Due bicchieri e una bottiglia

Ho appena lasciato la camera di André, sono furiosa, cammino a passo marziale, il mio intento è quello di rinchiudermi in camera mia ma ci ripenso, decido di andare nelle scuderie.

Attraverso il salone, vedo mio padre davanti al camino mentre legge un libro, la sua attenzione viene distolta quando mi vede. Lo ignoro, sento la sua voce: "Si può sapere dove stai andando a quest'ora?"

"A Parigi! Vado ad ubriacarmi come un vero uomo!"Rispondo decisa senza neppure fermarmi. "Sono stanca, stufa di tutti questi obblighi …. E che altri decidano per me!"

"Ma tu sei pazza! Come ti salta in mente ad andare aParigi per ubriacarti? Ricordati che sei una donna e a quest'ora è pericoloso andare in giro, figurarsi poi andare in un osteria! E poi … A ubriacarti! TORNA IN DIETRO!"

La voce di mio padre mi giunge lontana anche se perfettamente udibile. Non gli permetterò di interferire.

"No, io vado! E non aspettatemi e soprattutto non cercate di farmi cambiare idea, tanto non ci riuscirete!" rispondo furiosa.

"INCOSCIENTE! TORNA INDIETRO!"

"NON CI PENSO NEMMENO E LASCIATEMI IN PACE!"dico mentre afferro la mantella che è sulla poltrona davanti al portone.

Vedo mia figlia lasciare il palazzo per recarsi nelle scuderie, sono fuori di me, vado nella camera di André, non busso entro.

Sono disteso sul letto quando vedo il Generale fare irruzione in camera mia.

"ANDRE'!"

"Cosa succede Signore, perché urlate?"rispondo mettendomi seduto.

"Mia figlia! Mia figlia! E' uscita di senno!"

"Non capisco Signore …"

"André, ti ordino immediatamente di raggiungerla!"

"Dov'è andata Oscar?"

"Mi ha appena detto che si reca a Parigi …"
"A Parigi?! A quest'ora!"

"Si, Mi ha detto che andava a ubriacarsi! André, ti ordino di raggiungerla. SU AVANTI SBRIGATI! Ricordati che se dovesse capitarle qualcosa ti riterrò responsabile! SBRIGATI ANDRE'!"

"Sissignore! Dico mentre mi infilo le scarpe in tutta fretta, afferro la mantella e lascio il palazzo.

Vedo André, lasciare la sua stanza, sono troppo agitato, torno nel salone quando Nanny mi dice: "Ma si può sapere Augustin cosa ti prende? E' tutto il giorno che ti sento urlare! Hai forse qualche problema al comando?"

"Comando? Si, certo! Ho problemi in casa mia!"

"Ma io mi riferivo al comando!"

"Che sia il comando o casa mia non c'è alcuna differenza!"

"Io davvero non ti capisco."

"Mi capisco io e tanto basta. Dimmi, mia moglie è tornata da Versailles?"

"Si. Madame Marguerite è tornata da poco ed è in camera sua."

"Perfetto! Nanny assicurati che nessuno venga a disturbarci."

"Si … si Augustin!"

"Ah dimenticavo, domani mattina dovrò parlarti di una questione importante!"

"Ma cosa succede?"

"Lo saprai domani!"

"Certo … si." Mentre si allontana sussurro: "Chissà cosa si sarà inventato il matto di Augustin! Bah … meglio che vada a dormire, stasera sono particolarmente stanca.

Percorro in tutta fretta lo scalone fino ad avere il fiato corto, sussurro: "Paff … paff … maledizione! Un tempo ci mettevo meno tempo per salire, adesso addirittura ho il fiato corto! Paff … paff …" sussurro mentre entro in camera mia sbattendo la porta.

Sono dietro il paravento per cambiarmi d'abito, indosso una camicia da notte molto trasparente, ho deciso di metterla per far piacere al mio Augustin. E' la sua preferita. All'improvviso sento sbattere la porta, sussulto, dico: "Augustin sei tu caro?"

"Si si sono io! Marguerite, esci da lì, ho bisogno di parlarti!"sono nervoso, neppure la voce dolce della mia amata riesce a placarmi

"Aspetta, che indosso la vestaglia…"
"Non ho tempo da perdere, vieni fuori!"

"Si … si … arrivo…" esco dal separè, dico: "Cosa ti succede? Perché sei tanto agitato?"

