FUOCO INCROCIATO
Le catene ai piedi scatenacciavano ad ogni suo passo, davanti al direttore del carcere di El Paso Paul MCgregor si mostrava cambiato e pronto per una nuova vita. "Sono pronto per rifarmi una nuova vita lontano dal crimine". il direttore lo guardò con entusiasmo e volenteroso di volerlo fuori dalla sua prigione, cli consegnò 200$ e una lista di di posti dove presentarsi per lavorare. gli strinse la mano e lo salutò. In Arkansas nella città di Wynne lo sceriffo Dean Troy stava pulendo il Winchester, adagiò un panno così da non sporcare la scrivania incasinata di carte. gli giunse notizia dal suo vice Jimmy Slaiter della scarcerazione di Paul MCgregor, le mani si fermarono e i suoi occhi azzurri spalancati "Ne sei sicuro Jimmy?" il vice balbuziente gli mostrò il telegramma "Ce-certo ca-capo". si alzò dalla sua postazione guardando nel vuoto "Jimmy voglio che tu prenda il mio posto prr tutta la durata della mia assenza. Partirò stasera stessa, e voglio anche che nei prossimi giorni terrai d'occhio Mary". - "Come vu-vu-vuole lei si-signore".
sul tardo pomeriggio cavalcò verso casa con la sua Appalosa Sandy, nel cortiletto di casa intravide un' ombra maschile nel salotto, sistemò la cavalla nella piccola stalla e balzò in casa per conoscere l'uomo. "Vedo che sono arrivato nell' ora del tè. e questo bel giovanotto chi sarebbe?", il giovane levò la mano da quella della figlia "Lui è David Tornill papà" la venticinquenne Mary rimase impacciata. girando per la stanza con il cappello dietro la schiena il padre osservava il corteggiatore della cara figlia "Interessante. sei il figlio del fabbro Tornill?" - "No, signor Troy, Thomas Tornill, il direttore della banca." - " E immagino che lei lavori in banca?" - " Si signore". si sedette sulla poltrona con le lunghe gambe che gli toccavano il mento "Che intenzioni hai nei confronti di mia figlia?". Mary si mangiava le dita era imbarazzata e stizzita "Papà per favore" - "Cara vai a preparare del caffè per piacere" prese e se ne andò in cucina sbuffando.
Con lo sguardo intimidito rispose alle domande "Io … io voglio sposarla, voglio che mi dia un figlio e voglio passare il resto della mia vita con lei" – "Strano perché lei non mi ha detto niente" commentò il padre con il sigaro tra i denti – "Perché non glie l'ho ancora chiesto. Senta lo so che lei per sua figlia vorrebbe il meglio ma se ….. " venne interrotto dalla figlia che arrivò con il caffè. "Ne riparleremo quando tornerò".
Dopo che se ne fu andato Dean iniziò a fare domande alla figlia "Dimmi un po'….. come hai conosciuto quel bel imbusto? vivi in banca cara?. Mary alzò gli occhi al cielo incrociando le braccia aspettando le solite domande del padre "È un bravo ragazzo, me lo ha presentato Jenny Huston." - "Quanti anni ha? e quali prerogative ha per il futuro che lo attende?" la figlia sbuffò "Ne ha trentun anni papà, è troppo presto per saperlo" si accese il sigaro guardandola con aria da detective " Non credi che sia un pò grandino per te signorina? sei anni sono tanti" - "Ma se te e la mamma ne avevate undici di differenza?! e poi dove vedi andare?" - "Erano altri tempi cara. Comunque devo partire per il Texas per lavoro" il suo tono si abbassò incupendosi il volto.
Dopo cena lo sceriffo era pronto a partire teneva le bisacce a cavallo della spalla e sotto l'ascella reggeva la coperta arrotolata, discendeva le scale carico di roba, con l'aiuto della figlia sellarono la cavalla. Gli preparò una borsa contenete cibo a sufficienza per il suo viaggio. "Dovrebbero bastarti, ti ho preparato una seconda borraccia" – "Grazie tesoro" la strinse a se "Lo sai il modo che assomigli a tua madre è incredibile?! La rivedo nei tuoi occhi" i loro sguardi si incrociarono "Papà stai bene? Sembra che tu parta per sempre!" lui si limitò solamente a salutarla, salì in sella e partì.
