Paradiso. Biblioteca.

Amenadiel entrò nella biblioteca con un mezzo sorriso. Nei lunghi corridoi domandò a diversi angeli che mettevano apposto dei libri

"La custode dove posso trovarla?"

Tutti gli indicarono una porta in fondo a un corridoio, dove erano ammassati molti libri. Busso. Una voce di donna disse da dentro

"Entra chiunque tu sia"

Amenadiel entrò in una stanza piena di libri, dove in un angolo c'era un piccolo letto singolo con un comodino vicino, su cui c'era una lampada con una cornice di una foto. Poco più in là su una poltrona c'erano ammassati dei vestiti, per terra delle scarpe. Proprio di fronte una grande vetrata c'era una scrivania, piena di libri, fogli. Dietro la scrivania chinata su un libro, una donna anziana, dai capelli bianchi raccolti in una coda di cavallo. La donna disse senza alzare la testa

"Amenadiel riconoscerei il tuo camminare tra mille. Dimmi, cosa ti serve?"

Amenadiel non sapeva proprio come dirglielo

"Maze ha finalmente potuto trovare i corpi di Lucifer e tua madre. Trixie, oggi pomeriggio li metteremo nel centro del giardino, quello qui vicino. Certo saprai che il vento infernale ha fatto diventare tutti gli esseri viventi come statue di pietre. Se vuoi esserci"

L'anziana che era Trixie scosse la testa

"Non posso perdere tempo. Ti ricordo l'accordo fatto con tuo padre Dio? Cercherò un modo per tornare indietro nel tempo, per il tempo che avrò da mortale, lavorando come custode capo della biblioteca in paradiso. Alla mia morte naturale, diventerò un angelo, abbandonando questa idea di tornare indietro nel tempo. Come vedi Amenadiel, io non posso vantare più di molto tempo. Grazie ugualmente"

Amenadiel uscì dalla stanza molto triste.

Qualche ora dopo.

Trixie si svegliò a notte fonda, dopo aver dormito come quasi ogni notte appoggiata alla scrivania. Tentando di svegliarsi, si stropicciò gli occhi. Ma la novità di Amenadiel gli aveva fatto perdere ogni concentrazione. Si alzò dalla poltrona, andando al piccolo letto, sedendosi sul bordo. Era molto magra, con indosso una tunica grigia. I capelli bianchi raccolti in una coda di cavallo, incorniciavano un viso molto pallido e pieno di rughe. Con mano tremante accese la lampada sul comodino, guardando con gli occhi lucidi la foto nella cornice. Era una foto di lei da bambina, che abbracciava Lucifer, assieme a sua madre, seduti nel giardino pubblico vicino il loro appartamento. Con il cuore in pezzi, Trixie abbraccio la foto, lasciando che calde lacrime gli bagnassero le guance. I ricordi tornarono come coltelli nel suo cuore.

Si vide bambina che abbracciava Lucifer, la mattina che lo trovò in lacrime nella camera da letto nell'appartamento. Poco dopo era corsa in cucina, avvertendo sua madre che Lucifer era volato via dalla finestra. Sua madre disperata aveva chiamato Maze, spiegando

"Credevo mi avesse sentita ieri notte. Avevo deciso di andare con lui e Trixie per qualche giorno allo chalet in montagna. Avevo messo anche i miei vestiti nelle borse. Ma apprendo la sua parte dell'armadio, deve aver pensato che lo volessi cacciare dall'appartamento. Deve aver dimenticato che oggi si lavano i vestiti che si usano poco. Per questo l'armadio e mezzo vuoto. Il cellulare sembra disattivato. Maze aiutami, non vorrei che faccia qualche pazzia, Linda ha detto che era terrorizzato che lo lasciassi. Non l'avrei mai fatto! Pur di non tradirmi con quella strega era diventato sofferente. Maze ti prego troviamolo"

Trixie anziana chiuse gli occhi, ricordando il loro viaggio in auto fino all'attico. Risentiva ogni volta nelle orecchie l'urlo di sua madre, quando trovò Lucifer morto. Il re dell'inferno si era tagliato la gola con un coltello di Maze, nel letto della sua camera nell'attico. Il resto fu per Trixie un qualcosa di confuso. Ricordava solo le finestre della camera che scoppiarono. Lei si trovò per terra coperta da Maze. La demone la proteggeva da un vento caldissimo.

Comparve Amenadiel che con le sue ali le proteggeva. Lacrime inumidirono le guance di Trixie anziana, sempre con gli occhi chiusi, vedendo nei suoi ricordi solo altro dolore. Maze che la diede nelle braccia di Amenadiel, mentre intorno a loro il vento caldissimo stava distruggendo tutto. Sempre Maze, oramai nella sua versione da demone, che diede a Trixie la foto in cornice che Lucifer teneva sul comodino dell'attico, dicendole

"Addio tesoro"

In pochi attimi, l'angelo e Trixie furono al cancello del paradiso. Molti angelici avevano salvato altri angelici o umani. Con Trixie c'era anche Linda, che anni dopo gli racconterà tutta la storia della strega Sabrina, di come aveva sconvolto le loro vite. Venne anche a sapere che suicidandosi Lucifer, le porte dell'inferno si erano aperte, riversando sulla Terra il vento infernale. Il vento aveva fatto diventare tutti gli esseri organici come statue di pietre, non permettendogli di andare all'inferno, purgatorio o paradiso, scomparendo del tutto.

