In viaggio
André ed io siamo in viaggio da quasi mezz'ora. Siamo seduti l'uno di fronte all'altro, per tutto il tempo non abbiamo detto alcuna parola, non resisto e dico: "Adesso spiegami cosa ti ha preso!"
"Spiegati! Cosa vuoi che ti dica?"
"Voglio sapere cosa ti sei messo in testa."
"Io?! Tu piuttosto Oscar! Per poco non mi fai sparare da tuo padre per la tua assurda testardaggine!" dico guardandola dritto negli occhi.
"Io?! Ma cosa dici?! Se mio padre avesse voluto ammazzarti, l'avrebbe fatto!"
"Si si ... certo. E adesso vuoi spiegarmi perchè vuoi fuggire in Normandia?"
"Ecco ... io ..." alzo la testa e tutto d'un fiato dico: "E tu?! Si può sapere cosa ti è saltato in testa di confessarmi che ... mi ... mi …ami? Non dovevi farlo!"dico imbarazzata e indispettita, senza abbassare però lo sguardo.
"Oscar, sono stato al tuo fianco in silenzio per vent'anni, ti ho amata in silenzio, ho sopportato di vederti struggere d'amore per quel damerino fedifrago e donnaiolo. Ma non puoi chiedermi di ascoltare in silenzio le tue farneticazioni mentre gridi al mondo che sei un uomo. Tu non sei un uomo, vedi di mettertelo per bene in testa, dovessi conficcartelo con la forza!" dico deciso, a tutto c'è un limite, anche alle assurdità che questa testolina tutta matta può dire.
Mi sento ribollire il sangue nelle vene e con rabbia rispondo. "Ma si può sapere come ti permetti di parlarmi in questo modo? Sei per caso il mio fidanzato o mio marito?! Bada, se non fossimo sulla vettura, ti avrei dato un pugno!"
"Eccola, sempre manesca!" rispondo alzando un poco le mani e mettendole con i palmi aperti, rivolti verso Oscar, all'altezza del viso. E poi, a guardarla bene, sembrerebbe un poco arrossita. Forse riuscirò a farle almeno dimenticare quel damerino imbellettato che salta da un letto all'altro mentre decanta lodi di amore sdolcinato alla Regina?
"Perché mi guardi in questo modo? A cosa stai pensando?"
"Uhm ... a nulla, Oscar. E tu? A cosa stai pensando ... o a chi?!" dico piegando un poco la testa, per seguire meglio il suo sguardo sbieco, un poco corrucciato.
"A chi vuoi che pensi? A te ovviamente! Sei riuscito a partire con me grazie ad uno stratagemma di mio padre. André, avanti parla! Ti conosco perfettamente per intuire che stai pensando a qualcosa."
"Io? No no ... non saprei a cosa ho pensare ... sono qui, seduto davanti a te, in questa magnifica carrozza ... diretti in Normandia per un motivo che ignoro."
"Già! Almeno concordo con te: non so perché tu sia partito con me."
"Io invece vorrei sapere perchè sei partita tu, potresti illuminarmi?!"dico deciso, con un tono un poco ruvido. Voglio provocarla per farla parlare un poco.
"Sono affari miei, non ti riguarda! Tu piuttosto perché non hai taciuto? Non dovevi dirmi nulla e soprattutto non farmi nulla … invece... mi hai denudata."
"Oscar ..." dico in un sussurro abbassando la testa. "Mai avrei dovuto fare ciò che ho fatto, non smetterò mai di sentirmene colpevole. E spero davvero che tu un giorno possa perdonarmi…" poi faccio un bel respiro, rialzo il capo. "Ma tuo padre mi ha ordinato di seguirti ed io lo farò, sempre e comunque, non dimenticarlo mai. E poi ...ho una promessa da mantenere."
"Dici che sei pentito di quanto hai fatto?! Allora ammetti di averlo fatto di proposito?!"
Vedo Oscar alzare la testa e puntare i suoi occhi dritto nei miei, furiosa e combattiva.
