in druido. In biblioteca cercava il libro tra gli scaffali riguardante la leggenda di Bomer Barnes sfogliandolo velocemente verso la pagina interessata "Non ci posso credere è questa!" pensò frase. Senza farsi vedere prese il libro con se portandolo da Gaius.

"Gaius devi vedere questo!"mostrò il libro aperto alla pagina mettendolo sotto il naso di Gaius impegnato con le sue erbe "La Prinipessa Rose ha lo stesso bracciale al poso e soprattutto ha la spada e ti assicuro che era la stessa". Gaius usò gli occhiali per vederci meglio "Ma questo è il Bracciale di Bomer Barnes! E questa è la sua spada!. Merlino la leggenda dice che Bomer una volta sconfitto avrebbe lasciato la sua armatura con la spada ad un erede del nemico che lo avrebbe sconfitto ma anche il suo drago.!"

"Il suo drago? Ma nessuno sa dove sia" rispose merlino balzando "Questo significa che la Principessa è la legittima proprietaria"

Gaius si levo gli occhiali posandoli sul tavolo "Merlino, Nestore Kamneck era il Re di Port Isaac, dichiarando guerra alla magia e a Bomer. Inquei tempi era il più grande signore dei draghi. Nestore lo affrontò uccidendolo ….. prima di morire gli disse che lui cedeva ala sua armatura, la spada col bracciale all' erede più degno della sua famiglia soprattutto il suo drago sarebbe dovuto essere in mani sicure. Kamneck era il bisnonno della Principessa Rose". A questa notizia Merlino si raddrizzo "Ma lei non ha la magia" – "No Merlino, ma con questi elementi potrà prendere il suo posto,ora aspetterà lei a governare il suo regno".

Alla festa di compleanno di Artù presenziarono vari Re alleati con Uther. Il Re Oberon Maxwell di Fowey, il Re Martin Bartell di Tenby e il Re Fredrick Lemon di Dundee. Eracle e Merlino discorrevano delle erbe, cure, e medicine. Uther parlava animosamente con Evan bevendo da calici lucenti ridendo e scherzando sui vecchi tempi. Rose era in ritardo si stava ancora preparando "Dov'è Rose è in ritardo!" – "Tranquillo amico arriverà" rispose Uther rassicurandolo. Rose entrò nella sala con gli occhi puntanti addosso, Eracle rimase di sasso vedendo la sua bellezza, aveva i capelli raccolti con due ciocche ai lati che scorrevano fino al collo, indossava un vestito lungo color cenere di rose con tanti brillantini sul petto, portava al collo la collana della madre. "E' bellissima" commentò Eracle incrociò lo sguardo con quello di Rose che venne interrotto dal Principe Archibald "Mia Signora siete uno spettacolo" il suo naso aquilino, gli occhi verdi cadenti e la testa piena di riccioli biondi non la eccitavano affatto la lasciavano indifferente "Si vuole unire a me?" chiese "Ma certamente" disse lei con la voce tremante.

Merlino notò subito la situazione "E' davvero bella la Principessa, e se devo dire la mia quell' Archibald non fa per lei" Eracle continuava a fissarla mentre si allontanava "E chi sarebbe la persona giusta"Merlino lo guardò con un sorriso porgendogli una coppa di vino "Credo che voi lo sappiate già".

La sala era gremita di gente tutte le voci si scavalcavano fra loro per raggiungere il destinatario, le tavole erano imbandite di cibo da salato al dolce, I Re con le Regine erano sistemati al tavolo di Uther e il resto degli invitati erano disposti due due tavolate di fronte. Rose sedeva al fianco del padre e a quello di Morgana, Uther vicino ad Artù al suo fianco i Re.

Oberon Maxwell discuteva con Uther vantandosi delle sue imprese contro la magia. Merlino versò altro vino nel calice "Grazie ragazzo mio" e col gesto della mano lo allontanò, e riprese a discorrere "Avete sentito che Cancik Cade è in possesso del drago appartenente al grande signore dei draghi Barnes? Ahahah. si dice che sia una creatura dall'impenetrabile corazza argentata, di ogni uomo sceso nelle catacombe dove è rilegato è rimasto soltanto un mucchio di cenere".

