Inizio Capitolo 4 "Sabbia e Lacrime"

Posso sentirmi gli occhi fuori dalle orbite. Questo ... Questo coso mi ha fatto sollevare sassi. MI HA FATTO SOLLEVARE SASSI!

Ho, ho bisogno di sedermi, devo calmarmi; ho bisogno di pensare, piangere, urlare. Mi sento esplodere dentro.

Riesco a scorgere una roccia poco più in là; mi sento quasi un automa: non riesco a cedere altro che la mia mano, la pietruzza; è tutto sfocato. Non così nemmeno come faccio a camminare.

Sento la roccia dura sotto di me, mi sento un po 'più lucida: questo sasso non è fatto altro che crearmi guai, in mezzo alla sabbia starà decisamente meglio ...

"Come ti chiami ragazza?"

Alzo lo sguardo, mi ero quasi dimenticata di lui. Lo guardo nei suoi occhi verde chiaro, mi trasmette un senso di calma incredibile; il mio respiro sta tornando a una velocità normale, e qui capisco forse la cosa comprensibile di tutta questa storia; di lui, mi posso fidare.

"Alice."

"Alice, sai che cosa hai appena fatto?"

Quindi solo che tu sai quello che io voglio sapere, ma prima che questa conversazione continui vorrei conoscere il tuo nome.

Non mi risponde subito, anzi, sembra pensarci molto prima di parlare.

"Jenth, puoi chiamarmi Jenth. E adesso presta attenzione a quello che ho da dirti."

"Sarebbe?"

"La Forza è potente in te, ragazzina."

Ancora con questa forza? Ma allora è proprio fissato! Ma non lo vedi che i muscoli sono al grado meno 15? Seriamente, il mio nuovo conoscente deve farsi vedere da un oculista esperto.

"Sei confusa Alice?"

"Scusami Jenth, è che non riesco proprio a capire, io forte non lo sono proprio per niente ..."

La sua faccia per quanto aurea, trasparente e seria, ora sembra molto divertente. Vuole ridere ma si trattiene dal farlo, non serve un occhio esperto per capirlo. Alle fine non riesce più a trattenersi e lo vedo scoppiare in una risata fragorosa.

"Questo non aiuta a chiarirsi le idee sai?"

"Scusami ragazza, ho sentito la Forza essere descritta in molti modi, ma mai sotto questo aspetto così particolare."

"Ma se non è questa la forza a cui ti riferivi, quale altra forza sarebbe?"

"Questa sarà una cosa lunga da accettare e soprattutto da capire, ma non è questo il luogo giusto per parlarne; e meglio se vieni con me. Questo luogo può

diventare alquanto inospitale di notte."

Lui inizia a camminare verso la foresta, faccio per seguirlo quando lo sento ancora: quello smarrimento, quella sensazione strana, quel richiamo silenzioso e la voce dentro di me che vuole seguirlo ...

"Dali-al..."

Non posso ignorarla, contrastarla, essa mi sta chiamando; ed io devo seguirla ...

"Dali-al..."

Sento un'altra voce lontana, non distinguo, non riesco a capirla, a malapena la sento.

Devo arrivare là, dove la voce mi sta conducendo. All'improvviso il mio arresto, ciò che mi sta sta chiamando è davanti a me; vicino ai miei piedi. Ora la vista sta tornando lucida, ma una mano nella sabbia ed in mezzo alla terra calda e granulosa sento qualcosa: qualcosa di più duro, qualcosa che ho già sentito ...

Questo pezzo di vetro maledetto la smetterà mai di crearmi guai?!

"Che stai facendo?"

"Dio santo!"

Faccio un salto all'indietro. Non ho sentito arrivare nessuno alle mie spalle; come avrai fatto ad avvicinarsi senza che io lo sentissi?

"Ah, sei tu Jenth."

"Cosa stai facendo?"

Non posso mentirgli, ma la voglia è grande. Normalmente non racconto mai niente di nessuno prima di essere certo di quello che dico. Sento Jenth che mi scruta paziente, deve aver capito.

Ma forse non ho capito che io così mi sta mettendo alla prova, ed io ho tutte le intenzioni di superarla.

"È stato questo, oggi è già la seconda volta che lo fa."

Lui inizia ad osservare il vetro grigio sulla mia mano, apre leggermente le palpebre, un movimento quasi impercettibile, ma non mi sfugge; credo che si sia stupito.

"Che fa cosa, Alice?"

"Non saprei proprio come spiegartelo. Mi attira, mi chiama ma non è un suono. Mi ha giocato questo scherzo già un'altra volta oggi! E cos'è successo poi?! Mi ha strappata da tutto ciò che avevo di più caro!"

Sento la rabbia salire e fluire nelle mie vene, inizio a stringere i pugni.

"È pericoloso! Non riesco a stargli lontano ma è più forte di me! Non controllo l'impulso!"

Dai miei occhi, a parte le lacrime. Ho bisogno di sfogarmi, di liberarmi di tutto lo stress, di svuotarmi un po'.

"Ascoltami ragazza, forse così come utile, ma dobbiamo incamminarci subito, come ti ho già detto, questo luogo di notte diventa pericoloso."

Mi sento un po' meglio adesso, inizio a seguire Jenth attraverso la boscaglia, questa volta però porto con me il sassolino; non so perché ma sento che con esso le cose andranno bene.