"Sono pentito, questo si. Non avrei mai dovuto rubarti quel bacio ... e strapparti la camicia. Mai Oscar, è stato un atto sconsiderato. Ma tu non puoi buttare via la tua vita struggendoti per un donnaiolo impenitente, che perdipiù ama la nostra Regina. Apri gli occhi, Fersen è un infedele di natura, incapace di rimanere fedele alla donna che dice di amare. Tu meriti di più Oscar. E prima o poi dovrai capirlo anche tu!"
Arrossisco e ribatto furiosa: "André tu tu ... tu mi hai rubato un bacio! Oh Dio che vergogna! E adesso mi ritrovo qui di fronte a te dopo che ... che ... mi hai baciato, strappato la camicia e per finire mi confessi i tuoi sentimenti come nulla fosse!? André ma non potevi tacere? Perché l'hai fatto?! ... Io ... io ..." sento le lacrime salire ma le ricaccio giù e continuo: "Non dovevi! Non dovevi! Hai rovinato tutto e poi ... io ... io ... non ho mai pensato che tu ... tu ... mi amavi ... mi ami André, no, non è possibile! Che imbarazzo!"
"Oscar, non posso farci nulla. Ti amo, è vero. Te l'ho detto, sono vent'anni che ti amo in silenzio. Non ho resistito ed ho dovuto confessarti i miei sentimenti. Però Oscar ... sei sicura che quel bacio non ti sia piaciuto? Perché a me è sembrato che, dopo un primo momento di smarrimento ... insomma, non mi pare che ti sia dispiaciuto!"di con tono un poco insolente, seppure imbarazzato. In effetti, Oscar ha risposto al mio bacio. Per un attimo, quasi impercettibile, ma ha risposto, ne sono sicuro.
"Ma come osi?! " dico alzandomi dal mio posto ma all'improvviso la carrozza finisce in una buca ed io cado addosso ad André. Sono tra le sue braccia, mi guarda, si avvicina, arrossisco.
"Ti sei fatta male Oscar?" dico tenendola per le braccia, facendo attenzione che non cada a terra. "Uhm ... quanto sei bella! Sei così pericolosamente vicina."
"Ma come ti permetti di parlarmi in questo modo?! André, ormai non hai più ritegno." dico tentando di alzarmi ma la carrozza prende un'altra buca, digrigno: "Maledizione Jacques, ma dove guardi?!"
"Oscar, vuoi sederti al mio fianco? Così non rischi di cadere ..."dico sorridendo.
Ritiro le mani e ribatto: "Ma sei impazzito? Io dovrei sedermi accanto a te dopo che … che mi hai confessato di amarmi? No. Torno al mio posto!" ma l'ennesima buca mi impedisce di allontanarmi dalle braccia di André. "Maledizione! Jacques, mi sentirà!"
"Su Oscar, resta qui. Io non mi offendo affatto. Ed ora spiegami perchè vuoi andare in Normandia. Da cosa fuggi Oscar?!"
Guardo dritto negli occhi André e ribatto con rabbia: "Per fuggire da Fersen che mi ha detto che sono il suo migliore amico e ... fuggo da te, visto che mi hai confessato di amarmi! ... Ma cosa dico?! Che situazione ridicola, come faccio a sfuggirti se sei qui con me e per di più siamo quasi abbracciati!? Tutta colpa di mio padre!"
"Oscar, se fuggire fosse una soluzione, non credi che io sarei fuggito già da tempo? Non serve a nulla, fuggire, credimi. E comunque, tornando a Fersen, non merita nulla. Definirti il suo migliore amico è una follia. Tu sei una donna, anzi una bellissima donna! La più bella donna che esista!" dico con sguardo un poco adorante, Oscar è così bella, anche con questo sguardo dardeggiante negli occhi!
"André, non devi parlarmi in questo modo, non voglio. E riguardo a Fersen ecco ... lui forse è come dici ma i sentimenti non si possono controllare…"
"Ma tu ... sei davvero sicura di amarlo? Non è che ti sei innamorata dell'idea stessa dell'amore? Di un amore impossibile e struggente? Perchè tu lo sai che lui ama la regina!"
