Inizio Capitolo 5 "Corri"
Non so da quanto tempo stavamo camminando, non avevo orologi con me prima che iniziasse tutto questo. Questi boschi sono incredibili, non ho mai visto niente di così bello: alberi immensi, giganteschi rampicanti, luce e colori ovunque. Tanti, tantissimi fiori di ogni colore pendono dai rampicanti; devo dire che questa è la prima volta che mi capita di vedere fiori verdi.
All' improvviso sento un rumore, quasi come un fruscio; c'è qualcosa sugli alberi, sono uccelli grandi come aquile, sembrano fatti d' oro, tranne che per la testa blu sono completamente dorati. Uno di loro inizia a fare uno strano verso, è un suono bellissimo; mi ricorda tanto quello di un pavone.
Nel guardarmi intorno sento come un'euforia che mi scorre da capo a piedi, c'è una connessione, un qualcosa che li lega tutti: l'erba, il fango, l'acqua, alberi, fiori e animali.
C'è qualcosa che li connette tutti ed io mi connetto ad essi, ma qualcosa stona in tutto questo, qualcosa di diverso, molto diverso, la sua essenza è diversa.
Faccio per chiamare Jenth, quando in questa rigogliosa e tranquilla foresta si scatena l'inferno: il più grosso degli uccelli dorati si mette a gridare un verso, un'allarme, ed in pochi secondi lo stormo vola via, vedo scimmie arcobaleno scappare in tutte le direzioni.
"Jenth, ma che sta succedendo?!"
"Mettiti al riparo presto!"
Non me lo faccio ripetere due volte; mi butto in mezzo all' erba, sotto una specie di grossa felce dalle foglie larghe. Sono ben nascosta, tuttavia non mi sento ancora al sicuro, non è ancora finita…
La terra inizia a tremare, forse è un terremoto; eppure c'è qualcosa di strano, non sembra proprio un terremoto, ci rifletto un paio di secondi e mi viene in mente un dubbio a dir poco terrificante. Scosto un po' le foglie e rimango paralizzata dalla paura.
UNA GIGANTESCA MANDRIA DI ANIMALI ENORMI MI STA CORRENDO ADDOSSO!
Non so con quale velocità riesco a scansarmi in tempo; il più vicino sarà stato a meno di cinque metri da me!
"Jenth! Jenth dove sei?!"
"Ti avevo detto di nasconderti!"
"Non importa, che sta succedendo qui?!"
"Temo che ormai sia troppo tardi per dare spiegazioni." dice lui guardando verso l'alto.
In cielo c'è una grande nuvola rossa, in arrivo da sopra le cime degli alberi.
Come la vedo inizio a correre a perdifiato sulla strada spianata dalla mandria; avevo capito tutto: quella non era una nuvola rossa, ma insetti, un intero sciame e sono a caccia…
Continuo a correre scansando massi e radici con un'agilità che non sapevo di avere, poco a poco però inizio a cedere, inizio a sentirmi il fiatone, quando trovo un'ancora di salvezza.
Con un ultimo sforzo mi butto sotto un'altra felce risparmiata dalla mandria. Ho ancora il fiatone, ma ora mi sento al sicuro, quegli insettacci non mi puntano più. Ora sembrano solo una gigantesca nube che si allontana lentamente.
A un tratto, in mezzo a tutto questo spettacolo, inizio a sentire dei rumori strani; mi guardo in giro e noto che questi provengono da un cumulo di rami e foglie buttati giù nella carica. Mi avvicino con cautela, sento che non c'è pericolo ma è meglio stare all'erta. Appena arrivo abbastanza vicino mi accorgo di un particolare.
Non sono i rami a muoversi, bensì qualcosa che c'è sotto; un animale penso: manto zebrato, piccole corna e bocca larga. Sembra uno di quegli animali che mi hanno quasi ucciso poco fa; ma è decisamente troppo piccolo per essere uno di quei cosi. Do uno sguardo nei suoi occhi; e capisco tutto: è solo un cucciolo spaventato a morte.
"Stai tranquillo, ti faccio uscire di lì."
Cerco di spostare quei grossi rami; ci devo mettere un bel po' di forza per riuscire almeno a spostarli. Il piccoletto forse però ha frainteso le mie intenzioni, non la smette di emettere versi.
"Shhh… È tutto ok, è tutto ok, stai tranquillo."
Da un lato lo capisco; non avrà mai visto un umano in vita sua ed ha paura; ma dall'altro lato, se non chiude la bocca, non sarà servito a niente scappare dagli insetti. Quelli sono ancora nei paraggi, e se ci trovano… Beh, non ho nessuna voglia di scoprirlo.
Il piccoletto non la smette di urlare, più cerco di farlo stare tranquillo più lui non collabora. Sono certa che quei maledetti insetti lo hanno già sentito.
Ora però, mentre cerco di spostare l'ennesimo tronco, inizio a sentire qualcosa di potente; sento una forza potente scorrere dentro di me. È una sensazione potente e bellissima allo stesso tempo, rilassante; come se per un secondo tutti i problemi fossero spariti. Chiudo gli occhi, lasciandomi annegare in quella pace incredibile. Sento che sto tornando alla realtà, ma questa forza non mi abbandona; mi sento potente, inondata da una luce che non conosco, ma di cui mi fido ciecamente.
Guidata da essa, allungo il braccio sotto il cumulo di rami, arrivando a toccare il pelo ispido del piccolo. Dopo poche carezze, lui abbandona la sua inquietudine; finalmente ha capito che lo sto aiutando…
Non passano che pochi attimi, quando vedo il cielo rannuvolarsi; mi è successo poche volte, ma mai come adesso avrei voluto sbagliarmi. Gli insetti sono tornati!
Il cucciolo ha ancora alcuni tronchi addosso, cerca di scappare, di fuggire, ma quei tronchi sono troppo pesanti; riesce a malapena ad alzarsi e in pochi secondi quegli insetti ci saranno addosso.
Sento quella strana forza affiorare di nuovo in me, non mi ha mai abbandonato e non lo farà proprio ora. Faccio cadere per terra gli ultimi rami e mi metto a correre.
"Muoviti, scappa!"
Il cucciolo non mi sta seguendo, ha ancora una zampa incastrata.
Guardo il cielo, ci hanno visti.
Mi butto sulla radice cercando di smuoverla
"Avanti! Dai!" Niente.
Il piccolo guaisce disperato, sto per andare in crisi di panico. Cerco gli occhi del cucciolo, e dentro vi leggo una cosa: mi sta chiedendo aiuto ancora una volta, ed io non posso e non voglio negarglielo.
Lui adesso è mio amico, ed i miei amici non li tocca nessuno.
"Fermi!" e loro si fermarono.