Trixie non accettò mai di diventare un angelo, a differenza di Linda, oramai rassegnata che il loro mondo sulla Terra era perso. Era sicura che In quella biblioteca ci fosse un modo per tornare indietro nel tempo. Il suo unico obiettivo era fermare la strega Sabrina. Ma in quei giorni stava perdendo ormai le speranze.

Uno dei giardini del paradiso. Notte.

Un po' indecisa, Trixie si avvicinò alle due statue di pietra poste su un piedistallo. Era senza parole. Seppur senza definizioni del viso, si riconosceva una donna in ginocchio che piangeva un uomo disteso per terra. Inserì la sua mano anziana in quella aperta della statua di pietra che era Lucifer, dicendogli mentre guardava la statua che era sua madre

"Non può finire tutto così. Per un malinteso, un maledetto malinteso…"

Delle lacrime bagnarono le guance dell'anziana Trixie

"...magari foste qui con me. Mi mancate così tanto. Mi manca tutto. Mi manca papà Dan, mi manca la nonna Penelope. Ma soprattutto mi mancate voi due. Mamma e tu Lucifer…"

Trixie scosse la testa

"...no! Papà Lucifer! Tu sei stato sempre un padre per me. Il mio amico magico. Senza di te sarei stata così infelice. Papà Lucifer per qualche tempo ti odiai, ritenendoti uno sconsiderato a esserti suicidato sapendo cosa sarebbe successo. Ma tu non lo sapevi, nessuno lo sapeva. Tu eri solo disperato, pensando di aver perso la tua famiglia. Perché tutto deve essere così difficile? Sono così stanca"

Con fatica, Trixie salì sul piedistallo, stendendosi accanto a Lucifer, mettendo la testa sulle gambe della madre, chiudendo gli occhi.

Trixie si svegliò nello stesso giardino, ma bambina. Una musica da valzer la fece voltare dove erano le due statue di pietra. Invece, c'erano Lucifer e sua madre che ballavano sulla musica del valzer. Lei ridendo felice li raggiunse. Subito Lucifer la prese in braccio, dicendole

"Trixie perché stavi piangendo?"

Sua madre le accarezzo i capelli. Trixie scosse la testa, dicendo

"Solo un brutto sogno. Un incubo"

Sua madre le disse, dopo averle posato un bacio su una guancia

"Un viaggio in corvette ti darebbe piacere?"

Trixie rispose con entusiasmo

"Si certo. Sarebbe bellissimo"

Prima di salire sulla corvette, Lucifer disse a Trixie

"Trixie perdonami per quello che ho fatto…"

Guardando Chloe che affianco la Trixie bambina

"...non vedevo altra strada per far finire il dolore tremendo che avevo nel cuore"

Trixie li guardò sorpresa, divenendo la Trixie anziana, chiedendo ai due

"Ma voi due non siete frutto dei miei sogni?"

Chloe scosse la testa

"Nelle statue abbiamo lasciato una minuscola essenza di noi due. Abbiamo atteso che ci portassero da te, per dirti addio in modo migliore"

Trixie abbraccio sua madre, con un braccio unendo a loro due Lucifer, scossa da singhiozzi di pianto, urlando

"Non andate via. Vi prego! Portatemi con voi"

Sua madre le disse, mentre Lucifer le accarezzava i capelli, dandole piccoli baci

"Noi diventiamo nulla. Non vogliamo che lo sia anche tu. Devi vivere. Mio tesoro siamo certi che farai grandi cose, rendendoci orgogliosi di te"

Lucifer guardò Chloe che annuì di si. Trixie tornò bambina, seduta nella corvette con sua madre e Lucifer.

Trixie si svegliò nel giardino, quando ormai era giorno. Odiava quei momenti, quando la realtà le toglieva i sogni. Sempre più triste, scese dalle statue, dicendo in un sussurro

"Addio, mamma e papà Lucifer"

Tornando alla biblioteca.

Nella biblioteca, l'anziana Trixie si distese nel suo piccolo letto, abbracciando la foto tanto amata, decidendo di non alzarsi più.

Nel giardino del paradiso.