"... Io ... io non ho mai amato nessuno e Fersen ... mi turba. Quando lo vedo, sento il cuore battere forte, forse questo non è amore?"dico tentandomi di alzarmi.
"L'amore è volere il bene dell'altro più del proprio, l'amore è essere disposti a tutto per l'altra persona, anche a morire ... o a farsi da parte. L'amore è tutto ed è nulla, basta a se stesso, senza chiedere nulla in cambio. Ecco cos'è l'amore Oscar."
Le parole di Andrè mi lasciano un attimo stupita, lo guardo un poco di sottecchi, ha un'aria affranta mentre mi guarda e parla. Affranta ma solenne, crede veramente in ciò che dice, forse per lui è davvero così. Sono vent'anni che si prende cura di me, mi segue, previene ogni mia necessità.
Mi siedo nuovamente di fronte ad André e sussurro: "Tu, mi confondi ... basta, non voglio più ascoltarti!"
"Come desideri Oscar, faremo il resto del viaggio in silenzio." rispondo osservandola per bene, credo che le mie parole l'abbiano turbata, forse sta davvero pensando che Fersen è indegno di lei.
"Meglio per tutti e due non tornare sull'argomento."
"Come desideri. Piuttosto dimmi, hai deciso dove alloggeremo questa notte?" domando interessato.
"Non voglio dormire all'addiaccio, quindi ci fermeremo al prossimo villaggio. Spero di trovare una locanda, stasera fa davvero tanto freddo!"
Mi tolgo la giaccia e porgendola sulle sua spalle dico: "Ecco tieni …"
"Ma cosa fai?! Non ne ho bisogno, tienitela!" dico tentando di toglierla.
Vedo Oscar adirata che certa di togliersi la mia giacca, fermo le sue mani, la guardo e sussurro: "Io non ho freddo ma tu si. Non guardarmi in questo modo, non ho alcuna seconda intenzione …"
"André sei uno stupido! Ma si può sapere cosa vai a pensare?"
"Io a nulla. Ti ho detto che il mio gesto è senza secondi fini. Sentivi freddo e ti ho ceduto la giacca. Non è certo la prima volta che lo faccio!"
"Grunt … si lo so … ma me la cedevi prima, non certo dopo!"
"Prima? Dopo? Non capisco…"
"Prima che mi confessassi di amarmi! Non la voglio!"
"Cosa cambia tra prima e dopo? Anche allora ti amavo già e tu non lo sapevi."
"Basta André! Terrò la tua giacca a patto di non tornare più sull'argomento!"
"E va bene, come vuoi ma ciò non toglie che ti amo…"
"ANDRE?!"
"Si si non dico più nulla se è ciò che può tranquillizzarti!"sorrido felice, se l'ho turbata almeno un poco, c'è la possibilità che almeno si dimentichi di quel damerino donnaiolo. Se non viole amarmi, spero almeno che si levi dalla testa quel fedifrago irriducibile.
Rimango in silenzio per qualche istante poi ribatto: "Sei decisamente cambiato, un tempo non mi avresti parlato in questo modo."
"Un tempo … ho sopportato fin troppo in silenzio, non ti sembra? Oscar, forse il fatto di non essere un nobile non mi da alcun diritto di amare una donna aristocratica?"
"Ma ti rendi conto di cosa dici?! Andrè, non è questo il punto…"
"Allora spiegami qualè, perché io non l'ho ancora capito."
Guardo André negli occhi come ho sempre fatto e con evidente imbarazzo rispondo: "Certo che hai il diritto di amare una donna aristocratica, ma non me. Io amo un altro uomo …" purtroppo amo un altro uomo, uno per cui sono solo il suo migliore amico. Sospiro mentre penso a tutto ciò.
"Un uomo che non ti ama…"
"Ti piace infierire vero?!"