Rose, con la rabbia nel profondo, ascoltava quell'orribile uomo "Che uomo spregevole! Sa solo vantarsi delle sue imprese di guerra. Dovrò fare di tutto per liberare il drago, ho già in mio possesso il bracciale e la spada, mi manca solo l'ubicazione della fortezza" pensò fra sé.

I suoi pensieri vennero interrotti dalla voce di Archibald, che la invitò a ballare. Tra le altre dame, era la coppia che spiccava di più "So che posso sembrare un uomo goffo, e so che non mi amate, ma posso rendervi felice se mi sposate", lei balbettò qualcosa incredula delle sue parole evitò il suo sguardo, nel mentre Eracle, seduto al tavolo di Gaius, non faceva altro che guardarli danzare. La gelosia che era in lui scoppiò. La raggiunse nella sala "Scusate mia signora, mi concedete questo ballo?" lei rispose con la felicità negli occhi "Speravo che non me lo chiedeste mai" Archibald si irritò "voi non vi intromette, tesoro stavamo ballando" Rose lasciò la sua mano "Caro Archibald scusate" scattò nelle braccia di Eracle. Durante il ballo non si tolsero gli occhi di dosso, si poteva vedere l'ardore della passione che avevano dentro. Sentivano il desiderio di stringersi e condividere il loro calore.

Nella camera aspettava con ansia Eracle, Loretta lo fece entrare senza dare nell'occhio bussò alla porta "Sono io apri", corse ad aprire e si trovò le sue braccia attorno al collo "Non perdete tempo vedo!" commentò Loretta "Sono nella mia stanza se avete bisogno". Rose da un lato e Eracle dall'altro capo del letto tirando indietro il copri letto, alcuni cuscini erano caduti si chinò per raccoglierli da terra ma bussarono di nuovo alla porta "Questa sarà Loretta che avrà dimenticato qualcosa" si avviò alla porta "Chi è?" dall'altro capo rispose il padre "Sono io tuo padre"nell'agitazione ordinò a Eracle di nascondersi sotto il letto "Ti apro subito" Eracle le sussurrò di non volerci andare, lei raccolse da terra il cuscino scagliandolo nel grembo ribadendo l'ordine e aprì la porta.

"Scusa stavo andando a letto" - "Lo vedo, siediti parliamo un po'"rispose il padre. Eracle vide gli stivali avvicinarsi al letto indietreggiando fino a toccare il muro con la mano toccò il letto per farla sedere accanto "Non mi è piaciuto il modo in cuoi hai trascurato il povero Archibald. Esigo che tu ti scuserai con lui resteremo qui ancora due giorni e avrai tutto il tempo per stare con lui". Rose non fu entusiasta mettendo il muso "Come vuoi tu lo farò! Ma sappi che non intendo sposarlo lui non mi piace". Evan non fu entusiasta della sua risposta e ribatte con la solita solfa "Come ti ho detto molte altre volte un regno si fortifica con le alleanze e il trono di Fredrick ci fortificherebbe. Quando torneremo a Camelot inizierai a comprendere gli affari di corte, e voglio che la smetti di pensare alla magia …. Tua madre è morta a causa della magia e non voglio perdere anche te. Ora dormici su. Buonanotte". Rimase seduta sul letto con gli occhi lucidi, Eracle strisciò fuori da sotto il letto, vide le lacrime scendere, si inginocchiò e le asciugò gli occhi "Dormiamo ora".

Durante il suo sonno una voce profonda le invase la mente "Ti vedo! So chi sei! Percepisco la tua rabbia …. Liberami,liberami" aprì gli occhi di colpo si tirò su guardandosi intorno nell'oscurità ma intravide solamente Eracle che dormiva si coricò a supina rimettendosi a dormire. Nei due giorni successivi in permanenza a Camelot per i due innamorati era piuttosto facile inventare scuse per raggirare Archibald per vedersi di nascosto e con l'aiuto di Loretta e Merlino lo era ancora di più. Rose si trovava con Archibald facendo un giro per il regno "Che ne dici di vedere la cittadella?" lei lo guardò e timidamente accontentò il suo desiderio. C'erano diverse bancarelle di tessuti, spezie, gioielli e frutta. Teneva in mano della stoffa morbidissima e liscia era del colore della ninfea "Te la compro se ti piace" disse lui "Non, non fa nulla". Una guardia si avvicinò a loro due riferendo che il Re Fredrick doveva parlare a suo figlio "Dovete scusarmi ci vediamo questo pomeriggio" le baciò la mano e seguì la guardia. Prima di ritornare al castello continuò il suo giro, una mano l'afferrò al braccio girandosi di scatto si ritrovò il volto di Eracle.