Durante il suo viaggio sentiva solamente il rumore degli zoccoli, non c'era nessuno, la prossima città si trovava a dieci miglia di distanza. Durante il giorno il sole cuoceva e la notte era fredda. Il secondo giorno di viaggio la stessa cosa nessun segno di vita umano nemmeno nessuna mandria di bestiame, avanzò il passò al galoppo entrando alla frontiera del Texas la sera stessa. Si accampò per riposare entrambi. Accese il fuoco per preparare del caffè e dei fagioli, tendendo il Winchester a terra. Non si fidava del buio della notte visto che si sentiva osservato da tutto il giorno, pensò subito che si potesse trattare di qualche Apache ma in un secondo momento pensò a MCgregor, probabilmente lo stava seguendo per avere la sua vendetta. Srotolò la coperta stendendola a terra sdraiandosi sul bordo e coprendosi con l'altra metà. Con una mano teneva il fucile e con un occhio dormiva.
Il terzo giorno ripartì prima si scaldò il caffè e ancora fagioli, tirò fuori una mela rossa dandola alla cavalla. Con tutta la calma preparò la sua roba sellandola. Il clima del Texas era più fresco e ventilato probabilmente nei giorni precedenti aveva fatto brutto, su alcune strade c'era della fanghiglia. Vide in cielo dei falchi con penne lucenti. In lontananza intravide un lago con un salice piangente ai suoi piedi. Scese da cavallo per farlo abbeverare, si chinò sulle ginocchia immergendo la meno in acqua, al tatto era fresca. Si rialzò prendendo dalla bisaccia la saponetta che si era portato con se. Si levò gli stivali entrando in acqua vestito, bagno la saponetta con l'acqua strofinandola sul corpo. Quando fu soddisfatto si stese sull'erba per asciugarsi al sole. Aveva però lo stesso pensiero di essere pedinato. Tra i cespugli avvertì dei rumori, si allungò lentamente per brandire il Winchester, gli avvertì sempre più vicini, la sua cavalla nitrì "Zitta ho sentito!" le accarezzò il muso, si alzò rapidamente quando avvertì la presenza sconosciuta, si tuffo su di essa lottando "Perché mi stai seguendo?... rispondi!". L' Apache sotto di lui non capiva le sue parole, si girò di colpo quando avverti una nuova presenza alle sue spalle prendendo di colpo il fucile "Stai calmo, io non fare male a te" – brandiva ancora il fucile tra le mani "Ti presenti sempre alle spalle tu?" – "Lui giovane, non conoscere lingua di bianco!. Qual è il tuo nome?". Abbassò l'arma fissando l'Apache "Dean Troy sceriffo di Wynne nel Arkansas e lei chi è?".
"Mio nome è Kachada Iye capo della tribù dei Ndendahe. ". Dean si rialzò "Perchè mi stai seguendo da due giorni?" – "Non capisco, ti abbiamo visto solo ieri sera. Ma un altro uomo bianco seguire te. Miei uomini averlo visto" – "E' come sospettavo quell'uomo mi sta seguendo, non vuole che io lo trovi". L'Apache si sfilò dal collo un amuleto colorato consegnandolo allo sceriffo "Questo è per te. Porta fortuna. Spero che tu lo prenda" – "Grazie mille sono onorato" lo prese mettendoselo al collo. Il capo indiano parlò al suo uomo e se ne andarono.
Dopo due giorni arrivò a destinazione chiedendo dove poteva trovare lo sceriffo John T. Chance
Il terreno era fangoso a causa dei giorni piovosi precedenti, scese da cavallo camminava lento, diguazzando con gli stivali nel fango. "Scusi sto cercando lo sceriffoJohn T. Chance " – "laggiù" – "La ringrazio".