"No. Voglio solo che tu capisca, tutto qui. Oscar, Fersen non ti ama, io invece sarei disposto a darti anche la mia vita."
"André ma lo vuoi capire che tu per me sei … sei … una specie di fratello?"
"Ma non lo sono. Oscar, visto che siamo in argomento voglio dirti che non ti amo da vent'anni …"
"Ah no?!"
"No. Ti amo da sempre. Ti amo da quando ti ho vista per la prima volta, eri sullo scalone con il fioretto e appena mi hai visto, mi hai detto: tieni, prendi la mia spada, io ne prenderò un'altra e andiamo in giardino a batterci. Oscar, il mio è stato un amore a prima vista!"
"Esagerato!"
"No, non esagero. Ma lo vedi che sei diventata rossa?!"
"ANDRE', FINISCILA! … Ma che situazione, ed io che non sospettavo nulla e soprattutto parlavo dei miei sentimenti per Fersen con te …"
"Ogni volta che lo facevi, mi infliggevi una pugnalata ma ho resistito … ho sofferto in silenzio, fino all'altra sera …"
"Ti proibisco di ricordarmelo!" dico indispettita, basta, io voglio andare oltre, ma se lui continua a ricordarmi quello che mi ha fatto, finirò con passarlo a fil di spada!
"Invece è successo. Ti ho baciata…"
"Con la forza."
"Certo, con la forza, io speravo che un giorno l'avrei fatto con il tuo consenso …"
Mi sfilo con rabbia la giacca di André, gliela lancio, uro: "BASTA! TI STAI DIVERTENDO VERO?!"
"Ma cosa dici?!"
Mi sporgo dal finestrino e a granvoce domando al vetturino: "JACQUE!"
Dall'alto della carrozza ascolto la voce del padrone arresto l'andatura dei cavalli e rispondo: "DITE CONTE!"
"QUANTO MANCA ANCORA AL PROSSIMO VILLAGGIO?"
"DIECI MINUTI CIRCA PADRONE!"
"BENE, ACCELLERA I CAVALLI, VOGLIO ARRIVARCI IN MENO DI CINQUE MINUTI!"
"MA SIGNORE, LA STRADA E' DISESTATA…"
NON MI IMPORTA! ESEGUI I MIEI ORDINI!"
"COME VOLETE SIGNORE, AGLI ORDINI!"
Appena Oscar rientra con la testa dal finestrino dico: "Ma cosa hai fatto?! La strada è piena di buche …"
"Non mi importa! Voglio arrivare al villaggio, chiudermi in una stanza e non vederti fino a domani. Accidenti, ho preso anche la carrozza che ha un solo posto a cassetta!" borbotto mentre la carrozza prende una buca dopo l'altra.
E' quasi sera, sta calando il sole, quando Jacques ferma la carrozza in un piccolo villaggio, nell'unica locanda che c'è. Si ferma, scende dalla carrozza e si affaccia allo sportello.
"Uhm ... perdonate Signor Conte, ma è tempo di fermarsi per la notte. Questa è l'unica locanda!"
"Per me, va bene qualsiasi posto, l'importante è poter riposare."
"Allora ... Andrè vai tu a chiedere se c'è posto? Io resto con i cavalli?"
"Va bene Oscar." rispondo mentre scendo dalla vettura.
Entro nella locanda, osservo, è affollata. Con lo sguardo cerco il padrone ma mi si avvicina un giovane garzone che mi dice: "Volete un tavolo Signore?"
"Ecco, vorrei un tavolo per la cena e tre stanze per la notte."
"Avete detto tre stanze?! Impossibile Signore, ne abbiamo appena una, però potreste alloggiare con le ragazze, sapete, loro sono al servizio dei clienti."
"Eh? no no, grazie. Vada per una ... Intanto potete prepararci la cena e accompagnare il cocchiere alla stalla, ovviamente serve la cena anche per lui!"
"Si, certo!"
André tarda a tornare, non resisto, scendo dalla carrozza lo raggiungo, gli vado incontro e domando: "Hai trovato alloggio per tutti?"