"Vieni" la prese per mano mettendosi in disparte, si appoggiarono alle mura esterne del castello per coccolarsi, Morgana passava di li casualmente e li vide avvinghiati tra le braccia dell'altro "Lo sapevo …. Se un regno perde alleati sarà vulnerabile, e cosa succederebbe se si affrettano le cose?!" pensò mostrando un sorriso malizioso. "Vieni Merlino ci aspetta" lo seguì tenendolo per mano ricambiando i saluti della gente quando passavano "E' permesso?" – "Prego, io e Loretta abbiamo trovato un posto per voi così potete stare tranquilli" rispose Merlino, Rose puntò gli occhi in basso "Ma oggi mi devo vedere con Archibald" Merlino aveva un piano "Ho già pensato a tutto. Vi accompagniamo noi, non devi fare nulla". Loro nono sapevano che Mrgana era fuori dalla porta che ascoltava ogni singola parola "Ecco il piano". Merlino spiegò tutto passo per passo.

Morgana entrò nella stanza di Archibald "Principe Archibald!" – "Lady Morgana. Che sorpresa"si irrigidì dalla vergogna quando la vide al suo cospetto era immerso nei suoi pensieri che si accorse dopo che era entrata "Mi manda la Principessa Rose, mi ha detto che ti aspetta al laghetto qui vicino questo pomeriggio, mi ha chiesto anche di accompagnarti"con un falso sorriso lo abbindolò "Non sapevo che avesse chiesto il vostro aiuto ….. dille che accetto il suo invito". Con un secondo sorriso falso si congedò.

Nel pomeriggio Merlino con Loretta scortarono all'appuntamento Rose ed Eracle, si recarono prima sul posto per preparare ogni cosa, a terra c'era una coperta doppia con sopra cuscini e un cestino con diversi cibi salati e dolci. Gli occhi di Rose si riepirono di vita vedendo che tutto era uno splendore "Wow e avete fatto tutto voi due?"

"Ne dubitava forse mia Signora?! È naturale che abbiamo fatto tutto noi, non vogliamo che qualcuno vi scopra."Rose mise la sua testa sulla sua spalla "Ma certo che non ho dubitato, era solo per dire". "Allora vi lasciamo soli" commentò Merlino, rimontarono a cavallo e tornarono indietro. Nella strada secondaria Morgana e Achibald si stavano avvicinando. "Ci siamo quasi, manca poco orma". Eracle era felice di stare solo con lei "Nessuno ci disturberà ….. la mia Rose, la mia cara Rose"con lindice le levò una ciocca di capelli dalla bocca "Che hai?" chiese lei "A cosa pensi?" – "Nulla sto notando solo la tua bellezza" rispose fissandola con suoi occhi marroni. Avvicinò le labbra alle sue coricandosi sopra al suo corpo. Girato l'angolo Achibald li vide assieme "Una tresca!" si staccarono di colpo increduli ai loro occhi "Ah … Archibald non … non è come credi" spiegò Eracle

"Voi! Mi avete fatto credere di amarmi!"scese da cavallo avvicinandosi a passo svelto, Rose intravide Morgana che sghignazzava. Archibald brandi la spada per colpire Eracle che si trovava indifeso non portava armi con sé e rotolava sotto le sue gambe spingendolo a terra. Rose per farli smettere brandì la sua di spada colpendo la lama di Achibald. La spada che brandiva era potente che nel respingere la lama di Archibald lo sbattè indietro. Lei rimase sorpresa nel vedere la sua potenza.