Vedo mia moglie venirmi incontro, indossa la camicia da notte che preferisco. Marguerite traspare in tutta la sua bellezza lasciando una scia di profumo. Per un istante annuisco, poi dico: "Oh Marguerite hai indossato questa camicia proprio stasera che sono fuori di me!"

"Augustin caro, veramente tutte le sere sei fuori di te, anche se debbo ammettere che stasera lo sei particolarmente."

Vedo mia moglie sorridere mentre pronuncia le ultime parole.

"Dai non scherzare che non ne ho voglia!"

"Ma si può sapere cosa ti prende?"

"Mi prende che mi sono reso conto che mio figlio in realtà è una bellissima figlia …"

"Oh Santo cielo! E si, stasera sei agitato più del solito!"

La miaMarguerite continua a sorridere, con aria un poco maliziosa.

"Davvero non ti capisco…"

"Cosa non capisci?"

" Per una volta che ti dico che Oscar è una donna …. Tu mi da quasi del matto! Valle a capire queste donne!"

"Sono io che non ti comprendo: prima volevi un maschio e adesso che ce l'hai, cambi idea e decidere di avere la sesta figlia femmina! Vai a capire gli uomini!"

"Basta ti prego! Non fare dell'ironia, sto parlando sul serio!"

"Anch'io! Augustin dovevano trascorrere trentadue anni affinché tu capissi che Oscar è una donna?"

"Oh Marguerite, ho sempre saputo che mio figlio è una ragazza è solo che … che …"
"Che?"

"Marguerite, è giunto il momento che Oscar lasci il servizio militare, si sposi e mi dia un erede."

"COSA! Non ho più alcun dubbio Augustin, sei impazzito!"

Mia moglie mi guarda stupita, neanche avessi detto un'eresia!

"Marguerite, se non l'hai ancora compreso, io voglio un erede!"

"L'hai avuto quando è nata, anzi, è nato Oscar, si può sapere cos'altro desideri?

"Ma come! Non mi avete tutti ripetuto all'infinito che Oscar è una ragazza e come tale doveva comportarsi? Beh, finalmente l'ho capito. Oscar è una femmina ed è giunto il momento che si sposi."

Faccio un profondo respiro, mi siedo sul sofà e dico: "No, aspetta… adesso dimmi come ti è venuta questa idea assurda?!"

"Assurda? Io non la trovo assurda, anzi …" guardo da capo a piedi mia moglie, comincio a sudare per l'emozione e sussurro: "Accidenti, come faccio a parlarti di una cosa tanto importante se mi sei di fronte mezza nuda?! Marguerite, ti prego, indossa la vestaglia!"

"Ih ih … Ma io volevo farlo ma tu me l'hai impedito! Andavi di fretta marito mio!"

"Emm … si, lo so. Su su sbrigati, dimmi dov'è la vestaglia, te la predo."

Mi alzo dal sofà e con un sorriso ammiccante rispondo: "Non è necessario, ci penso io!"

Vedo mia moglie passarmi davanti lasciando una scia di profumo, mi inebria, non capisco più nulla, l'afferro per le braccia e dico: "Non appena avremo finito di parlare, sarai mia!"

"Augustin come fai ad esserne tanto sicuro? Magari i tuoi discorsi potrebbero non piacermi e ti mando a dormire nella stanza degli ospiti."

"Non scherzare, non scherzare Marguerite!" dico stringendola a me e rubandole un bacio passionale. "Su, su copriti!"

"Vado caro. La vestaglia è dietro il paravento." Dico sorridendo mentre l'afferro e mi copro. "Allora caro, adesso mi spieghi cos'è questa novità! Ma nostra figlia non occupa un incarico di prestigio?"

"Lo occupava, visto che ha deciso di lasciarlo per prendere il comando dei Soldati della Guardia!"

"Come! Ma non è certo un posto sicuro per la nostra Oscar! Ma perché ha deciso di lasciare la Guardia Reale?"

"Ecco, finalmente hai fatto una domanda sensata. Marguerite, ho parlato con André e mi ha detto che tale decisione è stata dettata perché pare che Oscar si sia innamorata…"

"Innamorata?! E di chi?"

Vedo uno sguardo curioso dipingere sul volto della mia amata. È una sorpresa anche per lei….. ma una brutta sorpresa quando le dirò di chi!

"Non indovinerai mai Marguerite!"

"Avanti, dimmelo!"