"Veramente Oscar .. c'è una sola stanza. Jacques rimarrà con i cavalli, come sempre. Ma io ..."
"Tu cosa? ... André, vuoi dire che tu ... no, ti prego anche questa!"
Spalanco le braccia e dico: "Non vorrai farmi dormire con qualche donnina! Sii ragionevole ... starò su un divanetto, o su una poltrona. Tranquilla, non intendo certo importunarti!"
"Con qualche donnina? Forse non l'hai mai fatto?" domando con tono impertinente, figuriamoci se questo distruttore di camice non ha una certa esperienza in materia!
"Oscar! Non sono domande da farsi, non credi? Ora vieni, mangiamo qualcosa!"
"Certo che te lo chiedo. Avanti rispondimi! Forse non sei mai venuto in un posto simile per intrattenerti con qualche donna?"
"No, Oscar, quando ami una persona desideri solo lei. Ed ora sediamoci, prego!" dico indicando il tavolo.
Le parole di André mi turbano, lo seguo, ci sediamo al tavolo e rimango in silenzio.
Appena seduti viene l'oste a domandarci cosa vogliamo per cena.
"Signori, cosa posso portarvi? Questa sera abbiamo un arrosto magnifico, con contorno di patate e buon vino"
Oscar risponde: "Per me va bene! Ma portateci due boccali di birra!"
"Bene Signore ... e per Voi?!"
"Va bene lo stesso, grazie!"
Vediamo l'oste andare via, resto in silenzio ad osservare Oscar, persa in chissà quali pensieri. Certo che il generale ha delle pretese ben difficili, Oscar non potrà mai amarmi, soprattutto dopo il disastro che ho combinato. E' già tanto che mi parli ancora, ma io non mi arrendo, riuscirò almeno a riconquistare la sua fiducia!
Arriva la cena, Oscar mangia poco e beve molto, come a volersi quasi ubriacarsi.
"Oscar, non esagerare con la birra, mangia piuttosto!"
"Non ho molta fame ... ho sete." dico buttando giù l'ennesimo boccale di birra.
"Oscar ... ubriacarsi non serve a nulla. Finisci la cena e andiamo a riposare, domani partiremo presto." dico con tono paterno. Accidenti che testona che è!
Sorrido appena, stringo il boccale tra le mani e sussurro: "Dici che non serve a nulla? .. Ti sbagli, bere aiuta a dimenticare ... dimenticare Fersen che mi vede come un uomo e dimenticare te che mi vedi come una donna!"
"Oscar, io non ti vedo come una donna, tu sei una donna. Prima o poi dovrai capirlo anche tu." dico mentre la osservo con sguardo dolce, perso nei suoi occhi tristi e lucidi.
"André ... è mai possibile che un uomo possa pazientare dietro a una donnacome hai fatto tu?"
"Beh ... io in effetti ho perso la pazienza. E non smetterò mai di pentirmi del mio gesto. Però se una persona ama veramente ... è disposto a tutto!"
Sono stordita dall'alcol, guardo André con sfacciataggine e domando: "Davvero non ti credo, non può essere ..."
"Certo che è così Oscar, ma ora andiamo a riposare, su forza. Mi sembra che tu abbia bevuto fin troppo!"
"Oh André ... io ho sonno ma non tivoglio nel letto con me, non siamo mica marito e moglie! Ih ih ..."
"Tranquilla Oscar, non intendo di certo importunarti. Su vieni, ti aiuto a salire le scale" dico mentre l'oste mi porge la chiave della nostra stanza.Temo che Oscar sia un poco brilla, anzi ubriaca direi. Accidenti a lei, ed anche a me ed alla mia scelleratezza!
"Non ce la faccio ... purtroppo per me, devo aggrapparmi a te ..."
"Su su ..." dico passando un braccio di Oscar su una mia spalla. Quanto vorrei prenderla tra le braccia e portarla così di sopra. Accidenti, non posso davvero permettermi di fare una cosa simile!