"Adesso basta! Se lo ucciderai io passerò la mia lama su di te!" gridò Rose "Io non ti ho mai amato, le nostre famiglie hanno voluto combinare il nostro futuro matrimonio ma io lo rinnego non avrai mai il mio cuore". Archubald ringhiò"E' un'oltraggiò". Nella sala del trono scoppiò la tempesta e Uther cercò di calmare gli animi."E' successo nel mio regno quindi devo prendere provvedimenti"rispose Uther "Quest'uomo si è messo in mezzo tra loro per rovinare la loro unione" gridò furente Fredrick ", Io amo sua figlia e lei ama me, ci conosciamo da prima che questo damerino si mettesse fra noi" Eracle non poteva starsene zitto, "Dica al suo medico di starsene zitto" ringhiò nuovamente Fredrick. Rose scoppiò in lacrime gridando "Io non intendo sposarlo padre, io amo Eracle e nulla ci dividerà". "L'ho sempre sospettato che ci fosse qualcosa fra voi ma volevo esserne sicuro e ora ho le prove, una volta a casa mi aiuterai con gli affari reali e Eracle sarà bandito da Port Isaac!" – "Tu non puoi farlo!"gridò d disperazione Rose.

"Sono d'accordo con vostro padre e il giovanotto sarà tenuto in cella fino alla vostra partenza. Non ho altro da aggiungere" chiamò le guardie per portarlo via, Eracle si dimenò sfuggendo dalle grinfie cercò di arrivare a Rose ma riuscì soltanto a darle un bacio furtivo finche non venne messo a ko dalla guardia. Merlino vide le guardie portarlo via, Eracle stava riacquistando i sensi ma vedeva ancora girare tutto attorno a lui si sentiva un gran mal di testa. "Fermatevi, il Principe Artù mi ha dato l'ordine di scortarlo personalmente nelle celle visto che è un caro amico" le guardie lo guardarono per qualche istante e lo lasciarono nelle sue mani. "Forza amico svegliatevi" Eracle si sentì frastornato "Cosa?!... la mia testa…. Che succede?" Merlino gli passò avanti e indietro il dito "Salvataggio vecchio mio andiamo". Lo nascose temporaneamente a casa di Gwen "Per favore Gwen solo per poco" – "Me lo prometti?" chiese agitata "Hai la mia parola".

Rose si ritrovò confinata nel suo alloggio con due guardie alla porta "Rose, sono Merlino" Lei alzò il viso bagnato tra i cuscini del letto "Ciao Merlino!" con rammarico le si avvicinò per aiutarla "Ho saputo tutto, mi dispiace. Ma sono qui per aiutarti" lei lo guardò "In che modo?" – "Facendoti scappare?" - "E per andare dove?" riaprì bocca "E' semplice per salvare il drago, credi che non lo sappia che hai la spada e il bracciale? Tu sei la prescelta e voglio aiutarti. Ho messo anche al sicuro Eracle!" le spalancò gli occhi "Sul serio? Grazie Hemris" ora era lui sorpreso "Hemris?" – "So che diete un mago, me lo ha detto il capo tribù di alcuni druidi fedeli a te.". poi riprese "E'stata Morgana l'ho vista ridere era la capisci?!", Merlino taque "Ehy fidati di me, nel tardo pomeriggio fatti trovare nel bosco fuori dal castello ti lascio una corda nascosta sotto al letto". "Grazie Merlino".

All'ora indicata stava per andarsene si era anche cambiata per essere più comoda ma Artù entrò nella stanza "Scusatemi, so che vi state preparando ma volevo salutarvi e dirvi mi dispiace, so cosa significa amare qualcun altro. Ma volevo anche dirvi di non lasciarvi andare. Pensate che quando sarà il momento lui tornerà da voi". Lei accennò un lieve sorriso "Grazie, siete gentile Artù" – "Ora vi lascio, devo cercare Merlino". Inventò una scusa sul momento "E' alla taverna, ha detto così è passato a salutarmi" Artù non era affatto sorpreso "Alla taverna eh? Beh gli faccio vedere io la taverna!". Appena uscì prese la corda legandola al letto e scese dalla finestra diretta verso il bosco come stabilito. "Dove eravate?" domandò Merlino "Scusate ma Artù mi ha trattenuta… gli ho detto che eravate alla taverna" lui la guardo mettendosi una mano in faccia "Non… Non fa nulla, la gogna mi aspetterà al ritorno…. Comunque c'è una persona per voi" Eracle sbucò da dietro l'albero correndole incontro la riempì di baci "Ora dobbiamo andare i baci dopo!".