Stava dando ordini al suo vice "Dirigetevi ad est" – "Si signore". Dean entrò nell' ufficio con gli stivali infangati, barba di quattro giorni e una giacca impolverata. Aveva persino gli occhi stanchi dovute dal poco dormire "Mi dicono che sei ancora sceriffo, credevo che fossi già sindaco" Chance alzò gli occhi "Che mi venga un colpo, lo sceriffo Dean Troy" ridendo gli strinse la mano come vecchi amici "Che sei venuto a fare in Texas?! Non ti vogliono più in Arkansas" – "Spiritoso, sono qui per lavoro" rispose ridacchiando. Chance lo invogliò ad accomodarsi offrendogli del Whisky, "Allora dimmi tutto. E il vero motivo". Dean si accomodò sulla sedia di fronte all'amico, sorseggiando il Whisky "Ti ricordi di Paul MCgregor?" – "Certamente, era il tizio che arrestasti per il furto alla banca di Amarillo" – "Esattamente" commentò Dean riprendendo il discorso "E' uscito di prigione qualche giorno fa di prigione, ed ora vuole riprendersi i soldi che ha nascosto dopo la rapina e pensa che io so dove si trovi il denaro.". – "Ed è così?"chiese Chance– "Certamente, ho cercato per molto tempo quel denaro dopo la sua carcerazione ma non l'ho mai trovato, ma ora credo di sapere dove si trovi". Allungò la vista sopra la carta geografica del territorio, muoveva le dita cercando il punto interessato. "Eccolo qui!. Il punto è questo" Chance girò la carta per vederci meglio "Sei proprio sicuro? Se il posto è quello non portai andarci da solo, quello è uno dei passaggi che usano gli Apache". – "E' per questo che sono qui, mi serve il tuo aiuto. Voglio riconsegnare il denaro e riportarlo dietro le sbarre". L'espressione di Chance in volto era perplessa non era convito di poterlo aiutare, era una missione suicida e in due correvano maggior rischio se incontravano gli Apache.
"Non lo so, è un rischio, ma hai idea di cosa ti stai facendo coinvolgere? Trovarci in due in mezzo agli Apache non è una passeggia, in più saranno ancor più pericolosi sapendo che porti con te del denaro". Dean rimase deluso per il fatto che non volesse aiutarlo, "Non intendi aiutarmi dunque! Allora farò da solo, mi recherò dallo sceriffo di Amarillo" si trovava sulla difensiva ed in collera "Lo sai che lo sceriffo è Edward Kelley?" Chance cercò di fargli cambiare idea riferendogli dello sceriffo che subentrò al suo posto, il volto di Dean sbiancò.
"Dicono che non sia molto affabile, non gli vai molto genio". – "Questo lo so, ma tentar non nuoce". Uscì senza pensarci due volte, rimontò a cavallo diretto verso Amarillo.
Amarillo è una cittadina del Texas nella contea di Potter Randall. La sua ferrovia era famosa grazie al collegamento da Fort Worth – Denver. La sua popolazione di 249 881 abitanti.
Si diresse subito dallo sceriffo Edward Kelley che in passato era un commercialista che si scontrò diverse volte con Dean. Quando lasciò la città per stabilirsi nel Arkansas lui subentrò come sceriffo senza specifici mezzi legali per farlo. Nessuno sa come abbia potuto prende lui il suo posto.
"Dean Troy? Sei proprio tu? Sei venuto per riprenderti il posto?" – "Ne saresti sorpreso? Sarei in grado di farlo."
Kelley se ne stava rannicchiato sulla poltrona in pelle della scrivania a contar soldi che ripose subito nella busta. Era il classico uomo che faceva credere agli altri di essere superiore agli altri vivendo di assoluti. Ma quando doveva arrestare pregiudicati mandava avanti i suoi uomini.
"Sono venuto da te perché mi servono degli uomini per prendere il denaro rubato da MCgregor". Lo sceriffo scoppiò in risate battendo le mani sul tavolo "Non farmi ridere nessuno sa dove si trovi" si avvicino alla sua faccia con il dito puntato "Beh io si" – "Ammettiamo che sia vero ma tu lo sai che ci sono in giro Apache per tutto il Texas?! Ci crederò solo quando vedrò i soldi, ora sparisci".
Dean era arrabbiato di non ricevere nemmeno il suo aiuto anche se era una carogna, entrò nel saloon per bere qualcosa, si presentò al bancone chiedendo del Whisky. Gli si avvicinò un uomo chiedendo la stessa cosa "Whisky" Dean bevve il suo girando gli occhi sulla persona al suo fianco "Pensavo che avessi detto che non volevi aiutarmi" – "Infatti sono qui, scommetto che lo sceriffo Kelley non ti voglia aiutare vero?!" – "Già" Dean fissava il bicchiere vuoto "Un altro per favore" il barman lo accontentò all'istante "Ci vediamo domani alle 7.30 del mattino nella sala del hotel. Non fare tardi." Nel bere il sorso gli andò di traverso, Chance gli batte sulla schiena "Dici sul serio?" – "Ovviamente amico!".