Mi appoggio al mio amico di sempre, lo guardo, sorrido e dico: "Non è strano che la donna che ami ti abbracci? André se poi vuoi andare da qualche donnina, ti do il mio permesso...sai ... non sono gelosa! …Ih ih … anche se penso che non sarebbe la prima volta!"
"Davvero? Cosa te lo fa pensare?"
"Ih ihih … tutto! … Sei un uomo … e gli uomini vanno a donne … come Fersen …"
"Io non sono lui. Io amo te, e desidero solo te." Dico un poco spazientito. Passi tutto, ma paragonarmi a quel donnaiolo proprio no. Certe che se nella testolina bionda di Oscar tutti gli uomini sono dei donnaioli …. Sarà dura farla ragionare!
"Ih ih … Mi parli in questo modo perché sono ubriaca … ma domani farai i conti con me…"
"Domani, nemmeno ricorderai la nostra conversazione, sei troppo ubriaca."
"Ubriaco! Io sono ubriaco! Sono un uomo … il mio nome è Oscar François e sono un uomo. Non dimenticarlo."
"Si, certo, però io ti vedo come una donna."
"Ih ih … Non ce dubbio André, sei ubriaco! André …"
"Dimmi!"
"Suvvia, vai a dormire con una donnina, non sacrificarti per me…"
"Eh?! No no, grazie mille per la tua magnanimità Oscar, ma resterò con te!" dico con voce impertinente.
"Con me? Vuoi forse strapparmi la camicia? Ih ih ... Ma stavolta indosso le fasce ..."
"No Oscar, non intendo ripetere quel gesto malsano, stai tranquilla! Su forza, eccoci arrivati, adesso apro la porta e ti metto a letto, va bene?!"
"Mi gira la testa ... sto male ... Maledetto Fersen, è tutta colpa sua e ... anche tua André..."
"Lo so, ma non è un buon motivo per ridurti in queste condizioni."
"Sei davvero antipatico … hai sempre la parola pronta."
"Proprio come te."
"Siii … proprio come me! Ih ihih … comunque è colpa vostra: tua e di Fersen…"
Entriamo nella stanza, chiudo la porta con un calcio e mi avvio verso il letto.Sorreggo Oscar, tenendola per la vita, con un suo braccio appoggiato alla mia spalla, cerco di sistemarla sul letto, con gentilezza ma fermezza. Purtroppo però Oscar non è molto collaborativa e continua nelle sue farneticazioni. O forse, nelle sue verità.
"Mia Oscar? E cosa c'entro io con Fersen?"
"Tu c'entri! ... Non dovevi dichiararti! E poi ... spiegami ... come si fa ad amare un uomo? Hai mai visto che un uomo ami un altro uomo? Ih ih ... Certo .. aVersailles mi è capitato di vedere anche quelli ma tu ... tu no…tu ami le donne!Ih ih ..."
"Io amo una sola donna Oscar. Ora su forza, mettiti a letto. Ce la fai a toglierti gli stivali?!"
Mi lascio andare sul letto e sussurro: "Se ce la facessi non ti avrei abbracciato per arrivare fin qui! ... Padre... questa me la pagherete, mi state obbligando a passare la notte con un uomo che mi ama ..."
"Uff ... come sei melodrammatica Oscar!" dico mentre le sfilo gli stivali. "Perdonami, ma non intendo aiutarti con i vestiti! Quindi, o fai da sola, o dormi così." dico guardandomi in giro. "La stanzaè piccola e poco arredata, il letto poi è davvero troppo piccolo, temo proprio che dovrò dormire sul divanetto ... o sul pavimento, peggio di un cane, accidenti!"
"Ih ih ... Cosa fai ... ti vergogni? Eppure non sarebbe la prima volta che mi aiuti! ... Si ma prima non mi amavi invece adesso ... Ma perchè proprio a me?!"
"Oscar ... ti ho sempre amata. Ma dopo l'altra sera, trovo sia meglio che tu faccia da sola! Piuttosto, dove mi sistemo io per la notte?!"