"Oscar si è innamorata dell'amante della … regina…"
"COSA! Ma è impazzita! Con tanti uomini che ci sono a Versailles, proprio del conte di Fersen doveva innamorarsi?! E' risaputo in tutta Versailles che non si accontenta solamente della nostra regina ma fa sfoggio di tantissime cortigiane…"

"Lo so, lo sooo! Marguerite, questa faccenda non mi piace per niente."

"Nemmeno a me. Però poco fa hai detto una stupidaggine …"

"Io non dico mai stupidaggini. Marguerite, voglio che Oscar si sposi."

"Tu sei pazzo!"

"Mai stato tanto lucido in vita mia."
"Hai detto la stessa cosa quando è nata nostra figlia, ricordi?"

"Ma cosa c'entra? E poi non sei contenta che ho fatto di lei una donna libera e indipendente?"

"Si, certo fino a questo momento!"

"Forse non lo è?"

"Si, ma adesso con la tua follia di farla sposare …"

"Follia hai detto? Dimmi perché la mia idea sarebbe folle?"

"Augustin, nostra figlia ha più di trent'anni, ragiona come un uomo e hai fatto di lei un soldato, spiegami, come puoi obbligarla a prendere marito? E poi sentiamo, chi sarebbe il candidato?"

"André."
"André … Il nostro André?"

"Esatto! Ma perché mi guardi così?! Eppure André è perfetto."

"Ma …"

"Ma niente! Chi più di André potrebbe sopportare il suo caratteraccio? Te lo dico io: nessuno."

"Ma cosa dici! Augustin, ti prego non scherzare!"

"Non scherzo affatto, sono serio, serissimo. André è l'uomo adatto a nostra figlia."

"Chi ti dice che lui l'ami?"

"Chi di ti dice che non l'ami? Marguerite, ci metterei le mani sul fuoco che André è innamorato di nostra figlia! Ma l'hai visto come la guarda? Solo un uomo innamorato guarda una donna in quel modo."

"Augustin, ammettiamo per un attimo che André sia innamorato di Oscar, chi ti dice che nostra figlia lo sia?"

"Lo sarà. Ti assicuro che prima o poi l'amerà."

"No no no …"

"Si si si! Marguerite, a causa di questa stupida infatuazione che Oscar ha per lo svedese, partirà per la Normandia e si intratterrà per un mese .."
"Aspetta Augustin, se hai appena detto che Oscar si è innamorata del conte, come pretendi che si innamori di André? E poi so per certo che nostra figlia gli vuole bene ma come ad un fratello."

"Appunto per questo motivo che ho ordinato ad André di partire con lei."

"Cosa! Ma …"

"Marguerite, ho detto ad André che dovrà fare l'impossibile di farsi amare da nostra figlia. Beh … ovviamente dovrà corteggiarla .. magari qualche bacio ma nulla di più. Il resto dopo il matrimonio."

"No, tu hai bevuto."

"Nemmeno in sorso, sono sobrio, lucido. E adesso vieni qui, togliti la vestaglia .. che ti voglio …"

"Augustin, mi fai paura …"
"Paura io? Ma cosa dici? … Dai amore mio, ti voglio …. Ahhh … quanto sei bella, il tuo profumo mi fa impazzire …. Oh Marguerite … Marguerite ….

A passo timido, percorro il sentiero che mi porta alle scuderie, temo di scontrarmi nuovamente con Oscar ma non posso evitarlo, entro, la vedo sellare il cavallo.

"Dove vuoi andare?"

Sento dei passi alle mie spalle, mi volto e vedo André, imbarazzato osservarmi.

"Possibile che lui debba seguirmi ovunque?! Cosa vuoi?!"

"Nulla. Voglio sapere dove stai andando!"

"Non ti riguarda! Ed ora vai via! Voglio restare solo! SOLO!"

"Ne sei davvero sicura? Vuoi davvero restare sola? Hai sempre condiviso tutto con me ..."

"SOLO! Lo vuoi capire?! Devi usare il maschile! Voglio andare a Parigi, a bere, così da dimenticare le ultime quarantotto ore!"

"Vuoi dimenticare lo svedese oppure di essere una donna?"

"Non sono affari tuoi! Vai via! Viaaaaaaa! Cosa ci fai qui?!"

"Sei molto agitata, non voglio che ti accada nulla. Dove vuoi andare?"

"Ah ma ... oltre ad essere un maniaco, sei pure sordo! A Pa-ri-gi. Pulisciti le orecchie!" Rispondo furiosa e sarcastica.