Azrael si avvicinò alle statue che erano state Lucifer e Chloe. Commossa posò una rosa rossa nella mano aperta del fratello, facendo una carezza al viso, dicendo scossa da singhiozzi di pianto

"Mi lamentavo così tanto...Non volendo essere l'angelo della morte, ma ora mi manca esserlo. Lucifer, Chloe sono rimasta nell'ombra prendendomi cura di Trixie…"

Cade in ginocchio con le mani sulla faccia

"...Non avendo il coraggio di starle accanto, perché mi ricorda così tanto voi due, la Terra di cui resta solo una landa desolata, dove solo i demoni possono vivere. Ma non posso aspettare oltre. Deve tornare indietro nel tempo per rimettere le cose apposto. Non mi importa se per un angelo che apre un varco temporale…"

Si alzò in piedi, asciugandosi delle lacrime

"...viene punito con la scomparsa da ogni piano di realtà. Lei può rimettere le cose apposto"

Biblioteca.

Un lieve battere alla porta svegliò Trixie. Con poca voglia di alzarsi, si diresse alla porta. Stava per aprire la porta, quando improvvisamente di fronte a lei si aprì un portale. Dall'altra parte della porta, Azrael scomparve, punizione per aver utilizzato la magia di andare indietro nel tempo, ma scomparve con un sorriso. Dall'altra parte, Trixie indossò un cappotto lungo e nero, saltando nell'apertura temporale.

Los Angeles. Giorno dell'incontro della strega Sabrina e Lucifer.

Trixie ricomparve in un vicolo, riconoscendo, con il cuore in gola, l'entrata del Lux dall'altra parte della strada. Vide entrare Maze. Commossa, controllo una tasca del cappotto, contenta di avere portato un coltello. Velocemente si diresse verso la centrale, sperando di fermare la strega Sabrina.

Poco dopo.

Quasi tutti quelli nella centrale si precipitarono fuori in strada. I freni di un autobus, parcheggiato in una salita si erano rotti. L'autobus era vuoto, ma un collega di Chloe le disse, con accanto sempre Lucifer

"Un vero miracolo. Solo una vittima. Una ragazzina che attraversava la strada, una certa Sabrina"

Lì vicino, l'anziana Trixie sorrise. Lei aveva tagliato i freni dell'autobus, uccidendo la strega Sabrina senza fare altre vittime. Provò una strana sensazione, comprendendo che la sua realtà si stava sfaldando, ma era felice.

Lucifer fermò Chloe dal rientrare in centrale, proponendogli

"Possiamo andare per un caffè da qualche parte? Ti vedo un po' scossa"

Chloe sorrise, annuendo di si. Mentre si dirigevano nel parcheggio interno, l'anziana Trixie non vista li guardava.

Quello stesso pomeriggio.

Sia a Lucifer che Chloe, Trixie era parsa un po' troppo silenziosa.

L'anziana Trixie si sedete su una panchina dall'altra parte della strada, dal quale poteva vedere il patio, dove vide se stessa bambina sedersi. Poco dopo arrivò Lucifer che di sedete accanto a lei. L'anziana Trixie si portò le mani al petto, percependo che stava per scomparire, sussurrando a quella se stessa

"Chiamalo papà...lo merita...chiamalo papà"

Scomparendo dalla panchina. In paradiso, nella biblioteca comparve in un libro delle regole la frase

"Quando il re dell'inferno si suicida usando un coltello o altro che lo cancella dai piani delle realtà, le porte dell'inferno si spalancano, portando l'apocalisse sulla Terra. Questa regola, questo ammonimento diventi parte di ogni re dell'inferno"

Sentendo una risata felice perdersi tra i corridoi.

Nel patio, Lucifer chiese a Trixie

"Sei stata molto silenziosa. Capirai che io e tua madre siamo un po' preoccupati"

Trixie sorrise appena, dicendogli

"Lucifer devo parlare proprio con te"

Il re dell'inferno passò dall'essere preoccupato a temere di averla delusa in qualche modo. Trixie si alzò in piedi mettendosi di fronte a lui, dicendogli con sguardo serio

"Premetto che mio padre Dan si trova d'accordo con me…"

Lucifer tremo, di solito Dan era d'accordo per allontanarlo da Trixie

"...visto che ormai fai parte della nostra famiglia, ti piacerebbe, saresti contento…"

Trixie abbassò lo sguardo

"...Ti chiamassi da ora in poi…"

Trixie respiro profondamente

"...Ti chiamassi papà Lucifer...se forse non vuoi capirò"

Trixie fu piacevolmente sorpresa di trovarsi nell'abbraccio di Lucifer, che le disse con la voce rotta

"Sarei onorato che tu mi chiamassi papà Lucifer. Trixie grazie, grazie"

Chloe uscì sul patio, ricevendo la notizia da un commosso Lucifer. Rientrati, Lucifer domandò a Trixie

"Per dolce da dopo cena cosa preferisci? Budino o gelato?"

Trixie sorridendo gli disse

"Papà Lucifer andrà bene qualunque cosa"

Correndo in cucina, mentre Chloe si avvicinò a Lucifer un po' commosso, che le disse

"Chloe sono felice"

La cui amata gli disse

"Era qualcosa che doveva succedere. Lei ti adora, tu le vuoi bene come fosse una figlia tua, papà Lucifer"

Sorridendo si avviarono in cucina.

CONTINUA