La fortezza di Cade si trovava un giorno di cavallo da Camelot, la sera li raggiunse in fretta e cercarono un posto dove dormire, sistemarono a terra le coperte portate con se, cercarono della legna per accendere un fuoco, Merlino usò la magia, mangiarono qualcosa prima di stendersi "Perché lo fai? Cioè aiuti Artù senza usare la magia e lavori come suo servitore, sei un mago e potresti fare molto di più" si spiegò Eracle – "E' il mio destino, un giorno Artù diventerà Re e la magia sarà permessa non ci dovremmo più nascondere. Lui non sa che sono un mago se no vorrebbe la mia testa. Anche tu dovrai affrontare il tuo destino Rose". Lei lo guardò, si avvicinò al fuoco per scaldarsi "Già, papà non ama la magia dice che sto sprecando il mio tempo. Mamma è morta a causa della magia e per questo non la tollera". Aveva l'aria stanca e si coricò accanto al fuoco. A Camelot la tensione girava nell'atmosfera Uther mandò i cavalieri con Artù al comando per cercarli con insieme il Re Evan. "Li troveremo Evan te lo prometto" le sue parole dovevano confortarlo ma per lui non fu così. Alle prime luci dell'alba partirono subito arrivarono alla fortezza vero metà mattina. Nascosero i cavalli nell'angolo cieco della fortezza, poco distante si trovava un'entrata chiusa da un cancello in ferro, Merlino usò la magia per aprirla, entrarono passando in un vicolo buio e stretto. Infondo a questo vicolo iniziavano ad apparire delle luci, appesi al muro si trovavano delle torce le presero illuminando tutto il piano. "Sapete cosa sento? Puzza di morte" esclamò Eracle si trovavano all'interno della catacomba c'erano sepolti i membri della sua dinastia. Davanti a loro una porta in ferro con la magia la aprirono salendo i gradini uno alla volta senza farsi notare dalle guardie di roda. nel corridoio Merlino mise a terra le due guardie "Sento uno strano odore" disse Merlino – "E' puzza di morte" ribadì Eracle. Aprirono il portone ed entrarono cauti, si avvertiva il suono di respiro profondo, con un forte odore di brucio e di cenere Rose ruzzolò a terra inciampando su qualcosa con la torcia illuminò il pavimento trovando ossa umane "Questo è un cimitero!" mormorò "Te lo avevo detto c'è puzza di morte" riprese ancora Eracle tendendo la mano per farla alzare. Il bracciale di Rose si illuminò di azzurro e la stessa luce si accese da infondo alla sala, lei si avvicinò per dare uno sguardo da vicino allungò la mano toccando una parete che al suo tatto le sembrò roccia. Un occhio si aprì e la pupilla si girò verso di lei. Il drago si stava risvegliando facendo tremare la sala al collo aveva una catena spessa, lei indietreggiò ammirando l'immensa bestia, per puro istinto ruggì sputando fuoco.

Rose si abbassò cercando di raggiungere gli altri dietro le colonne. Nel scappare le cadde la spada, non riuscì ad avvicinarsi per prenderla con i drago che si muoveva e il fuoco che emanava "Eccola!"pensò il drago la vide a terra e la coprì con la coda, nel spostarla notò l'armatura. La voce profonda del drago fece vibrare il piano "Chi mi ha svegliato, ora morirete". Ruggì nuovamente sputando fuoco. Eracle corse e prese la spada "Rose prendila" le lanciò la spada prendendola al volo, Merlino la raggiunse "Devi parlagli, cerca di farti rispettare, deve capire che sei superiore" – "Ci proverò" Merlino riprese "E' il tuo destino. Ora aspetta solo a te" con un sorriso la convinse a farsi forza. Brancò la spada avanzando "Io non ho paura di te! Hai sentito?" gridò lei, il drago sputò fuoco, alzò la spada davanti a lei e lo respinse "Tu non puoi, Non è possibile" disse il drago "Io sono il tuo nuovo padrone discendo dagli Kamneck e tu mi obbedirai!". Con la spada colpì la catena con un colpo secco la spezzò. Il dragò ruggì fortemente la guardò e inchinò la testa "Ora io obbedirò solamente a colui che mi ha domato" – incredula di avercela fatta non seppe cosa dire, con la voce tremante disse "Co- Come vi chiamate?", la sua voce profonda le rispose "Emelung" – "Un nome da Re"commentò lei.