"Maniaco? Ma cosa dici! Non ho dubbi, sei agitata, su lascia stare la sella di Cesar." dico avvicinandomi.

Estraggo rapida la spada e la punto verso André: "Giuro che se non mi lasci in pace te ne pentirai!"

"Cosa vuoi fare?"

"Secondo te?"

" Tanto so che non saresti mai capace di …"

"Invece ti sbagli! Se solo osi fare un altro passo…..ti uccido! Beh no, magari ti feriscono solo."

"lo sapevo …"

"Ancora un altro passo e ti prendo a fil di spada! Anzi...non meriti neppure che sporchi la spada." dico mettendola via e lanciandomi a testa bassa contro André. Inizio a prenderlo a pugni, ma lui non reagisce mi lascia fare.

Oscar mi colpisce, non mi sposto, sussurro: "Se può farti sentire meglio, continua."

Non mi fermo sono furiosa, spingo André fino a farlo inciampare e cadere sul fieno dei cavalli, rovinandogli addosso.

Oscar è sopra di me, la guardo, non resisto e dico: "Hai degli occhi bellissimi, peccato che il tuo sguardo non è per me!"

"BASTA! ME NE VADO! E TU ... TU .. . PORTAMI UNA BOTTIGLIA DI VINO ROSSO IN CAMERA MIA. ANZI DUE. MEGLIO TRE!"

"Perfetto! Così potremo ubriacarci come ai vecchi tempi ed io potrò parlarti delle mie pene d'amore. Sai, c'è una bionda bellissima che mi fa impazzire!"

"Sei odioso! Impertinente ed insopportabile! Oltre ad essere un maniaco che va in giro a strappare le camice alle povere donne indifese!"

"Donne? Hai detto donne? Ma io ho strappato la camicia ad Oscar François de Jarjayesquindi ad un uomo, non ad una donna! Oscar credo che tu sia un tantino confusa!"

"Smettila subito!" dico alzandomi e lasciando le scuderie. "Se pensi di prenderti gioco di me …. ti sbagli! Non intendo certo perdonarti per quello che mi ha fatto!"

"Volevo solo farti capire che sei una donna."
Alle parole di André mi volto stringo i pugni e ribatto: "Quello che sono non ti riguarda, capito? E lasciami in pace!"

Vedo Oscar lasciare le scuderie in tutta fretta, sorrido e dico: "Oscar François adesso ti porto del buon vino, così potrai raccontarmi le tue pene come io le mie!"

Le parole di André mi giungono in lontananza e mi irritano sempre di più, ribatto:" Pene d'amore?! Io non amo nessuno. Nessuno."

"E lo svedese? Io invece amo una bionda bellissima che non mi ha mai visto come un uomo!"

Salgo veloce le scale, sbattendo i piedi sui preziosi marmi, apro la porta della mia camera, entro e la lascio sbattere rumorosamente. E se mio padre si sveglia...peggio per lui!

Sono in intimità con mia moglie, dico felice: "Marguerite, André è riuscito a convincere nostra figlia a non andare a Parigi. Hai visto che è l'uomo adatto a lei?"

"Augustin...nostra figlia ha sbattuto la porta. Secondo me è furiosa!"

"Ma no, ma no! Ih ihih ... Sono atteggiamenti che preludono un matrimonio! Ih ih ... Su su baciami Marguerite e non distrarti!"

"Augustin...non mi pare di avere mai sbattuto la porta della mia stanza in gioventù. E neppure le nostre figlie! Mio caro ... deve essere successo qualcosa tra quei due!"

"Marguerite! E' tutto in proporzione! Vedi cara, con il temperamento che ha nostra figlia, è normale che sstatala porta. Sono sicuro che a breve andrà a farle visita Andrè per calmarla ... umm ... se André andrà da lei ... umm ... sarà meglio sorvegliare! Marguerite, dobbiamo affrettarci se davvero André andrà in camera di nostra figlia, mi toccherà sorvegliarli, sai non si può mai sapere."

"Augustin ... io non credo che possa accadere alcunché tra quei due. Dimmi ... vuoi davvero farli partire da soli?! Oscar mi sembra troppo arrabbiata!"

"Certo! E in quanto al fatto che sia arrabbiata, beh ... quei due avranno un motivo in più per riconciliarsi! Su su amore, adesso pensa a me!"

