Inizio Capitolo 6 "La Calma dopo la Tempesta"
Mi è presa come una furia; ho potere su di loro. Uno viene avanti, è il capo.
Andatevene, e non tornate mai più.
Gli insetti se ne vanno mentre iniziano a venirmi dei capogiri.
Cerco di stare in piedi, fino a quando non inciampo cadendo malamente a terra. Non capisco, non riesco a pensare, vedo il buio poi vedo il cielo; sta diventando rosso ed è così bello e grande e… non so, questo è un posto caldo, ma io sento molto freddo.
Qualcosa mi sta toccando le gambe, alzo la testa, e vedo che si tratta del cucciolo.
Sono decisamente felice che questa disavventura sia finita.
"Hey."
Come mi sente viene a strusciare il suo muso sulla mia faccia, ed io inizio ad accarezzargli il pelo. Sentendo il suo calore inizio a tremare di meno.
"Come stai ragazza?"
"Jenth. Come fai a saltare sempre fuori all' improvviso? Sto bene, ma ho molto freddo."
"Questo è normale."
"Cos'è successo Jenth?"
Dopo un po' lui inizia a parlare, non sembra che ne abbia voglia, sembra poco convinto.
"Ciò che è appena accaduto non è stato casuale. Solo in pochi sarebbero stati in grado di fare quello che hai fatto tu. Hai qualcosa di speciale ragazzina."
"Cosa sarebbe?"
"Non ne sono sicuro. Invece, per quanto riguarda la prima domanda, vedrai che a tempo debito saprai tutto. Adesso, in marcia! Tra poco il sole inizierà a tramontare, ce la fai ad alzarti?"
Mi alzo in piedi un po' precariamente ma penso di poter riuscire a camminare. Inizio a seguire Jenth ma; mentre muovo i miei passi verso una destinazione a me ancora ignota; mi rendo conto che non ha notato una cosa.
"Jenth aspetta! Cosa facciamo con lui?" dico indicando il piccoletto.
"Non hai bisogno di farmi questa domanda se conosci già la risposta ti pare?"
Ecco, colpita e affondata.
Ha ragione, ha dannatamente ragione; per quanto io mi sia già affezionata a lui devo fare la cosa giusta, anche se odio doverla fare.
"Dobbiamo riportarlo al suo branco."
"Molto bene, basterà seguire la devastazione."
Non muovo che pochi passi quando mi accorgo che il piccoletto non si vuole muovere: forse sente ancora l'odore degli insettacci o magari ha ancora paura. Il motivo non lo conosco, ma con qualche coccola si convince.
Avremmo percorso solo pochi chilometri, la scia di tronchi abbattuti comincia ad allargarsi, ponendo davanti ai nostri occhi uno spettacolo come pochi.
C'è una grande pianura ricoperta d'erba e rocce ricoperte di piccole liane in fiore appena fuori dalla foresta, sullo sfondo si vede solo una macchia d' alberi lontani, un grande specchio d'acqua e le montagne in lontananza che sovrastano il tutto.
Con la luce rosea del tramonto, questa pianura diventa qualcosa di davvero meraviglioso. In mezzo alla piana ci sono moltissimi animali dalle corna lunghe ed il manto zebrato; pascolano pacifici, come se nulla di tutto ciò che è successo non fosse mai accaduto.
Chiudo gli occhi ed apro le orecchie: sento, sento il frusciare del vento, l'acqua che scorre, i versi della mandria che pascola pacifica; tutto questo è come sentirsi in paradiso, tutto questo è davvero perfetto.
All' improvviso qualcosa rompe questa perfezione, qualcosa che sa di angoscia e paura. Riapro gli occhi, anche il cucciolo l'ha sentito: sta sull'attenti, ascolta e tende le orecchie.
La sensazione ritorna, ma ora credo di aver capito: è un suono simile ad un lamento. Il piccolo si mette a correre, cerco di stargli dietro, ma per me lui è troppo veloce. Mi fermo a riprendere fiato, non molto lontano dal branco; cerco il cucciolo con gli occhi in mezzo alla mandria; lo trovo, ma non ho bisogno di alcuna spiegazione.
Il piccolo ha finalmente ritrovato sua madre.
"Ottimo lavoro Alice. Oggi mi hai dimostrato di essere pronta, domani sarà per te un nuovo inizio."
"Jenth di cosa stai parlando esattamente?"
Adesso più che mai ho bisogno di ricevere spiegazioni.