"C'è un Mago fra noi" Merlino avanzo deciso "Mi chiamo Merlino" – "Ma si certo…. Hemris. I Druidi ti chiamano Hemris". Il fracasso della rabbia del drago richiamò le guardie che si precipitarono con il Re Cade nella sala del drago. Rose aveva avuto il permesso di indossare la lucente armatura d'argento con un mantello blu. "Intrusi!" rinchiò Cade il drago ruggì con forza "Ora appartiene a me! Sono il nuovo signore dei draghi!" Rose avanzò con l'armatura addosso e la spada in pugno, Cade esplose in risate sguainando la spada, colpì la lama avversaria "La stirpe fu spezzata"- "E' qui che ti sbagli, è stata appena ricostruita" colpì la lama con forza spezzandola. Il drago creò una via di fuga distruggendo una parte della fortezza.

La missione era conclusa "E' fatta! Io vi devo salutare" commentò Merlino – "Grazie di tutto, hai aiutato entrambe" rispose Eracle"Ora potremmo vivere felici" teneva tra le sue mani le mano di Rose "Ha ragione, senza di te tutto sarebbe stato perduto". Si abbracciarono promettendosi che avrebbero combattuto per la magia un giorno "ora ho un drago e difenderò tutti i maghi finche non saranno liberi". Si strinsero le mani e si divisero. Emelung li accompagnò a Port Isaac in groppa, poteva vedere tutto dal cielo sentiva pace e determinazione ed era più tranquilla e serena con Eracle al suo fianco "Emelung ora la tua nuova casa è Port Isaac la servirai al mio fianco?" – "E' ovvio, io non ti lascerò mai. Siamo legati per sempre".

Erano giunti a casa, erano stremati "Lo sai? Non ti ho ancora dato una cosa?" – "Che cosa?" lui la strinse a sé le alzò il mento col le dita toccando le labbra alle sue ammirando il tramonto dalla scogliera con le onde mosse del mare che si infrangevano, gli schizzi arrivavano fino a loro. Due giorni dopo il padre e il resto della servitù arrivò a Port Isaac. Rose si trovava nel roseto a parlare con la madre, toglieva le foglie secche delle rose il padre si accostò a lei "Padre…." – "Mi hai fatto preoccupare lo sai vero? Mi hai deluso molto. Ma ormai quello che è fatto è fatto". Timidamente con lo sguardo basso "Questo significa niente matrimonio" lui respirò profondamente girandole il capo verso di lui "Mi sono confrontato con il Re Fredrick e abbiamo deciso di scogliere la vostra unione" i suoi occhi erano colmi di felicità "E mi lascerete sposare Eracle?" lui mise le mani avanti "Non corriamo troppo, per ora accetto il fatto che siate amanti" lei lo strinse a se "Oh grazie padre!" e continuò "Voglio che alle prossime riunioni del regno lui presienzi e mi faccia da consigliere". Si mise in punta di piedi baciandogli la guancia e corse ad avvertire Eracle "C'è Ancora una cosa….. sono giunte voci della liberazione del drago dalla fortezza di Cade immagino che tu non ne sappia nulla" – "E' così padre", aggrottò la fronte "E' davvero strano, Cade ha dichiarato che una ragazza indossava l'armatura di Barnes con due giovanotti lo hanno liberato". Rose alzò le spalle "Io non ne so nulla!". Una guardia interruppe la loro conversazione "Mio Signore…. Mio Signore, l'armata di Cenred sta avanzando verso di noi" – "Cosa?... Molto bene preparate la difesa" il suo sguardo cadde sulla figlia e annuì sapendo già quale fosse la sua domanda. Corse ad infilarsi l'armatura, da crinale più alto con al fianco Amelung poteva vedere l'immensa armata di Cenred "Il mio destino è iniziato!" – "E'così mia Signora" il drago si inchinò come gesto d'onore "E' tempo!".

Il suo destinò iniziò si promise che avrebbe difeso la magia e aiutando i maghi, e regnando Port Isaac accanto a Eracle.