"Come dove? Ma nel letto con me! ... Abbiamo diviso tante volte il letto, non vedo perché adesso non dovremmo farlo! ... Ohi ohi che mal di testa!"
"Sei sicura? Per me non c'è nessun problema." dico sedendomi sul letto e lasciandomi cadere sul materasso.
"Non fare lo stupido! ... Anche se mi hai baciata e visto il petto, non significa che tu debba dormire sul pavimento! ... Buona notte fratello..."
"Buona notte Oscar!" e speriamo che vada tutto bene, povero me, con questa splendida tentazione al mio fianco. Però almeno non è più arrabbiata ... mi lascia dormire nel suo letto!
Mi giro sul fianco, chiudo gli occhi e sussurro appena appena: "Ih ih ... fratello .. mi sei debitore ... stamattina ti ho salvato la vita, mio padre ti voleva ammazzare!...Ih ihih … Andrè, mi dispiace ... mi dispiace che tu stia soffrendo a causa mia, so cosa significa amare e non essere riamati. Fratello, siamo davvero sfortunati ..." dico cadendo in un sonno profondo.
Vedo Oscar dormire profondamente, è accanto a me, che emozione! … Come vorrei che fosse la mia donna! La osservo con tutto l'amore che provo, adesso posso farlo, non lo sa … non lo vede.
Quanto è bella la mia amata Oscar! … Forse in questo momento sta sognando il conte svedese … chissà!
Stasera le ho ribadito innumerevoli volte che l'amo … ho potuto farlo perché era ubriaca, domani nemmeno ricorderà. Come vorrei poterla toccare, baciare amare … non posso! Oh mia bellissima Oscar, potessi addormentarmi tra le tue braccia! sussurro mentre mi addormento.
I miei occhi si schiudono ai primi raggi del sole … che strano, sento un macigno addosso, cosa succede? Abbasso lo sguardo e mi rendo conto che qualcuno mi sta abbracciando, sussulto, mi scosto rapidamente, sento mugugnare.
"Umm … cosa succede? … Nonna, ti prego lasciami dormire ancora un po'… ho sonno."
Spalanco gli occhi, è André che mi avvolge in un abbraccio, quasi urlo: "Ma si può sapere come ti permetti di abbracciarmi? Certo che hai una gran faccia tosta! … Distruttore seriale di camice! Lasciami andare! Togliti!"
La voce severa mi sveglia, mi accorgo di abbracciare l'unica donna che ho sempre amato, la guardo senza muovermi e sussurro: "Buongiorno Oscar…"
"Buongiorno un accidenti!" dico sollevando il braccio di André facendolo cadere rovinosamente su se stesso.
"Ahi che male! Ma cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?"
"Cosa hai fatto!? Ma se mi hai abbracciato!"
Rimango al mio posto e con tono calmo e tranquillo ribatto: "Credo di avere dormito così per tutta la notte."
"Come?! Ma sei impazzito?! Ma come hai osato?"
"Oscar, possiamo celare i nostri sentimenti durante il giorno ma la notte…durante il sonno ….."
"Cosa vorresti dire? Che di notte potresti farmi qualsiasi cosa sentendoti giustificato?"
"Ma cosa dici?!"
"Io cosa dico? Tu piuttosto, come fai a startene tranquillo dopo… dopo …"
"Aver dormito abbracciato a te? Ti confesso che ho riposato benissimo, ero abbracciato alla donna che amo con tutta l'amina."
"Tu sei pazzo!" dico saltando giù dal letto rapida. Mi do una controllata agli abiti, indosso ancora gilet e camicia, pantaloni e calze. Per fortuna. Però, sono troppe ore che ho le fasce strette addosso ed iniziano ad avvertire un certo dolore. Come vorrei poterle togliere. Accidenti ad Andrè, è solo colpa sua se sono in questa situazione!
Mi tiro su e guardandola sussurro con tono suadente: "Si, sono pazzo di te."
"Ma che faccia tosta! André ma non ti vergogni?"dico infilando rapida gli stivali.