"Augustin... ah ahah ... ma sei incontenibile!"

"Ma quale incontenibile! Ma se sono stato fuori in missione per tre settimane! AhhhhMarguerite ... Marguerit!"

Sono in giardino quando sto per entrare in casa e vedo tra i cespugli una rosa appena sbocciata, sorrido, sussurro: "La porterò ad Oscar, magari mi perdonerà per averle strappato la camicia."

Entro in cucina, prendo un vassoio , il miglior vino delle cantine e due bicchieri, percorro il corridoio fino ad arrivare dietro la porta di Oscar e con tocco leggero busso.

"Sono André, posso entrare?"

"Entra!" Rispondo in un ruggito.

Entro e dico: "Ho portato il miglior vino che abbiamo."

"Bene, posalo lì e vai!" Dico secca senza neppure guardarlo.

Marguerite ed io abbiamo appena concluso quando sento dei passi fermarsi dietro la porta di Oscar. "Marguerite, André è appena andato da nostra figlia." dico indossando in tutta fretta la vestaglia.

"Augustin, cosa stai facendo?! Torna qui!"

"Non ci penso nemmeno! Devo assolutamente accertarmi come stanno andando le cose tra i miei futuri sposini! Io vado Marguerte, a dopo!"

"Augustin! Sei un uomo impossibile!"

"Zitta! Non vorrai che si svegli tutto il palazzo?!" dico aprendo la porta della mia camera in silenzio. Percorro il corridoio scalzo e in punta di piedi arrivo dietro la porta di mia figlia. E' chiusa, mi chino e spio dal buco della serratura.

Umm ... vedo un vassoio, due bicchieri e ... se non sbaglio ... vedo una rosa. E bravo il mio André Ih ih ... Il corteggiamento è in atto! Sono sicuro che stasera mia figlia comprenderà che l'unico uomo in grado di sopportare il suo caratteraccioè di fronte a lei! ... Meglio che stia attento, voglio vedere come si evolve la faccenda tra loro.

Allora André, cosa vuoi?! Io voglio restare solo!"

"Non ti lascio sola. Hai bisogno di una spalla su cui piangere e chi se non l'amico di sempre?"

"Amico di sempre?! Tu eri come un fratello per me! E mi hai tradito! Hai tradito la mia fiducia! Lo capisci?! Sei un mostro! Un maniaco! Ecco cosa sei!" Dico svuotando il primo bicchiere di vino rosso.

Mi avvicino alla sedia, mi siedo di fronte ad Oscar, riempio il mio bicchiere e ribatto: "Puoi dire tutto di me tranne che sono un maniaco. Sappi che non ho mai frequentato donnine come invece ha fatto e fa il conte svedese!"

"Sentilo ... adesso vorresti dirmi che tu, alla tua età, non hai mai fatto certe cose! Figuriamoci! Ti sarai approfittato di tutte le cameriere di palazzo!" Dico bevendo decisa.

Continuo a guardare, André è seduto accanto a mia figlia e bevono. Bene, è un buon inizio. E poi se Oscar voleva ubriacarsi che lo faccia a palazzo, anziché in una squallida osteria.

"Io cosa? ... No mai! E lo sai perché? Io non sono alla ricerca del piacere passeggero come l'amante della nostra regina. Io ambisco a qualcosa di più grande ..."

"Certo...ambisci a strappare le camice! E comunque sappi che non ti credo!"

"Puoi anche non credermi ma è la verità. Riguardo alla camicia strappata, non era mia intenzione farlo, è stato un incidente."

"Certo. È stato un incidente! Ed io ora, incidentalmente, ti taglio ciò che ti rende uomo!"

Istintivamente lascio il bicchiere e mi porto le mani nella parte bassa, sussulto e ribatto: "Cosa! Ma sei per caso impazzita? "

Vedo André toccarsi nella parte bassa, ma cosa fa? E' forse diventato matto? Avere certi atteggiamenti davanti a una dama! Umm ... ma appena uscirà di qui, mi sentirà.

"André...la bottiglia è vuota. Uhm...ne voglio un'altra! Ora. Subito!"

"Credo che sia più che sufficiente, visto che sei ubriaca fradicia. E poi preferirei continuare a chiacchierare con te!"

"Io invece non ne ho voglia." rispondo, più per ripicca che altro.

"Io si, invece! Domani partiremo per la Normandia, il mio bagaglio è già pronto. Devi dirmi a che ora lasceremo il palazzo."