i due cavalcarono fino al punto indicato sulla carta, entrarono in mezzo alla gola che a metà percorso si stringeva il sentiero. Percorsero il passaggio in fila indiana, dalle indicazioni alla fine della gola si troveranno davanti a due versanti, sul destro si poteva vedere la grande montagna rocciosa e pietrosa da scalarla a piedi. Lasciarono ai suoi piedi i cavalli e proseguirono a piedi. Nel seguire il percorso per arrivare in cima dall'altra parte MCgregor era intenzionato nella medesima azione. in alcune parti il sentiero era friabile e qualche sasso cadeva nel vuoto, "E' meglio stare vicini alla parete rocciosa, è più sicuro" consigliò Chance osservando i movimenti di Dean davanti a lui.
man mano che salivano MCgregor si avvicinava dall' altra parte sparando colpi di avvertimento, i due uomini si ripararono dal fuoco nemico dietro la parete rocciosa. Dean e Chance risposero al fuoco avanzando lentamente. MCgregor cessò il fuoco giusto il tempo di ricaricare i proiettili. "Prima che riprenda il fuoco tu coprimi le spalle mentre cerco di aggirarlo" ordinò Chance, Dean riprese a sparare mentre l'amico tentava la sua idea. Mirò sull' avversario colpendolo nella coscia, i proiettili nemici sfioravano Dean che si riparò dentro a una rientranza rocciosa, ricaricando il Winchester esplodendo altri colpi che finirono Presto. il fatto che non si accorse di aver finito le cartucce ritrovandosi a secco " Accidenti! Sono a secco" uso il Revolver di scorta continuando con la se calata..
l'avversario interruppe il fuoco continuano a salire, lasciando tracce di sangue sul terreno. Chance nel mentre lo raggiungeva accerchiandolo. Dean seguiva le tracce di sangue del suo colpo " Lo raggiungerò presto " pensò fra se toccando la traccia di sangue. accelerò il passo acquistando terreno arrivando in cima lo raggiunse. "È finita, sei pure ferito" commentò con fermezza, la rabbia gli traversò gli Occhi azzurri - "
allora finiscimi che stai aspettando?!"MCgregor scoppio a ridere - "Non ti darò questa soddisfazione. "ti risbatterò dentro"
Chance aveva trovato il tesoro era sotterrato sotto a delle pietre messe a caso, lo aveva pensato subito che C'era qualcosa di strano in quelle pietre così le alzò tutte trovando una bisaccia di tela contenere una scatola piena di denaro.
L'afferrò cercando di arrivare in cima udì gli spari, corse di gran fretta trovando l'amico steso a terra a faccia in giù e il nemico ferito alla spalla "Fermo, allontanati da lui" Disse Chance- " Altrimenti?" rispose MCgregor con in mano la pistola, "Ti faccio fuori", scoppiò a ridere di nuovo si girò cercando di ucciderlo ma Chance fu più veloce sparandogli in testa " Te lo detto che ti avrei ucciso".
Raggiunse il suo amico chinandosi sulle ginocchia lo gito sul davanti cercando il foro d'entrata che non esisteva.
lo toccò in vari punti e vide l'amuleto al suo collo, lo prese in mano vedendo che il proiettile si impiantò dentro, intanto si stava riprendendo aprendo gli occhi lentamente "Sono ancora vivo?" – Chance lo aiutò a sedersi "Certamente!" – "Che dolore al petto, sembra che qualcuno mi sia seduto sopra" si massaggiava il petto dolorante - "Qualcuno ti ama!... sembrerebbe un amuleto portafortuna" Dean lo mise sotto la camicia "Ho ricevuto una sorpresa dagli Apache".
"Ho quì una cosa per te" – "Hai trovato i soldi" – "Erano sotterrati da pietre in una rientranza".
Nel ritorno passarono da Amarillo con il denaro trovato, entrò in banca consegnando la scatola piena. Lo sceriffo Kelley lo vide arrivare trionfante "Questo è per voi" si rivolse al banchiere che lo guardò con occhi brillanti "Sono 20.000$. spero che riusciate a sistemare tutto". Uscì dalla banca fermandosi da Kelley che era in strada a mettere il naso "Hai perso la lingua?!" – "E dove sarebbe Paul MCgregor?" - "Steso a terra in cima alla montagna".
Chance cavalcò fino al confine dell' Arkansas. "E qui ci salutiamo, questo è il confine. Ora puoi proseguire da solo" – "Grazie amico, mi mancherà la tua compagnia". Sulla cima del crinale Kachada Iye che osserva dall'alto, Dean lo notò inchinando il capo in segno di saluto strinse la mano a Chance e continuò il suo viaggio.
Accarezzò la criniera dalla cavalla prendendo una mela rimanente dandola a lei "Ora siamo solo io e te Sandy, torniamo a casa".