"Vergognarmi di amarti? No, mai!"
"Ohh meglio che vada di sotto per la colazione, voglio ripartire immediatamente!"
"Aspetta! Vengo con te."
"No. Non voglio dividere il tavolo con te, è già sufficiente il viaggio in carrozza." Dico lasciando in tutta fretta la stanzadopo avere afferrato la mia giacca in un gesto stizzito.
"Oh accidenti a me! Ma perché le parlo in questo modo?!" mi alzo dal letto e sussurro ancora. "Se è la guerra che vuole e guerra sia! Io l'amo e voglio che lo capisca."
Percorro il corridoio in tutta fretta quando all'improvviso vedo venirmi incontro una donna avvenente, è una delle donne della casa.
"Monsieur, Vi ho notato ieri, eravate in compagnia di uno splendido moro, ditemi è ancora in camera?"
"Come?!"
"Mi riferisco al bel moraccione che ha diviso la camera con Voi."
La guardo dritto negli occhi e le dico: "Forse vorreste usufruire dei suo favori Madame?"
"Certo! Sono sicura che con un uomo simile sarà un vero piacere."
"Co come! Ma cosa dite?!…"dico un poco scandalizzata. Davvero questa donna vuole Andrè? Ma ….
"Non vedo perché dovreste scandalizzarvi Monsieur, infondo siete anche Voi un uomo! Se desiderate Vi mando una delle mie amiche, ma io veglio il bellissimo moro e giuro che sarà mio."
Rispondo fuori di me: "Impossibile Madame! Al bel moro piacciono gli uomini, delle donne non sa che farsene." Pronuncio queste parole senza neppure rendermene conto, ma in fondo gli sta bene ad Andrè. Che stia in astinenza, tanto sarà anche lui come Fersen, che salta di letto in letto!
"Come?! No, non ci credo, è troppo maschio per regalare le sue prestazioni ad uomo."
"Ih ih … come potete esserne tanto sicura?"
"Cosa intendete?"
"Se ho dormito con lui ci sarà un motivo, non trovate?" dico un poco maliziosa, adesso voglio divertirmi un poco io alle spalle di Andrè …. Ih ih. Gli rovino per bene la piazza, così impara quel distruttore di camice!
"Non è vero! Avete diviso la camera perché ce n'è soltanto una a disposizione!"
"Vero. Ma non avete pensato che poteva tranquillamente passare una notte con una di Voi? … Oh Madame, davvero mi dispiace, ma dovete cercare qualcun altro." Dico lasciando il corridoio raggiungendo il piano di sotto per fare colazione, sorridendo per lo scherzetto che ho combinato ad Andrè. Così impara!
Sono dietro la porta socchiusa, ho ascoltato tutto … Oscar ha impedito a quella donna di entrare in camera, ma perché? … Forse … ma no, cosa vado a pensare! Però perché le ha detto quelle cose? … Che sia gelosa di suo fratello? … Io davvero comincio a non capirla più!"
Vedo il bellissimo moro fare capolino dalla sua stanza, mi avvicino e dico: "Monsieur, non credo a una sola parola del biondino, Voi siete un bellissimo uomo, sono sicura che sotto le lenzuola siete un maschio valoroso."
Ho deciso, se Oscar vuole giocare con me ….. beh, io di certo non mi tiro indietro! Vuole farmi passare per un sodomita? Bene, come vuole lei!
"Emm … no no … il biondino ha ragione."
"Volete dire che …"
"Che sono innamorato pazzamente di quel biondino che è appena uscito da qui, adesso scusatemi, vado a raggiungerlo." dico lasciando in tutta fretta la mia camera raggiungendo Oscar.
Guardo il moro allontanarsi e dico: "Peccato che siate un sodomita! … Monsieur … forse nessuna donna Vi ha mai detto che siete magnifico?"
"Mai. Solo il biondino che è appena andato di sotto." Rispondo allontanandomi.
"Peccato! Come lo invidio … beato lui!