"André! Ti ordino di portarmi un'altra bottiglia! E poi non sono ubriaca! Al massimo ubriaco...uhm...no brillo... un poco brillo. Ma tu...tu non me la racconti giusta! Maniaco delle camice...ihc..."

Sorrido e sussurro: "Se guardi bene nel vassoio c'è un'altra bottiglia ..."

"Uhm...no...nel vassoio c'è una rosa. Una rosa bianca...ma niente bottiglie!" Dico afferrando il bicchiere, ancora pieno, di André e bevendo avidamente.

"Tutto qui? Forse non la gradisci?"

"La rosa si. Mi piacciono le rose bianche. E tu lo sai bene. Grandier...raccontami un po' delle tue avventure appresso alle gonne! Ih ihih…"

"Sono contento di vederti felice …"

"Non sono felice, rido! … Ohi ohi ohi … forse ho bevuto un pochino … troppo. Ma non mi importa! Ed ora voglio sapere di te, maniaco strappa-camice!"

"Ma quali avventure?! Oscar, io non sono come gli altri. Se desidero una donna è l'unica che voglio."

"Si...certo... guarda caso quella donna sarei io, vero?"

"Purtroppo si."

"Come purtroppo?! Forse non sono degna del tuo amore? Hic hic …"

"Tu si, io no."

"Ma che cosa dici? Hic hic … Se non fossi stato tanto sprovveduto con me forse …"
"Non ho dubbi, se mi parli in questo modo sei davvero ubriaca."

"Io non sono ubriaca!"

"Davvero? Allora possiamo continuare a parlare."

"Di cosa?"

Di te. Davvero vuoi prestare servizio tra i soldati della guardia?"

"Certo … non sono forse un uomo?"

"No. Davanti a me c'è una donna bellissima…"
"Ih ih … Mi dici queste cose solo perché mi ami, ammettilo! Ih ih ih …"

"Ti dispiace?"

"Hic … Dispiacermi di cosa?"

"Che ti ami!"

"Ma cosa dici? André … mi dispiace che tu mi abbia baciata con la forza, che … che … André, mi hai strappato la camicia… Hic hic … mio fratello ha fatto una cosa simile … Sai come si chiama?"

"Come?"

"Incesto. Tu hai commesso un incesto."

"Non siamo fratelli e sorella, siamo un uomo e una donna … ed io ti amo … ti amo più della mia vita stessa."

"Ih ih … André mi stai dicendo che mi ami, eh si … sono davvero ubriaca … ah ah ah … sto sognando …"

"Non stai sognando, sono qui davanti a te … che farei per averti!"

" Auuufff...André...ho sonno ... il vino ... io ho ... sonno!"

"Allora sdraiati!" dico alzandomi e porgendo le mani. "Su, aggrappati a me, ti accompagno al letto."

"Ronf...fiiiii no ... portami ... in... ronf ... braccio!"

"Lo vedi? Non riesci nemmeno a sorreggerti. Su ti porto in braccio."

Cosa?! Ma cosa fa André?! Ha preso in braccio mia figlia e la sta portando a letto? Ma non è possibile! Adesso mi sentirà.

Faccio irruzione nella stanza di mia figlia e dico: "Ma che diavolo sta succedendo? André, non hai ancora sposato mia figlia, devi attendere prima che mio fratello Armand benedica le vostre nozze! Ti ordino di mettere giù MIA FIGLIA! CAPITO ANDRE'!"

"Sh...fate piano Signore. Si è addormentata! Mezza ubriaca ma dorme. Ora la metto nel suo letto. Ecco. Permettete che le sfili gli stivali?!"

"Come?! Davvero si è ubriacata?"

"Si..." dico piano, in un sussurro, mentre mi perdo ad osservarla. Come è bella, rilassata e dolce. Bellissima.

"Avanti, smettila di guardarla e dimmi cosa ti ha detto!"

"Non vuole che parta con lei in Normandia."

"Ma tu andrai con lei e farai di tutto per farti amare, intesi?"

"Magari …"

"Ehi André, bada … la devi corteggiare, abbracciare, baciare e nient'altro."

"Me l'avete già detto Signore!" dico lasciando la camera.

"Dove stai andando?"

"Dove volete che vada?! In camera mia a dormire, visto che domani all'alba dovrò affrontare un lungo viaggio."
"Giusto, giusto, va pure. Buona notte André!"

"Spero che sia davvero una buona notte!"